Risarcimento danno esistenziale per le vittime

Le vittime di malattia asbesto correlata di origine professionale hanno diritto all’integrale risarcimento dei danni, compreso il danno esistenziale.

Si distinguono i danni patrimoniali e non patrimoniali. In quest’ultima categoria sono compresi il danno biologico, morale ed esistenziale. In più, in caso di decesso della vittima, ci sono i pregiudizi catastrofale e tanatologico.

Il danno esistenziale indica un peggioramento della qualità della vita della vittima, a causa di un evento lesivo.

Il risarcimento di tutti i danni spetta alle vittime di malattia professionale, esposte ad agenti cancerogeni, come l’amianto. Infatti i gravi danni alla salute, provocati dall’inalare o ingerire le fibre, sono confermati dall’ultima monografia IARC.

L’Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Bonanni, offrono assistenza tecnica, medica e legale a tutti coloro che ne fanno richiesta.

Indice dei contenuti
 
  • Danno esistenziale: definizione e prova

  • Normativa giudiziaria sul riconoscimento del danno

  • Come si liquida il danno esistenziale?

  • Il ruolo dell’ONA nella tutela delle vittime


  • Tempo di lettura stimato: 4 minuti

    Come si dimostra il danno esistenziale?

    Con il termine danno esistenziale si indicano le lesioni dei valori fondamentali della propria esistenza. Comprende quindi tutto ciò che può provocare forti disagi e alterazioni della personalità nella vittima, tali da provocare un deterioramento o stravolgimento della qualità della sua vita sociale e delle sue abitudini personali.

    Quando si subiscono lesioni tali da compromettere e sconvolgere fortemente la propria vita relazionale e sociale, si ha diritto a un risarcimento per il danno esistenziale.

    Questo fa parte del danno non patrimoniale (art. 2059 del Codice Civile). Quindi è risarcibile indipendentemente da eventuali ripercussioni sulla sua capacità di produrre reddito (artt. 138 e 139 del Codice delle assicurazioni private).

    Spetta al danneggiato l’onere di provare, in modo tangibile e oggettivamente accertabile, il pregiudizio subito. Successivamente, data la soggettività del danno e l’assenza di una normativa unica, sarà compito del giudice analizzare e valutare, caso per caso, la sua sussistenza.

    Inoltre, secondo la sentenza della Cassazione, Sezione Lavoro n.2217/2016, il danno esistenziale può essere riconosciuto solo se è lesivo dei diritti inviolabili tutelati dalla Costituzione. In più deve risultare di un certo rilievo e non corrispondere solo a disagio o fastidio.

    Controversie sul riconoscimento del danno

    La giurisprudenza si è più volte divisa sul riconoscimento del risarcimento del danno esistenziale.

    Contraria alla distinzione di questo pregiudizio è la sentenza Sezioni Unite della Corte di Cassazione n.26972/2008:

    il danno non patrimoniale è categoria generale non suscettiva di suddivisione in sottocategorie variamente etichettate. In particolare, non può farsi riferimento ad una generica sottocategoria denominata danno esistenziale, perché attraverso questa si finisce per portare anche il danno non patrimoniale nell’atipicità“.

    Esclude l’autonomia risarcitoria del danno esistenziale anche la sentenza della Cassazione n.336 del 13 gennaio 2016.

    A differenza di queste, invece, la Cassazione, sentenza n.7766 del 20 aprile 2016, riconosce l’autonomia concettuale e risarcitoria del danno morale e del danno esistenziale.

    La medesima opinione è ribadita anche da Cass. n.10414/2016:

    Il danno biologico (cioè la lesione della salute), quello morale (cioè la sofferenza interiore) e quello dinamico-relazionale (altrimenti definibile esistenziale) […] costituiscono pregiudizi non patrimoniali ontologicamente diversi e tutti risarcibili; né tale conclusione contrasta col principio di unitarietà del danno non patrimoniale, sancito dalla sentenza n.26972 del 2008 delle Sezioni Unite della Corte di cassazione, giacché quel principio impone una liquidazione unitaria del danno, ma non una considerazione atomistica dei suoi effetti“.

    Danno esistenziale: come si calcola

    Per determinare l’entità del risarcimento sarà applicata la valutazione equitativa (Cassazione sentenza n.19963 del 2013). Infatti, secondo SS.UU. nella sentenza del 11 novembre 2008, n.26972: “Il risarcimento deve avvenire secondo equità circostanziata (art. 2056 c.c.), tenendo conto che anche per il danno non patrimoniale il risarcimento deve essere integrale, e tanto più elevato quanto maggiore è la lesione”.

    In più, come stabilito dalle sentenze di San Martino del 2008, il danno non patrimoniale è unitario. Questo vuol dire che le sue componenti non possono essere risarcite autonomamente.

    Perciò, l’entità del risarcimento del danno biologico è calcolata su base equitativa con personalizzazione, che tenga conto della sfera morale ed esistenziale.

    La personalizzazione dell’importo permette al giudice di stabilire un aumento dell’ammontare del risarcimento, in condizioni eccezionali.

    Secondo l’art.138 del Codice delle assicurazioni private, qualora le lesioni macropermanenti, cioè superiore a 9 punti d’invalidità, incidano in maniera considerevole e rilevante sugli aspetti dinamico-relazionali della vita della vittima, il risarcimento previsto dalle tabelle del Tribunale di Milano può essere incrementato dal giudice fino al 30%.

    Per quanto riguarda, invece, le lesioni micropermanenti, cioè inferiori a 9 punti d’invalidità, il giudice ha la possibilità di aumentare l’importo del risarcimento fino al 20%.

    Assistenza legale e medica per le vittime

    L’ONA tutela tutte le vittime di malattie professionali. Grazie alla squadra di medici volontari, coordinati dal Dott. Cianciosi, è possibile richiedere una consulenza medica gratuita.

    In più l’Avv. Bonanni e il suo team di legali mettono a disposizione la loro esperienza per fornire una consulenza legale al fine di salvaguardare i diritti dei lavoratori esposti.

    L’Avvocato Ezio Bonanni è anche autore di “Il danno da amianto-Profili risarcitori e tutela medico-legale“. In quest’opera approfondisce tutti gli aspetti della tutela risarcitoria prevista per chi è esposto ad asbesto.