Economia circolare: definizione e i migliori esempi

Ad uno sviluppo sostenibile, nel rispetto dell’ambiente e dei suoi delicati equilibri, è legato il concetto di economia circolare, che si contrappone a quella lineare. In questa guida scopriamo cosa si intende per economia circolare e quali sono i migliori esempi di un’economia di questo tipo.

Indice dei contenuti

Tempo di lettura stimato: 4 minuti

Economia circolare: definizione

La Ellen MacArthur Foundation dà una definizione di economia circolare e la definisce come “un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”.

L’economia circolare è quindi un sistema economico che è pianificato per riutilizzare i materiali in successivi cicli produttivi, riducendo al massimo gli sprechi.

Come funziona questo tipo di economia?

L’economia circolare è basata su soluzioni sostenibili (energie rinnovabili, riuso e riciclo) e sull’uso circolare dei singoli asset che ne prevede la massimizzazione dell’uso e la valorizzazione nella fase di fine vita. Implica dunque condivisione, prestito, riutilizzo, riparazione, ricondizionamento e riciclo dei materiali e prodotti esistenti il più a lungo possibile.

In questo modo si estende il ciclo di vita dei prodotti, contribuendo a ridurre i rifiuti al minimo. Una volta che il prodotto ha terminato la sua funzione, i materiali di cui è composto vengono reintrodotti, dove possibile, nel ciclo economico. Così si possono continuamente riutilizzare all’interno del ciclo produttivo generando ulteriore valore.

Economia lineare: cos’è?

L’economia lineare è basata sul concetto di abbondanza delle materie prime ed energia a basso costo e sullo schema “estrarre, produrre, utilizzare e gettare”. Il modello economico tradizionale prevede una obsolescenza programmata dei prodotti in modo che, una volta gettati, il ciclo economico possa riavere inizio generando capitale.

Questo modello economico, di fronte alle esigenze sempre più impellenti del nostro Pianeta, dei cambiamenti climatici e del riscaldamento globale, risulta inadeguato e non più sostenibile. Alla base del concetto di sostenibilità c’è la necessità di garantire alle generazioni future lo stesso tenore di vita di quelle precedenti.

Un’economia sostenibile necessita dell’utilizzo di energia a basso impatto ambientale, rinnovabile e pulita. L’estrazione, l’utilizzo e la lavorazione delle materie prime deve essere altresì a basso impatto ambientale e permettere il riuso dei vari componenti del prodotto.

L’economia lineare prevede la massimizzazione della produzione e degli stabilimenti produttivi. L’economia circolare prevede l’ampliamento degli stabilimenti di manutenzione in modo da garantire la circolarità, per definizione senza inizio e senza fine, che permette di garantire alle generazioni future le stesse risorse di quelle attuali.

Princìpi di economia circolare

Nell’economia circolare, in tutte le fasi di vita del prodotto – dalla progettazione, alla produzione, al consumo, fino alla destinazione a fine vita – si deve sapere limitare l’apporto di materia ed energia in ingresso e minimizzare scarti e perdite, ponendo attenzione alla prevenzione delle esternalità ambientali negative e alla realizzazione di nuovo valore sociale e territoriale.

Qui di seguito riportiamo i 5 criteri fondamentali dell’economia circolare secondo la Ellen MacArthur Foundation :

  • Eco progettazione

Progettare i prodotti con caratteristiche che ne consentano smontaggio e ristrutturazione a fine vita.

  • Modularità e versatilità

I prodotti devono essere pensati per adattarsi alle condizioni e ai cambiamenti esterni.

  • Energie rinnovabili e sostenibilità delle risorse

I prodotti devono essere prodotti, riparati, smontati e riusati o riciclati utilizzando energia da fonti rinnovabili.

  • Approccio ecosistemico

Pensare in modo olistico ovvero considerando le relazioni causa e effetto.

  • Recupero dei materiali

Preferire il recupero dei materiali ai materiali vergini, ovvero recupero e riciclo delle risorse.

Esempi di economia circolare

Qui di seguito citiamo alcuni esempi virtuosi che vanno nella direzione di un’economia circolare. Pasta Barilla in collaborazione con Favini ha creato la cartacrusca che nasce riutilizzando la crusca, prodotto di scarto nella produzione della pasta.

Lavazza, in collaborazione con Novamont e con il Politecnico di Torino ha creato la cialda organica mentre i fondi di caffé diventano una risorsa nella coltivazione di funghi.

Vegea, per esempio, ha creato un tessuto che si produce utilizzando le vinacce, rifiuto del processo di produzione del vino.

Ikea, H&M e altri grandi brand portano avanti progetti di riuso in cui le materie prime vengono dalla riconsegna di mobili o vestiti usati.

Il Gruppo Wolkswagen, nel percorso verso la decarbonizzazione dell’azienda, include un progetto per garantire la massima sostenibilità al ciclo vitale delle batterie montate dalle auto del Gruppo Volkswagen, che aderisce alla Global Battery Alliance. Si tratta di un’organizzazione fondata sul rispetto dei diritti umani e sociali, che vengono garantiti in ogni fase della lavorazione: dell’estrazione delle materie prime alla definizione di soluzioni per il riutilizzo delle batterie stesse.

In conclusione l’utilità di ogni singolo progetto andrebbe valutata in base alla quantità di energia necessaria per i processi di trasformazione e ai costi effettivi in termini di impatto ambientale e sociale.