Mesotelioma pleurico: cura e tutela legale

Il mesotelioma pleurico è una malattia che origina dalla pleura, il sottile strato che riveste gran parte degli organi interni. L’unico fattore di rischio per il mesotelioma pleurico è rappresentato dall’amianto e dai suoi derivati.

Il mesotelioma pleurico rappresenta il 93% delle neoplasie delle sierose. Nel 5% dei casi si tratta di mesotelioma del peritoneo mentre il mesotelioma pericardico e quello testicolare rappresentano meno dell’1%.

Il tumore della pleura ha un periodo di latenza molto lento. Può insorgere anche dopo 40 anni dalla prima esposizione ed è quasi sempre mortale. L’unico modo per prevenire lo sviluppo di questa malattia è evitare l’esposizione ad asbesto e bonificare i siti contaminati (prevenzione primaria).

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto offre un primo parere medico gratuito grazie al nostro team di medici volontari online. Inoltre si può richiedere anche la tutela legale.

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Sintomi del mesotelioma pleurico

Nel mesotelioma pleurico, le fibre di amianto causano un’infiammazione cronica che promuove il tumore. I sintomi sono diversi e dipendono dall’isotipo della malattia. I più comuni sono:

  • difficoltà respiratoria, causata dal versamento pleurico e/o dall’ispessimento pleurico;
  • dolore toracico;
  • tosse;
  • affaticamento;
  • perdita di peso.

Come diagnosticare il mesotelioma pleurico

Il mesotelioma pleurico è una forma particolarmente aggressiva di tumore.

Le cellule tumorali si replicano con una velocità tale che nella stragrande maggioranza dei pazienti la diagnosi è tardiva, nonché difficoltosa. Inoltre, i suoi sintomi sono simili a quelli di altre patologie.

Per questo motivo si ritiene fondamentale svolgere una prima accurata anamnesi lavorativa del paziente. L’esposizione professionale ad asbesto può costituisce un indizio importante per una corretta diagnosi e può portare all’esclusione di altre patologie.

Strumenti diagnostici per il mesotelioma

Solo dopo un’accurata anamnesi lavorativa, la diagnosi del mesotelioma pleurico prende forma grazie a particolari test di screening.

  • Radiografia: permette di riscontrare eventuali ispessimenti pleurici causati dalla continua cicatrizzazione del tessuto;
  • TAC: permette di definire la stadiazione del tumore;
  • Risonanza Magnetica: permette di determinare l’estensione della massa tumorale;
  • PET: permette di effettuare un’analisi più approfondita del tumore e di definire la sua natura “benigna” o “maligna”;
  • Toracentesi: una pratica che permette di confermare la diagnosi. Vengono prelevate piccole quantità di liquido pleurico per analizzarlo dal punto di vista citologico. La composizione cellulare anomala così come l’enorme quantità di acido ialuronico permettono di confermare la patologia.

Come curare il mesotelioma pleurico

Il mesotelioma pleurico è un tumore difficile da curare.

I suoi protocolli e le sue linee guida sono state ampiamente discusse nel libro dell’Avv. Ezio Bonanni: “Come curare e sconfiggere il mesotelioma e ottenere le tutele previdenziali e il risarcimento danni“.

Opzioni terapeutiche nel mesotelioma pleurico

Come già sottolineato dall’Avv. Ezio Bonanni, le diverse opzioni terapeutiche sono determinate dalle condizioni generali del paziente e dallo stadio della malattia.

  • Chirurgia: quando la malattia è nello stadio iniziale. Essendo il tumore particolarmente aggressivo, questa pratica viene scelta quasi sempre per scopi palliativi. La rimozione di porzioni di tessuto serve a prevenire o ridurre i sintomi;
  • Toracentesi, paracentesi o pericardiocentesi: prevede la rimozione de liquido dalle cavità pleuriche per alleviare i sintomi della malattia;
  • Chemioterapia: rappresenta il trattamento standard del mesotelioma pleurico. I farmaci chemioterapici maggiormente utilizzati sono i derivati del platino e gli antifolati;
  • Radioterapia: viene utilizzata per il trattamento post operatorio, per garantire ai pazienti di sopravvivere più a lungo;
  • Immunoterapia passiva: l’ultima frontiera nella lotta contro i tumori.

Immunoterapia passiva per il mesotelioma pleurico

Le sperimentazioni terapeutiche con anticorpi monoclonali in corso da diversi anni, cominciano a restituire ottimi risultati per alcune malattie. Tra queste anche il mesotelioma pleurico maligno.

Prima dell’approvazione dei nuovi anticorpi per il mesotelioma, le aspettative di vita dei pazienti erano davvero basse. Queste, si aggiravano intorno ai 12/14 mesi dalla diagnosi, con un tasso di sopravvivenza a cinque anni molto basso: solo il 5%.

Con l’immunoterapia passiva, medici e pazienti hanno a disposizione un nuovo standard di trattamento per il mesotelioma pleurico che influenza positivamente la sopravvivenza.

La somministrazione di due anticorpi monoclonali, Nivolumab e Ipilimumab, ha comportato una riduzione del rischio di morte del 26% dei pazienti.

Esposizione ad asbesto e mesotelioma pleurico

Il mesotelioma pleurico è causato dall’esposizione alla fibra killer: l’amianto. Questa rappresenta la causa principale per cui ogni anno vengono diagnosticati circa 2.000 casi e registrate fino a 7.000 morti.

Le fibre di minerali di asbesto possono essere respirate, se disperse nell’aria, o ingerite se sciolte nell’acqua. Una volta nell’organismo, le fibre danno il via ad una lunga risposta infiammatoria.

L’infiammazione cronica favorisce la formazione di un microambiente tumorale. Questo avviene perchè le cellule tumorali interpretano i segnali molecolari dell’infiammazione come istruzioni per sviluppare una maggiore aggressività.

L’azione cancerogena dell’amianto è stata confermata nell’ultima monografia rilasciata dallo IARC (International Agency For Research On Cancer – Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro).

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos (chrysotile, crocidolite, amosite, tremolite, actinolite, and anthophyllite). Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx, and ovary”.

Dove si trovano le fibre di asbesto?

L’asbesto è stato per anni considerato un materiale estremamente versatile e ha trovato largo uso in tutto il mondo, in particolare in Italia. È stato utilizzato per molto tempo nell’edilizia, nell’industria e nei trasporti. In particolare, nel settore delle Ferrovie dello Stato, nel trasporto marittimo e nelle Forze Armate, nelle unità navali della Marina Militare Italiana.

Nonostante siano passati 30 anni dalla messa al bando dell’amianto L.257/ del 1992, per accertata nocività, su tutto il territorio nazionale c’è ancora una grossa quantità di materiale non ancora bonificato o smaltito.

Lo scorso 28 Aprile, l’ONA ha denunciato l’enorme quantità di amianto ancora presente sul territorio. In Italia ci sono ancora 58milioni di mq di coperture in cemento-amianto e oltre 40milioni di tonnellate di materiali contenenti amianto. L’ONA denuncia anche la presenza di amianto in almeno 2.400 scuole e circa 250 ospedali.

Mesotelioma pleurico: malattia professionale asbesto correlata

L’anamnesi lavorativa riveste un ruolo centrale nell’ambito della tutela previdenziale e assistenziale delle vittime di amianto o dei loro familiari.

Il mesotelioma pleurico, secodo l’INAIL (Istituto Nazionale Assicurazione Infortuni sul Lavoro), è una malattia professionale asbesto correlata compresa nella Lista 1 del sistema tabellare.

Questo significa che l’origine lavorativa della malattia è di “elevata probabilità” e che quindi sussiste la “presunzione legale di origine“.

In questo caso, le vittime di amianto o i loro familiari sono esonerati dall’onere di dover dimostrare l’origine professionale della malattia. Possono così accedere a determinate prestazioni assistenziali e di carattere economico.

I diritti delle vittime di mesotelioma

Al lavoratore che contrae il mesotelioma pleurico viene riconosciuta la malattia professionale. Il certificato viene rilasciato dal medico legale dell’INAIL, il quale certifica la malattia asbesto correlata e l’esposizione all’agente cancerogeno.

Il lavoratore o i suoi familiari hanno diritto ad una serie di prestazioni di carattere assistenziale ed economico, nonché a tutte le altre prestazioni previste dalla legge.

Riconoscimento INAIL e Fondo Vittime Amianto

Una volta riconosciuta la malattia professionale, l’INAIL provvede ad indennizzare i danni biologici provocati dalla malattia. Le prestazioni possono essere di carattere economico, sanitario o riabilitativo.

Nel caso del mesotelioma pleurico, l’INAIL corrisponderà al lavoratore o ai suoi familiari una rendita. Il valore della rendita è proporzionale all’entità del danno biologico e alla riduzione delle capacità lavorative.

Se la malattia provoca un danno biologico superiore al 16%, il lavoratore o i suoi familiari avranno diritto ad una rendita mensile. Se la malattia provoca un danno biologico compreso tra il 6% e 15%, il lavoratore o i suoi familiari avranno diritto ad un indennizzo erogato in un unica soluzione.

Per gradi di invalidità inferiori al 6%, l’INAIL non prevede nessuna indennità per danno biologico.

Per la quantificazione del danno biologico si utilizzano le Tabelle del Tribunale di Milano. Si basano sulla percentuale del grado invalidante riconosciuto e sull’età della vittima. L’entità degli importi dovuti dovrà essere calcolata su base equitativa con personalizzazione (secondo gli artt. 1226 e 2056 c.c.).

Quando le patologie asbesto correlate causano la morte, i titolari di rendite o suoi eredi hanno diritto ad un indennizzo economico ulteriore.

Il Fondo Vittime Amianto è un fondo gestito dall’INAIL. Quest’ultimo prevede una prestazione aggiuntiva, in caso di morte del lavoratore, che consiste in una maggiorazione del 20% della rendita percepita.

Prepensionamento a causa del mesotelioma

I lavoratori affetti da mesotelioma pleurico di origine professionale hanno diritto ai benefici contributivi (ex art. 13 comma 7 L. 257/1992). Questi consistono nel diritto a rivalutare la posizione contributiva per ottenere il prepensionamento.

L’accredito delle maggiorazioni contributive per esposizione all’amianto consistono nella moltiplicazione del periodo di esposizione al cancerogeno con il coefficiente 1,5. Il diritto al prepensionamento vale anche per chi è già in pensione, che potrà così rivalutare il trattamento pensionistico in godimento.

Qualora il lavoratore non riesca ad acquisire il diritto al prepensionamento, nonostante l’accredito dei benefici contributivi con il coefficiente 1,5 può richiedere all’INPS la pensione di inabilità per amianto. In questo caso, a prescindere dai requisiti di anzianità contributiva ed anagrafica, il lavoratore avrà diritto all’immediato pensionamento.

Riconoscimento Vittima del Dovere e risarcimento danni

Gli appartenenti alle Forze Armate e al Comparto Sicurezza che, per motivi di servizio, hanno contratto mesotelioma della pleura hanno diritto al riconoscimento della qualità di Vittima del Dovere.

Ottenere lo status di Vittima del Dovere fa sì che il lavoratore affetto dalla malattia abbia determinati benefici aggiuntivi. Queste prestazioni, in caso di decesso, spetteranno al coniuge e agli orfani.

Inoltre, chi sviluppa il mesotelioma pleurico, può ottenere anche l’integrale risarcimento dei danni. L’INAIL indennizza solo il danno biologico e quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro.

L’integrale ristoro, compreso quello del danno morale ed esistenziale, si ottiene facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

La quantificazione si stabilisce in maniera personalizzata. Il valore del danno non patrimoniale tiene conto dell’entità della lesione biologica e delle tabelle stabilite dal Tribunale di Milano.

La tutela legale dell’Avv. Ezio Bonanni

Il Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avv. Ezio Bonanni, ed il suo Team di esperti, offrono assistenza tecnica, medica e legale alle vittime di amianto e ai suoi familiari.