Le vittime di mafia e del terrorismo

Le vittime di mafia e del terrorismo sono tutti coloro che sono deceduti o che hanno subito un’invalidità permanente a causa di ferite o lesioni dovute a:

  • azioni di eversione dell’ordine democratico;
  • atti di terrorismo e stragi di tale matrice;
  • atti di criminalità organizzata di tipo mafioso.

Questi eventi possono essersi verificati sia sul territorio nazionale sia extranazionale. In entrambi i casi le vittime o i superstiti, in caso di decesso, hanno diritto a determinate prestazioni assistenziali e previdenziali. Infatti la loro estraneità rispetto ai fatti permette di ottenere questo riconoscimento.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avvocato Bonanni, sono in prima linea per la tutela di tutte le vittime. In particolare tutelano le vittime del terrorismo e della criminalità organizzata, le vittime del dovere e le vittime di malasanità.

L’associazione si occupa dell’assistenza tecnica, medica e legale e di tutte le forme di prevenzione. Queste ultime sono indispensabili per tutelare lavoratori e cittadini dal rischio di esposizione a sostanze cancerogene come amianto, radon e uranio impoverito.

Indice dei contenuti

  • Normativa sul riconoscimento di vittima del terrorismo e di mafia

  • Procedura per fare domanda di riconoscimento

  • Ulteriori diritti delle vittime

  • Come ottenere assistenza medica e legale?


  • Tempo di lettura: 8 minuti

    Riconoscimento delle vittime di mafia e del terrorismo

    A disciplinare, per la prima volta, le vittime del terrorismo è stata la legge 466/1980. “Speciali elargizioni a favore di categorie di dipendenti pubblici e di cittadini vittime del dovere o di azioni terroristiche” è stata emanata a seguito della strage della stazione di Bologna, il 2 agosto 1980.

    Successivamente, con la legge 302/1990, “Norme a favore delle vittime del terrorismo e della criminalità organizzata”, sono stati previsti benefici economici e assistenziali anche in favore delle vittime della criminalità organizzata di stampo mafioso.

    Dopo l’atto terroristico dell’11 settembre 2001, il manifestarsi di un terrorismo internazionale ha portato i governi dei vari Stati e la Comunità europea a ideare delle tutele per le vittime del terrorismo in ogni parte del mondo.

    Perciò è stata emanata la Direttiva Europea del 29.04.2004, 2004/80/CE, che ha introdotto le linee guida per l’indennizzo delle vittime negli Stati membri dell’Unione Europea, indipendentemente dal luogo d’Europa in cui il reato fosse stato commesso.

    L’Italia, con la legge 206/2004 e ss.mm.ii., ha esteso le tutele anche per fatti accaduti all’estero. In più ha previsto maggiori benefici in favore dei familiari superstiti.

    Definizione vittime di mafia e del terrorismo

    Gli atti di terrorismo sono definiti “azioni criminose compiute sul territorio nazionale in via ripetitiva, rivolte a soggetti indeterminati e poste in essere in luoghi pubblici o aperti al pubblico” (art. 34, comma 3, L. 222/2007, aggiunta all’art. 1, L.206/2004).

    L’epoca del terrorismo in Italia è conosciuta come gli Anni di piombo. Identifica il periodo storico compreso tra la fine degli anni sessanta e gli inizi degli anni ottanta del XX secolo. Durante questi decenni si verificò un’estremizzazione della dialettica politica che produsse violenze di piazza, lotta armata e atti di terrorismo, provocati da movimenti sia di estrema destra sia di estrema sinistra.

    Invece si ha un’organizzazione mafiosa quando coloro che ne fanno parte si avvalgono della forza d’intimidazione del vincolo associativo e della condizione di assoggettamento e di omertà che ne deriva per:

    • commettere delitti;
    • acquisire in modo diretto o indiretto la gestione e il controllo di attività economiche, di concessioni, di autorizzazioni, appalti e servizi pubblici;
    • realizzare profitti o vantaggi ingiusti per sé o per altri.

    Perciò la mafia è qualsiasi associazione di persone dedite ad attività illecite, segreta e duratura, che impone la propria volontà con mezzi illegali e violenti. I suoi fini sono conseguire interessi privati e di arricchimento illegale, anche a danno degli interessi pubblici.

    Tra le diverse organizzazioni mafiose la più conosciuta è “Cosa Nostra“, colpevole di una serie di attentati realizzati in Italia tra il 1992 e il 1993, che hanno causato decine di morti, tra cui quella dei giudici Falcone e Borsellino.

    Chi risarcisce le vittime del terrorismo e di mafia?

    Tra le vittime più colpite da atti terroristici o di stampo mafioso ci sono esponenti delle Forze Armate e Comparto Sicurezza e della Magistratura.

    Alle vittime e ai superstiti, in caso di decesso, spettano una serie di benefici, anche di carattere non economico. Questi sono erogati da diverse amministrazioni:

    • Ministero dell’Interno – Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione per le vittime civili;
    • il Ministero dell’Interno – Dipartimento di Pubblica Sicurezza, per gli appartenenti alla Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Corpo Forestale, Polizia penitenziaria, Polizie municipali e persone che abbiano prestato assistenza, su richiesta, alle Forze dell’Ordine;
    • Ministero dell’Interno – Dipartimento dei Vigili del Fuoco, del Soccorso pubblico e della Difesa Civile, per i Vigili del fuoco;
    • Il Ministero della Giustizia, per i magistrati, giudici e dipendenti civili dell’amministrazione penitenziaria;
    • Ministero della Difesa, per gli appartenenti alle Forze Armate.

    Domanda per vittime di mafia e del terrorismo

    La domanda di riconoscimento può essere presentata da coloro che abbiano subito un’invalidità permanente o dai superstiti della vittima, in caso di decesso, nel seguente ordine:

    • coniuge e figli se a carico all’epoca dell’evento, compresi i figli maggiorenni per i benefici previsti dalla legge 206/2004;
    • figli non a carico fiscale all’epoca dell’evento;
    • genitori;
    • fratelli e sorelle, se conviventi e a carico all’epoca dell’evento;
    • fratelli e sorelle anche se non conviventi e non a carico;
    • soggetti né parenti né affini né legati da rapporti di matrimonio, che risultino conviventi e a carico della persona deceduta nei 3 anni precedenti l’evento e conviventi more uxorio.

    La domanda diretta a ottenere la concessione dei benefici economici deve essere indirizzata al Ministero competente e inoltrata tramite:

    • Prefetto della provincia di residenza o della provincia in cui si è verificato l’evento;
    • Console del luogo di residenza, per coloro che risiedono all’estero.

    Il Prefetto cura l’istruttoria delle domande volte a ottenere i benefici economici in favore delle vittime di atti di terrorismo e di criminalità organizzata e dei loro familiari superstiti. Questo rilascia anche la certificazione attestante la condizione di caduto a causa di atti di terrorismo o di criminalità organizzata necessaria per ottenere i benefici non economici previsti dalla legislazione vigente.

    Invece, l’Ufficio V provvede al pagamento degli assegni entro 90 giorni dal ricevimento del provvedimento autorizzativo da parte del Ministero competente. In caso di decesso del beneficiario, l’Ufficio V provvede anche alla liquidazione del rateo rimasto insoluto ai superstiti.

    Se si ha il rigetto della domanda, il richiedente può presentare ricorso al Tribunale Amministrativo (TAR) entro 60 giorni dalla notifica del decreto di rigetto del Capo Dipartimento. In alternativa, può presentare ricorso al Presidente della Repubblica entro 120 giorni dalla notifica del decreto.

    Altri benefici spettanti alle vittime

    Le vittime di mafia e del terrorismo hanno diritto a benefici economici, assistenziali e previdenziali.

    Per esempio tra queste prestazioni ci sono:

    • una tantum di due annualità del trattamento di pensione di reversibilità a favore dei familiari superstiti;
    • esenzione IRPEF sul trattamento speciale di reversibilità e sulle pensioni privilegiate dirette di prima categoria per coloro che sono anche titolari di super invalidità;
    • indennità integrativa speciale;
    • borse di studio alle vittime, ai figli e agli orfani;
    • assunzione per chiamata diretta, con precedenza assoluta rispetto a ogni altra categoria, anche per i profili professionali del personale contrattualizzato del comparto Ministeri fino all’ottavo livello retributivo;
    • esenzione del ticket per ogni tipo di prestazione sanitaria;
    • speciale elargizione per ciascun punto d’invalidità accertato fino a 200.000 euro;
    • speciale assegno vitalizio;
    • assegno vitalizio mensile;
    • assistenza psicologica;
    • rivalutazione delle percentuali di invalidità;
    • equiparazione ai grandi invalidi di guerra per le vittime con invalidità permanente pari almeno all’80%.

    Inoltre ci sono altri benefici pensionistici riservati alle vittime del terrorismo:

    • aumento del 7,5% della retribuzione pensionabile ai fini del calcolo della pensione e del trattamento di fine rapporto (o equipollente);
    • aumento figurativo di dieci anni dei versamenti contributivi, utili per il calcolo della pensione e del trattamento di fine rapporto;
    • pensione vitalizia pari all’ultima retribuzione interamente percepita per coloro che abbiano subito un’invalidità pari almeno all’80% o non inferiore a un quarto della capacità lavorativa ma che abbiano proseguito l’attività sino al raggiungimento del periodo massimo pensionabile.

    Tutti questi benefici sono cumulabili tra loro e con pensioni e stipendi.

    Onorificenze per vittime del terrorismo

    Il Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’Interno, può conferire l’onorificenza di “Vittima del terrorismo”, con la consegna di una medaglia d’oro.

    Questa onorificenza può essere conferita a tutti i cittadini italiani che, per le loro idee e per il loro impegno morale, siano stati colpiti dall’eversione armata.

    Tutto ciò è disciplinato dall’art.34 della legge 222 del 29 novembre 2007 e dal successivo decreto del Ministro dell’Interno del 6 maggio 2008.

    L’importanza della tutela delle vittime: l’impegno dell’ONA

    L’ONA e l’Avvocato Bonanni assistono tutte le vittime, comprese quelle del terrorismo e della criminalità organizzata.

    Grazie all’azione dello studio legale dell’Avv. Ezio Bonanni sono stati ottenuti notevoli progressi nella salvaguardia dei diritti delle vittime e dei loro familiari. Per esempio è stata ottenuta la parificazione delle vittime del dovere alle vittime terrorismo.

    Si è avuto anche il riconoscimento delle prestazioni anche a orfani o vedove non fiscalmente a carico del deceduto. Ne parla in prima persona la Dott.ssa Renata Roffeni, orfana di vittima del dovere, assistita dall’Avv. Ezio Bonanni, durante la conferenza del 6 novembre 2018. Lo stesso argomento è trattato nel sesto appuntamento di ONA News: “Orfani delle vittime del dovere, dimenticati o discriminati?“.

    ONA TV orfani-vittime di mafia e terrorismo

    Inoltre l’associazione e il suo presidente si occupano di tutelare i lavoratori esposti ad agenti cancerogeni. Forniscono una consulenza legale per salvaguardare i diritti di coloro che ne fanno richiesta. In più, grazie ai medici volontari, coordinati dal Dott. Cianciosi, è possibile richiedere una consulenza medica gratuita.