Prevenzione secondaria amianto: la sorveglianza sanitaria

Prevenzione secondaria amianto: la sorveglianza sanitaria

Per prevenzione secondaria, in generale, si intendono tutti quegli interventi sanitari in grado di modificare la storia naturale delle patologie per le quali vengono attuati. Il suo scopo, quindi, è di evitare l’evoluzione di precursori e l’insorgenza della patologia, ma anche di aumentare le possibilità di sopravvivenza, riducendo la mortalità per la patologia considerata.

Anche nel caso dell’amianto, e di tutte le patologie tumorali ad esso correlate, è quindi fondamentale una sorveglianza sanitaria costante, attraverso controlli mirati. Solo in questo modo è possibile arrivare ad una diagnosi precoce della malattia e mettere in atto una terapia tempestiva.

Da anni l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni si sono resi portavoce dell’importanza della prevenzione in tutte le sue forme, prevenzione primaria e secondaria e terziaria. 

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Tempo stimato di lettura: 8 minuti

Per tale motivo, il team dell’ONA offre assistenza medica e legale gratuita a tutti coloro che desiderino avere maggiori informazioni su come prevenire o affrontare una diagnosi di una malattia asbesto correlata.

Rischio amianto: quali danni per la salute e come prevenirli

Con il termine amianto, o con il suo sinonimo asbesto, si indicano tutti quei minerali a struttura fibrosa che hanno capacità di suddividersi longitudinalmente in fibre sempre più sottili. In questo modo, le fibre si moltiplicano, causando fibrosi, infiammazione e cancro. Sono quindi altamente lesive per la salute umana.

Infatti, tutti i minerali asbestiformi sono cancerogeni, come dimostrato già a partire dal 1987 dallo IARC

Solo nel nostro Paese, dal secondo dopoguerra ad oggi, sono stati milioni gli esposti ad amianto. Tale incidenza è dovuta alle straordinarie proprietà di incombustibilità e capacità di isolante termico, elettrico o acustico tipiche dell’amianto, che per decenni è stato quindi ampiamente utilizzato nell’edilizia e nei contesti industriali.

Una strategia di prevenzione si rende quindi necessaria ed essa passa attraverso più fasi: primaria, secondaria e terziaria.

Prevenzione primaria e riduzione fattori di rischio amianto

La prevenzione primaria, quindi, rappresenta il primo step dell’attività preventiva. Ne fanno parte tutti gli interventi finalizzati ad eliminare o ridurre l’esposizione al fattore di rischio responsabile dei danni alla salute negli esposti.

In particolare, la prevenzione primaria va ad intervenire sui fattori di rischio modificabili, ovvero quelli riguardanti le abitudini comportamentali del singolo. Si cerca quindi di ridurre l’incidenza di tali malattie, anche aumentando la resistenza dell’individuo a tali fattori.

La prevenzione primaria, poi, può essere attuata attraverso diversi metodi, quali:

  • normative atte a limitare l’inquinamento da amianto (vedi Legge 257/1992);
  • messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, con ispezioni approfondite e diverse tecniche di bonifica, quali incapsulamento, confinamento rimozione dell’amianto (o altre sostanze cancerogene);
  • campagne di sensibilizzazione e informazione per rendere coscienti le persone dei potenziali rischi nel caso di esposizione a sostanze tossiche e cancerogene (es. campagne anti-fumo);
  • promozione delle vaccinazioni.

Le azioni dell’ONA: il codice della prevenzione primaria

L’Avv. Ezio Bonanni, insieme all’ONA, è stato uno dei primi in Italia a divulgare tutte le informazioni sulla pericolosità delle fibre di amianto e delle varie sostanze cancerogene (radon, uranio, ecc.). 

Proprio perché consapevole dell’importanza dell’informazione e della sensibilizzazione come prima forma di prevenzione, l’associazione ha anche elaborato il codice della prevenzione primaria, allo scopo di ridurre l’esposizione a cancerogeni.

Tuttavia sono necessarie anche una serie di altre importanti misure. Per evitare i rischi e controllare le patologie legate all’amianto è infatti fondamentale un impegno quotidiano, attraverso alcuni comportamenti quali:

  • seguire una corretta alimentazione, con una dieta sana ed equilibrata;
  • praticare attività fisica, per evitare l’insorgere di patologie legate alla sedentarietà;
  • combattere il tabagismo, poiché il fumo è una delle principali cause del cancro ai polmoni;
  • evitare gli abusi, come l’alcool, responsabile di patologie correlate ad addome, stomaco e intestino.

Le azioni dell’ONA: segnalazioni siti contaminati amianto

Da anni l’ONA si occupa anche di aggiornare costantemente la mappatura amianto del territorio italiano, allo scopo di favorire la bonifica tempestiva dei siti contaminati.

Per tale motivo, ha istituito un sistema di segnalazione accessibile a tutti i cittadini e lavoratori che vogliano comunicare la presenza, anche sospetta, di amianto nei propri luoghi di vita o lavoro (oppure edifici pubblici come scuole o ospedali).

Prevenzione secondaria: controlli medici, diagnosi e cura

Come detto in precedenza, rientrano nella prevenzione secondaria tutti quei controlli medici preventivi che possono precedere l’insorgere di una determinata patologia.

Per le persone esposte all’amianto, o ad altre sostanze tossiche, purtroppo spesso non si arriva ad una diagnosi tempestiva. Questo perché i sintomi della malattia possono comparire anche a distanza di decenni dall’inizio dell’esposizione. 

La respirazione di fibre di asbesto, infatti, può determinare diverse malattie, le cosiddette patologie asbesto correlate, alcune delle quali anche molto gravi. Si tratta, ad esempio, delle placche pleuriche, dell’asbestosi o del terribile mesotelioma.

Nel caso in cui si arrivi alla diagnosi di una patologia causata da esposizione all’amianto, l’ONA offre a chiunque lo richieda assistenza medica e legale gratuita.

 

Prevenzione secondaria: programma di screening dell’ONA

L’ONA, come associazione di tutela delle vittime dell’amianto e di tutti gli altri cancerogeni, ha sempre dato un gran contributo alla prevenzione. Applicando il principio di precauzione sia alla prevenzione primaria che a quella secondaria, ha quindi individuato una serie di punti fondamentali.

Principi della prevenzione secondaria:

  • la malattia è un problema di salute reale;
  • esiste un trattamento specifico per i pazienti affetti da malattie tumorali;
  • ci sono strutture sanitarie specializzate nel fare diagnosi e terapie ad hoc;
  • vi può essere uno stadio asintomatico della malattia;
  • sono disponibili test preliminari e poco invasivi;
  • il test deve essere accessibile per tutta la popolazione;
  • il percorso della malattia deve essere facilmente riconoscibile;
  • gli operatori sanitari devono essere informati delle linee guida su come trattare i pazienti;
  • il servizio sanitario nazionale deve essere in grado di sostenere i costi dello screening;
  • i casi di malattia devono essere individuati attraverso un processo regolare e costante;
  • lo screening è comunque raccomandabile se si riconosce la riduzione di tumori o la possibilità di recidive;
  • lo screening è sempre raccomandabile se può ridurre il rischio di mortalità.

Prevenzione terziaria: risarcimento danni esposti amianto

La prevenzione terziaria è l’ultimo stadio del percorso preventivo. Essa si fonda prima di tutto sull’epidemiologia, necessaria per individuare gli agenti causali delle patologie asbesto correlate. 

L’accertamento delle cause di una malattia, infatti, è fondamentale perché soltanto in questo modo si può investigare sulla Legge generale di copertura e quindi ottenere la vera prevenzione primaria.

Ma, grazie all’epidemiologia, si arriva al riconoscimento del cosiddetto nesso causale tra malattia ed esposizione ad amianto sul posto di lavoro, per accertare lo status di “malattia professionale”, ottenendo quindi un risarcimento danni.

Le indennità che è possibile richiedere sono:

  • Assistenza per la valutazione del rischio amianto e successiva bonifica (grazie alla quale può ottenere un bonus fiscale per rimozione o bonifica);
  • Assistenza legale per ottenere rendite e indennizzo INAIL, prepensionamento, riconoscimento della qualità di Vittima del Dovere e relative prestazioni. In più c’è il diritto al risarcimento dei danni derivati dall’amianto e altre sostanze tossiche, sia per la vittima che per i suoi familiari;
  • Assistenza medica per tutte le patologie correlate a sostanze cancerogene

Prevenzione amianto: intensificare le bonifiche

La prevenzione primaria è quella più importante. Allo stesso modo quella secondaria. Tuttavia non bisogna dimenticare anche quella terziaria.

Infatti, la prevenzione terziaria è l’unico strumento di tutela per chi è stato già esposto e danneggiato. Così, dopo la diagnosi, è necessaria l’anamnesi lavorativa.

In questo modo, se si individuano fonti di esposizione alle fibre, è possibile attivare la procedura per ottenere l’indennizzo INAIL.

Così, oltre alla tutela dell’indennizzo si può attivare quella del risarcimento dei danni.

Procedura di riconoscimento malattia professionale amianto

Questo tipo di approccio, è fondamentale e dipende anche dalla prevenzione secondaria, quindi dalla diagnosi. In questo moto si attiva il percorso dell’anamnesi e quindi dell’indennizzo.

Questi dati poi forniscono il dato epidemiologico. L’epidemiologia è infatti la scenza che permette di cristallizzare l’incidenza di sostanze tossiche, ovvero di fattori di rischio.

La prevenzione terziaria è, quindi, strettamente legata all’epidemiologia, che studia e dimostra la distribuzione e la frequenza di alcune malattie, individuando quindi il nesso causale.

Prevenzione secondaria e nesso causale

Lo scopo principale, ovviamente, è quello di individuare il fattore scatenante di una malattia, stimando anche le aspettative di vita e le condizioni di rischio. Tutto ciò consente di elaborare dei piano di controllo e monitoraggio, per evitare che altre persone incorrano nelle stesse patologie.

Solo attraverso l’individuazione del nesso causale, dunque, è possibile, ad esempio, ottenere il riconoscimento di una malattia professionale, accedendo così di diritto ai benefici previdenziali (prepensionamento INPS, rendita INAIL).

L’Avv. Ezio Bonanni è stato il primo, in Italia, a occuparsi di tutela e diritti delle “vittime del dovere” e dei loro familiari.

Nell’ambito della prevenzione terziaria, quindi, ONA Onlus e il suo team di legali hanno profuso un enorme impegno nell’ottenimento di indennità e risarcimenti per essere stati esposti a sostanze cancerogene in maniera inconsapevole o in maniera poco idonea, ovvero senza tutele per il lavoratore.

Quando si parla di amianto o di sostanze cancerogene, quindi, è evidente l’importanza della prevenzione, in tutte le sue forme.

Il nuovo Governo Draghi e la transizione ecologica

La Commissione amianto, istituita dal secondo Governo Conte, ha consegnato il suo lavoro che però non è stato utilizzato. Questo è un ulteriore grave ritardo che non è condiviso dall’avv. Ezio Bonanni.

Tanto è vero che ancora nel marzo 2021 sono stati rivolti degli appelli al nuovo Governo Draghi, perché si intervenga sulla questione amianto.

Quindi il fatto stesso che nel 2020 sono stati segnalati all’ONA circa 2.000 nuovi casi di mesotelioma. Questa malattia è solo la punta dell’iceberg perché nel 2020 i decessi sono stati non inferiori a 7.000.

Ciò anche per il fatto che il Covid-19 ha inciso sull’indice di mortalità, moltiplicando gli effetti dannosi delle fibre di asbesto.

Importanza della prevenzione: le malattie asbesto correlate

Prevenire è meglio che curare. E ciò è ancora più vero nel caso delle malattie asbesto correlate, ovvero provocate dall’esposizione ad amianto.

Si tratta spesso di patologie anche molto gravi, per le quali diventa ancora più importante soprattutto la prevenzione secondaria, attraverso controlli medici e terapie adeguate, ma anche la prevenzione terziaria, intesa come tutela delle vittime con indennizzi o risarcimento danni.

Tra le patologie asbesto correlate, individuate nella lista I dell’INAIL per il riconoscimento della malattia professionale, ci sono diverse patologie riconducibili all’amianto, alcune fibrotiche e alcune neoplastiche, quali:

  • Asbestosi polmonare;
  • Placche pleuriche;
  • Ispessimenti pleurici;
  • Mesotelioma pleurico;
  • Tumore del polmone;
  • Mesotelioma peritoneale;
  • Tumore della laringe;
  • Mesotelioma della tunica vaginale del testicolo;
  • Tumore dell’ovaio;
  • Mesotelioma pericardico.

Per il lavoratore vittima, è quindi necessario dimostrare l’esposizione, anche indiretta e per contaminazione degli ambienti lavorativi, per ottenerne il riconoscimento e, quindi, l’indennizzo.