Gas Radon: danni alla salute e tutele per le vittime

Il radon (Rn) è un gas inerte e radioattivo di origine naturale. È un prodotto del decadimento nucleare del radio, all’interno della catena di decadimento dell’uranio.

Il gas radon radioattivo è presente nell’ambiente dato che proviene dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce, nel suolo e nei materiali da costruzione.

Tuttavia tende ad accumularsi negli ambienti indoor. Qui si possono raggiungere concentrazioni tali da rappresentare un rischio per la salute della popolazione esposta.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Bonanni sono in prima linea per la difesa delle vittime di agenti cancerogeni. Offrono servizi di assistenza legale e medica a coloro che ne fanno richiesta.

Indice dei contenuti

  • Cosa sono i gas radon?

  • Dove si trova gas radon?

  • Radon in casa: cosa fare

  • Radon effetti sulla salute

  • Rilevatori di radon e prevenzione

  • Inquinamento da radon: cosa dice la normativa?

  • Quali sono i diritti che spettano alle vittime di esposizione?

  • Servizi di tutela legale e medica


  • Tempo di lettura: 11 minuti

    Definizione e radioattività del gas radon

    Che cos’è il radon? Scoperto nel 1899 da Robert B. Owens e Ernest Rutherford, il radon è un gas nobile e radioattivo che si forma dal decadimento delle radiazioni alfa del radio, generato a sua volta dal decadimento delle radiazioni alfa dell’uranio.

    Gli isotopi del radon, decadendo, emettono particelle alfa e si trasformano in elementi “figli”, anch’essi radioattivi:

    • Polonio 218 (218Po);
    • Polonio 214 (214Po);
    • Piombo 214 (214Pb);
    • Bismuto 214 (214Bi).

    La radioattività del radon si misura in Becquerel (Bq), che indica la trasformazione di un nucleo atomico al secondo. La concentrazione nell’aria di radon gas radioattivo si esprime in Bq/m3.

    È incolore, inodore, insapore e solo moderatamente solubile nell’acqua. Se inalato, è considerato molto pericoloso per la salute umana poiché le particelle alfa possono danneggiare il DNA delle cellule.

    Inoltre è considerato la seconda causa di cancro al polmone, dopo il fumo di tabacco. Al radon gas sono attribuiti dal 5% al 20% di tutti i casi (da 1.500 a 5.500 stimati per la sola Italia all’anno).

    Gas radon dove si trova: zone a maggior rischio

    Il radon è presente in tutta la crosta terrestre, nel terreno e nelle rocce, in quantità variabile. In particolare i materiali edili, che derivano da rocce vulcaniche, estratti da cave o derivanti da lavorazioni dei terreni, sono sorgenti di questo gas.

    Infatti, gli edifici maggiormente a rischio sono quelli costruiti su suoli di origine vulcanica o fortemente permeabili e che impiegano materiali da costruzione come pozzolane, graniti e anche il tufo è radioattivo. Infine si può trovare anche nell’acqua potabile.

    Generalmente, grazie alla forte dispersione di questo gas in atmosfera, all’aperto la concentrazione di radon non raggiunge mai livelli elevati. Tuttavia, in luoghi chiusi come case, uffici, scuole, la sua concentrazione può arrivare a essere un grave rischio per la salute dell’uomo.

    Per gas radon Italia rappresenta uno dei Paesi più a rischio. Tuttavia la situazione di rischio di gas radon in Italia non è omogenea ma si presenta a macchia di leopardo non solo tra aree diverse ma anche nell’ambito del medesimo comprensorio territoriale.

    Per illustrare la situazione di emergenza sul territorio italiano è stata condotta l’Indagine Nazionale sui livelli di concentrazione di radon nelle abitazioni. Questa indagine si è svolta tra il 1989 e il 1997, grazie all’Istituto Superiore di Sanità e all’APAT (Agenzia per la Protezione dell’Ambiente e per i servizi Tecnici).

    Radon in casa: come evitare il pericolo di esposizione

    Il livello di radon raggiunto negli edifici dipende da numerosi fattori:

    • tipologia di edificio;
    • numero di ricambi d’aria;
    • grado di ventilazione naturale o artificiale.

    La principale fonte di questo gas è il suolo. Da esso può affluire verso l’interno degli edifici, soprattutto se è presente una depressione tra i locali e il suolo. La principale causa è la differenza di temperatura tra l’interno e l’esterno dell’edificio.

    Per questi motivi i livelli di radon radioattivo sono generalmente maggiori nelle cantine e ai piani bassi e può subire sensibili variazioni giornaliere e stagionali. Infatti la concentrazione è maggiore d’inverno e nelle prime ore del mattino.

    Per esempio al nord, come in Alto Adige, si è osservato che la concentrazione in casa aumenta quando il terreno ghiaccia, perchè il gelo ostacola la fuoriuscita del questa gas dal terreno, favorendone la fuga attraverso le case.

    Gas radon pericolosità: rischio per la salute

    Il radon è stato classificato dalla monografia IARC (Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro) come agente cancerogeno per l’uomo, appartenente al gruppo 1.

    Il pericolo per la salute deriva dai prodotti del decadimento del radon. Questi, essendo elettricamente carichi, si attaccano al particolato dell’aria e penetrano nel nostro organismo tramite le vie respiratorie. Una volta nei tessuti polmonari, continuano a decadere e a emettere particelle alfa che possono danneggiare in modo diretto o indiretto il DNA delle cellule. Se il danno non è riparato correttamente dagli appositi meccanismi cellulari, può evolversi dando origine a un processo cancerogeno.

    Alcuni sintomi che l’elevata esposizione a gas radon può provocare sono tosse, respiro difficoltoso o sibilante, raucedine, perdita di peso, strisce di sangue nell’espettorato. In caso di gas radon sintomi è necessario sottoporsi subito a controlli sanitari e accertamenti.

    Le evidenze epidemiologiche hanno dimostrato che all’esposizione al radon è correlato un aumento statisticamente significativo del rischio di tumore polmonare.

    Attualmente in Italia, infatti, costituisce la seconda causa di cancro al polmone, dopo il fumo di tabacco. L’Istituto Superiore di Sanità ha stimato che in Italia il numero di casi di tumore del polmone attribuibili all’esposizione al radon è compreso tra 1.000 e 5.500 ogni anno (su un totale annuale di circa 31.000 tumori polmonari). Inoltre la maggior parte dei casi è tra i fumatori, a causa dell’effetto sinergico tra radon e fumo di sigaretta.

    Studi epidemiologici sulla popolazione esposta al radon

    Radon effetti sono stati evidenziati per la prima volta tra i minatori di miniere sotterranee di uranio, nelle quali la concentrazione di radon era estremamente elevata.

    Successivamente sono stati effettuati studi epidemiologici anche sulla popolazione esposta nelle abitazioni. È stato dimostrato che il rischio di contrarre la neoplasia pormonare aumenta proporzionalmente a:

    • l’aumentare della concentrazione di radon;
    • la durata dell’esposizione;
    • la “normale” frequenza dei tumori polmonari.

    Inoltre l’analisi degli studi epidemiologici effettuati in 11 Paesi europei, tra cui l’Italia, ha evidenziato un aumento di rischio di circa il 16% ogni 100 Bq/m3 di concentrazione.

    Esposizione ad altri fattori cancerogeni

    Il cancro al polmone è una neoplasia multifattoriale. Ciò vuol dire che esistono diversi agenti cancerogeni che la provocano, che possono agire in sinergia e determinare un effetto moltiplicativo.

    È questo il caso delle molteplici esposizioni a radon, fumo di sigaretta e amianto. Dato l’effetto sinergico con amianto e altri cancerogeni, il radon ha causato una vera e propria epidemia di tumori del polmone e di altre patologie di origine occupazionale.

    Inoltre non è esiste, come nel caso dell’asbesto, una soglia minima di esposizione sotto il quale il rischio si annulla.

    Rischio radon: come si valuta e come eliminarlo

    Dalll’esposizione radon è possibile difendersi attraverso la messa in atto di azioni di risanamento e prevenzione. Esistono, infatti, delle modalità utili a ridurre la concentrazione nei luoghi chiusi. Queste sono finalizzate a:

    • depressurizzare il suolo, realizzando sotto o accanto all’edificio un pozzetto per la raccolta del radon, che lo espelle nell’aria esterna attraverso un ventilatore;
    • pressurizzare l’edificio, aumentando la pressione interna e contrastando la risalita del radon dal suolo;
    • migliorare la ventilazione dell’edificio;
    • sigillare le vie d’ingresso;
    • creare una sovrappressione negli ambienti di vita;
    • aspirare l’aria da pavimenti con intercapedine, da apposite canaline o con tubi di drenaggio.

    Lo strumento di misura più opportuno per le rilevazioni di lungo periodo delle concentrazioni di gas radon è un dispositivo o dosimetro passivo. I dosimetri passivi sono di piccole dimensioni e non necessitano di alimentazione elettrica.

    Inoltre, in fase di costruzione, è possibile realizzare un edificio con “fondamento a platea” in cemento speciale, protetto da membrane di plastica a tenuta radon.

    In alternativa si può realizzare una fondazioni a strisce con
    pavimentazione ventilata. Le possibili soluzioni sono realizzare il vespaio o un sistema con tubi di drenaggio, collocati in uno strato di ghiaia.

    Normativa gas radon in Europa e in Italia

    La Commissione Europea, riguardo delle direttive sulla concentrazione di radon, con CEC 90/143, prevede dei valori raccomandati di 200 Bq/m³ per le nuove abitazioni e 400 Bq/m³ per quelle già esistenti.

    Per proteggere la popolazione dall’esposizione al radon presente nelle abitazioni in Italia non esiste attualmente una normativa specifica. Tuttavia si tiene conto delle raccomandazioni dell’Unione Europea.

    Per quanto riguarda, invece, le acque potabili provenienti da acquedotti pubblici, viene raccomandato un limite massimo di concentrazione di 100 Bq/l, mentre è di 1000 Bq/l per le acque potabili attinte da pozzi artesiani (Raccomandazione 2001/928/Euratom).

    Inoltre il Consiglio Superiore di Sanità ha raccomandato che la concentrazione di radon nelle acque minerali e imbottigliate non superi i 100 Bq/l (32 Bq/l per le acque destinate ai bambini).

    Invece, negli ambienti di lavoro, il limite di concentrazione di radon in Italia è definito dal D.Lgs. 241/2000. Questo fissa un livello di riferimento di 500 Bq/m³. Superato questa soglia, il datore di lavoro deve valutare in maniera più approfondita la situazione e intraprendere una bonifica radon, se il locale è sufficientemente frequentato da lavoratori.

    Tale norma prevede anche la misura della concentrazione di radon in tutti i locali di lavoro sotterranei e nei locali di lavoro situati in aree geografiche a rischio elevato. In più, in questi casi, si dovrà procedere, entro 24 mesi, alla misura della concentrazione media annuale di radon.

    Il Piano Nazionale Radon (PNR) in Italia

    In Italia, nel 2002, è stato elaborato un Piano Nazionale Radon (PNR). Questo elabora varie proposte di intervento sull’inquinamento radon indoor.

    È un piano coordinato di azioni volte alla riduzione del rischio di tumore polmonare connesso all’esposizione al radon ed ai suoi prodotti di decadimento. Questo prevede:

    • valutazione del rischio;
    • mappatura radon Italia e individuazione degli edifici a maggiore presenza;
    • identificazione di sistemi per prevenire o ridurre l’ingresso del radon negli edifici;
    • informazione della popolazione e di gruppi specifici;
    • formazione degli addetti, normative per le abitazioni e i luoghi di lavoro.

    Diritti e tutela legale per le vittime esposte

    Tutti coloro che per motivi di lavoro sono stati esposti al radon, corrono il rischio di contrarre patologie ad esso collegate. In caso di malattia professionale sussiste il diritto alle prestazioni assistenziali e al risarcimento.

    Le malattie correlate all’esposizione al radon riconosciute dall’INAIL sono:

    • tumore del polmone (C34 – D.M. 09/04/2008, lista 1);
    • linfomi ( C82 -C85 – D.M. 09/04/2008, lista 2);
    • leucemie (C91 -C95 – D.M. 09/04/2008, lista 2).

    Tra queste patologie, il tumore polmonare è inserito nella Lista I dell’INAIL. Perciò, sussiste la presunzione legale d’origine. Invece i linfomi e le leucemie sono inseriti nella Lista II. Questo vuol dire che non vi è presunzione legale d’origine. L’onere della prova dell’origine professionale della malattia spetta quindi al lavoratore.

    Una volta ottenuto il riconoscimento della malattia professionale, si ha diritto all’indennizzo INAIL, qualora il danno biologico sia compreso tra il 6% e il 15%. Invece spetta la rendita INAIL se l’infermità provoca un danno biologico superiore al 16%.

    Gas radon e il rischio per le vittime del dovere

    Il rischio di esposizione al radon è molto elevato per i militari, in particolare tra coloro che hanno svolto missioni in basi militari sotterranee.

    Questo è il caso di coloro che hanno prestato servizio presso le basi del Monte Venda, nei Colli Euganei, vicino Padova. Le responsabilità per la morte di centinaia di militari sono state accertate dal Tribunale Penale di Padova. L’ex direttore generale della Sanità Militare, Agostino Di Donna, è stato condannato per il reato di omicidio colposo plurimo.

    Se si è contratta una patologia durante la propria mansione, gli appartenenti alle Forze Armate possono richiedere il riconoscimento della causa di servizio e dello status di vittima del dovere.

    Diritto al risarcimento danni per le vittime

    Oltre all’indennizzo e alla rendita INAIL, il lavoratore affetto da malattie professionali ha diritto all’integrale risarcimento dei danni dal datore di lavoro.

    Il gas radon, essendo dannoso per la salute, provoca un danno biologico. Tuttavia questo tipo di pregiudizio porta con sé anche sofferenze fisiche, morali e una radicale modificazione dei progetti e programmi di vita. Sussistono quindi anche il danno morale ed esistenziale (danni non patrimoniali), che devono essere integralmente risarciti. In più, vi è un pregiudizio economico, quindi un danno patrimoniale (danno emergente e lucro cessante).

    Per stabilire l’ammontare del risarcimento danni sono utilizzate le Tabelle del Tribunale di Milano. Così l’indennizzo INAIL deve essere scorporato per poste omogenee dal danno biologico e da quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Mentre tutti gli altri pregiudizi devono essere integralmente risarciti.

    Assistenza medica e legale: il ruolo dell’ONA

    L’ONA assicura un servizio di assistenza medica e legale per coloro che sono stati esposti a gas radon per motivi professionali.

    Questi hanno infatti il rischio di sviluppare il tumore polmonare e altre gravi malattie. Per questo l’ONA e l’Avvocato Bonanni hanno messo a disposizione diversi strumenti di prevenzione.

    Inoltre l’Osservatorio Nazionale Amianto tutela i diritti di tutte le vittime di malattia asbesto correlata di origine professionale.

    Infatti, come il gas radon, anche l’amianto è presente diffusamente nei luoghi di lavoro. Quindi è necessario tutelare i lavoratori esposti. Di questo argomento tratta l’Avv.Bonanni nella sua pubblicazione “Il rischio amianto nell’ambiente di vita e di lavoro“.

    L’Avv. Bonanni e il suo team di legali esperti forniscono una consulenza legale per salvaguardare i diritti di coloro che ne fanno richiesta.

    Inoltre, grazie alla squadra di medici volontari, coordinati dal Dott. Cianciosi, è possibile richiedere una consulenza medica gratuita. In questo modo è possibile avere tutte le informazioni riguardo le terapie più idonee, come per radon terapia.