Rimozione bonifica amianto: cos’è, vantaggi e incentivi

La rimozione bonifica amianto è la tecnica di bonifica che consiste nello smaltimento amianto. In altri termini, si tratta di quella tecnica di amianto bonifica e smantellamento che permette di rimuovere amianto e, cioè, di eliminare i materiali di asbesto.

Si tratta della tecnica di bonifica che è raccomandata dall’ONA e dall’Avv. Ezio Bonanni. L’associazione ha realizzato l’app amianto, strumento di segnalazione dei materiali di amianto. Così, anche per i siti dismessi. In questo modo, oltre alla mappatura, si realizza la tutela della salute.

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Lo smaltimento amianto come risoluzione del problema

L’Italia ha utilizzato amianto più degli altri paesi europei, ad eccezione dell’ex Unione Sovietica. Infatti, ne sono state estratte, importate e lavorate 3.748.550, in più di 40mln di tonnellate di prodotti finiti.

Questi materiali in amianto e contenenti amianto sono, ancora, purtroppo, presenti nel nostro territorio. La L. 257/1992, infatti, ha vietato l’estrazione e la lavorazione dell’amianto, senza un cogente obbligo di bonifica.

Solo l’amianto friabile fu accompagnato dall’obbligo di rimozione e bonifica. Poi, per la rimozione amianto compatto, è stato approvato il protocollo di manutenzione con incapsulamento. Oppure, il confinamento. In buona sostanza, negli anni, purtroppo, sono proseguite le esposizioni.

Infatti, ci sono in Italia ancora un 1mln di siti e micrositi con amianto, compreso scuole ed ospedali. Tant’è vero che nonostante la circolare del Ministero della Salute n. 45/1986, le scuole e gli ospedali non sono stati, a tutt’oggi, bonificati. Questo allarme è stato lanciato dall’Avv. Ezio Bonanni fin dai primi anni 2000 e, ancora, dall’ONA a partire dal 2008.

Nella pubblicazione Il libro bianco delle morti di amianto in Italia, l’Avv. Ezio Bonanni ha lanciato l’allarme sui ritardi delle bonifiche. In più, nella conferenza stampa del 13.10.2020 Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime“, l’ONA ha insistito con il Ministro del Lavoro per la bonifica.

L’ONA ha lanciato lo stesso appello al Ministro dell’Ambiente.

L’assistenza tecnica gratuita e la consulenza online

Con riferimento al dramma dell’amianto, è fondamentale la bonifica. In particolare, una bonifica amianto procedura prevede lo smaltimento amianto. Questo, come detto, consiste nel rimuovere questi materiali.

Così, con lo smaltimento si pone in essere la completa rimozione dei materiali di amianto e si previene l’esposizione. Solo attraverso la procedura smaltimento eternit è possibile vincere definitivamente contro le malattie asbesto correlate.

Infatti, data la sua economicità, l’amianto ha trovato largo utilizzo in Italia soprattutto negli anni ’40 e ’50. Oggi, quindi, la bonifica degli edifici con coperture in amianto, e di tutti gli altri siti assume un ruolo decisivo per fermare la strage.

Questo perché, come tristemente noto, le fibre di amianto o asbesto sono molto pericolose per la salute dell’uomo: l’amianto, ha provocato, nel 2020, altri 6.000 decessi. Il mesotelioma costituisce la malattia più letale causata dalle fibre.

Rimozione bonifica amianto: la procedura

La rimozione bonifica amianto è una procedura molto delicata. Le procedure rimozione amianto, per svolgersi in tutta sicurezza, devono prevedere l’utilizzo di mano d’opera specializzata e attrezzata con le necessarie protezioni, così da rimuovere le lastre di amianto senza disperderne le fibre nell’aria.

La rimozione della copertura o dei manufatti contenenti amianto è obbligatoria quando queste versano in una condizione di degrado tale da renderla friabile alla pressione.

La rimozione amianto obbligatoria vi è quando l’esposizione agli agenti esterni (pioggia, vento etc…) provocano il rilascio delle fibre di amianto nell’ambiente circostante. In questi casi vi è la rimozione eternit obbligatoria e obbligo smaltimento amianto.

Smaltimento amianto compatto procedura prevede la bonifica dell’area contaminata. La bonifica inizia con l’incapsulamento dei materiali, allo scopo di impedire la dispersione di fibre di amianto durante le fasi di rimozione e trasporto delle lastre. Per rimozione amianto procedura avviene mediante l’utilizzo di un incapsulante fissativo in dispersione acquosa ad alta penetrazione sull’intera superficie.


Dopo l’incapsulamento, le singole lastre vengono smontate e accatastate in un’area delimitata del cantiere.
Nella fase di smontaggio si devono anche aspirare le eventuali polveri causate dalla rimozione di viti o rivetti di fissaggio delle lastre, così come quelle presenti sull’intelaiatura del tetto.

Le lastre di amianto rimosse vanno poi inviate ad una discarica autorizzata.
Al termine dei lavori, si devono rilevare i valori di amianto presente e, solo se questi risulteranno essere a norma, un incaricato della ASL potrà rilasciare la certificazione di restituibilità dell’area.

Quando scegliere la procedura rimozione amianto: vantaggi e svantaggi

Come rimuovere amianto? Prima di procedere con la bonifica di un sito contaminato è fondamentale rivolgersi ad un tecnico che si occupi di fare un’attenta valutazione: in base a dei parametri stabiliti, questo potrà consigliare quale tecnica di bonifica scegliere.

In tal senso, l’ONA ha un team intero di esperti e volontari che offrono assistenza e consulenza gratuita anche nei processi di bonifica.

In generale, amianto rimozione è da preferirsi quando il rischio di esposizione è molto elevato: questo, ad esempio, nei casi in cui l’amianto è logorato e quindi può rilasciare fibre tossiche nell’aria.

L’intervento di rimozione dei materiali contenenti amianto comporta vantaggi e svantaggi.

Tra i principali vantaggi ricordiamo che, nonostante manchi per amianto obbligo rimozione:

  1. elimina definitivamente il pericolo dovuto all’esposizione al cemento-amianto;
  2. il proprietario è sollevato dall’obbligo di manutenzione e controllo necessarie quando il manufatto viene incapsulato o amianto confinato.

Tra gli svantaggi, invece, possiamo evidenziare che:

  1. La procedura comporta un rischio elevato soprattutto per gli addetti ai lavori che si occupano di smaltire le lastre di amianto dopo lo smontaggio;
  2. I tempi di lavorazione amianto sono piuttosto lunghi e i costi elevati, soprattutto per lo smaltimento dei materiali;
  3. Produce una gran quantità di rifiuti speciali che poi dovranno essere correttamente smaltiti;
  4. Necessita comunque di un piano di lavoro specifico, in cui indicare le misure intraprese per la protezione della salute dei lavoratori e dell’ambiente circostante. Questo piano va presentato all’ufficio competente della Asl.

Le altre tecniche di bonifica dei materiali di amianto

Come smaltire l’amianto? Quando si rende necessario un intervento di bonifica di un sito contaminato da amianto, ci sono tre possibili procedure smaltimento amianto; oltre alla rimozione, si può intervenire per eliminazione amianto con:

  • l’incapsulamento, ovvero il trattamento dell’amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che tendono ad inglobare le fibre di amianto, ripristinando l’aderenza al supporto e formando una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Non richiede l’applicazione di un prodotto sostitutivo e non produce rifiuti;
  • il confinamento, che prevede l’installazione di una barriera a tenuta che separi l’amianto dalle aree occupate dell’edificio. Se non viene associato ad un trattamento incapsulante, il rilascio di fibre continua all’interno del confinamento. Rispetto all’incapsulamento, presenta il vantaggio di realizzare una barriera resistente agli urti.

Tecniche di bonifica amianto: le possibili procedure

Come detto in precedenza, la bonifica amianto è una procedura molto delicata: per tale motivo deve essere eseguita da un’azienda specializzata, con una competenza acquisita nel corso degli anni, ma anche attrezzature idonee per la manipolazione e lo stoccaggio dell’amianto.

Secondo la normativa amianto vigente, non c’è l’obbligo bonifica amianto o eternit obbligo rimozione, a meno che questo non sia allo stato friabile. La bonifica delle coperture in cemento-amianto va effettuata in modo diverso in base allo stato di conservazione; si deve valutare, quindi, la percentuale di rischio che le fibre killer possano contaminare l’ambiente circostante.

Esistono, infatti, due tipologie di amianto: 

  • amianto compatto, che quando si scompone o si smantella non si sgretola e non rilascia particelle tossiche nell’aria. 
  • amianto friabile, che per natura rilascia una gran quantità di fibre, come per esempio l’amianto sciolto. 

L’amianto compatto può essere smantellato dal luogo in cui è stato installato; quello friabile, invece, deve essere necessariamente incapsulato. In ciascun caso, è necessario intervenire rapidamente: se l’amianto non viene bonificato, infatti, il rischio di deterioramento dovuto all’usura o alla scarsa manutenzione può provocare danni irreparabili, non solo a livello ambientale ma soprattutto sulla salute delle persone.

Bonus rimozione amianto: come ottenere gli incentivi statali

Negli ultimi anni lo Stato è intervenuto con diversi incentivi e stanziando fondi per favorire gli interventi di bonifica amianto, come incentivi rimozione amianto.

Così come per le altre procedure, quindi, anche con la rimozione è possibile accedere al Bonus Amianto 2020. L’importante per questi rimozione amianto incentivi è che l’intervento sia realizzato da personale esperto, nel rispetto della bonifica amianto normativa vigente.

Il bonus amianto è stato creato nel 2016 con decreto del Ministero dell’Ambiente. Gli incentivi bonifica amianto consentono a chiunque sia titolare di un reddito d’impresa di avere un credito d’imposta del 50% per tutti gli interventi di bonifica e di smaltimento di amianto su edifici presenti nel territorio italiano.

L’agevolazione viene erogata attraverso 3 quote annuali. Per avere diritto alle agevolazioni smaltimento amianto, l’ammontare dei lavoro non può essere inferiore a 20.000 € , né superare i 400.000 €.

Per il bonus, sono riconosciute le spese per interventi di smaltimento di amianto o eternit (smaltimento coperture amianto o lastre o tubi) o spese di consulenza professionale. Non sono coperte dal bonus, invece, le spese per la ricostruzione delle coperture e tutti gli altri lavori successivi alla bonifica.

Per poter accedere al bonus amianto, è necessario presentare al Ministero una serie di documenti, ovvero:

  • Costo totale dei lavori, delle singole spese e credito d’imposta richiesto.
  • Dichiarazione di non godimento di altre agevolazioni per le stesse spese.
  • Piano di lavoro di ciascun intervento di bonifica.
  • Comunicazione di fine lavori alla Ausl competente, allegando documentazione attestante l’avvenuto smaltimento dell’amianto in discarica autorizzata e l’eventuale certificazione di restituibilità degli ambienti bonificati;
  • documenti fiscali attestanti le spese sostenute (documentazione smaltimento amianto).

La normativa vigente sulla rimozione bonifica amianto

La rimozione dell’amianto ha un ruolo decisivo nella tutela della salute. Tant’è vero che, solo così si evita definitivamente l’esposizione e si realizza la tutela della salute.

Infatti, anche le esposizioni a bassa dose, come già chiarito, determinano elevato rischio per insorgenza di malattia asbesto correlata. Come abbiamo già evidenziato, già con la circolare n. 45/86, il Ministro della Salute aveva prescritto la rimozione dalle scuole ed ospedali.

La L. 257/1992 ha completato il quadro. Su questa base, si dovrà intervenire per porre fine al rischio e, quindi, bonificare amianto.

La bonifica potrà riguardare anche le stesse coperture dei tetti. Si può effettuare anche la rimozione coperture amianto. In questo caso, il proprietario ha l’obbligo, quantomeno, dell’incapsulamento. Però, se esegue lo smaltimento, è molto meglio perché il problema amianto è rimosso alla radice.

Lo smaltimento riguarda, quindi, anche l’eternit, cioè il fibrocemento, ovvero le onduline. Quindi, i proprietari hanno l’obbligo giuridico di evitare la dispersione, quantomeno, con l’incapsulamento. L’art. 12, L. 257/1992 stabilisce le norme sulla “Rimozione dell’amianto e tutela dell’ambiente”.

Quest’ultimo, assegna alle ASL il compito di analizzare i manufatti e identificare la presenza di amianto. Le ASL, inoltre, devono anche istituire e mantenere un registro delle strutture contenenti amianto.

Le stesse ASL hanno l’obbligo di imporre ai proprietari di fare la denuncia della presenza di amianto. In più, poi, i rifiuti dovranno essere classificati come tossico-nocivi.

Per quanto riguarda la bonifica, l’art.12 stabilisce che l’amianto deve essere rimosso da aziende specializzate. Queste ultime, hanno l’obbligo di iscriversi in un apposito registro, a meno che non sia possibile fissare l’amianto alla matrice.

La tutela legale anche in caso di esposizione ambientale

La presenza di amianto contamina anche l’ambiente. Infatti, anche l’esposizione ambientale è dannosa. Molti casi di mesotelioma hanno origine da questo tipo di esposizioni. Per tale ragione, quindi, la tutela dell’ambiente, che sta a cuore a questo notiziario, svolge un ruolo decisivo.

L’ambiente si identifica sia in quello di vita che quello di lavoro. Il ruolo della prevenzione determina la vera vittoria contro le malattie asbesto correlate. La prevenzione consiste nell’evitare ogni forma di esposizione, ed è per questo che vi è un dovere giuridico di evitarle.