Danno morale: come ottenere il risarcimento

Una vittima di malattia asbesto correlata di origine professionale ha diritto all’integrale risarcimento dei danni, compreso il risarcimento del danno morale.

L’esposizione alle fibre di amianto può causare gravi danni alla salute e provocare l’insorgere di neoplasie. La capacità cancerogena dei minerali di asbesto è confermata anche dall’ultima monografia IARC.

Il lavoratore esposto ha quindi diritto al ristori dei danni patrimoniali e non patrimoniali. Quest’ultima categoria comprende il danno biologico e danno morale ed esistenziale. In più, in caso di decesso, ci sono i pregiudizi catastrofale e tanatologico.

In particolare il pregiudizio morale consiste in una sofferenza interiore e psicologica che il danneggiato è costretto a subire in conseguenza del fatto illecito altrui.

L’ONAOsservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Ezio Bonanni, forniscono un servizio di consulenza legale gratuita per assistere le vittime e salvaguardare i loro diritti.

Indice dei contenuti
 
  • Danno morale: cosa comprende?

  • Danno morale calcolo

  • Risarcimento danno morale: tabelle del Tribunale di Milano

  • Servizi per le vittime di tutela medica e legale


  • Tempo di lettura stimato: 5 minuti

    Cosa significa subire un danno morale?

    Il danno morale è una sofferenza interiore soggettiva, che consiste nel perturbamento psichico o nel danno arrecato alla dignità o integrità morale, massima espressione della personalità di ogni individuo.

    Le Sezioni Unite della Corte di Cassazione chiariscono: “la sofferenza morale, senza ulteriori connotazioni in termini di durata, integra il pregiudizio non patrimoniale. Deve trattarsi di un turbamento dell’anima, di un dolore sofferto, che non abbia generato degenerazioni patologiche della sofferenza“.

    Inizialmente i danni morali venivano riconosciuti solo in favore di soggetti vittime di un illecito penale (art. 2059 c.c.). La Cassazione, nel tempo, ha poi modificato questo aspetto.

    Inoltre le Sezioni Unite della Cassazione menzionano anche il danno morale soggettivo come “patema d’animo o sofferenza interiore o perturbamento psichico, di natura meramente emotiva e interiore“.

    Le categorie del danno non patrimoniale

    Nel danno patrimoniale sono compresi il danno biologico, morale ed esistenziale.

    Ogni componente è autonoma rispetto alle altre. Perciò il danno morale va riconosciuto indipendentemente dal fatto che il soggetto abbia anche subito un danno biologico di natura fisica o psichica.

    Tuttavia l’autonomia ontologica del danno morale non può prescindere dal carattere omnicomprensivo della valutazione.

    Infatti, la Corte di Cassazione, sez. III, n. 25817 del 31 ottobre 2017 chiarisce che il pregiudizio biologico, morale e dinamico-relazionale o esistenziale integrano componenti autonome dell’unitario danno non patrimoniale. Queste, pur valutate nello loro differenza ontologica, devono sempre dar luogo ad una valutazione globale.

    Per approfondire la tutela risarcitoria degli esposti ad amianto è possibile consultare il testo dell’Avv. Bonanni “Il danno da amianto-Profili risarcitori e tutela medico-legale“.

    Come si quantifica il danno morale?

    I danni morali, come ha spesso ribadito la Cassazione, possono essere risarciti solamente in due casi:

    • per violazione dei diritti menzionati dalla Costituzione italiana, trattati internazionali e altre fonti normative, come l’identità personale, l’onore e la reputazione, la famiglia e la salute;
    • quando il fatto illecito consiste in un reato.

    Inoltre è fondamentale, per ottenere il risarcimento per danni morali, la prova del pregiudizio in sé, mentre non è necessaria la prova dell’entità di esso.

    Il calcolo danno morale varia se esso è collegato o meno a un danno fisico. Infatti quando quello biologico è superiore a 3 punti percentuali, quello morale viene di solito risarcito in automatico.

    Al contrario, in assenza di una lesione fisica, la vittima deve dare prova concreta e certa dei danni morali. Per quantificare il danno, l’art. 1226 del Codice Civile prevede che: “se il danno non può essere provato nel suo preciso ammontare, è liquidato dal giudice con valutazione equitativa“.

    Inoltre, come riportato da SS.UU. nella sentenza del 11 novembre 2008, n.26972, il danno morale va risarcito “come danno non patrimoniale, nell’ampia accezione ricostruita dalle SS.UU. come principio informatore della materia. Includendo il danno morale risarcimento deve avvenire secondo equità circostanziata (art. 2056 c.c.), tenendosi conto che anche per il danno non patrimoniale il risarcimento deve essere integrale, e tanto più elevato quanto maggiore è la lesione “.

    Tabelle di Milano e personalizzazione del risarcimento

    Le Tabelle del Tribunale di Milano sono applicabili su tutto il territorio nazionale a titolo di criterio unitario di liquidazione del danno non patrimoniale alla persona.

    La Suprema Corte (Cass., sez. III, n. 11754 del 15 maggio 2018) ritiene che, nella liquidazione del danno non patrimoniale, si devono applicare i parametri tabellari elaborati dal Tribunale di Milano.

    Questi criteri determinano il valore finale del punto utile al calcolo del danno biologico da invalidità permanente, tenendo conto di tutte le componenti non patrimoniali, compresa quella già qualificata in termini di danno morale. Questa viene inclusa nel punto base, così da operare non sulla percentuale di invalidità, bensì con aumento equitativo della corrispondente quantificazione.

    Prevede valori medi di riferimento, personalizzabili, purché i danni ulteriori siano provati (anche con presunzioni).

    Infatti, l’entità del risarcimento dovuto deve essere calcolato su base equitativa con personalizzazione.

    La Cassazione Civile, Sez. III, con sentenza n. 5691 del 23 marzo del 2016 ha chiarito che la quantificazione danno morale in una frazione del biologico non ne esclude una misurazione superiore a quanto stabilito dalle Tabelle del Tribunale di Milano.

    Si può procedere alla personalizzazione del danno entro le percentuali massime di aumento previste nelle stesse tabelle. Questa decisione deve essere adeguatamente motivata dalla sussistenza di peculiari ragioni di apprezzamento meritevoli di tradursi in una più ricca considerazione in termini monetari.

    Quindi, il Giudice può superare i limiti minimi e massimi tabellari, tenendo conto della fattispecie concreta.

    Assistenza medica e legale delle vittime

    L’ONA fornisce una serie di servizi di assistenza gratuita per le vittime di esposizione ad amianto.

    Oltre all’assistenza legale, grazie al quale è possibile salvaguardare i propri diritti, è prevista l’assistenza medica. Un team di medici volontari mette la propria competenza al servizio di chi ne fa richiesta, fornendo informazioni sulle terapie più adatte a cui sottoporsi.