Ambiente: definizione, criticità e salvaguardia

L’ambiente è tutto ciò che ci circonda e con cui si interagisce. Qual è il significato di questo termine centrale nel dibattito attuale, che coinvolge sia la salute che l’economia? Cos’è l’ambiente?

Il concetto di ambiente ed il tema ambientale sono centrali e costituiscono anche fattori della produzione e dell’economia. L’esperienza COVID-19 ha dimostrato l’importanza della tutela dell’ambiente. Questo bene è prezioso come la salute.

Anche l’ambiente è un bene protetto dalla Costituzione Italiana (artt. 9 e 117 Cost.). In particolare, l’aggiornamento dell’art.9 della Costituzione recita: “La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione. Tutela l’ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell’interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali“.

In ogni caso, dipende dalla visuale e dalla disciplina che lo prende in esame. Scopriamo, così, tutto quello che c’è da sapere sulla definizione di ambiente, sul rispetto dell’ambiente e sulle criticità legate ad esso ed alla salvaguardia ambientale.

Indice dei contenuti
 
  • Il significato di ambiente e tipologie

  • Devastazione dell’ambiente nella storia internazionale

  • Criticità ambientali: perdita di biodiversità, inquinamento e cambiamento climatico

  • La tutela ambientale nel diritto internazionale

  • Servizi di assistenza forniti dall’ONA


  • Tempo di lettura stimato: 9 minuti

    Ambiente definizione ed importanza

    Il termine ambiente deriva dal latino ambiens, participio presente del verbo ambire. È inteso come “andare intorno, circondare“. Per questo, ambiente si traduce “tutto ciò che sta intorno o che circonda qualcosa”.

    Guardandolo dal punto di vista dell’uomo, significato ambiente indica l’insieme delle condizioni sociali, morali, culturali, storiche ed economiche in cui un individuo vive e che lo definiscono. L’ambiente che circonda l’uomo ha dunque caratteristiche ambientali molto diverse da quello che circonda le altre specie viventi.

    Natura: flora, fauna ed ambiente naturale

    La natura è l’universo nella sua totalità con i fenomeni e le forze fisiche e vitali. Nella sua etimologia il termine latino natura identifica “ciò che sta per nascere“: a sua volta dal greco physis (φύσις).

    Questo concetto identifica la totalità che comprende anche l’universo fisico. La natura si identifica con la flora (piante) e con la fauna (animali), in rapporto ai fenomeni meteorologici o geologici della Terra.

    Infatti, non si può prescindere dalla materia e dall’energia. Quindi, l’ambiente naturali si compone anche dei deserti, e delle rocce. Inoltre, non si possono dimenticare le spiagge, i mari, gli oceani che resistono all’intervento umano. In questo concetto non rientrano gli interventi dell’uomo.

    L’uomo nell’ambiente naturale: Terra, Acqua e Aria

    In ecologia, infatti, l’ambiente è il contesto fisico e biologico (clima, umidità, aspetti floristici…) che circonda un organismo, una popolazione di individui o una comunità biotica (biocenosi). Qual è ambiente biologico definizione? È ciò che influenza la vita e lo sviluppo. L’intera biosfera è dunque l’insieme dei vari ambienti presenti sulla Terra.

    Anche l’uomo vive sulla Terra ed è circondato da un insieme di elementi floristici, faunistici, climatici, geomorfologici etc…

    Eppure dal punto di vista dell’uomo questi elementi risultano molto meno importanti nel definirci rispetto a quelli di matrice culturale. In altre parole: mi definisce e influenza molto di più la situazione sociale in cui vivo rispetto a quali piante crescono nell’area in cui vivo!

    La tutela dell’ambiente salvaguarda anche l’economia

    Ovviamente una condizione economica e sociale è influenzata anche dall’ambiente fisico in cui si trova, ma non sempre. Pensiamo alle nostre grandi città costruite nel deserto o alla nostra capacità di coltivare aree desertiche o un tempo paludose.

    In questo divario tra noi e l’ambiente fisico si sono inserite le criticità ambientali e di salvaguardia dell’ambiente, di cui ci occupiamo in questo magazine. Indaghiamo tutela significato e la sostenibilità ambientale definizione in chiave futura dell’economia.

    Ambiente: sviluppo sostenibile e COVID-19

    Infatti, l’esperienza COVID-19 ha dimostrato come l’eccessivo sfruttamento delle risorse ambientali è causa delle pandemie presenti e future. Quindi, per evitare catastrofi ambientali e vere e proprie stragi pandemiche occorre identificare l’ambiente come un fattore dell’economia e perseguire lo sviluppo sostenibile.

    Ne è stato un tragico esempio l’esperienza del COVID-19, che ha avuto effetti disastrosi anche per l’economia, oltre che per la salute. Quindi, il benessere e lo sviluppo economico presuppongono la tutela dell’ambiente.

    Per approfondire sui rapporti tra lesione dell’ambiente, pandemia ed economia: Amianto ed emergenza COVID-19: Quale economia ci aspetta?

    Quindi, la chiave di volta è il connubio ambiente e transizione ecologica. Proprio la fuoriuscita dalle fonti di energia fossile e la ristrutturazione produttiva ecocompatibile ha sfidato anche il Piano Nazionale di ripresa e resilienza finanziato dall’Unione Europea.

    Cosa significa ambiente in ecologia?

    In ecologia, come dicevamo più su, l’ambiente è l’insieme dei fattori esterni a un organismo che ne influenzano la vita. Tra questi ci sono i fattori abiotici (temperatura, umidità, pressione, altitudine, litologia, geomorfologia…) e quelli biotici (interazione con altri tipi di organismi che convivono nella stessa area e con le loro attività). Quando si parla di specie specifiche, in ecologia, si tende a usare il termine Habitat, inteso come l’ambiente in cui vive una data specie.

    Cosa significa habitat? La presenza di una specie in un dato luogo modifica i normali parametri ambientali. Interferisce infatti in maniera più o meno significativa con la vita di tutte le altre specie che popolano la stessa area.

    Quali sono i diversi tipi di ambiente?

    In ecologia si distingue una grande divisione tipologica in ambiente acquatico (o subacqueo) e subaereo (o terrestre). Essi possono a loro volta essere suddivisi in ambiente acquatico marino, salmastro e di acque dolci e ambiente subaereo ipogeo ed epigeo.

    In base, poi, ai macrosistemi paesaggistici riconosciamo diversi ambienti: quello desertico, della foresta equatoriale, la savana, la steppa, il bosco temperato. In base a fattori di tipo climatico o bioclimatico riconosciamo un ambiente oceanico, continentale, submediterraneo.

    Nell’ottica di salvaguardia della natura dal punto di vista antropocentrico distinguiamo un ambiente naturale da quello antropico.

    Qual è ambiente naturale definizione? L’ambiente naturale per l’uomo consiste nell’intero globo con le sue caratteristiche fisiche e biotiche. Per quanto riguarda ambiente antropico significato, l’ambiente antropico definizione prende in considerazione anche tutte quelle modifiche che l’essere umano è in grado di produrre sull’ambiente naturale attraverso le proprie attività.

    L’ambiente oggi in Italia e nel mondo

    Analizzando la situazione ambientale in Italia, è evidente come l’Homo sapiens è in grado di modificare, trasformare e spesso devastare l’ambiente che lo circonda in modo molto significativo. Molto di più di tutte le altre specie viventi.

    L’uso della tecnologia (intesa come capacità di costruire strumenti che ci permettono di adattarci meglio e di avere successo dal punto di vista ecologico), ci ha permesso il progresso materiale.

    In realtà, la tecnica non è il male, nè il bene. Tutto dipende dall’utilizzo che se ne fa. Può servire per produrre medicinali oppure armi. Così la scienza. Scienza e tecnica hanno permesso il progresso della capacità ideativa e produttiva. Ma se si producono elementi negativi, oppure si fa un uso negativo di ciò che si produce, è chiaro che non siamo di fronte al progresso.

    La rivoluzione industriale e le vittime del progresso

    Quindi, la stessa rivoluzione industriale ha degli elementi di criticità, laddove ha provocato malattia e morte, per condizioni di lavoro disumane. Si pensi ai giovani avviati al lavoro già all’età di 6 o 7 anni, senza misure di protezione. Il concetto di industria deve essere ripensato, nella sua dimensione etica, secondo i principi della Costituzione Italiana.

    Oggi abbiamo disponibilità di tecnologia e benessere solo materiale, con larghe sacche di povertà. In Italia il boom economico ha portato un benessere “delle cose“, senza un reale progresso culturale e sociale. Una larga fascia della popolazione era ed è estranea ad un vero progresso che non sia solo quello materiale.

    Ma non è tutto. Poiché vivere in questo ambiente è come dire di “essere estraniati” dalla natura e dall’essenza dell’uomo. Si è creato un distacco tra l’uomo e i fattori abiotici che lo circondano. Come se l’uomo fosse estraneo ad esso ed alla catena alimentare che lo governa. Non solo, ma questo sistema di organizzazione e di produzione spesso ha creato inquinamento e disastro ambientale.

    Amianto, un danno ambientale e un disastro per la salute

    Un caso esemplificativo è quello dell’uso dell’amianto per il suo basso costo e qualità tecniche, in circa 3mila applicazioni. Imprenditori senza scrupoli, hanno realizzato prodotti con questi minerali cancerogeni e altamente inquinanti. Tanto è vero che, a quasi 30 anni dall’entrata in vigore della L.257/1992, ci sono ancora 40 milioni di tonnellate di materiali di amianto in Italia.

    La bonifica è molto complessa e costosa, ed è rischiosa per le maestranze. Nel frattempo le fibre di asbesto inquinano i luoghi di vita e di lavoro. Questa forma di inquinamento continua a provocare decine di migliaia di morti. Solo nel 2020 sono stati più di 7mila le vittime di malattie asbesto-correlate.

    Così l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto ha denunciato l’inaccettabilità di questa situazione con la pubblicazione “Il Libro bianco delle morti di amianto in Italia-Ed.2022“.

    Criticità ambientali: il pianeta rischia di morire

    Oggi la devastazione senza precedenti, l’uso incondizionato di risorse finite e l’inquinamento ambientale, idrico e atmosferico ci hanno portato a considerare il problema ambientale, le sue criticità e a tutelare ambiente.

    Si impone un’analisi responsabile dell’impatto delle attività antropiche sull’importanza ambiente, in senso ampio. Il cambiamento climatico, l’estinzione di molte specie animali e vegetali, l’aumento di patologie neoplastiche etc… Sono i sintomi di un c.d. progresso che può portare alla morte del pianeta.

    Con esso anche dell’essere umano. Se l’uomo non trova una soluzione al cambiamento climatico, e all’inquinamento che concorre a causarlo, l’ambiente così come lo conosciamo potrebbe non esistere più. E in quel caso anche l’uomo dovrebbe fare i conti con condizioni che potrebbero rendere ostile il prosperare della vita, anche quella umana.

    Qui di seguito elenchiamo una serie di criticità legate all’ambiente che portano a una serie di problemi legati al rapporto tra salute e ambiente.

    Perdita di biodiversità e danno per l’ambiente

    La biodiversità è la varietà delle specie viventi che popolano un dato ambiente. Si influenzano l’un l’altra e mantengono l’equilibrio e la resilienza della biosfera.

    Cambiamento climatico e gli effetti sull’ambiente

    Il cambiamento climatico che stiamo sperimentando in questi anni sta portando al riscaldamento globale e ad un intensificarsi dei fenomeni metereologici estremi. Ne conseguono alluvioni, danni, inondazioni, avanzamento della desertificazione e scioglimento dei ghiacci. Il ciclo dell’acqua, da cui dipendiamo, può risultarne compromesso. Il riscaldamento globale è connesso ai problemi di aumento dell’anidride carbonica, effetto serra, deforestazione, cementificazione e inaridimento del suolo.

    L’ inquinamento: danni all’ambiente e conseguenze per la salute 

    L’inquinamento, in tutte le sue forme, minaccia la nostra salute a breve e lungo termine e minaccia quella delle altre specie viventi. L’inquinamento ambientale e quello idrico minacciano anche la salubrità delle nostre acque e la vita negli ambienti marini. Questi ultimi sono messi in pericolo anche dall’inquinamento marino da plastica.

    Uno dei fattori fondamentali che induce inquinamento è l’utilizzo dei fossili per la produzione dell’energia: il carbone e il petrolio, e i loro derivati. La combustione dei fossili è alla base delle emissioni inquinanti ed è responsabile anche dell’innalzamento delle temperature e dei cambiamenti climatici. La riduzione dell’uso dei combustibili fossili e quindi il raggiungimento dell’obiettivo dell’Accordo di Parigi sul clima è fondamentale. In più contribuirebbe a creare 8 milioni di posti di lavoro con la produzione di energia pulita.

    Questo obiettivo presuppone l’utilizzo delle energie rinnovabili, tra le quali l’energia solare, quella eolica, geotermica etc.

    La salvaguardia dell’ambiente nel diritto internazionale

    Negli anni Settanta, con lo scopo di invertire questa tendenza, il movimento ambientalista assunse una dimensione internazionale. Nel 1972 si tenne, infatti, a Stoccolma, la Conferenza delle Nazioni Unite per l’Ambiente umano sul tema della problematica ambientale legata alle politiche di sviluppo. L’Assemblea generale delle Nazioni Unite istituì l’UNEP (United Nation Environment Programme), un’agenzia deputata a promuovere e coordinare l’azione ambientale con particolare riferimento allo sviluppo sostenibile.

    Nel 1992 la Conferenza delle Nazioni Unite sull’Ambiente e lo Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro portò gli Stati alla sottoscrizione di numerosi documenti. Questi documenti erano volti ai principi per salvaguardare la natura quali, la Convenzione sul cambiamento climatico (UNFCCD) e quella sulla diversità biologica (CBD).

    Purtroppo, ancora oggi, le stesse Nazioni Unite agiscono in modo timido, incapaci di essere risolutive. È necessaria una presa d’atto, che costituisca lo strumento tecnico giuridico per imporre alle nazioni il rispetto della natura.

    È necessario impedire che si inquini, si distrugga, si uccida la natura e con essa l’essere umano.

    Agenda 2030 ONU: i nuovi sviluppi

    Nel 2015 con l’Agenda 2030 dell’ONU gli obiettivi di salvaguardia climatica sono diventati elementi fondamentali di un piano più ampio. Gli stati che aderiscono all’ONU si sono infatti impegnati a mettere a punto un piano che porti al miglioramento delle condizioni di vita sul globo entro il 2030.

    A sostegno degli obiettivi di salvaguardia ambientale ci sono quelli per uno sviluppo sostenibile. Sviluppo sostenibile include infatti il concetto di sostenibilità ambientale ma anche quello di sostenibilità sociale. Una serie di politiche che permettono di garantire un’equità delle risorse economiche e sociali a tutti gli individui. Garantiscono inoltre che le generazioni future non abbiano a disposizione meno risorse di quelle presenti.

    Rete Natura 2000, Direttiva Uccelli e Direttiva Habitat

    In Europa il tema sulla salvaguardia dell’ambiente è legato alle direttive europee in materia ambientale. Riguardo la tutela ambientale, la direttiva Uccelli e la direttiva Habitat hanno fornito gli strumenti per l’applicazione e creazione da parte dei singoli stati di: zone di interesse protezionistico (ZIP) e siti di interesse comunitario (SIC).

    I ZIP siti proteggono gli habitat di uccelli migratori che hanno bisogno di corridoi ecologici lungo i quali muoversi. Molti uccelli, infatti, sono specie altamente specializzate. Hanno altresì bisogno di habitat ben definiti in cui continuare a trovare le condizioni adatte alla sopravvivenza (habitat di greti di fiumi, pantani, zone umide).

    I SIC hanno permesso invece di creare una rete di siti di interesse comunitario in cui vivono specie floristiche e faunistiche a rischio. La novità sta nell’aver incluso in queste aree anche zone interessate dalla presenza antropica. L’uomo infatti nel corso della sue attività ha creato degli ambienti in cui hanno trovato rifugio specie a rischio. Ci riferiamo per esempio alle campagne in cui non si pratica l’agricoltura intensiva.

    Agricoltura biologica e tutela dell’ambiente

    Fanno parte di SIC zone ad agricoltura biologica o tradizionale; pascoli in cui si è creata un’armonia tra natura e attività umana; anche terreni e ambiti di proprietà privata che necessitano di essere protetti da possibili destinazioni diverse.

    Per il futuro dell’umanità, è indispensabile, anche un nuovo approccio del sistema di produzione degli alimenti. In altri termini, è indispensabile alimentazione sostenibile che deve essere coniugata con un’agricoltura sostenibile.

    Limitare l’allevamento intensivo di bestiame

    Per tutelare l’ambiente anche dalla deforestazione è fondamentale limitare l’allevamento intensivo. Infatti, l’allevamento di bestiame consuma il suolo e produce liquami con azoto, fosforo e antibiotici. L’accumulo di liquami produce ammoniaca nell’aria e polveri sottili. Inoltre, sono necessarie colture di cereali con elevate produzioni per cui si utilizzano pesticidi e fertilizzanti.

    L’allevamento intensivo richiede anche grosse quantità di acqua oltre che di alimenti vegetali. In più le mucche e le loro famiglie producono oltre il 50 per cento delle emissioni di metano, uno dei gas che producono il «Greenhouse effect» che ingabbia il pianeta e modifica il clima. Inoltre, le emissioni annuali di anidride carbonica per la sola produzione di carne bovina supera i 18 milioni di tonnellate.

    Quindi, queste produzioni zootecniche contribuiscono al cambiamento climatico. Provocano così almeno oltre un miliardo di euro di danno all’anno.

    Tutela ambiente e tutela della salute

    Come tutelare l’ambiente e la salute? La tutela dell’ambiente, nella specifica definizione giuridica di ambiente, incarna la necessità di salvaguardia dei diritti dei singoli e della collettività. Infatti, i fenomeni di inquinamento ambientale hanno provocato e stanno provocando dei veri e propri disastri.

    Occorre quindi produrre meno immissioni e sversare meno rifiuti. Quello dei rifiuti, tra i quali quelli speciali è un tema fondamentale per evitare altro inquinamento e danni irreversibili all’ambiente. Un tema fondamentale è anche quello del riciclo e della raccolta differenziata. E’ infatti fondamentale conferire in discarica la minore quantità possibile di rifiuti. Questi ultimi anche attraverso la raccolta differenziata possono essere riutilizzati, se non altro per produrre energia.

    Ambiente ed informazione: Il Giornale dell’Ambiente

    Consultando questo Giornale è possibile tenersi informati su tutte le novità della tematica ambientale. Il ruolo dell’informazione è decisivo sia per evitare siti contaminati come quelli con presenza di amianto sia per la tutela dei propri diritti. Inoltre, si può aderire all’ONA e contribuire in modo più incisivo alla tutela della salute e dell’ambiente. Consulta le news ambiente: tutte le informazioni aggiornate sulla tematica ambientale.

    Eternit: amianto asbesto ed esposizioni ambientali

    L’inquinamento da fibre di asbesto è una delle emergenze ambientali del nostro Paese. In molti casi, vecchie costruzioni in amianto, oppure, rifiuti di amianti trattati illegalmente provocano esposizione con rischio di malattie asbesto correlate. Uno dei casi più eclatanti è quello delle vittime di mesotelioma per esposizione ambientale.

    Per esempio, a Casale Monferrato, la cui città è stata contaminata dalla presenza dello stabilimento Eternit, a morire sono ora i cittadini. Infatti, si sono verificate esposizioni che hanno coinvolto l’intera comunità. Questo è stato accertato nel Processo Eternit, anche se poi la condanna è stata annullata per prescrizione. Questo caso dimostra come sia importante non inquinare e bonificare i siti contaminati.

    Ambiente, l’assistenza tecnica e la difesa legale

    L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, sono in prima linea nella difesa dell’ambiente. Queste finalità sono essenziali nella prospettiva di tutela dei valori e dei principi della Costituzione Italiana. Anche sotto il profilo giuridico, il tema fondamentale è quello della prevenzione primaria e quindi della precauzione.

    Quindi, occorre impedire l’utilizzo di materie prime e molecole chimiche che siano lesive per la salute. Nuovi prodotti debbono essere testati preventivamente. Le nuove attività e le nuove strutture debbono essere verificate sotto il profilo dell’impatto ambientale.

    Inoltre, recentemente, il Legislatore è intervenuto con nuove norme che sanzionano gli ecoreati. Infatti, originariamente, il disastro ambientale era punito utilizzando l’art. 434 del Codice Penale. Invece, a partire dall’entrata in vigore della L. 68 del 2015, il complesso normativo è stato completato con la L. 68 del 2015 che sanziona gli ecoreati.

    Solo così sarà possibile evitare quei disastri che si sono verificati nel passato. Coloro che hanno subito danni alla salute e ad altri diritti possono rivolgersi all’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto. In questo modo, potranno usufruire gratuitamente dell’ assistenza medica e tutela legale.