Salute: cosa significa e in cosa consiste la tutela della salute

La salute è un diritto fondamentale di tutti che in Italia è salvaguardato dalla nostra Costituzione. In particolare lo Stato Italiano considera la salute un diritto individuale e un diritto generale della collettività che va preservato e tutelato da tutti gli elementi che lo compromettono.

La Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo elenca i 30 diritti universali di tutti gli individui tutelati dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (CEDU) di Strasburgo. In caso di violazione dei diritti umani, tra cui quello alla salute, ci si può rivolgere alla CEDU per richiedere il risarcimento del danno.

In questa guida scopriamo nel dettaglio cosa si intende con il termine salute, tutto sulla prevenzione e sul legame tra la salute e la salvaguardia ambientale in un’ottica in cui ambiente e salute risultano legati da un legame inscindibile. Infatti non c’è salute senza un ambiente sano.

L’Avv. Ezio Bonanni e l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto si occupano di assistenza medica e legale alle vittime di esposizione ambientale e lavorativa a sostanze cancerogene.

Indice dei contenuti

Salute: significato e definizione
Definizione di salute secondo l’OMS
Prevenzione primaria
I fattori di rischio per la salute
Prevenzione secondaria e terziaria
Assistenza legale

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Salute: cosa significa di preciso?

Il termine salute deriva dal latino “salus”: salvezza, incolumità e integrità. Dalle origini dell’uso della parola salute e fino ai giorni nostri ne sono state date diverse definizioni, fino a giungere a quella attuale data dall’OMS, condivisa e con importanti implicazioni. Prima di conoscere la definizione secondo l’OMS facciamo però una carrellata sull’evoluzione del concetto di salute nella storia del pensiero occidentale.

Nell’antica Grecia il concetto di salute era legato alla religione dove la salute era un dono degli dei e la malattia una loro punizione.

Già con Ippocrate la salute assume un connotato laico e si identifica con la forza vitale innata che permette di riequilibrare le disarmonie causate dalle patologie.

Con l’Illuminismo, grazie allo sviluppo delle scienze, si indagano le cause fisiologiche che sono alla base della malattia e la medicina diventa un sapere scientifico legato ai concetti di causa-effetto da indagare in base all’esperienza.

La definizione di salute secondo l’OMS

L’OMS – Organizzazione Mondiale della Sanità è stata tra le prime Istituzioni a pronunciarsi in termini di diritto alla salute. Come già anticipato, ha fornito una definizione chiara e condivisa della parola salute, con implicazioni importanti. La salute è quindi uno “stato di completo benessere fisico, psichico e sociale e non semplice assenza di malattia o infermità”. 

L’OMS definisce anche il concetto di benessere psichico come «uno stato di benessere emotivo e psicologico nel quale l’individuo è in grado di sfruttare le sue capacità cognitive o emozionali, esercitare la propria funzione all’interno della società, rispondere alle esigenze quotidiane della vita di ogni giorno, stabilire relazioni soddisfacenti e mature con gli altri, partecipare costruttivamente ai mutamenti dell’ambiente, adattarsi alle condizioni esterne e ai conflitti interni».

Afferma inoltre che il diritto alla salute è un diritto fondamentale. Ogni essere umano, senza distinzione di razza, religione, opinioni, condizione economica e sociale deve godere del più elevato standard di salute possibile. Dove quindi la salute non è la semplice assenza di malattia.

Il diritto alla salute e la Costituzione italiana

Come già accennato, lo Stato italiano tutela il diritto alla salute. Il primo comma dell’art. 32 della Costituzione Italiana recita “La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell’individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti“.

Quindi la salute, intesa come condizione di benessere fisico, mentale e sociale, è un diritto del singolo e interesse della collettività. In quanto tale lo Stato garantisce la gratuità del servizio a chi non può permetterselo e prevede una forma di compartecipazione per coprire parte delle spese erogate dal Sistema Sanitario Nazionale per tutti gli altri.

Diritto alla salute ed il Sistema Sanitario Nazionale

Il Sistema Sanitario Nazionale è stato istituito dalla legge n.833 del 1978, e fornisce l’assistenza sanitaria a tutti i cittadini senza distinzioni di genere, residenza, età, reddito e lavoro.  Come diritto non può essere negato a coloro che si trovano in condizioni di miseria. Infatti, per questi ultimi, la Costituzione garantisce la gratuità del servizio. Per tutti gli altri, invece, prevede una forma di compartecipazione per coprire parte delle spese erogate dal Sistema Sanitario Nazionale. 

Come aderente della Carta sociale, anche il Sistema Sanitario Nazionale si deve impegnare a garantire il diritto alla salute della collettività. E per realizzare tale finalità, ha l’obbligo di adempiere a due importanti ruoli. Il primo riguarda la sensibilizzazione della popolazione alla salute e l’educazione alla responsabilità individuale per la salute. Il secondo, invece, è di garantire controlli gratuiti e attività di screening su tutto il territorio.

La prevenzione primaria per la difesa della salute

Ma quando nasce il concetto di screening e di prevenzione? Nel 1982, gli epidemiologi Richard Doll e Richard Peto pubblicarono il primo elenco dei principali fattori di rischio che contribuiscono a determinare l’insorgenza di alcune malattie. Si passò così, per la prima volta, da un approccio puramente curativo ad uno di tipo preventivo. La prevenzione gioca un ruolo fondamentale nel ridurre al minimo il rischio di ammalarsi e permette al Sistema Sanitario Nazionale di abbattere i costi per i farmaci e le terapie salvavita.

La prevenzione primaria oggi è considerata la migliore arma a disposizione per contrastare l’insorgenza di malattie e salvaguardare la salute degli uomini. Consiste dunque, in primo luogo, nell’agire sui fattori di rischio in modo da abbattere le possibilità di ammalarsi. Come? Attraverso misure di sicurezza sul lavoro e dispositivi di protezione individuale. Attraverso la sensibilizzazione nei confronti di abitudini e stili di vita a rischio e attraverso la bonifica dei luoghi di vita e di lavoro dai patogeni.

In secondo luogo la prevenzione si occupa di diagnosticare precocemente e individuare quanto prima possibile l’insorgenza delle malattie in modo da garantire le migliori cure e la loro tempestività.

I fattori di rischio per la salute

Cosa sono per la precisione i fattori di rischio? Si tratta di condizioni o comportamenti che aumentano la probabilità di sviluppare una patologia.

Possono essere classificati in fattori di rischio modificabili (come ad esempio il comportamento e l’ambiente circostante) e fattori di rischio non modificabili (come l’età, il sesso e il patrimonio genetico), che non dipendono cioè dalla volontà umana. Di questi ultimi bisogna tenere conto nell’ottica di un’attenta e mirata prevenzione, al fine di facilitare una diagnosi tempestiva.

Fattori di rischio modificabili

Tra i fattori di rischio modificabili ci sono quindi tutti i comportamenti che causano l’insorgenza di malattie o le aggravano. Pensiamo all’obesità e al suo legame con le malattie cardiovascolari e non solo; alle diete povere di frutta e verdura che aumentano il rischio di insorgenza di neoplasie e all’abitudine al fumo di sigaretta e al suo legame con l’insorgenza del tumore al polmone. Oppure al consumo eccessivo di alcolici e alla sedentarietà. Tra i fattori di rischio modificabili rientrano anche le esposizioni ad agenti patogeni.

L’alimentazione come forma di prevenzione

Un’alimentazione corretta permette di ridurre al minimo il rischio di ammalarsi. L’apporto di calorie deve essere commisurato alle calorie bruciate evitando diete ipercaloriche o ipocaloriche. L’obesità è un problema molto diffuso nei paesi industrializzati. In Italia si calcola che il 9% della popolazione è in sovrappeso. L’obesità è associata a numerose malattie e a morte prematura.

La malnutrizione è un altro problema che affligge i paesi industrializzati. In Europa tra il 13 e il 29% della popolazione soffre di malnutrizione per difetto. La percentuale sale al 60% per gli anziani in casa di riposo e al 40% per quelli ospedalizzati, dove i costi per l’alimentazione diaria subiscono continui tagli (ad oggi in media sulle 3-5 euro al giorno per paziente). A livello generale la malnutrizione per difetto è responsabile dell’indebolimento del sistema immunitario, di debolezza muscolare e cachessia e aumentato del rischio di morte. A livello ospedaliero comporta più lunghe degenze e aumenta i costi e rischi di infezioni in ospedale.

L’alcol come fattore di rischio

L’abuso di alcol è correlato all’insorgenza di oltre 60 patologie. La sua nocività risiede in alcune sostanze quali l’etanolo e l’acetaldeide.

Quando l’alcol viene consumato in piccole quantità, può apportare alcuni giovamenti al sistema nervoso. Secondo una ricerca scientifica pubblicata su Scientific Reports, faciliterebbe infatti il processo di smaltimento di alcune tossine, incluse quelle associate all’Alzheimer. Inoltre, alcune sostanze contenute nel vino rosso hanno poteri antinfiammatori e protettivi per il sistema cardiocircolatorio.

L’attività fisica come beneficio per corpo e mente

L’attività fisica svolta in maniera regolare previene l’insorgenza di malattie croniche e migliora contemporaneamente livello di salute mentale. Tra le attività consigliate ci sono le passeggiate all’aperto e nel verde, limitando il più possibile l’utilizzo di mezzi di trasporto. In questo modo, i benefici si ripercuotono positivamente anche sull’impatto ambientale.

Gli esperti consigliano di camminare per almeno 30 minuti consecutivi tutti i giorni a una velocità sostenuta. Non sono quindi le grandi attività sportive ad essere particolarmente adatte a migliorare la salute, ma il movimento praticato con costanza e legato alle piccole scelte per la lotta alla sedentarietà.

L’abitudine al fumo di sigaretta

Il consumo continuo di tabacco, sotto forma di sigari, sigarette e pipe, riduce non solo la durata della vita ma anche la sua qualità. L’abitudine al fumo è responsabile di neoplasie e malattie croniche. Gli agenti cancerogeni derivanti dalla combustione agiscono in modo sinergico con altri agenti cancerogeni aumentando le possibilità di insorgenza di neoplasie non solo per quanto riguarda il sistema respiratorio.

Il fumo attivo accelera il processo di invecchiamento della pelle e diminuisce le difese immunitarie dell’organismo. Anche l’esposizione al fumo passivo è deleteria, soprattutto nei bambini e connessa all’insorgenza del microcitoma polmonare.

L’inquinamento ambientale come fattore di rischio

Esistono diversi tipi di inquinamento. Tra questi l’inquinamento idrico e quello atmosferico sono i più dannosi per la salute e responsabili di circa il 2o% delle morti premature. Tra le sostanze inquinanti vi sono i prodotti della combustione, come le diossine ed il benzene, i gas come l’ozono e alcuni elementi chimici come l’uranio e il gas Radon.

L’ambiente lavorativo come fattore di rischio

Nell’ambiente di lavoro, come già accennato, la salute può essere minacciata da diverse sostanze cancerogene. Quelle maggiormente riscontrate nelle sedi occupazionali sono l’amianto, aflatossine, il benzene e le amine aromatiche. Secondo uno studio europeo, i lavoratori esposti a cancerogeni in Italia sono circa 4.200.000 su 21.8 milioni di lavoratori complessivi.

Per tutti coloro che sviluppano particolari forme di malattia professionale la legge prevede delle prestazioni di tipo assistenziale ed economico. Oltre agli indennizzi del danno biologico subito e da diminuite capacità lavorative, hanno diritto al risarcimento integrale dei danni, facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

L’amianto come fattore di rischio

Tra i fattori di rischio lavorativi e ambientali il rischio di esposizione all’amianto è uno dei più insidiosi.

L’asbesto è stato messo al bando in Italia con la legge del 1992. Nonostante questo nel nostro paese le esposizioni all’amianto continuano a verificarsi, complice un cogente ritardo nella bonifica dei siti contaminati. 

L’amianto e le sue fibre killer sono infatti ancora presenti negli edifici privati e in quelli pubblici, comprese scuole ed ospedali italiani, nella misura di tonnellate.

Libro bianco vittime amianto

Al fine di mappare i siti italiani contaminati da amianto, l’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto ha messo appunto un’app: l’app ONA amianto a cui possono partecipare anche i privati cittadini segnalando i presunti luoghi contaminati dall’asbesto.

Le fibre di asbesto provocano gravi infiammazioni (asbestosiplacche pleuriche e ispessimenti) che in seguito possono evolvere in patologie asbesto correlate, come mesoteliomi (il più diffuso è il mesotelioma pleurico e poi ci sono il mesotelioma peritonealepericardico e della tunica vaginale del testicolo) e cancro.

L’azione cancerogena dell’amianto è confermata dall’ultima monografia dello IARC. Inoltre la gravità della situazione è illustrata in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia-Ed.2022“.

Prevenzione secondaria

Come già anticipato, oltre alla prevenzione primaria, ci sono altre due forme di prevenzione: la secondaria e la terziaria.

La prevenzione secondaria permette di individuare precocemente una malattia tramite tecniche di screening. Questa forma di prevenzione mira ad impedire l’insorgenza di una malattia oppure la sua progressione. La prevenzione secondaria, sotto forma di sorveglianza sanitaria, è fondamentale laddove si conosce, attraverso l’anamnesi lavorativa e la storia familiare del paziente, se la persona è stata esposta a cancerogeni o presenta fattori ereditari per determinate malattie. Per quanto riguarda le esposizioni lavorative ad mianto il Consensus Report di Helsinki fornisce le linee guida generali per la diagnosi precoce delle malattie amianto.

Prevenzione terziaria

La prevenzione terziaria, invece, spesso coincide con la terapia vera e propria. Quest’ultima ha come obiettivo quello di tenere sotto controllo la progressione della malattia e ad assicurare un decorso sereno al paziente con una aumentata qualità della vita. La prevenzione terziaria si delinea anche nella tutela legale. Essa permette infatti, per esempio, di evitare ulteriori esposizioni dannose per il lavoratore malato e di permettergli di andare in pensione anticipata, grazie al prepensionamento amianto.

La tutela legale nella prevenzione terziaria è utile al dato epidemiologico in modo da modulare le normative e le prestazioni previdenziali in base al concreto realizzarsi delle esposizioni a fattori di rischio e delle malattie che causano.

Tutela legale per le vittime

Quando la prevenzione primaria fallisce, entra in campo la tutela legale delle vittime.

Attraverso l’assistenza medica l’ONA promuove le buoni prassi per una diagnosi precoce e tempestiva e per l’utilizzo delle migliori terapie e cure. Attraverso l’assistenza legale si occupa delle difesa legale delle vittime e dei loro famigliari per l’ottenimento di tutti gli indennizzi e i risarcimenti previsti dalla legge.

L’ONA si occupa in primo luogo di prevenzione primaria rispetto al rischio di esposizione ambientale e lavorativa, perché l’unica possibilità per ridurre il rischio di ammalarsi è quella di evitare le esposizioni dannose a 360° e di migliorare stili di vita e comportamenti.