Inquinamento atmosferico in Italia e nel mondo

Quando si parla di inquinamento ambientale non si può non dedicare ampio spazio all’inquinamento atmosferico, un fenomeno che non coinvolge solo i centri urbani più grande ma che viaggia insieme all’aria.

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Inquinamento atmosferico: definizione

Qual è la definzione di inquinamento atmosferico? L‘inquinamento atmosferico è la presenza nell’atmosfera terrestre, di agenti fisici (come il carbonioso), chimici (come gli idrocarburi) e biologici (come per esempio l’antrace) che modificano le caratteristiche naturali atmosferiche causando un effetto dannoso su esseri viventi e ambiente. Si tratta di solito di agenti che di solito non sono presenti nella normale composizione dell’aria, oppure lo sono, ma ad un livello di concentrazione inferiore.

Gli agenti possono svolgere, associandosi, un’azione sinergica, anche se appartengono a classi diverse. Un particolato (agente fisico), per esempio, può avere effetti anche per la sua composizione chimica e per l’adesione superficiale ad esso di allergeni biologici.

Quali sono i principali inquinanti dell’atmosfera?

In questa lista elenchiamo i principali inquinanti dell’atmosfera.

  • Ossidi di azoto;
  • dello zolfo (SO2 e SO3);
  • ossidi del carbonio (CO e CO2);
  • composti organici volatili: idrocarburi aromatici mono e policiclici ed alogenuri organici come i freon;
  • ozono;
  • radicali liberi;
  • piombo e altri metalli pesanti;
  • particolato.

Inquinamento atmosferico: cause

L’inquinamento atmosferico è causato dalla diffusione nell’atmosfera di gas e polveri sottilissime. Le principali fonti di inquinamento sono le attività industriali, gli impianti per la produzione di energia, gli impianti di riscaldamento e il traffico che sono tutte attività dell’uomo. L’inquinamento ha dunque soprattutto cause antropiche.

Qual è la causa principale dell’inquinamento atmosferico? Secondo gli studi a disposizione il 75% dell’inquinamento atmosferico sarebbe prodotto dalla lavorazione e dall’uso dei combustibili fossili. Le aree più colpite sono le grandi aree urbane dove si concentrano industrie, traffico e riscaldamento. Il fenomeno dello smog (dall’unione delle due parole inglesi smoke “fumo” e fog “nebbia”) è una conseguenza dell’inquinamento atmosferico nei centri urbani. Si tratta di una sorta di fumo acido, ricco di polveri e di gas irritanti, che in inverno si pone come una cappa negli strati bassi dell’atmosfera.

Tra le principali fonti di rilascio di inquinanti nell’atmosfera si annoverano gli impianti chimici industriali, gli inceneritori, i motori a scoppio degli autoveicoli, le combustioni in genere. Gli inquinanti hanno un ruolo in molte patologie a carico dell’apparato polmonare, cardiocircolatorio e del sistema immunitario.

Inquinamento atmosferico mondiale

L’inquinamento dell’aria causa da solo ogni anno 2,1 a 4,21 milioni di morti. L’inquinamento atmosferico mondiale provoca la morte di circa 7 milioni di persone ogni anno.

In Europa, le emissioni di molti inquinanti atmosferici sono diminuite in modo sostanziale negli ultimi decenni, determinando una migliore qualità dell’aria nella zona. Nonostante questo i problemi legati alla qualità dell’aria permangono e le concentrazioni di sostanze inquinanti nell’atmosfera sono ancora troppo elevate.

Parola all’Agenzia Europa per l’ambiente

Sul sito dell’Agenzia Europea per l’ambiente è riportato che: “l’acidificazione è stata ridotta sostanzialmente tra il 1990 e il 2010 nelle zone ecosistemiche sensibili dell’Europa. Rispetto all’eutrofizzazione, un problema ambientale causato dall’introduzione di una quantità eccessiva di nutrienti negli ecosistemi, si registrano scarsi progressi.

La superficie di ecosistemi sensibili interessata da un eccesso di azoto atmosferico è diminuita soltanto in modo lieve tra il 1990 e il 2010. I danni alle colture sono causati dall’esposizione ad alte concentrazioni di ozono. La maggior parte delle colture agricole è esposta a livelli di ozono che superano l’obiettivo di lungo termine dell’UE previsto per la protezione della vegetazione. Ciò comprende principalmente una quota significativa delle aree agricole, in particolare nell’Europa meridionale, centrale e orientale.

Dettagli sulla qualità dell’aria in Europa

La qualità dell’aria dell’Europa non è sempre migliorata in linea con la diminuzione complessiva delle emissioni antropiche (causate dall’uomo) d’inquinanti atmosferici. Le ragioni sono complesse: non vi è sempre una chiara relazione lineare tra un decremento delle emissioni e le concentrazioni di inquinanti atmosferici rilevate nell’aria; si rileva un contributo crescente del trasporto di inquinanti atmosferici a lunga distanza verso l’Europa da altri paesi nell’emisfero settentrionale”.

Inquinamento atmosferico in tempo reale

Seguendo questo link potrete avere una visione d’insieme dell’inquinamento atmosferico mondiale. Per ogni località del globo per cui le misurazioni sono date troverete le stime sulla qualità dell’aria in tempo reale. Ogni località ha una bandierina che può essere verde, se la qualità dell’aria è buona, gialla, se è moderata, arancione se è malsana per i gruppi sensibili, rossa se è malsana e poi viola e marrone nei casi più pericolosi. Cliccando sulla singola bandierina sono riportati i dati aggiornati in tempo reale con la classificazione mensile ed annuale per una data località.

Inquinamento atmosferico in Italia

Nel 2018 in ben 55 capoluoghi di provincia sono stati superati i limiti giornalieri previsti per le polveri sottili o per l’ozono. Brescia è la città che ha superato il maggior numero di giornate fuorilegge con 150 giorni (47 per il Pm10 e 103 per l’ozono), seguita da Lodi (149) e Monza (140). In 24 capoluoghi italiani sono stati superati i limiti giornalieri per entrambi i parametri per circa 4 mesi all’anno.

L’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori in quanto a morti in rapporto alla popolazione, collegate all’inquinamento atmosferico. Infine, i trasporti stradali costituiscono una delle principali fonti di emissioni di inquinanti atmosferici nelle aree urbane e una mobilità sostenibile consentirebbe di limitare le emissioni in aria dal trasporto stradale. Lo smartworking è un’altra possibile modalità che diffusa a livello massiccio, dove possibile, permette di ridurre le emissioni di sostanze inquinanti connesse agli spostamenti.