Fondo vittime amianto: cos’è, a chi spetta e come ottenerlo

Il fondo vittime amianto è un fondo istituito per le vittime di esposizione all’amianto che abbiano contratto una malattia amianto correlata. Questo indennizzo dei danni di amianto viene riconosciuto a chiunque abbia contratto una malattia professionale causata dall’amianto ed include le vittime di esposizione ambientale che abbiano contratto un mesotelioma.

In questa guida scopriamo cos’è il fondo vittime amianto, a chi spetta e come ottenere l’indinnizzo.

Cos’è il Fondo Vittime Amianto?

Il Fondo Vittime Amianto consiste in una maggiorazione del 20% sulla rendita INAIL in caso di riconoscimento di malattia asbesto correlata.

Come dicevamo più su, le prestazioni del Fondo Vittime Amianto sono erogate alle vittime di mesotelioma anche in seguito ad esposizione ambientale, ovvero a coloro che sono stati esposti in famiglia per contaminazione ambientale.

Il Fondo Vittime Amianto è dunque un indennizzo che possono ottenere solo coloro che usufruiscono di una rendita INAIL. Qui trovate tutte le info sull’assistenza legale gratuita dell’ONA a favore delle vittime dell’amianto per l’ottenimento dell’indennizzo FVA e gli altri risarcimenti previsti dalla legge.

Come funziona il fondo?

Il Fondo Vittime Amianto fu costituito con l’art.1 commi 241/246 L. 244/2007. La norma è stata formulata facendo riferimento a tutte le vittime dell’amianto, a titolo di risarcimento amianto. Tuttavia, nella sua traduzione operativa, il Fondo è stato snaturato e circoscritto solo a coloro che fossero già titolari della rendita INAIL.

Con il Decreto ministeriale 29 gennaio 2020 è stato stabilito che la prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto è pari al 20% della rendita INAIL. Inoltre, con l’art.1 comma 116 L.190/2014, i benefici del Fondo Vittime Amianto sono stati estesi anche a coloro che sono vittime di mesotelioma per esposizione familiare e ambientale.

Ne sono eslcusi coloro che hanno un grado di invalidità inferiore al 16%, nonostante abbiano sviluppato una malattia asbesto correlata. Questa esclusione non è condivisa dall’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e dall’Avv. Ezio Bonanni che da anni si battono nella lotta contro l’amianto e la difesa legale delle vittime.

In caso di premorte della vittima amianto la somma è liquidata agli eredi legittimi.

Come si alimenta il Fondo Vittime Amianto?

Gli stanziamenti a favore del FVA provengono per tre quarti dal Bilancio dello Stato e per un quarto dai contributi di aziende i cui lavoratori abbiano ottenuto il riconoscimento dei benefici previdenziali previsti dalla normativa amianto.

Il Fondo Vittime Amianto è gestito da un Comitato Amministratore composto da rappresentanti di tutte le istituzioni e le figure coinvolte nella problematica dell’amianto:

  • Ministero del Lavoro;
  • Ministero dell’Economia e delle Finanze;
  • INAIL;
  • organizzazioni sindacali dei lavoratori;
  • imprese; associazioni delle vittime dell’amianto.

A quanto ammonta l’indennizzo?

L’indennizzo del Fondo Vittime Amianto è pari ad una maggiorazione del 20% della rendita INAIL. Il contributo aggiuntivo del Fondo Vittime Amianto è stabilito in percentuale sulla rendita INAIL, in base ai fondi disponibili, considerata l’entità del primo acconto ottenuto.

Gli importi di questo fondo vengono erogati con due acconti ed il conguaglio. Il primo mese per mese. Invece il secondo acconto INAIL è corrisposto in una unica soluzione entro il 30 giugno dell’anno successivo a quello di riferimento. La prestazione aggiuntiva Fondo Vittime Amianto è una indennità non soggetta a tassazioni IRPEF ed è riconosciuta anche alle vittime della fibra Fiberflax. La fibra fiberfax è una fibra ceramica refrattaria, resistente al calore, usata in molti siti industriali.

L’art. 1, comma 189, L. 205/2017, ha stabilito un incremento del Fondo Vittime Amianto dell’importo di € 27.000.000, per ciascuno degli anni dal 2018 al 2020, senza però gravare sui datori di lavoro che hanno utilizzato asbesto a titolo di addizionali sui premi assicurativi.

Chi ha diritto al Fondo Vittime Amianto?

Hanno diritto alla prestazione aggiuntiva Fondo Vittime Amianto i titolari di rendita INAIL (ovvero chi ha ottenuto l’indennizzo INAIL) in seguito a riconoscimento di patologie asbesto correlate per causa professionale. Ne hanno diritto coloro che sono rimasti vittima dell’amianto a partire dal 2015.

Le malattie asbesto correlate sono tutte le malattie che possono essere causate dall’esposizione ad amianto prolungata nel tempo, per ragioni professionali. Tra queste asbestosi e mesoteliomi. Esse possono avere un’unica causa scatenante che è proprio l’esposizione all’amianto. Altre malattie possono invece essere causate dall’amianto ma anche da altri fattori, con i quali l’esposizione ad asbesto può agire in modo sinergico. IN questo caso la vittima dovrà dimostrare il nesso causale ovvero la presenza di amianto in ambito lavorativo.

Malattie professionali nelle liste INAIL

L’INAIL ha ricompreso alcune malattie da amianto di origine professionale in 3 Liste. Nella lista I sono contemplate le malattie asbesto la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità”:

Hanno diritto al FVA anche tutti coloro che sono vittime di altre malattie come, per esempio, quelle inserite nella lista II che trovate qui sotto. Ne hanno diritto anche le vittime di tumore all’esofago (nella lista III dell’INAIL).

I famigliari dei malati di mesotelioma hanno diritto alle prestazioni del FVA per esposizione ambientale una tantum.

Come si ottiene l’indennizzo FVA?

L’Osservatorio nazionale amianto (ONA) assiste gratuitamente tutti i cittadini, i pazienti ed i loro famigliari per l’indennizzo amianto del Fondo Vittime Amianto e per gli altri risarcimenti a cui hanno diritto. Le vittime dell’amianto hanno diritto anche a:

  • indennizzo INAIL (risarcimento INAIL);
  • risarcimento danni amianto (differenziali e complementari);
  • riconoscimento della causa di servizio (equo indennizzo) e riconoscimento di vittima del dovere (nel caso dei lavoratori pubblici);
  • prepensionamento amianto.

La consulenza legale online, gratuita è uno degli strumenti fondamentali con i quali l’Osservatorio amianto tutela le vittime dell’amianto per permettere loro di ottenere le prestazioni del fondo vittime amianto.

L’ONA offre tutela legale gratuita per ottenere il certificato di esposizione ad amianto che ha causato la malattia, utile per il riconoscimento INAIL della malattia professionale e per il successivo indennizzo.

Come si ottiene il riconoscimento malattia professionale?

L’assicurazione INAIL è un obbligo per i datori di lavoro che abbiano personale dipendente che svolga le proprie funzioni nell’ambito di lavorazioni rischiose.

L’iscrizione all’assicurazione non esonera il datore di lavoro dalla responsabilità civile per gli eventuali danni subiti dai propri dipendenti. Infatti, oltre all’indennizzo INAIL e alla prestazione aggiuntiva del fondo vittime amianto, la vittima ha diritto al risarcimento di tutti i danni. Quelli differenziali (danno biologico e patrimoniale per diminuite capacità di lavoro) e complementari.

Ai fini del riconoscimento di malattia professionale è necessario che esista un nesso causale diretto fra la malattia contratta e l’esercizio di lavorazioni rischiose. I requisiti di una malattia per essere classificata come professionale sono:

  • Essere causata dall’esposizione a determinati rischi correlati al tipo di lavoro, come il contatto con polveri e sostanze nocive, rumore, vibrazioni, radiazioni, o misure organizzative che agiscono negativamente sulla salute;
  • il rischio deve agire in modo prolungato nel tempo e quindi la causa deve essere lenta.

Che cosa sono le malattie professionali?

L’INAIL, Istituto Nazionale per l’assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, considera malattia professionale (o “tecnopatia”) la “patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (causa diluita e non causa violenta e concentrata nel tempo)”

La malattia professionale è quindi una patologia, con una causa diretta ed efficiente (cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente), contratta nell’esercizio e/o insorta a causa delle lavorazioni rischiose.