venerdì, Gennaio 30, 2026

Roma: bambini a rischio per l’inquinamento dell’aria

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INQUINAMENTO ATMOSFERICO E SALUTE: IL REPORT “CAMBIAMO ARIA” DI ISDE ITALIA CONFERMA CHE L’ARIA INQUINATA È UNA PRIORITÀ SANITARIA ATTUALE ANCHE PER ROMA E METTE A FUOCO NERO SU BIANCO IL RISCHIO PEDIATRICO. DATI UFFICIALI, PARAMETRI SCIENTIFICI E NUOVI LIMITI EUROPEI MOSTRANO CHE ESSERE “NEI LIMITI”, INFATTI, NON SIGNIFICA ESSERE AL SICURO

L’inquinamento atmosferico è una questione sanitaria centrale, che riguarda in modo diretto la qualità e l’aspettativa di vita delle persone, a partire dai soggetti più vulnerabili.

È da questa consapevolezza che nasce il rapporto nazionale “Cambiamo Aria. Salute e inquinamento atmosferico nelle città italiane”, promosso da ISDE Italia – Società Internazionale dei Medici per l’Ambiente e presentato come uno strumento di conoscenza, ma anche di pressione civica, fondato su dati ufficiali e su evidenze scientifiche consolidate.

Il rapporto rappresenta oggi uno dei quadri più completi e attendibili sulla qualità dell’aria urbana in Italia, un’analisi costruita esclusivamente su dati istituzionali, provenienti dalle reti regionali di monitoraggio e pubblicati da ISPRA e dalle ARPA e APPA. Proprio questa scelta metodologica rende il documento particolarmente rilevante anche per il dibattito pubblico e per le decisioni politiche.

Inquinamento atmosferico: il rapporto “Cambiamo Aria”

Cambiamo Aria analizza in modo sistematico le concentrazioni degli inquinanti atmosferici nelle principali città italiane, confrontandole su tre livelli distinti. Il primo è quello dei limiti normativi attualmente in vigore.

Il secondo è rappresentato dai nuovi limiti fissati dalla Direttiva europea sulla qualità dell’aria che entrerà in vigore dal 2030.

Il terzo, il più stringente, è costituito dai valori raccomandati dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, basati sulle evidenze epidemiologiche più aggiornate.

Questo triplice confronto consente di superare una delle ambiguità più diffuse nel dibattito sull’inquinamento atmosferico: l’idea che il rispetto dei limiti di legge equivalga automaticamente a una condizione di sicurezza sanitaria.

Il rapporto dimostra in effetti che non è così. I limiti attuali, in molti casi, sono ancora lontani dalle soglie realmente protettive per la salute, soprattutto per l’infanzia e per le fasce più fragili della popolazione.

I principali inquinanti analizzati

Gli inquinanti analizzati sono quelli per i quali esiste un solido consenso scientifico sugli effetti sanitari. In particolare, le polveri sottili PM10 e PM2,5 e il biossido di azoto (NO₂), strettamente legato al traffico veicolare.

Il PM2,5, per dimensioni e capacità di penetrazione, è considerato uno degli inquinanti più pericolosi, perché può raggiungere gli alveoli polmonari e il circolo sanguigno, contribuendo allo sviluppo di patologie respiratorie, cardiovascolari, neurologiche e metaboliche.

Come sottolinea Laura Reali, pediatra, presidente ISDE Roma e Lazio e membro della Commissione età evolutiva dell’Ordine dei Medici di Roma, le evidenze scientifiche sono ormai consolidate.

L’esposizione cronica agli inquinanti atmosferici è associata a un aumento documentato di malattie respiratorie, cardiovascolari e neurologiche, oltre a una quota rilevante di mortalità prematura.

Le stime parlano di circa 300mila decessi ogni anno in Europa e oltre 50mila in Italia attribuibili all’inquinamento atmosferico.

Nel Rapporto Isde ‘Cambiamo Aria’ “il confronto tra le città monitorate mostra differenze importanti: Torino e Milano risultano tra i contesti più critici, mentre Roma presenta valori relativamente migliori

Inquinamento atmosferico a Roma secondo il rapporto ISDE

Nel confronto tra le città monitorate, Roma presenta valori mediamente migliori rispetto ad aree storicamente critiche come Torino e Milano. Tuttavia, il rapporto invita a leggere questo dato con grande cautela. Alla luce dei nuovi limiti europei e delle raccomandazioni OMS, anche Roma infatti si colloca in una zona di rischio sanitario non trascurabile.

Il nodo centrale è proprio questo. I limiti oggi in vigore sono meno stringenti di quelli che entreranno in vigore dal 2030. Di conseguenza, una città che oggi rispetta formalmente la normativa può trovarsi domani in una condizione di non conformità, senza che la qualità dell’aria sia peggiorata, perché cambia la consapevolezza scientifica sugli effetti a lungo termine dell’esposizione.

Secondo ISDE, alla luce dei nuovi standard, praticamente nessuna grande città italiana, Roma compresa, può considerarsi pienamente protetta dall’esposizione cronica agli inquinanti atmosferici. Questo dato ribalta una narrazione rassicurante ancora diffusa e impone di riconsiderare le politiche urbane in una prospettiva di prevenzione sanitaria.

«L’Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri della provincia di Roma e i pediatri in particolare possono avere un ruolo fondamentale – dice Reali – Come professionisti della salute, siamo chiamati non solo a curare le conseguenze dell’inquinamento ma anche a contribuire attivamente, con competenza scientifica e responsabilità civile, alla promozione di politiche efficaci di prevenzione. Come pediatri, infine, rivolgiamo un invito chiaro a sostenere con convinzione tutte le misure volte alla protezione di bambini e adolescenti, perché garantire un’aria più pulita non è solo una scelta ambientale, ma un investimento imprescindibile sulla salute delle generazioni presenti e future».

Inquinamento atmosferico a Roma: bambini, adolescenti e gravidanza

Uno degli aspetti più rilevanti del rapporto riguarda l’impatto dell’inquinamento in età pediatrica. Un organismo in crescita è più vulnerabile agli effetti degli inquinanti, perché apparato respiratorio, sistema nervoso e sistema immunitario sono ancora in fase di sviluppo. L’esposizione precoce può determinare altresì conseguenze che si manifestano lungo tutto l’arco della vita.

Le evidenze citate da ISDE mostrano un’associazione tra inquinamento atmosferico e aumento di asma, infezioni respiratorie, disturbi del neurosviluppo e difficoltà attentive. Non solo.

Gli effetti possono iniziare già in epoca prenatale, con un impatto sulle gravidanze e sullo sviluppo fetale. Proteggere l’aria che respirano bambini e adolescenti significa, quindi, intervenire su un determinante di salute che condizionerà il futuro della comunità nel suo insieme.

In questo senso, il rapporto “Cambiamo Aria” si inserisce pienamente in una visione di salute pubblica orientata al lungo periodo, coerente con l’approccio One Health, che riconosce l’interdipendenza tra salute umana, ambiente e sistemi urbani.

Le azioni necessarie

Il rapporto non si limita a descrivere il problema, ma richiama con forza la necessità di interventi strutturali e immediati. Riduzione del traffico motorizzato privato, potenziamento del trasporto pubblico alimentato da fonti rinnovabili, promozione della mobilità attiva, efficientamento energetico degli edifici e una pianificazione urbana orientata alla salute sono misure basate su solide evidenze scientifiche.

Esperienze già adottate in molte città europee dimostrano che questi interventi producono benefici sanitari concreti nel breve periodo. Non si tratta di scelte ideologiche ma di politiche di prevenzione primaria, comparabili per importanza alle campagne vaccinali o alla riduzione del fumo.

Il ruolo dei medici

In questo contesto, il ruolo degli operatori sanitari assume un peso specifico crescente. Come sottolinea Laura Reali, i medici sono chiamati non solo a curare le conseguenze dell’inquinamento, ma anche a contribuire attivamente alla prevenzione, mettendo a disposizione competenza scientifica e responsabilità civile.

L’Ordine dei Medici di Roma, come ricorda Valentina Grimaldi, ha un ruolo chiave nella promozione di una cultura della salute che includa la tutela ambientale, soprattutto quando si parla di bambini. Garantire un’aria più pulita non è una scelta opzionale, ma un investimento imprescindibile sulla salute delle generazioni presenti e future.

A questo link è disponibile il Rapporto; clicca qui per vedere l’andamento degli inquinanti a Roma nel periodo 2013-2025.

Numero verde ONA

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