L’asbestosi cos’è, cause e sintomi

L’asbestosi insorge con esposizioni intense, in alcuni casi, anche meno intense. L’unico agente eziologico è costituito dalle fibre di asbesto.

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Solo evitando l’esposizione ad amianto è possibile prevenire l’insorgenza dell’asbestosi, ovvero della fibrosi polmonare da amianto (pneumoconiosi da amianto). Necessaria, per coloro che sono stati esposti, la sorveglianza sanitaria per la diagnosi precoce.

asbestosiAsbestosi sintomi

I sintomi si presentano nelle seguenti modalità:

  •       mancanza di respiro
  •       tosse
  •       respiro sibilante
  •       astenia
  •      debolezza
  •       dolore toracico

Nelle forme avanzate, può provocare ippocratismo digitale e crepitii secchi alle basi. Raramente insorge il fenomeno delle dita a “bacchetta di tamburo” (apice delle dita delle mani rigonfio) e cianosi.

L’asbestosi può degenerare in cancro del polmone, mesotelioma, cancro del cuore polmonare e insufficienza respiratoria ingravescente.

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Asbestosi diagnosi 

Dopo la presenza dei sintomi dell’asbestosi, e dopo aver analizzato l’anamnesi lavorativa (in particolare se il paziente è stato esposto ad amianto in modo intenso e prolungato), effettuando determinati esami strumentali, si conferma la diagnosi di asbestosi.

placche pleuricheL’esame che conferma tale diagnosi è la radiografia toracica, con la quale si individuano eventuali placche pleuriche calcifiche, ispessimenti pleurici e addensamenti alveolari, tutti precursori di asbestosi e mesotelioma. La TC ad alta risoluzione, specifica per lo studio del parenchima polmonare, e la risonanza magnetica permettono invece la ricerca di corpuscoli di asbesto nell’espettorato.

Un altro esame da effettuare è la prova di funzionalità respiratoria (insufficienza ventilatoria restrittiva) che dimostra la riduzione dei volumi polmonari e della capacità di diffusione per il monossido di carbonio (DLco) e permette di caratterizzare le alterazioni della funzionalità dei polmoni nel tempo.

In caso predetti esami non permettono la diagnosi certa, si procede con ulteriori esami, ovvero il lavaggio broncoalveolare o la biopsia polmonare, a questo punto necessari.

Asbestosi cura 

Non ci sono terapie definitive per l’asbestosi, ma sono possibili diverse tipologie di intervento per alleviarne i sintomi.

Possono essere utili il vaccino contro l’influenza e batterio pneumococco per impedire l’aggravamento in asbestosi pleurica, così come l’assunzione di broncodilatatori e l’utilizzo di bombola di ossigeno o concentratore di ossigeno per facilitare la respirazione e far fronte alle crisi respiratorie. Spesso vengono utilizzate terapie palliative a seconda della stadiazione del tumore.

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I diritti delle vittime di asbestosi

Le persone affette da asbestosi, hanno dei diritti e possono ottenere dei benefici:

  • Rendita Inail(anche per famigliari superstiti)
  • Risarcimento danni
  • Fondo Vittime Amianto
  • Benefici contributivi(art. 13 comma 7 legge 257/92)
  • Pensionamento immediato
  • Riconoscimento Vittima del Dovere
  • Risarcimento danni amianto
  • Pensione per ferrovieri

In caso di decesso, il risarcimento INAIL viene liquidato al coniuge superstite nella misura del 50% della prestazione spettante alla vittima (rendita di reversibilità) e ai figli nella misura del 20% per ognuno, a condizione che non superi l’iniziale 100%.

Nesso causale tra esposizione professionale e asbestosi

L’asbestosi si manifesta dopo essere stati esposti ad elevate concentrazioni a polveri e fibre di asbesto o eternit e quindi l’origine di tale patologia, è riconducibile ad un’esposizione professionale.

Le esposizioni extraprofessionali, infatti, sono di intensità troppo bassa per causarne l’insorgenza (esposizione amianto ambiente lavorativo). Per questo motivo la sua insorgenza conferma il nesso causale, ovvero prova che l’esposizione, intensa, può essere stata solo di origine professionale.

Pensione inabilità asbestosi amianto

Se i lavoratori colpiti da asbestosi (malattia asbesto correlata identificata nella lista I INAIL), hanno ottenuto il riconoscimento della patologia come di origine professionale, hanno diritto ai c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto (art. 13, co. 7, L. 257/1992).

Il lavoratore attinto da patologia asbesto correlata, che con l’accredito delle maggiorazioni contributive con il coefficiente 1,5, non ha ancora maturato il diritto a pensione, può richiedere il c.d. prepensionamento amianto.

La pensione di inabilità: aggiornamento 2020

L’art. 1, co. 250, L. 232 del 2016, integrato dall’art. 41-bis L. 58/2019 (D.L. n. 34/2019), ha ampliato la tutela vittime amianto malattia professionale.

Con questa normativa, anche coloro attinti da altre patologie oltre l’asbestosi e il mesotelioma (LISTA I INAIL) possono accedere alla pensione di invalidità amianto. 

Coloro che sono stati colpiti da malattia asbesto correlata possono richiedere l’immediato pensionamento.

Pensione invalidità amianto: malattie che ne danno diritto 

I lavoratori che avranno ottenuto anche il riconoscimento delle placche ed ispessimenti pleurici, piuttosto che del tumore alle ovaie e della laringe (LISTA I INAIL), piuttosto che altre malattie (tumore del colon retto, dello stomaco e della faringe) e, ancora, del tumore dell’esofago (LISTA III), hanno diritto alla pensione invalidità amianto INPS.

Quindi, anche le vittime di fibrosi polmonare se ottengono il riconoscimento quale patologia asbesto correlata, hanno diritto al pensionamento immediato ove non ancora maturato.

I requisiti per la pensione amianto asbestosi

Per le vittime di asbestosi, se con l’accredito delle maggiorazioni contributive amianto non hanno maturato il diritto a pensione (art. 13 comma 7 L. 257/1992), allora è il caso di richiedere la pensione di invalidità.

Per ottenerla, è sufficiente aver maturato 5 anni di contributi effettivi, di cui 3 maturati negli anni precedenti la presentazione della domanda di pensione amianto.

Termine per la domanda di pensione amianto (31.03.2021)

Sarà la data del 31.03.2021 a porre termine alla presentazione della domanda amministrativa.

Superata questa data, per essere collocati in pensione, bisognerà attendere l’anno successivo e richiedere la pensione entro il 31.03.2022.

Pensione invalidità amianto: modalità di richiesta 

Con la circolare n. 34 del 9.03.2020, l’INPS ha fornito ai lavoratori tutte le direttive per la presentazione della domanda: 

Assenza di cumulabilità pensione con rendita INAIL 

Prima di presentare la domanda di pensione invalidità amianto, occorre valutare bene la propria posizione, in quanto non è possibile cumularla con la rendita INAIL.

Questa misura può essere utile solo in caso di lavoratori molto giovani con un grado di invalidità minimo.

Pensione in assenza di grado di invalidità minimo

Non è richiesto un  particolare grado di invalidità, ed è per tale motivo che è consigliabile azionare la tutela INAIL, in modo da percepire, così, l’indennizzo che da diritto alla rendita mensile ai casi con invalidità superiore al 15%.

In più, vi è sempre il diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto con l’art. 13 comma 7 L. 257/1992 con il coefficiente 1,5 e, nell’ipotesi, maturare il diritto alla pensione e all’indennità di accompagnamento e conservare la rendita INAIL.

In caso di invalidità con basso grado, il prepensionamento risulta utile perché permette il collocamento in pensione anche con età non elevata.