Versamento pleurico da amianto

Il versamento pleurico da amianto è una condizione che verifica in caso di esposizione professionale ed ambientale ad amianto. L’Osservatorio Nazionale Amianto, ed il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, tutelano i diritti di coloro che hanno subito esposizione alla fibra killer ed i loro familiari.

Infatti, nel caso in cui si riceve una diagnosi di versamento pleurico maligno, le persone possono accedere al servizio di tutela medico-legale gratuita fornite dall’ONA. Continua a leggere per sapere di più sulla patologia e sull’assistenza gratuita.

Versamento pleurico: patologia e dati epidemiologici

Il versamento pleurico è una patologia che si verifica a causa di un abnorme accumulo di liquido a livello dei polmoni. Questa condizione è causata da un’alterazione dell’equilibrio tra i processi di produzione e di riassorbimento delle membrane. Raramente il versamento pleurico si sviluppa come patologia primaria. Infatti, solo per il 30-40% dei casi la patologia è causata da scompenso cardiaco e da polmoniti. Per il restante 60-70% dei casi, l’insorgenza del versamento pleurico è riconducibile, invece, a tumori del polmone o tumori extra-toracici.

Il polmone: un organo speciale per la vita

Il polmone è un organo speciale per la vita. Grazie ai polmoni realizziamo gli scambi gassosi tra l’ambiente esterno e quello interno. Più precisamente incameriamo l’ossigeno dall’aria che inspiriamo ed espelliamo, con l’espirazione, l’anidride carbonica. Questi scambi gassosi sono possibili grazie alla complessa anatomia del polmone.

I polmoni hanno la forma che ricorda quella di un cono. Al loro interno si sviluppa l’albero respiratorio, costituito dai bronchi, bronchioli ed alveoli, le strutture acinose dove hanno sede gli scambi gassosi. Queste strutture sono racchiuse e protette all’interno del polmone. Più precisamente, il polmone è costituito da una membrana che separa l’albero respiratorio dagli altri organi del corpo. Questa membrana, oltre alla funzione isolante, conferisce resistenza ed elasticità ai polmoni.

La membrana del polmone è organizzata in due foglietti, i cosiddetti foglietti pleurici. Questi foglietti possono essere distinti sulla base della loro posizione. Il foglietto interno che delimita la cavità polmonare prende il nome di pleura parietale. Questa membrana sierosa si continua senza interruzione con la pleura viscerale, la membrana che avvolge esternamente i polmoni e aderisce alle coste e alla muscolatura intercostale. Tra le due membrane si viene a formare una cavità: la cavità pleurica.

Questa camera svolge una funzione importante: serve a contenere il liquido pleurico, un liquido lubrificante che permette lo scorrimento dei foglietti pleurici durante la respirazione. Proprio all’interno della cavità pleurica si verifica l’accumulo di liquido pleurico, responsabile della patologia da versamento pleurico.

Liquido pleurico: fisiologia, regolazione e colorazione

La camera pleurica è una cavità cieca delimitata dai foglietti del polmone: pleura viscera e pleura parietale. Questa camera, quindi, non comunica con nessun organo, se non con le membrane che delimitano il polmone. Al suo interno, è contenuto il liquido pleurico, una sostanza fluida, dalla consistenza gelatinosa, che vene prodotta e secreta dalle membrane del polmone.

La composizione del liquido pleurico dipende dalle concentrazioni di soluti e proteine presenti nel sangue, che determinano una differenza di pressione tra le due membrane. All’interno del fluido pleurico si trovano proteine, zuccheri, enzimi ed elettroliti. Tutte queste componenti conferiscono una colorazione tendente al giallo al liquido pleurico.

Tuttavia, quando le condizioni di salute della persona non sono ottimali, allora il liquido pleurico assume colorazioni diverse. Ad esempio, in caso di neoplasie gravi, di infiammazioni che perdurano nel tempo, di ostruzione della circolazione sanguigna, nel liquido pleurico possono trovarsi tracce di sangue. Di conseguenza, la colorazione diventa più scura e tendente al rosso. Altrimenti, in caso di infezione batterica, tumori polmonari, interventi chirurgici e situazioni analoghe, la colorazione del liquido tende al bianco.

Versamento pleurico come patologia primitiva

La patologia da versamento pleurico è una condizione piuttosto comune. Tuttavia, le cause responsabili della formazione del versamento pleurico possono essere diverse.

Solo una piccolissima percentuale di individui sviluppa la patologia da versamento pleurico come causa primaria. Quando questo avviene, allora la patologia è riconducibile ad uno scompenso cardiaco, malfunzionamento del sistema di riassorbimento delle membrane pleuriche o polmoniti. In questo caso, il versamento pleurico non rappresenta un vero e proprio problema e l’accumulo di liquido può essere rimosso con protocolli di cura non invasivi.

Versamento pleurico come patologia secondaria

L’alterazione dell’equilibrio tra i processi di produzione e riassorbimento del liquido pleurico sono piuttosto comuni nelle persone con neoplasie toraciche o extra-toraciche. Infatti, le persone affette da tumore possono riscontrare tre tipologie di versamento pleurico.

Nelle persone con versamento pleurico di tipo non neoplastico, la patologia si sviluppa per la presenza di un tumore, ma le cellule maligne non invadono la camera pleurica. In caso di patologia paraneoplastica, il versamento pleurico rappresenta una conseguenza indiretta della presenza di un tumore del polmone che può determinare ostruzione del sistema linfatico, dei bronchi, o del circolo sanguigno più in generale.

In ultimo, si distingue il versamento pleurico di tipo neoplastico. Questa condizione tra le tre rappresenta quella maggiormente invalidante. Il versamento pleurico maligno, di tipo neoplastico, si verifica quando le cellule neoplastiche invadono direttamente la pleura del polmone, alterando definitivamente la sua integrità.

Patologie asbesto correlate e versamento pleurico

Le patologie asbesto correlate sono tutte quelle malattie che si verificano in seguito all’esposizione professionale ad amianto, un potente cancerogeno per l’uomo. La sua nocività è stata confermata anche nell’ultima monografia IARC, redatta e pubblicata dall’Agenzia Internazionale per la ricerca sul cancro (Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite).

L’amianto è un minerale fibroso che ha trovato largo utilizzo nel settore edile, industriale, manifatturiero, etc. Nonostante sia stato messo al bando nel lontano 1992, l’amianto, tutt’oggi, miete numerosissime vittime. Le sue fibre, quando vengono inalate e ingerite, causano danno irreversibili a livello degli organi. Danno vita a processi infiammatori asintomatici, ripetuti e continui nel tempo, che sono la causa di numerosi tumori.

Le patologie asbesto correlate possono essere monofattoriali, quando sono causate esclusivamente dall’amianto, e multifattoriali, quando più agenti eziologici concorrono alla trasformazione delle cellule. Il mesotelioma, le placche pleuriche e gli ispessimenti pleurici, sono tutte patologie monofattoriali. Il tumore del polmone, della laringe, della faringe, dello stomaco, del colon retto e delle ovaie, sono, invece, tumori multifattoriali.

Diagnosticare il versamento pleurico

La patologia del versamento pleurico può essere facilmente riconosciuta dai sintomi della persona, che generalmente si manifestano con dolore al petto e difficoltà respiratoria. Per confermare la diagnosi di versamento pleurico, il medico può ricorrere all’utilizzo di differenti strumenti diagnostici: la RX del torace e la TC addominale. Questi strumenti permettono non solo la conferma della diagnosi, ma anche di valutare l’entità della patologia. Inoltre, affinché il versamento pleurico sia visibilmente apprezzabile con questi strumenti, il volume del liquido deve essere almeno tre volte la quantità normale.

L’RX torace rappresenta il primo esame diagnostico a cui si sottopone il malato. Questo strumento permette la ricostruzione bidimensionale dell’organo per poter valutare l’entità del versamento e valutare l’integrità dell’albero polmonare. In base ai risultati ottenuti dall’RX torace, il medico valuta la possibilità di sottoporre il paziente anche ad una TC dell’addome. La TC, rispetto alla radiografia, permette una ricostruzione dell’immagine tridimensionale. La ricostruzione dell’immagine avviene grazie al liquido di contrasto, utilizzato per confermare la presenza o meno di tumori o di cellule maligne.

Anche l’ecografia rappresenta uno strumento di diagnosi utile per accertare la presenza di versamento pleurico. L’ecografia si esegue per determinare la quantità di liquido in eccesso o per fissare i punti per effettuare l’analisi del liquido. Infatti, con questo strumento si tracciano i punti dove poter effettuare la toracentesi, una pratica che permette di chiarire la natura del liquido pleurico.

Riconoscere i sintomi da versamento pleurico

Uno dei sintomi principali, riconducibili al versamento pleurico è la difficoltà respiratoria. Quando il liquido pleurico si accumula all’interno della cavità pleurica, causa la compressione dei polmoni e degli organi circostanti. Di conseguenza, la respirazione diventa affannosa, la frequenza del respiro aumenta e gli episodi di dispnea sono sempre più frequenti. Anche il dolore toracico è uno dei sintomi che preannuncia la presenza di versamento pleurico. Così come la febbre, la tosse, l’anemia, l’inappetenza, la perdita di penso e la tachicardia. Altri sintomi sono direttamente riconducibili alla presenza di patologie primarie.

Sopravvivere con versamento di origine primaria e secondaria

Chiarire la natura del liquido pleurico è fondamentale determinare la diagnosi del versamento pleurico. Con l’esame citologico è possibile verificare o meno la presenza di cellule tumorali all’interno della camera pleurica. Nel caso in cui il paziente abbia contratto una patologia grave, con tumore in fase metastatica, le aspettative di vita del paziente diminuiscono drasticamente. Infatti, con infiltrazione del tumore, le aspettative di vita dei pazienti sono da 3 a 6 mesi di vita dalla diagnosi.

In presenza di patologie neoplastiche non gravi, e cioè che non si trovano in stadio avanzato, le possibilità di sopravvivenza aumentano. I pazienti con tumore e versamento pleurico, possono avere un’aspettativa di vita di circa 12 mesi, salvo complicanze della malattia. Anche i vari protocolli di cura svolgono un ruolo fondamentale per aumentare le aspettative di vita o per migliorare le condizioni di vita delle persone.

Come curare il versamento pleurico

In caso di versamento pleurico, i protocolli di cura sono diversi e dipendono dalla gravità della patologia. Quando il versamento pleurico si sviluppa come patologia primaria, allora la sola terapia con farmaci diuretici, cortisonici e farmaci ad azione antibatterica possono sollevare al paziente dalle sofferenze fisiche sofferte. Anche la toracentesi solleva il paziente da dolore al torace, senso di soppressione e sofferenza respiratoria.

Tuttavia, nel caso in cui la formazione del liquido persiste anche dopo la toracentesi, il paziente può ricorrere al drenaggio del liquido pleurico. In questo caso, al paziente viene applicato un sondino fisso per permettere la rimozione del liquido ogni qual volta si ripresenti.

L’importanza della prevenzione per la salute umana

Prevenire l’insorgenza delle malattie e salvaguardare la salute umana è possibile! Tutti noi abbiamo un’arma potentissima chiamata prevenzione. Grazie alla prevenzione, l’incidenza delle malattie, anche quelle più gravi, possono ridursi al minimo. Con i programmi di prevenzione sia le persone che l’ambiente possono mantenere la propria integrità.

La prima forma di prevenzione per evitare lo sviluppo di patologie è la prevenzione primaria. Tale comportamento può essere adottato mettendo in atto qualche piccolo accorgimento nella vita quotidiana. Inoltre, partecipare ai programmi di screening o sottoporsi regolarmente a controlli, permette di diagnosticare tempestivamente l’insorgenza di nuove patologie. Questo comportamento rientra nella prevenzione secondaria. Infine, vi è la prevenzione terziaria che permette alle persone di controllare la progressione di una patologia. Grazie a questa forma di prevenzione è possibile tenere sotto controllo anche forme recidive di cancro, che sono particolarmente aggressive.

L’educazione alla salute rappresenta una delle principali finalità dell’Osservatorio Nazionale Amianto, che da anni si batte per l’educazione alla salute umana e ambientale. Difatti, insieme al presidente dell’associazione, l’Avv. Ezio Bonanni, sono pionieri, in Italia, di una lunga battaglia contro l’amianto e contro tutti gli altri cancerogeni. In particolar modo, l’avv. Ezio Bonanni ha denunciato la condizione di rischio amianto su tutto il territorio Italiano nel “Libro Bianco delle morti di amianto in Italia” e ha istituito, insieme all’associazione l’APP Amianto. Con questo strumento, cittadini ed istituzioni possono segnalare la presenza di amianto, anche in forma anonima. La segnalazione dei siti contaminati o contenenti amianto permette l’aggiornamento della mappatura amianto su tutto il territorio.

Osservatorio Nazionale Amianto per le vittime dell’amianto

L’Osservatorio Nazionale Amianto è l’associazione che dà voce alle vittime dell’amianto e ai loro familiari. Da diversi anni, grazie ad un team di avvocati e medici legali, offre assistenza medica e legale gratuita a tutti coloro che entrano in contatto con materiali cancerogeni. Tramite l’assistenza, le vittime possono vedersi riconoscere i propri diritti ed accedere ai benefici contributivi economici e assistenziali.

Risarcimento del danno per il versamento pleurico asbesto correlato

L’accesso ai benefici contributivi è possibile solo in seguito al riconoscimento di malattia professionale. L’INAIL, l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, indennizza la vittima ed i suoi familiari in base alla percentuale di invalidità riscontrata nella vittima primaria. Per coloro che contraggono patologie asbesto correlate, sono dovute anche le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto. Inoltre, tutte le vittime di amianto hanno diritto al prepensionamento, grazie alla maggiorazione contributiva del 50% del periodo di esposizione nel luogo lavorativo.

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