Prevenzione secondaria amianto: la sorveglianza sanitaria

Per prevenzione secondaria, in generale, si intendono tutti quegli interventi sanitari in grado di modificare la storia naturale delle patologie per le quali vengono attuati.

Il suo scopo è di evitare l’evoluzione di precursori e l’insorgenza della patologia. Ma, attraverso controlli medici, è possibile anche scegliere terapie mirate e aumentare le possibilità di sopravvivenza.

Nel caso dell’esposizione ad amianto è fondamentale una sorveglianza sanitaria costante. Solo in questo modo è possibile arrivare ad una diagnosi precoce della malattia e mettere in atto una terapia tempestiva.

Da anni l’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni si sono resi portavoce dell’importanza della prevenzione in tutte le sue forme, prevenzione primaria e secondaria e terziaria. 

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Per tale motivo, il team dell’ONA offre assistenza medica e tutela legale gratuita a tutti coloro che desiderino avere maggiori informazioni su come prevenire o affrontare una diagnosi di una malattia asbesto correlata.

Rischio amianto danni alla salute e prevenzione secondaria

Con il termine amianto, o con il suo sinonimo asbesto, si indicano tutti quei minerali a struttura fibrosa che hanno capacità di suddividersi longitudinalmente in fibre sempre più sottili.

In questo modo, una volta inalate o ingerite, le fibre si moltiplicano, causando fibrosi, infiammazione e cancro. Sono quindi altamente lesive per la salute umana. Come afferma lo IARC nella sua ultima monografia, tutti i minerali asbestiformi sono cancerogeni.

Solo nel nostro Paese, dal secondo dopoguerra ad oggi, sono stati milioni gli esposti ad amianto. Tale incidenza è dovuta all’utilizzo fatto di questo minerale nel settore edile. Infatti, per la sua proprietà di incombustibilità e capacità di isolante termico, elettrico o acustico è stato ampiamente utilizzato nell’edilizia e nei contesti industriali.

I settori in cui è più elevato il rischio amianto sono evidenziati in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia” dell’Avvocato Bonanni.

Una strategia di prevenzione si rende quindi necessaria ed essa passa attraverso più fasi: primaria, secondaria e terziaria.

Prevenzione primaria e riduzione fattori di rischio

La prevenzione primaria rappresenta il primo step dell’attività preventiva. Ne fanno parte tutti gli interventi finalizzati a eliminare l’esposizione al fattore di rischio responsabile dei danni alla salute negli esposti.

In particolare, la prevenzione primaria va ad intervenire sui fattori di rischio modificabili, ovvero quelli riguardanti le abitudini comportamentali del singolo.

È fondamentale, per eliminare definitivamente ogni rischio, evitare l’esposizione e bonificare i siti contaminati.

Da anni l’ONA si occupa anche di aggiornare costantemente la mappatura amianto del territorio italiano, allo scopo di favorire la bonifica tempestiva dei siti contaminati. Per tale motivo, ha istituito un sistema di segnalazione accessibile a tutti i cittadini e lavoratori che vogliano comunicare la presenza, anche sospetta, di asbesto nei propri luoghi di vita o lavoro o in edifici pubblici, come scuole o ospedali.

La prevenzione primaria, poi, può essere attuata attraverso diversi metodi, quali:

  • normative atte a limitare l’inquinamento da amianto, come la Legge 257/1992;
  • messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, con ispezioni approfondite e diverse tecniche di bonifica, quali incapsulamento, confinamento rimozione dell’amianto o di altre sostanze cancerogene;
  • campagne di sensibilizzazione e informazione per rendere coscienti le persone dei potenziali rischi nel caso di esposizione a sostanze tossiche e cancerogene;
  • promozione delle vaccinazioni.

Prevenzione secondaria: controlli medici, diagnosi e cura

Rientrano nella prevenzione secondaria tutti quei controlli medici preventivi che possono precedere l’insorgere di una determinata patologia.

Purtroppo le persone esposte ad asbesto o ad altre sostanze tossiche spesso non ottengono una diagnosi tempestiva. Il motivo è che i sintomi della malattia possono comparire anche a distanza di decenni dall’inizio dell’esposizione. Inoltre molte patologie sono inizialmente asintomatiche.

La respirazione di fibre di asbesto può determinare diverse patologie asbesto correlate, come le placche pleuriche, l’ispessimento pleurico, l’asbestosi o il mesotelioma.

Lo scopo principale della prevenzione secondaria è quello di individuare il fattore scatenante di una malattia, stimando anche le aspettative di vita e le condizioni di rischio.

Tutto ciò consente di elaborare dei piano di controllo e monitoraggio, anche per evitare che altre persone incorrano nelle stesse patologie.

Nel 2020 sono stati segnalati all’ONA circa 2.000 nuovi casi di mesotelioma mentre i decessi sono stati non inferiori a 7.000. Il Covid-19 ha inciso sull’indice di mortalità, moltiplicando gli effetti dannosi delle fibre di asbesto. Per questo si è reso necessario che l’ONA rivolgesse un appello al nuovo Governo Draghi, perché si intervenga sulla questione amianto.

Prevenzione secondaria: programma di screening dell’ONA

L’ONA, come associazione di tutela delle vittime dell’amianto e di tutti gli altri cancerogeni, ha sempre dato un gran contributo alla prevenzione.

Applicando il principio di precauzione sia alla prevenzione primaria che a quella secondaria, ha quindi individuato una serie di punti fondamentali.

  • la malattia è un problema di salute reale;
  • esiste un trattamento specifico per i pazienti affetti da malattie tumorali;
  • ci sono strutture sanitarie specializzate nel fare diagnosi e terapie ad hoc;
  • vi può essere uno stadio asintomatico della malattia;
  • sono disponibili test preliminari e poco invasivi;
  • il test deve essere accessibile per tutta la popolazione;
  • il percorso della malattia deve essere facilmente riconoscibile;
  • gli operatori sanitari devono essere informati delle linee guida su come trattare i pazienti;
  • il servizio sanitario nazionale deve essere in grado di sostenere i costi dello screening;
  • i casi di malattia devono essere individuati attraverso un processo regolare e costante;
  • lo screening è comunque raccomandabile se si riconosce la riduzione di tumori o la possibilità di recidive;
  • lo screening è sempre raccomandabile se può ridurre il rischio di mortalità.

Prevenzione terziaria: risarcimento danni esposti amianto

La prevenzione terziaria è l’ultimo stadio del percorso preventivo. Essa si fonda sull’individuazione degli agenti causali delle patologie asbesto correlate. 

L’accertamento delle cause di una malattia è fondamentale per stabilire il nesso causale tra malattia ed esposizione ad amianto sul posto di lavoro. In questo modo si può ottenere il riconoscimento dello status di malattia professionale.

Le malattie professionali riconosciute dall’INAIL

Tra le patologie dovute all’esposizione ad asbesto, la lista I dell’INAIL comprende quelle la cui origine è di “elevata probabilità“.

In questo caso vi è la presunzione legale di origine. Perciò è sufficiente la presenza delle fibre di amianto nel luogo di lavoro per ottenere il riconoscimento di malattia professionale.

Invece la lista II include le malattie con una “limitata probabilità” di origine professionale. In questo caso non è prevista la presunzione legale d’origine. Sarà quindi la vittima a dover dimostrare il nesso causale.

La lista III, infine, comprende solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.

I diritti delle vittime esposte ad asbesto

La prevenzione terziaria è l’unico strumento di tutela per chi è stato già esposto e danneggiato. Così, dopo la diagnosi, è necessaria l’anamnesi lavorativa.

Se si individuano fonti di esposizione alle fibre, è possibile attivare la procedura per ottenere l’indennizzo INAIL.

Oltre al risarcimento INAIL è possibile ottenere benefici contributivi per accedere al prepensionamento. In più esistono prestazioni aggiuntive per le vittime di malattie asbesto correlate, come il Fondo Vittime Amianto e quelle previste dallo status di Vittima del Dovere.

Infine è possibile richiedere l’integrale risarcimento dei danni. Si ottiene facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale e comprende in aggiunta il danno morale e quello esistenziale.

L’ONA: tutela medica e assistenza legale

L’Osservatorio Nazionale Amianto tutela tutte le vittime di malattie asbesto correlate. Nel caso in cui si arrivi alla diagnosi di una patologia causata da esposizione all’amianto, la vittima può richiedere all’ONA l’assistenza medica e la tutela legale gratuita.

Grazie al presidente, l’Avv. Bonanni, e al suo team di esperti legali, si offrono servizi per la salvaguardia dei propri diritti e l’ottenimento di tutti i benefici previsti. Contattaci per avere un primo parere legale gratuito.