Adenocarcinoma polmonare: cos’è, sintomi e sopravvivenza

L’adenocarcinoma polmonare è il tumore del polmone non a piccole cellule. Il tumore polmonare può essere infatti di due tipi: carcinoma a piccole cellule del polmone, detto microcitoma, e a non piccole cellule, detto adenocarcinoma.

L’ONA, Osservatorio Nazionale Amianto, svolge un servizio di assistenza per tutti coloro che hanno ricevuto la diagnosi di adenocarcinoma polmonare. Questa neoplasia, purtroppo, è molto infausta. Per questi motivi è, innanzi tutto, importante la prevenzione primaria.

In ogni caso, per chi è stato già esposto la prevenzione secondaria, quindi, l’assistenza medica gratuita. Inoltre, l’ONA, anche grazie all’impegno dell’Avv. Ezio Bonanni, fornisce un servizio di tutela legale gratuita.

Il servizio di assistenza legale gratuita è molto importante perchè permette ad un lavoratore che ha ricevuto questa diagnosi, di comprendere i suoi diritti.

Scopriamo quali sono i diritti delle vittime di adenocarcinoma al polmone che hanno contratto la malattia nello svolgimento della loro professione.

L’Avv. Ezio Bonanni tutela e assiste le vittime di adenocarcinoma e delle altre malattie asbesto correlate. Essi hanno infatti diritto a risarcimenti e benefici pensionistici.

Indice dei contenuti  

  • Cos’è l’adenocarcinoma e le varie tipologie

  • Sintomi e diagnosi della patologia

  • Trattamenti terapeutici: chirurgia, radioterapia e chemioterapia

  • I fattori di rischio professionali ed extraprofessionali

  • Le varie forme di prevenzione

  • Diritti e prestazioni spettanti alle vittime

  • Come ricevere assistenza?


  • Tempo di lettura stimato: 15 minuti

    Adenocarcinoma: tumore del polmone non a piccole cellule

    L’adenocarcinoma è un tumore del polmone che ha origine nel tessuto epiteliale che costituisce gli strati di mucosa dei polmoni e dei tratti terminali dell’albero bronchiale. Questa neoplasia tumorale non a piccole cellule, si caratterizza per la loro crescita incontrollata. In questo modo, si crea la massa tumorale ai polmoni.

    Questo tumore del polmone può essere anche senza metastasi. Tuttavia, in molti casi, il tumore metastatizza, cioè si diffonde in altri organi ed invade tutto il corpo. Questo a seconda della stadiazione della malattia.

    La diffusione dell’adenocarcinoma è legata alla capacità delle cellule tumorali di raggiungere tutti i distretti del corpo umano, attraverso il sangue ed i vasi linfatici.

    Cosa sono i polmoni e a cosa servono?

    I polmoni sono due “sacche” di tessuto spugnoso, posizionate nella parte centrale del torace umano.

    Assolvono alle funzioni di inspirazione (attraverso la quale il sangue viene ossigenato) e di espirazione (che serve ad eliminare l’anidride carbonica dall’organismo). L’aria che entra nell’organismo dal naso e dalla bocca, raggiunge il polmone destro e il polmone sinistro attraverso la trachea.

    Il tumore del polmone a non piccole cellule è il tumore al polmone più comune nell’essere umano.

    Tipologie di tumori polmonari

    Come dicevamo più su esistono due tipi di tumore al polmone, suddivisi in base alla tipologia di cellule cancerogene.

    • carcinoma polmonare non a piccole cellule (in cui rientrano adenocarcinoma e il carcinoma squamoso);
    • carcinoma polmonare a piccole cellule (anche detto microcitoma o Small Cell Lung Cancer “SCLC”, secondo la dicitura anglosassone).

    I diversi tipi di adenocarcinomi polmonari

    L’adenocarcinoma ai polmoni è una tipologia di tumore del polmone caratterizzata da cellule di grandi dimensioni. All’interno di questa macro categorie ci sono diversi tipi istologici di adenocarcinoma. Si distingue tra adenocarcinoma non-invasivo, o minimamente invasivo, e adenocarcinoma invasivo.

    L’adenocarcinoma invasivo è a sua volta suddiviso in diversi sottotipi:

    • a predominanza acinare (adenocarcinoma di tipo acinare o adenocarcinoma acinare polmonare);
    • predominanza papillare (adenocarcinoma papillare polmonare);
    • a predominanza micropapillare;
    • predominanza solida;
    • invasivo mucinoso.

    Sintomi dell’adenocarcinoma polmonare

    I tumori polmonari possono, in alcuni casi, essere del tutto asintomatici, oppure avere sintomi aspecifici, riconducibili ad altre malattie, anche infettive, e fibrotiche. Per questo la diagnosi necessita di un attento esame, anche di carattere strumentale e della biopsia.

    Quali sono i sintomi del tumore ai polmoni a non piccole cellule? Per questo tipo di neoplasia, si riscontrano i seguenti sintomi tumore ai polmoni:

    • Tosse: catarrosa o secca. In molti casi compare tra carcinoma bronchiale sintomi. È importante valutare i cambiamenti della tosse in termini di intensità, durata e caratteristiche tra i carcinoma polmonare sintomi.
    • Sangue nel catarro (emoftoe): che proviene dalle zone interessate dal tumore che sono più fragili e soggette a sanguinamento. Perciò se c’è sangue nel catarro tumore è la causa.
    • Dispnea: mancanza di fiato o difficoltà respiratoria. Essi sono tumore al polmone sintomi comuni nei fumatori e pertanto è necessario valutarne eventuali aggravamenti ai fini della diagnosi.
    • Dolore al torace: a volte irradiato alla spalla e al braccio, situato nello stesso lato del corpo del polmone malato.
    • Polmoniti di vario genere: in alcuni casi i pazienti tra i sintomi tumore polmoni non a piccole cellule si può presentare la polmonite.
    • Disfagia: la difficoltà nella deglutizione avviene con la compressione dell’esofago dall’esterno da parte della massa polmonare tumorale. È uno tra adenocarcinoma sintomi.

    Gli altri sintomi dell’adenocarcinoma del polmone

    Tra gli altri tumore polmoni sintomi possono essere annoverati: astenia, febbre, dolore al torace di vario genere, perdita di appetito e di peso immotivata. Quindi, l’adenocarcinoma polmonare si manifesta con i classici sintomi che spesso possono essere confusi per quelli del mesotelioma.

    Diagnosi dell’adenocarcinoma: come si effettua

    Lo studio e il monitoraggio di adenocarcinoma polmonare sintomi aspecifici e di quelli specifici è essenziale ai fini della diagnosi tempestiva. Per una diagnosi certa sono necessari una serie di esami. La diagnosi precoce di questo carcinoma è molto importante. Le possibilità di sopravvivenza del paziente vittima di adenocarcinoma è legata alla precocità della diagnosi.

    La radiografia del torace ha dei limiti nel riscontrare masse piccole o nascoste dietro le coste o lo sterno, ma è ancora uno dei primi e principali mezzi di inquadramento della neoplasia.

    La tomografia computerizzata (TC) è un esame molto più preciso della radiografia del torace: permette di definire la sede, le dimensioni e i rapporti del tumore con le strutture adiacenti.

    Lo studio TC è solitamente esteso non solo a livello del torace, ma anche a livello dell’encefalo e dell’addome. Ciò per valutare l’eventuale diffusione del tumore negli organi che più frequentemente sono sede di metastasi (tumore polmonare metastasi).

    La risonanza magnetica e la tomografia ad emissione di positroni (PET) completano il quadro degli esami diagnostici per l’adenocarcinoma. Una biopsia è sempre necessaria per individuare il tipo istologico.

    Come avviene l’esame istologico dopo la biopsia?

    La raccolta del campione di cellule polmonari, per sospetto adenocarcinoma, per determinare il tipo istologico può avvenire in almeno 3 modi:

    • broncoscopia (biopsia broncoscopica);
    • agoaspirato (agobiopsia polmonare);
    • intervento chirurgico a “cielo aperto” (biopsia polmonare “a cielo aperto”).

    I campioni tumorali ottenuti tramite le biopsie vengono poi analizzati al microscopio, per definire con sicurezza la natura e il tipo istologico del tumore.

    In questo modo sarà possibile definire il protocollo di trattamento e adenocarcinoma cura e somministrare i farmaci più adatti.

    Adenocarcinoma polmonare

    Test di screening per il tumore dei polmoni

    Ad oggi non vi è ancora accordo tra gli esperti sull’opportunità di sottoporre a screening le persone che sono a rischio elevato. Gli screening ad oggi disponibili non sono infatti sempre efficaci.

    La TC spirale e adenocarcinoma citologia dello sputo potrebbero essere predisposti nel caso di persone ultra cinquantenni ad alto rischio (fumatori, esposti a cencerogeni di vario tipo…).

    Inoltre recentemente sono stati scoperti alcuni microRNA (piccoli frammenti di materiale genetico) che possono aiutare a determinare il rischio di sviluppare la malattia o la presenza di malattia.

    Terapia e cura dell’adenocarcinoma

    La scelta del trattamento e della cura adenocarcinoma polmonare dipende dal tipo istologico, localizzazione e stadio della malattia e dall’età e dalle condizioni di salute generale del paziente.

    Se l’adenocarcinoma polmonare è localizzato (cioè non ha ancora prodotto metastasi polmonare sintomi), l’adenocarcinoma terapia consiste nella sola rimozione chirurgica della massa tumorale. Se l’adenocarcinoma polmonare ha disseminato qualche sua cellula in altri organi e tessuti del corpo, adenocarcinoma polmonare terapia cambia. Per adenocarcinoma polmonare cure prevedono non solo il ricorso alla chirurgia, ma anche la chemioterapia e/o per adenocarcinoma radioterapia.

    Le cure palliative sono trattamenti rivolti al controllo dei sintomi che non agiscono direttamente sulla malattia.

    Inoltre, riguardo questo carcinoma polmonare aspettative di vita variano con alcuni protocolli sperimentali, come l’anticorpo monoclonale pembrolizumab. Come terapia adenocarcinoma polmonare, questi hanno mostrato efficacia per il carcinoma polmonare non operabile in uno stadio avanzato e, in generale, per tumore ai polmoni non operabile.

    Chirurgia dell’adenocarcinoma polmonare

    La chirurgia, quando possibile, è l’opzione terapeutica di prima scelta per il carcinoma polmonare non a piccole cellule resecabile non metastatico (carcinoma polmonare non a piccole cellule sopravvivenza). L’intervento può essere preceduto o seguito dalla chemioterapia o dalla radioterapia.

    Si può procedere con:

    • la lobectomia (asportazione di un lobo polmonare): quando il tumore è di media grandezza;
    • bilobectomia: nel polmone destro ci sono tre lobi e se ne asportano due;
    • segmentectomia (asportazione di uno o più segmenti polmonari);
    • pneumonectomia: asportazione totale di un polmone;
    • resezione a cuneo (asportazione di una piccola parte di polmone): quando la massa tumorale è di dimensioni ridotte.

    Chemioterapia adenocarcinoma polmonare

    I chemioterapici maggiormente usati per la chemioterapia del carcinoma polmonare non a piccole cellule sono cisplatino, carboplatino, gemcitabina (Gemzar®), vinorelbina (Navelbine®), paclitaxel (Taxol), docetaxel (Taxotere) e pemetrexed (Alimta®).

    I farmaci si somministrano spesso in combinazione, ad esempio carboplatino + paclitaxel, vinorelbina + cisplatino o carboplatino, gemcitabina + cisplatino o carboplatino, pemetrexed + cisplatino o carboplatino.

    La combinazione di farmaci viene scleta in base al tipo istologico.

    Radioterapia come trattamento terapeutico

    La radioterapia prevede l’impiego di radiazioni ionizzanti ad alta energia al fine di danneggiare il DNA delle cellule tumorali, arrestandone la crescita.

    Quando il trattamento radioterapico avviene prima dell’intervento chirurgico, si parla di radioterapia neoadiuvante. Quando, invece, il trattamento radioterapico ha luogo dopo l’intervento chirurgico, si parla di radioterapia adiuvante. In caso di adenocarcinoma polmonare, l’obiettivo terapeutico della radioterapia è quello di ridurre i sintomi metastasi polmonari, ossee e/o cerebrali.

    Tipo di tumore polmone sopravvivenza e aspettative di vita

    Adenocarcinoma polmonare prognosi e tumore polmone aspettative di vita sono legate a diversi fattori, tra cui adenocarcinoma polmonare stadiazione, posizione del tumore e condizioni di salute generali del paziente. I dati statistici, riguardo carcinoma squamoso polmonare sopravvivenza, parlano di tumore ai polmoni tempo di vita di 20 mesi e per questa neoplasia polmonare sopravvivenza è pari a 5 anni al 20%.

    Tumore polmone sopravvivenza nei  pazienti con carcinoma non a piccole cellule con fase metastatica, se trattati, è pari a circa 9 mesi.

    Adenocarcinoma e fattori di rischio extraprofessionali

    Come emerge dalle statistiche diffuse, sono 17,5 milioni i nuovi casi di tumore e 8,7 milioni di decessi. I fattori di rischi dell’insorgere delle neoplasie, come il cancro al polmone, sono soprattutto gli agenti cancerogeni a cui si è esposti.

    Il fumo di sigaretta costituisce il principale fattore di rischio per l’insorgenza dell’adenocarcinoma polmonare. Il rischio di sviluppare un tumore al polmone è ben 13 volte superiore nei fumatori, rispetto a una persona non fumatrice.

    Tuttavia, secondo il “Report del Global Burden of Disease Cancer Collaboration“, pubblicato su Jama Oncology, tra il 2005 e il 2015, nonostante sia diminuita la diffusione del vizio del fumo, sono aumentati i casi del tumore del polmone del 33%.

    Ciò dimostra come la più alta incidenza del tumore del polmone sia dovuta all’esposizione ad altri cancerogeni, come l’asbesto.

    Le esposizioni ad amianto e ad altri cancerogeni, come il radon, agiscono in sinergia con quelle del fumo di sigaretta e ne potenziano gli effetti, e viceversa. In questo caso si parla di sinergismo e potenziamento tar diversi fattori di rischio.

    Aumentano il rischio anche l’inquinamento atmosferico, una storia familiare di tumore del polmone (soprattutto nei genitori o in fratelli e sorelle) e precedenti malattie polmonari.

    Adenocarcinoma e i rischi professionali

    L’adenocarcinoma, come tutti i tumori del polmone, e di altri organi, può avere anche origine professionale. Sono così definite le neoplasie professionali quelle che originano da esposizioni per motivi e ambienti di lavoro.

    Infatti, il sistema industrializzato, con la moltiplicazione di agenti chimici, ha moltiplicato le condizioni di rischio. Tutti i tumori del polmone sono multifattoriali. Quindi sia l’amianto, che le radiazioni ionizzanti, cromo, arsenico, cromato di nichel, cloruro di vinile, idrocarburi aromatici policiclici, gas radon, berillio, cadmio, uranio, silice, fumo di carbone.

    Ci sono poi altri agenti cancerogeni, anche loro in grado di provocare il cancro del polmone.

    Come prevenire l’adenocarcinoma polmonare

    L’Avv. Ezio Bonanni nella sua pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – ed. 2021“, ha dimostrato che il numero dei casi di tumore al polmone è in aumento. Ciò è dovuto al fatto che si moltiplicano le condizioni di rischio.

    Poichè l’adenocarcinoma polmonare è multifattoriale, anche riducendo l’abitudine tabagica, è comunque provocato da polveri sottili, benzene, fumi, e radiazioni ionizzanti da amianto, etc.

    In più questi agenti agiscono in sinergia e moltiplicano gli effetti dannosi per la salute. Per questi motivi, al fine di tutelare la salute, oltre alla salubrità dell’ambiente, e quindi la lotta all’inquinamento, è necessaria una condotta attiva.

    Il singolo, dovrà evitare di esporsi a questi cancerogeni. Per l’amianto è possibile consultare la mappatura che l’ONA sta realizzando attraverso la sua APP amianto.

    L’importanza delle varie forme di prevenzione

    Importante, quindi evitare l’esposizione a tutti questi cancerogeni, applicando il principio di precauzione, e cioè della prevenzione primaria.

    In questo modo, si evitano i danni che comunque questi cancerogeni provocano alla salute. Per chi, purtroppo è stato già esposto ad amianto e altri cancerogeni, non rimane che la c.d. sorveglianza sanitaria.

    Quest’ultima consiste nella verifica delle condizioni di salute dei lavoratori che sono stati esposti a queste sostanze cancerogene, in particolare l’amianto. Così si ottiene la diagnosi precoce, che è molto importante per la tempestività ed efficacia delle cure.In più, i controlli sanitari assicurano la verifica delle condizioni di salute e/o la prova biologica dell’esposizione.

    In molti casi, l’esposizione a queste sostanze, in particolare l’amianto, provoca placche e ispessimenti pleurici, piuttosto che asbestosi iniziale.

    Alla luce di queste verifiche, anche nel caso in cui ci fossero solo ispessimenti o placche, si potrà chiedere la tutela previdenziale del prepensionamento. Infatti, anche con un danno biologico minimo, c’è il diritto ai benefici contributivi per esposizione ad amianto.

    Questa misura assicura il prepensionamento, e tutela da eventuali altre esposizioni.Importante anche la informazione, ai fini di tutte le tutele. Si può consultare, in questo giornale, tutto ciò che attiene all’amianto, nella relativa categoria (news amianto).

    Adenocarcinoma polmonare e minerali di amianto

    L’amianto è un cancerogeno completo, e quindi induce il cancro dei polmoni e di altri distretti, tra cui il tipo istologico adenocarcinoma.

    Quindi, in caso di diagnosi di tumore del polmone, e quindi di adenocarcinoma polmonare, è necessario verificare se ci sia stata esposizione ad amianto. Come ribadito nell’ultima monografia IARC, l’amianto è uno degli agenti eziologici di questa neoplasia.

    Per cui, è necessaria una visita di medicina del lavoro. Se, poi, è riscontrato che ci sia stata esposizione professionale a minerali di amianto, occorre attivare il percorso di malattia professionale. L’ONA assiste tutti coloro che hanno ricevuto questa diagnosi per verificare che ci siano tutti i presupposti per ottenere il riconoscimento delle prestazioni INAIL.

    Adenocarcinoma: tutela delle vittime e dei familiari

    In molti casi, l’adenocarcinoma polmonare è di origine professionale. Quando l’adenocarcinoma è una malattia professionale insorta durante lo svolgimento delle funzioni lavorative della vittima, possono essere richiesti gli indennizzi previdenziali (INAIL) e il risarcimento del danno. In caso di inabilità, la vittima ha diritto alla pensione anticipata.

    Se l’agente causale dell’adenocarcinoma polmonare è l’amianto vi è una particolare disciplina pensionistica. Essa prevede l’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione ad amianto, con l’art. 13 co. 7 della L. 257/92. Oppure, entro il 31.03.2021, la pensione di invalidità amianto.

    Adenocarcinoma ed indennizzo INAIL

    Occorre distinguere tra i diversi agenti cancerogeni. L’amianto, per esempio, è inserito nella Lista I dell’INAIL.

    La Lista I INAIL degli agenti eziologici che possono provocare adenocarcinoma comprende le sostanze che hanno sufficiente evidenza di cancerogenicità nell’uomo.

    Questi sono tabacco, fumo passivo, radiazioni X e γ, plutonio, radon 222, cadmio, composti del cromo esavalente, nichel, arsenico, berillio, amianto. In più ci sono bisclorometiletere, clorometilmetiletere, silice libera cristallina in forma pulverulenta, mostarda solforata.

    A questi si aggiungono carbone, coke, fuliggine, pece di catrame di carbone, ematite, fumo di combustione del carbone, emissioni di diesel. Anche chi lavora in fonderie di ferro e acciaio, e nella produzione di gomma e di alluminio è a rischio.

    In questi casi, vi è la cosiddetta presunzione legale di origine, per cui l’onere della prova è a carico dell’INAIL. Soltanto se l’Ente è in grado di dimostrare l’esclusiva origine extraprofessionale, può evitare di erogare l’indennizzo INAIL.

    Indennizzo INAIL: Lista II e rischio non tabellato

    Invece la Lista II dell’INAIL riporta gli agenti con limitata evidenza di cancerogenicità nell’uomo. Sono la produzone di vetro e di elettrodi di carbonio, nebbie di acidi forti minerali, creosoti, fumi di saldature e di combustione di vegetali.

    Ci sono anche le co-esposizione a cobalto metallico e a carburo di tungsteno o tolueni clorurati e cloruro di benzoile.

    Anche svolgere attività legate all’applicazione o polverizzazione di insetticidi non arsenicali e a processi stampa può essere rischioso.

    Infine si aggiungono l’esposizione professionale ai bitumi ossidi in lavori di messa a tenuta stagna e le emissioni dovute al friggere ad alte temperature.

    In questi casi, l’onere della prova è a carico del lavoratore. Tuttavia, è possibile ottenere l’indennizzo INAIL dimostrando il nesso causale. In sede previdenziale, il nesso causale può essere dimostrato sulla base della rilevante probabilità e della sufficienza della concausa. Si applica il principio del nesso di causalità debole.

    Infatti, si afferma il principio misto, e quindi, sia del riconoscimento in base alle Liste INAIL, che della prova che può fornire il lavoratore.

    Assistenza legale per le vittime di adenocarcinoma

    Nel caso di diagnosi di adenocarcinoma come di qualsiasi altra neoplasia, occorre prima di tutto l’anamnesi. Infatti, proprio sulla base di una verifica di medicina del lavoro, è possibile accertare se c’è stata un’esposizione ad agenti cancerogeni.

    Tra questi, le radiazioni ionizzanti piuttosto che le fibre di amianto. Le vittime di esposizione a sostanze cancerogene che possono causare l’adenocarcinoma polmonare, se hanno contratto la malattia sull’ambiente di lavoro hanno diritto ad una serie di risarcimenti e benefici.

    L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto, difende da decenni le vittime di esposizone all’amianto e ad altri cancerogeni e sostanze nocive al fine di fargli ottenere giustizia.

    L’adenocarcinoma polmonare è una delle classiche patologie asbesto correlate, anche se multifattoriale. Per questo come per le radiazioni ionizzanti, è inserito nella Lista I dell’INAIL, e dunque se ne presume l’origine professionale. Ciò anche quando ci sono delle abitudini tabagiche, e altre esposizioni.

    Le fibre di amianto favoriscono infatti la penetrazione dei cancerogeni del fumo, che a sua volta rende più permeabili gli alveoli polmonari.

    Adenocarcinoma e rendita INAIL: come ottenere il riconoscimento

    Nel caso di diagnosi di neoplasia, in particolare, l’adenocarcinoma polmonare, occorre approfondire sulla storia lavorativa. Quindi, in caso di esposizione a queste sostanze cancerogene della lista I, occorre avviare il percoro INAIL.

    In caso di eziologia professionale, sussiste il diritto all’indennizzo INAIL adenocarcinoma polmonare. Nel caso di decesso, le prestazioni sono erogate ai superstiti. Questi ultimi, hanno diritto anche alle c.d. prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto nel caso in cui l’agente patogeno è l’amianto.

    Adenocarcinoma nelle Forze Armate e nel comparto sicurezza

    Molte delle esposizioni cancerogene a radiazioni ionizzanti, amianto, e gas radon, si sono verificate e si verificano, nelle Forze Armate e tra i pubblici dipendenti.

    Infatti, sia nell’Esercito, che nell’Aviazione, e ancora di più nella Marina Militare, si hanno queste condizioni di rischio specifico. Amianto, radiazioni ionizzanti e non ionizzanti, benzene, etc.

    Nelle Forze Armate, fino ai tempi più recenti, vi è stata una scarsa attenzione per il problema sicurezza. Tanto è vero che è stata introdotta la specifica disciplina di tutela per le malattie di amianto nella Marina Militare. Così con l’art. 20 della L. 183/2010, poi resa applicabile per tutte le altre vittime, comprese quelle del comparto sicurezza.

    Per tali motivi, queste vittime, hanno diritto al riconoscimento dello status di vittima del dovere, in particolare come equiparati a vittime del dovere.

    La tutela delle vittime del dovere è uno degli ambiti di azione di questo giornale, anche attraverso le news vittime del dovere.

    Oltre a questi riconoscimenti di origine previdenziale, riconosciute pure ai superstiti, vi è il diritto al risarcimento del danno.

    Adenocarcinoma e risarcimento dei danni

    L’INAIL indennizza soltanto il danno biologico e quello da diminuite capacità di lavoro. Sussiste, quindi, il diritto al totale risarcimento dei danni. Tra questi, anche il danno biologico e il danno morale ed esistenziale, che compongono il danno non patrimoniale. Inoltre, la vittima di malattia professionale ha diritto al risarcimento del danno patrimoniale. In caso di decesso, le somme maturate dalla vittima debbono essere erogate agli eredi.

    I familiari superstiti hanno diritto anche al risarcimento del danno subito direttamente. Per poter chiedere il risarcimento di questi danni occorre mettere in mora il datore di lavoro. Nel caso di mancato risarcimento è possibile agire con azione giudiziaria.

    Adenocarcinoma e assistenza medica e legale gratuita ONA

    Tutte le vittime possono accedere ai servizi di assistenza medica e legale gratuita dell’ONA.