Acqua: definizione e importanza per la sopravvivenza della vita

Sappiamo tutti cos’è l’acqua. La beviamo tutti i giorni, la usiamo quotidianamente per dissetarci, ma anche per lavarci, irrigare e produrre quasi qualunque cosa.

In questa guida diamo una definizione precisa di acqua. Scopriamo nel dettaglio perché l’acqua è essenziale per la vita sulla Terra.

Parliamo anche di cambiamenti climatici connessi ai cambiamenti dei cicli dell’acqua causati dalle attività antropiche. Impossibile inoltre parlare di acqua senza parlare di inquinamento idrico, una delle più gravi forme di inquinamento che coinvolge i corsi d’acqua, mare e falde acquifere da cui ricaviamo la maggior parte delle nostre risorse idriche.

Il Giornale dell’Ambiente si occupa di promozione della salvaguardia ambientale e di tutela della salute oltre che dell’ambiente. Collegato all’Osservatorio Nazionale Amianto si occupa anche di difesa dell’ambiente dal rischio amianto e di altri cancerogeni e rifiuti pericolosi. L’amianto è uno dei materiali con cui sono stati costruiti gli acquedotti per il trasporto dell’acqua potabile in Italia. Esistono ancora km e km di tubature contaminate. Leggi tutto su Amianto e acqua potabile.

Indice

Acqua: definizione
Perché l’acqua è essenziale?
Tipologie di acqua
Il ciclo dell’acqua
Inquinamento idrico
Inquinamento marino
Acqua e amianto

Tempo di lettura: 10 minuti

Acqua: definizione e caratteristiche

L’acqua è un composto chimico formato da due atomi di idrogeno legati ad un atomo di ossigeno. La formula chimica è H2O. L’acqua ha un aspetto incolore e insapore a temperature e pressioni normali. Sotto la temperatura di congelamento si presenta invece nella sua forma solida di ghiaccio. Evaporando forma invece il vapore acqueo, anch’esso inodore e insapore.

L’acqua però è un ottimo solvente quindi si presenta in natura solitamente in una miscela in cui oltre ad ossigeno ed idrogeno sono presenti diverse altre sostanze che le conferiscono un odore, un sapore e spesso un colore.

acqua

Perché l’acqua è essenziale per la vita?

L’acqua è tra i principali costituenti degli ecosistemi ed è alla base di tutte le forme di vita conosciute, compreso l’uomo. Si tratta infatti di un costituente essenziale del corpo umano, presente in percentuali molto alte in tutti gli esseri viventi.

Ogni forma di vita sviluppa delle proprie strategie per trattenere acqua e mantenere l’idratazione. Senza di essa infatti sopraggiunge la morte.

L’origine della vita è legata alla presenza di acqua. Tutte le culture hanno riconosciuto questo ruolo preminente dell’acqua e le hanno attribuito un potente valore simbolico.

Legame indissolubile tra acqua e vita

Sul pianeta Terra l’acqua copre il 71% della superficie terrestre e costituisce il 60% circa di un corpo umano maschile e circa il 50% di un corpo umano femminile.

L’acqua si trova in elevate percentuali nelle cellule (in particolare nel citoplasma e nei vacuoli delle cellule vegetali e in alcuni protisti).

Nel protoplasma di tutte le cellule, sia procarioti sia eucarioti, l’acqua rappresenta il composto predominante e agisce come solvente per tutte le biomolecole (come carboidrati, proteine, vitamine idrosolubili ecc.), dando loro la possibilità di reagire tra di loro nelle varie reazioni biochimiche.

Oltre che come solvente, l’acqua partecipa attivamente come reagente in diverse reazioni metaboliche, soprattutto quelle di idrolisi.

Insieme all’anidride carbonica è uno dei principali reagenti della fotosintesi clorofilliana e il prodotto conclusivo del processo di respirazione cellulare.

Nell’uomo l’acqua, inoltre, svolge una funzione determinante nella regolazione della temperatura corporea (tramite la sudorazione) e della concentrazione dei sali minerali.

Partecipa inoltre alla digestione, favorendo il transito intestinale e l’assorbimento delle sostanze nutritive.

Nelle piante è il componente principale della linfa, che ha la funzione di trasportare i principi nutritivi in tutti i tessuti, e dei vacuoli, che regolano la pressione osmotica.

L’acqua e la sua presenza nell’Universo

Nella nostra galassia l’acqua è presente in minime quantità, allo stato liquido. Essa è un sottoprodotto della formazione delle stelle. Gli astronomi definiscono aree abitabili i pianeti, come il nostro, in cui l’acqua riesce a rimanere allo stato liquido, favorendo la vita. Se la Terra fosse stata solo del 5% più vicina o più lontana dal Sole questo non sarebbe stato possibile.

Perché possa ospitare condizioni favorevoli alla presenza di acqua liquida in superficie, un pianeta deve possedere una gravità superficiale in grado di trattenere un cospicuo involucro atmosferico; essa non deve essere troppo grande (in quanto potrebbe mantenere allo stato solido l’acqua anche ad elevate temperature), ma neanche troppo piccola (in quanto tratterrebbe solamente una tenue atmosfera, causando eccessive escursioni termiche e favorendo l’accumulo di acqua solamente nelle regioni polari). La presenza poi di vapore acqueo e diossido di carbonio nell’atmosfera causa un effetto serra che consente di mantenere stabile la temperatura superficiale.

La presenza di acqua sul pianeta Terra

Come già detto, essendo l’acqua un solvente, non si trova mai in natura come acqua pura. In essa oltre a vari minerali e altre sostanze disciolte si trova anche una componente di microrganismi, sia autotrofi sia eterotrofi (batteri, alghe, funghi e protozoi).

L’inquinamento di origine antropica, soprattutto quello derivante dallo scarico nelle acque naturali di reflui organici di origine civile, può introdurre nei corpi idrici microrganismi non tipici dell’ecosistema acquatico.

Tra questi vi possono essere anche batteri patogeni dei generi Salmonella, Shigella, Vibrio, Clostridium, Pseudomonas, Campylobacter, Mycobacterium, Legionella, ecc., oltre a protozoi, elminti e virus di origine enterica.

La presenza di questi patogeni può essere pericolosa soprattutto per quelle acque che sono utilizzate dall’uomo per scopi potabili o ricreativi.

Le varie e diverse tipologie di acqua

A seconda della loro provenienza, le acque naturali si classificano in:

  • acque meteoriche (pioggia, neve, grandine, rugiada, brina);
  • acque sotterranee (falde profonde o freatiche);
  • acque superficiali (mari, fiumi, laghi, sorgenti).

Le acque meteoriche contengono gas normalmente presenti nell’atmosfera (principalmente N2, O2 e CO2), quelli localmente presenti per via di attività industriali o di centri abitati (SO2, SO3, ossidi di azoto, CO) e quelli che provengono dalla decomposizione di sostanze organiche naturali (H2S, NH3). L’acqua meteorica può reagire con tali sostanze.

Le acque sotterranee, alimentate dall’infiltrazione delle acque meteoriche, da cui il terreno filtra le sostanze in sospensione, sono acque minerali. A volte le acque sotterranee fuoriescono spontaneamente diventando acque sorgive (notevolmente pregiate per l’uso potabile per la mancanza di organismi patogeni, ma spesso la qualità viene minacciata da erbicidi e pesticidi, che sono estremamente dannosi per la salute).

Le acque sotterranee, ossidando le sostanze organiche presenti nel suolo, si arricchiscono di anidride carbonica, facilitando la dissoluzione di rocce calcaree e formando grotte, stalattiti e stalagmiti.

Le acque superficiali hanno composizione estremamente variabile a seconda delle condizioni climatiche ed ambientali.[96] Si possono classificare in acque dolci (3%, per circa i 3⁄4 allo stato liquido) e salate. Il mar Mediterraneo contiene circa il 3,5% di sali (77,7% cloruro di sodio, 11% cloruro di magnesio ed il restante diviso tra solfati di magnesio, calcio, potassio, carbonato di calcio e bromuro di magnesio).

Ciclo dell’acqua: definizione e caratteristiche

L’acqua compie un ciclo continuo, conosciuto come il ciclo dell’acqua o ciclo idrologico. Consiste in un continuo scambio di acqua nell’idrosfera tra atmosfera, suolo, acque di superficie, acque profonde e gli esseri viventi.

Grazie all’evaporazione delle acque superficiali per effetto dell’irraggiamento solare ed alla traspirazione delle piante, si formano le nubi negli strati più freddi dell’atmosfera. Queste vengono trasportate dai venti ed al variare di temperatura e/o pressione, ritornano al suolo sotto forma di acque meteoriche, arricchendo ulteriormente le acque superficiali ed in parte (filtrando nel terreno) quelle sotterranee.

Questo ciclo genera un totale di acqua dolce rinnovabile pari a circa 110.300 km3/anno. Di questi sono 12.500 km3/anno che possono essere utilizzati dall’uomo.

Il problema del riscaldamento globale

L’acqua dolce rappresenta solo il 2,5% del volume totale presente sulla Terra e per più dei 2⁄3 si trova in pochi ghiacciai, in particolare nell’Antartide e in Groenlandia, i quali sono quindi la principale riserva di acqua dolce nel nostro pianeta.

La fusione dei ghiacciai a causa dell’effetto serra e dell’aumento delle temperature provoca l’innalzamento del livello dei mari ma anche la scomparsa di questa riserva. Durante la fusione dei ghiacci, infatti, l’acqua dolce si mescola a quella salata del mare, divenendo inutilizzabile dall’uomo.

Un ulteriore 30% di acqua dolce si trova in riserve sotterranee e solo meno dell’1% si trova in laghi, fiumi o bacini ed è quindi facilmente accessibile.

L’acqua è un elemento fondamentale in metereologia. L’abbondanza o meno di formazione di nubi e conseguenti precipitazioni nelle varie aree geografiche ne stabilisce il clima, da estremi di aridità fino alle foreste tropicali, e di conseguenza la biodiversità e le risorse.

Il cambiamento climatico, nella tendenza del riscaldamento globale, mette a repentaglio le nostre risorse idriche essenziali per la vita sulla Terra. Stravolge infatti il ciclo dell’acqua aumentandone l’evaporazione e diminuendo ulteriormente le nostre risorse potabili.

Le cause principali dell’inquinamento idrico

Le nostre riserve di acqua potabile non sono messe a repentaglio solo dallo scioglimento dei ghiacciai e dal riscaldamento globale ma anche dall’inquinamento idrico. L’inquinamento atmosferico e l’inquinamento del suolo influiscono infatti sulla qualità delle acquee meteoriche, di superficie e di falda. Leggi tutto su Inquinamento atmosferico.

Attraverso la pioggia e il dilavamento infatti gli agenti inquinanti vengono dissolti e raggiungono le falde acquifere, oltre che fiumi, laghi e mari.

Leggi tutto su: inquinamento acque

Danni dell’inquinamento marino da plastica

L’inquinamento marino è soggetto soprattutto all’inquinamento causato dalle enormi quantità di plastica che riversiamo nei nostri mari.

Nonostante la capacità di solvente del mare la quantità di plastica è troppa perché sia in grado di degradarla. Oltre alle isole di plastica ci sono le microplastiche. Minuscole particelle di plastica che ospitano numerosi agenti patogeni e che invadono ogni angolo del pianeta, dai ghiacciai della Groenlandia e quelli del Tibet.

Acqua potabile e la presenza di amianto

Un altro problema connesso con il degrado ambientale e con la salute, come già accennato, è quello dell’amianto che coinvolge anche le risorse idriche potabili.

Prima della messa al bando dell’asbesto infatti, nel 1992, l’amianto e in particolare il cemento-amianto o Eternit, è stato ampiamente utilizzato nelle tubature degli acquedotti.

Numerosi acquedotti nel nostro paese presentano ancora tubature in cemento amianto. Le fibre di asbesto non sono pericolose solo se inalate ma anche se ingerite. Causano mesoteliomicancro del colon retto, di stomacoesofago e gola. L’eziologia legata alle fibre di amianto è confermata dalle monografie dello IARC.

Approfondisci su: “Il Libro bianco delle morti di amianto in Italia-Ed.2022