Eternit: cos’è, come riconoscerlo, danni alla salute e all’ambiente

Cos’è l’eternit? Con il termine Eternit si identifica sia l’omonima multinazionale, sia la produzione di materiali in cemento amianto. Quello della multinazionale Eternit della famiglia Schmidheiny è un ruolo centrale nella strage di amianto in Italia e nel mondo.

Tanto che il termine eternit è sinonimo di amianto e asbesto. Questi prodotti in cemento amianto detto anche fibrocemento fanno disperdere nell’ambiente polveri e fibre di amianto. Questi prodotti sono costituiti da un impasto di cemento e amianto, che però da rilascio di fibre.

Nel tempo, questi prodotti anche se a matrice compatta e quando iniziano a degradarsi liberano nell’aria delle particelle estremamente dannose. Tanto è vero che, tutti gli operai degli stabilimenti Eternit Italia sono deceduti per malattie asbesto correlate. Inoltre, con il tempo sono deceduti anche coloro che abitavano nelle stesse città.

Eternit: il processo del secolo

Casale Monferrato, Cavagnolo, Rubiera, Napoli e Siracusa, sono città epicentro di amianto Eternit malattie. Nel corso degli anni sono stati celebrati molti processi. Il più importante è il c.d. Eternit I, definito processo Eternit, nel corso del quale l’avv. Ezio Bonanni ha svolto un ruolo da protagonista.

Purtroppo, il primo procedimento si è chiuso con la prescrizione. L’impegno dell’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto prosegue con gli altri processi a carico del magnate svizzero Stephan Ernest Schmidheiny. L’eternit, quindi il prodotto in cemento amianto, nonostante la messa al bando con la Legge 257/92, è ancora presente.

La presenza di materiali di eternit continua a provocare lutti e tragedie. Infatti, oltre all’esposizione lavorativa vi è anche esposizione ambientale. Sussistono quindi gravi danni all’ambiente oltre che alla salute.

Questo giornale raccoglie tutte le novità riguardo il problema amianto nella categoria “news amianto“.

Indice dei contenuti

  • Definizione eternit e caratteristiche

  • Settori d’impiego del cemento-amianto

  • Esposizione e amianto danni alla salute

  • I diritti delle vittime

  • Come bonificare i siti contaminati?

  • Il processo Eternit


  • Tempo di lettura stimato: 13 minuti

    Eternit cos’è, caratteristiche e dove si trova

    Andiamo con ordine: che cos’è l’Eternit? Eternit significato è legato al nome della più nota azienda produttrice di cemento amianto, di proprietà della famiglia Schmidheiny.

    L’azienda fu la prima che acquisì il brevetto della produzione di cemento amianto. Quindi, i materiali in cemento amianto, realizzati con un impasto di malta e fibre di amianto, sono stati prodotti con costi poco elevati ed impiegati in tutti i settori. Sia nell’industria, che nei mezzi di trasporto, che in edilizia. Quest’ultimo utilizzo è quello più deleterio. Infatti, in Italia, ancora oggi ci sono più di 40milioni di tonnelate di materiali contenenti amianto.

    Tanto è vero che questi materiali, dalle onduline fino alle coibentazioni, sono state utilizzate perfino nelle scuole e negli ospedali. Ancora nelle tubature per il trasporto dell’acqua potabile.

    Con la Legge 257/92, questi materiali sono stati posti al bando. Tuttavia, pur essendo trascorsi quasi 30 anni, quasi tutti i materiali posti in opera sono rimasti al loro posto. Con il trascorrere del tempo perfino il cemento perde il potere aggrappante e quindi avviene il rilascio delle fibre. Si pone, dunque, il grosso problema della bonifica, che è centrale ai fini della tutela dell’ambiente e della salute.

    Cemento amianto e danno all’ambiente e alla salute

    Il nome Eternit richiama il concetto di aeternitas. Racchiude l’essenza stessa dei materiali in amianto e cioè la loro eternità e indistruttibilità. La parola stessa deriva dal latino, che significa eternità.

    Il nome si riconduce all’indistruttibilità delle fibre di asbesto, inserite nella malta, o nel cemento.

    Le fibre di amianto, contenute nella misura del 15% nel fibrocemento, sono soprattutto crisotilo, anche detto amianto bianco, e in minima parte crocidolite e amosite. Esse conferiscono alle matrici in cui sono inserite anche caratteristiche di resistenza al calore e alla trazione, nonché resistenza all’attacco di agenti esogeni esterni e leggerezza del prodotto.

    Amianto quando è pericoloso? Con il tempo anche la matrice compatta viene meno. Con la perdita del potere aggrappante anche del cemento, questo materiale, nel tempo tende a polverizzarsi. Così le fibre di amianto si librano e sono inalabili. In sostanza, possono essere respirate e provocare danni alla salute come ad esempio l’insorgenza di asbestosi e di altre gravi patologie.

    In effetti l’Eternit unisce in un solo prodotto la versatilità del cemento, che può assumere qualsivoglia forma e colore, e l’indistruttibilità dell’amianto. A questa caratteristica si unisce l’economicità, alla base del suo enorme successo commerciale.

    Eternit: la storia della fabbrica della morte

    Il primo brevetto del fibrocemento asbesto fu registrato da Ludwig Hatschek, con la denominazione di Eternit. Alois Steinmann ne acquistò la licenza e nel 1903 iniziò la produzione di fibrocemento in Svizzera con la ditta Schweizerische Eternitwerke AG.

    In brevissimo tempo le lastre in fibrocemento acquistarono popolarità. Nella proposta commerciale fecero il loro ingresso anche i tubi in fibrocemento per la costruzione degli acquedotti. Negli anni 30 fu la volta delle lastre ondulate, usate come copertura di tetti e capannoni in tutto il mondo.

    Eternit fabbrica non fu l’unica azienda a produrre fibrocemento. Dal 1935, il cemento amianto venne prodotto anche dalla Fibronit a Bari, e anche di Broni. Quindi anche la Fibronit fu un’altra delle aziende che produsse materiali in cemento amianto, detti eternit. Quindi, in Italia, furono impiantate varie aziende oltre agli stabilimenti “Eternit”.

    Oltre ai 5 stabilimenti “Eternit”, ci furono quindi quelli della Fibronit, e ancora altre società. Quindi, i responsabili della strage di Eternit in Italia sono molti.

    Asbesto amianto e la messa al bando con la L.257/92

    L’Italia fu il secondo produttore ed utilizzatore di amianto in Europa, dopo l’Unione Sovietica. Poiché vi fu un esponenziale aumento di casi di malattie asbesto correlate, vi fu la necessità di intervenire. Infatti, la normativa di prevenzione si rivelò poco efficace. In parte perché disattesa nei luoghi di lavoro, e perché il rischio Eternit è anche a basse dosi.

    Inoltre, questo utilizzo di materiali in amianto anche nell’edilizia, ha moltiplicato le fonti di esposizione, che si sommano a quelle occupazionali.

    Con la Legge 257 del 1992, si stabilì il divieto di estrazione, lavorazione e commercializzazione dell’amianto in Italia. Fino ad esaurimento scorte l’amianto continuò ad essere venduto ed utilizzato fino al 1994. I vari stabilimenti di cemento amianto italiani, costretti a chiudere, si lasciarono così alle spalle fabbriche e ambienti privi di bonifica.

    In diversi paesi del mondo, tra i quali il Brasile, il fibrocemento continua ad essere prodotto e commercializzato.

    eternit ONA TV: Amianto emergenza ambientale sanitaria

    Dove è stato utilizzato l’Eternit?

    L’Eternit, come dicevamo più su, non fu prodotto solo dalla multinazionale Eternit, ma anche da Fibronit e Eternit Siciliana. Fu Prodotto in grandi quantità nel nostro paese e fu utilizzato in numerosissime applicazioni, soprattutto nei settori dell’industria e dell’edilizia. Qui di seguito vediamo tutti i principali utilizzi che sono stati fatti dell’Eternit in Italia e nel mondo.

    Utilizzi di Eternit nell’industria

    Nell’industria Eternit è stato utilizzato ampiamente e in diverse applicazioni. Vediamo quali:

    • come materia prima per la produzione di manufatti e oggetti;
    • isolante termico nelle centrali termiche e termoelettriche, nell’industria chimica, nell’industria siderurgica, vetraria, ceramica e laterizi, nell’industria alimentare, tra le quali distillerie, zuccherifici, fonderie;
    • isolante termico in impianti a bassa temperatura, tra i quali gli impianti dei frigoriferi, fino a quelli di condizionamento;
    • barriera anti fiamma e isolante termico, in diversi contesti, tra i quali gli impianti elettrici; materiale fonoassorbente, al fine di determinare l’isolamento acustico.

    Utilizzo di Eternit nell’edilizia

    Eternit fu largamente utilizzato soprattutto nell’edilizia. Vediamo dove e come:

    • sui soffitti, come componente delle coppelle che ricoprono le tubazioni che trasportano fluidi caldi dalle caldaie;
    • negli edifici industriali o civili sotto forma di lastra eternit ondulata;
    • nelle pareti divisorie o nei pannelli in cemento-amianto dei soffitti di edifici prefabbricati (sotto forma di lastra piana o altri formati;
    • nelle canne fumarie in cemento-amianto;
    • nei serbatoi e nelle condotte in cemento-amianto per l’acqua, utilizzati negli acquedotti italiani e in buona parte ancora in uso (leggi tutto su: Amianto nell’acqua potabile).

    Utilizzo di Eternit in Italia

    In Italia nel 1961, mentre in diversi stati del Nord Europa l’amianto era già vietato, ne veniva prescritto al fine di ottenere il nulla-osta antincendio utile ai fini dell’agibilità degli edifici ad uso civile. La Circolare n. 91 del 14/09/1961 della Direzione Generale Servizi Antincendi, prescriveva infatti, nella tabella 5 l’utilizzo di intonaco di amianto su rete Stauss o direttamente sull’acciaio, o di lastre di fibra d’amianto a protezione dal fuoco.

    Di certo gli accordi internazionali di carattere economico-commerciale stipulati con le tre zone occidentali di occupazione in Germania (DPR 15 gennaio 1950 n.827), con il Brasile (DPR 15 novembre 1950 n. 1177), il Pakistan (DPR 5 febbraio 1952 n. 725), l’Argentina (L. 31 luglio 1956 n. 1123) e l’Afghanistan (L. 3 dicembre 1962 n. 1767) per esportare i manufatti in amianto prodotti in Italia, non hanno contribuito ad attuare con sollecitudine le raccomandazioni degli Igienisti. Questi ultimi infatti, già dagli anni ’40, segnalavano Eternit rischi.

    Come riconoscere l’Eternit?

    Il cemento amianto come riconoscerlo? Il fibrocemento si riconosce facilmente osservando la matrice in cui sono visibili in trasparenza le fibre longitudinali dell’asbesto. In particolare è facile riconoscere le lastre ondulate di Eternit con la tipica struttura e forma, usate nelle coperture di tetti e capannoni.

    Il censimento, la campionatura e l’eventuale bonifica di materiali di Eternit deve essere fatta da personale apposito e abilitato che utilizza tutti i dispositivi di protezione individuale previsti dalla legge e apposite analisi di laboratorio.

    Approfondisci su: rimozione, confinamento e incapsulamento eternit

    Pericolosità per la salute dell’Eternit

    Nei primi del ‘900, quando l’Eternit muoveva i suoi primi passi nel mercato, la pericolosità dell’amianto, sebbene non provata scientificamente, era nota. Solo più tardi vennero provati e resi noti i danni dell’amianto alla salute e la pericolosità dell’Eternit e di tutti i minerali di amianto.

    L’OMS non ha dubbi su Eternit pericolosità e dei minerali di asbesto. Nelle diverse pubblicazioni e/o linee guida vi è un chiaro riferimento al fatto che l’amianto contenuto nell’Eternit ha capacità cancerogene.

    “All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

    Ricordiamo che il crisotilo è presente nell’Eternit e in tutti i materiali in fibrocemento nella misura, almeno, del 15%.

    Perché il cemento amianto è pericoloso?

    Perché l’Eternit è pericoloso? Come abbiamo visto più su tutti i minerali di amianto sono pericolosi per la salute umana. Il pericolo Eternit risiede proprio nella natura asbestiforme. I minerali che fanno parte di questo gruppo infatti hanno la capacità di suddividersi in fibre longitudinali che diventano via via più sottili. Esse si disperdono facilmente nell’ambiente e risultano di facile inalazione. Una volta inalate, causano gravi infiammazioni che possono evolvere in cancro e mesotelioma.

    Il meccanismo di infiammazione e cancerogenesi da fibre di amianto è descritto da Linton, van Zandwijk, Reid, Clarke, Cao, Kao (Inflammation in malignant mesothelioma – friend or foe?. Ann Cardiothorac Surg. 2012;1(4):516–522).

    La cancerogenesi e il rischio a basse dosi

    Nell’Eternit le fibre di amianto sono contenute all’interno di una matrice compatta. Basta però una rottura, anche infinitesimale, perché le fibre di asbesto possano essere rilasciate nell’ambiente. A seguito di sollecitazioni fisiche, rotture, traumi, erosione da agenti atmosferici e incuria, le fibre di amianto possono infatti disperdersi nell’ambiente dai materiali di fibrocemento. In questo modo si causano gravi malattie, oltre che inquinamento Eternit.

    La Corte di Cassazione, IV Sez. Penale, n. 45935/2019, ha chiarito che l’infiammazione è il terreno fertile per la degenerazione neoplastica. Specialmente per quanto riguarda l’insorgenza del mesotelioma e di altre malattie tumorali, anche le esposizioni a basse dosi sono dannose e rischiose.

    Aerodispersione delle fibre di Eternit

    Sulla base del D.M. 06.09.1994 l’idea di Eternit pericoloso è legata all’indice dell’aero dispersione. Solo l’amianto friabile, con un altro indice di aero dispersione impone la bonifica dei siti contaminati. Per quanto riguarda invece l’Eternit e gli altri materiali di amianto in matrice compatta, la legge impone la rimozione di tutte le possibili cause di rottura ed erosione del materiale. Non tutto però può essere tenuto sotto controllo. Eventi traumatici e terremoti infatti non possono essere né previsti né controllati.

    Oltre che ai normali effetti del decorso del tempo e degli agenti atmosferici, le aero dispersioni possono essere causate dalle attività manutentive dell’Eternit. Eternit amianto pericolo deriva dai danni alla salute che provoca ma anche dal rischio di natura ambientale con inquinamento da Eternit.

    L’ONA e il suo Presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, raccomandano di evitare ogni forma di esposizione. La prevenzione primaria infatti è l’unica forma di prevenzione che riduce a zero il rischio di ammalarsi.

    Approfondisci su: Report Consensus di Helsinki

    Eternit e malattie amianto correlate

    Una volta inalate le fibre di amianto provocano gravissime patologie. Tra le patologie asbesto correlate ci sono infiammazioni gravi del sistema respiratorio (asbestosi, placche pleuriche, ispessimenti pleurici) che possono evolvere in tumore del polmone e della laringe, ma anche della faringe e della trachea e altri tipi di tumore (cancro alle ovaie, cancro all’esofago e al colon retto).

    Tra le malattie amianto la più aggressiva e ad esito spesso infausto è il mesotelioma. Ne esistono diversi tipi: peritoneale, pleurico, il più diffuso, della tunica vaginale del testicolo e pericardico).

    Sui Quaderni del Ministero della Salute, in lo “Stato dell’arte e prospettive in materiali di contrasto alle patologie asbesto-correlate”, n. 15, maggio-giugno 2012, è esposta la conferma che il mesotelioma è dose dipendente. Sulle monografie dello IARC è possibile approfondire la relazione tra patologie asbesto correlate e minerali di amianto.

    Per approfondimenti >> VI Rapporto RENAM sui mesoteliomi e i risultati della Commissione d’Inchiesta uranio impoverito e amianto e altri rischi.

    La strage di malattie asbesto correlate in Italia

    Come denunciato dall’Avv. Ezio Bonanni e dall’Osservatorio Nazionale Amianto – ONA, in Italia l’emergenza amianto è tuttora presente. Infatti, dopo circa 30 anni dall’entrata in vigore della Legge 257/92 i casi di malattia sono in aumento. Ancora nel 2021, si prevede un crescente aumento dopo il picco di 2000 casi del 2020.

    Per risolvere questo problema occorre bonificare in modo da evitare altre esposizioni. Sono circa 1 milione i siti e micrositi contententi amianto. Nell’ultimo aggiornamento del Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2021″, l’avv. Ezio Bonanni ha nuovamente denunciato questi ritardi. L’impegno dell’ONA prosegue per ottenere la bonifica e quindi la prevenzione primaria.

    Ci sono ancora milioni di tonnellate (circa 40) in più di un milione di siti e micro siti italiani. Tra di essi abitazioni ed edifici pubblici, scuole ed ospedali.

    Approfondisci su: Le pubblicazioni sull’amianto dell’Avv. Ezio Bonanni

    Le malattie professionali amianto

    L’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazioni Infortuni sul Lavoro) identifica nell’amianto la causa di alcune neoplasie con assoluta certezza scientifica. Tra queste, il mesotelioma, tumore del polmone, della laringe e delle ovaie.

    Queste malattie sono inserite nella Lista I dell’INAIL e devono essere riconosciute come malattie professionali e indennizzate. Le altre, come i tumori della faringe, dello stomaco, del colon retto si trovano nella Lista II, mentre nella lista III c’è solo il tumore dell’esofago. Queste ultime possono essere riconosciute come malattie professionali causate dall’esposizione lavorativa all’amianto, ma l’onere della prova è a carico del lavoratore.

    Indennizzo INAIL e riconoscimento della rendita

    Per ottenere il riconoscimento di malattia professionale è necessario affidarsi a medici esperti, che sono in grado di inoltrare il modello 5ss, e così attivare la procedura amministrativa di riconoscimento. A seconda del grado invalidante riconosciuto, e quindi a seconda del danno biologico subito, si avrà diritto all’indennizzo INAIL o ad una vera e propria rendita mensile.

    Approfondisci su: I diritti delle vittime dell’amianto

    Prepensionamento/pensione amianto Eternit

    Dopo avere ottenuto la prima certificazione di malattia professionale è possibile chiedere la liquidazione delle prestazioni previdenziali. Tra queste, oltre all’indennizzo/rendita INAIL, figura il prepensionamento/pensione amianto eternit.

    Grazie ai benefici contributivi ex. art. 7 legge 257/92 i contributi del periodo di esposizione ad amianto vengono conteggiati con il coefficiente 1,5, utile a maturare il diritto a pensione o a ricostituire la posizione previdenziale. Nel caso in cui pur con l’accredito delle maggiorazioni amianto non si matura il diritto a pensione, si può chiedere la pensione di invalidità amianto ai sensi dell’art. 1 comma 250 della Legge 232/2016.

    Nel caso in cui l’esposizione eternit non provochi malattie, sussiste comunque il diritto ai benefici contributivi amianto.

    Come ottenere il risarcimento danni amianto

    In caso di malattia professionale asbesto correlata, oltre all’indennizzo INAIL, sussiste il diritto al risarcimento di tutti i danni. Le vittime hanno infatti diritto al risarcimento Eternit dei danni patrimoniali (da lucro cessante e emergente) e di quelli non patrimoniali (danno biologico, morale, esistenziale).

    L’ONA in prima linea nella prevenzione si occupa dell’assistenza legale agli esposti ad Eternit per ottenere il risarcimento integrale dei danni.

    Bonifica Eternit siti contaminati

    Come detto più su, la legge italiana, in seguito alla messa la bando dell’amianto e dell’Eternit, non impone la bonifica. Impone invece un sopralluogo da parte di tecnici abilitati e la denuncia del manufatto in Eternit all’Asl e al Comune di riferimento. Il proprietario del manufatto dovrà occuparsi di rimuovere eventuali cause di una possibile rottura delle lastre in fibrocemento.

    Come abbiamo già sottolineato non tutte le possibili cause di danneggiamento possono essere tenute sotto controllo. Pensiamo per esempio ai terremoti. Per questo motivo, anche in seguito alla messa in sicurezza del manufatto, il rischio amianto non corrisponde a zero.

    Se è necessario ricorrere allo smaltimento e rimozione dell’eternit, ci si deve rivolgere esclusivamente a imprese specializzate. Queste devono essere iscritte nell’apposita sezione speciale dell’albo nazionale delle imprese esercenti servizi di smaltimento dei rifiuti.

    Approfondisci su: tecniche di bonifica amianto e assistenza tecnica bonifica amianto

    Eternit: rischio ambientale e per la salute

    Come abbiamo avuto già modo di sottolineare, quello di Eternit non è solo un rischio per la salute, ma anche un rischio di natura ambientale che si trasforma ovviamente in un rischio per la salute.

    I siti delle ex fabbriche di fibrocemento in Italia si sono lasciati alle spalle rifiuti di amianto e interi territori contaminati.

    La ricerca, negli ultimi anni, ha portato alla messa a punto di una serie di brevetti italiani ed europei che permetterebbero di trasformare i Rifiuti Contenenti Amianto (RCA) in risorsa, utilizzando fondi UE. Da minaccia per l’ambiente e la salute quindi l’amianto e l’Eternit in particolare potrebbe trasformarsi in risorsa.

    A determinate temperature l’asbesto cemento Eternit si trasforma e diventa un minerale di tutt’altra natura e non pericoloso. Per farlo bisognerebbe dare spazio alla ricerca e alla trasformazione dei siti contenenti amianto e dei rifiuti di amianto.

    Il processo eternit: imputato Stephan Schmidheiny

    La multinazionale Eternit ha avuto in Italia 5 stabilimenti (Rubiera – Reggio Emilia, Cavagnolo – Torino, Napoli – Bagnoli e Siracusa). Nel corso degli anni 80 aveva già chiuso alcuni stabilimenti, tra cui quello di Bagnoli a Napoli.

    Il primo processo Eternit è iniziato nel 2009. Il magnate svizzero Stephan Ernest Schmidheiny fu imputato dei reati previsti dagli artt. 434 e 437 del codice penale, per la morte di circa 3200 persone.

    In realtà, il capo di imputazione era incentrato sul disastro ambientale sul presupposto del fenomeno epidemico di malattie asbesto correlate riscontrato in alcune comunità.

    In quella circostanza, il Pubblico Ministero non ha contestato il reato di omicidio colposo. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni avevano chiesto che fosse contestato anche il reato di omicidio colposo.

    Processo eternit: condanna e poi prescrizione

    Il Tribunale di Torino, anche sulla base delle richieste dell’avv. Ezio Bonanni, ha condannato l’imputato Stephan Schmidheiny alla pena di 16 anni di reclusione.

    Il Tribunale di Torino, I Sez. Penale, sentenza n. 565/2012, ha condannato Schmidheiny per il disastro ambientale e violazione delle norme di sicurezza sul lavoro.

    In appello, anche in seguito alle richieste dell’avv. Ezio Bonanni, fu emessa la condanna anche per il disastro relativo allo stabilimento di Napoli – Bagnoli.

    In primo grado, infatti, per questi decessi vi fu la dichiarazione di prescrizione. Invece, grazie all’appello di P.M., la sentenza fu riformata, e la pena è stata inasprita a 18 anni.

    Invece, purtroppo, in Corte di Cassazione vi fu il colpo di scena. Le difese dell’imputato hanno insistito nell’eccezione di prescrizione, con decorrenza dalla chiusura dello stabilimento e non dai singoli decessi.

    Purtroppo, il Pubblico Ministero non aveva contestato il reato di omicidio colposo. La Corte di Cassazione ha accolto le tesi dell’imputato e lo ha assolto per prescrizione. Così, Cass. I Sez. Pen. Sent. n. 7941/2015.

    Eternit Bis: prosegue l’impegno per la verità e la giustizia

    Subito dopo la dichiarazione di prescrizione del reato di disastro ambientale (art. 434 c.p.), la Procura della Repubblica di Torino ha agito per omicidio. Così ha avuto inizio il Processo Eternit Bis.

    Dopo la richiesta di rinvio a giudizio, il GUP di Torino ha spacchettato in quattro tronconi il processo. Inoltre, per quello di Torino ha derubricato l’imputazione da omicidio volontario a omicidio colposo.

    Questa decisione è stata impugnata in Cassazione, ma anche questa volta la Suprema Corte si è pronunciata a favore dell’imputato. Il troncone torinese è stato definito con condanna a carico dell’imputato. L’avv. Ezio Bonanni ha difeso la famiglia Testore. Ora il processo è in appello.

    Altri procedimenti Eternit Bis sono ancora in corso, tra cui quello in piedi al Tribunale di Napoli.

    Ora l’Eternit ha cambiato ragione sociale in Etex. Ma si continua a morire di mesotelioma e di altre malattie asbesto correlate nelle città di Casale Monferrato, a Napoli, Rubiera, Cavagnolo e Siracusa.

    L’azione di tutela delle vittime dell’ONA

    L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avvocato Bonanni supportano le vittime di esposizione ad asbesto o altri cancerogeni.

    Un team di esperti sarà in grado di fornire servizi di assistenza medica e tutela legale per salvaguardare tutti i diritti dei lavoratori.