Ecologia: cos’è, cosa studia e perché salvaguardare la biodiversità negli ecosistemi

Quando pensiamo all’ecologia ci viene in mente il recente ambientalismo. In realtà l’ecologia è una scienza molto più antica che non si occupa soltanto dell’impatto delle attività dell’uomo sull’ambiente in cui vive, ma di molto altro.

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In questa guida scopriamo che cos’è l’ecologia, di cosa si occupa e in particolar modo del concetto di ecosistema e del perché è così importante salvaguardare gli ecoistemi.

Ecologia: cos’è?

L’ecologia è una branca della biologia che si occupa di studiare i rapporti tra gli esseri viventi e l’ambiente in cui vivono. 

Il termine ecologia fu utilizzato per la prima volta nel 1866 dallo studioso tedesco Ernst Haeckel unendo il termine greco “oikos” che significa casa e “logos” che significa parola, discorso, studio.

Già Charles Darwin aveva compiuto studi di ecologia anche se non esisteva ancora questo termine a definirli. Il secolo in cui l’ecologia si è sviluppata come scienza è stato, in ogni caso, il ‘900. 

Di cosa si occupa dunque l’ecologia? L’ecologia si occupa dei sistemi viventi, ovvero  delle popolazioni costituite da individui della stessa specie che occupano lo stesso territorio, di comunità costituite da individui di specie diverse che vivono negli stessi ambienti, degli ecosistemi ovvero dell’insieme dato dagli esseri viventi e dall’ambiente fisico-chimico in cui si trovano, dei biomi ovvero di più ecosistemi caratterizzati da determinate condizioni climatiche e infine della biosfera, cioè l’insieme di tutti gli ecosistemi del pianeta.

Discipline dell’Ecologia

L’ecologia, come abbiamo visto più su, ha un raggio di azione piuttosto ampio. A seconda dei singoli aspetti che approfondisce si suddivide in diverse discipline.

  • Ecologia comportamentale

L’ecologia comportamentale studia il comportamento degli animali per adattarsi all’ambiente nel corso della loro evoluzione.

  • Ecologia del paesaggio

L’ecologia del paesaggio studia le trasformazioni del paesaggio nel corso del tempo. Per paesaggio si intende un insieme di ecosistemi.

  • Ecologia urbana e sociale

L’ecologia urbana e sociale sudia il comportamento umano nelle aree urbane ad elevata densità di popolazione e le relazioni tra ambiente e società urbana.

  • Ecologia industriale

L’ecologia industriale si occupa della gestione ecosostenibile degli impianti industriali e dei sistemi produttivi.

Cosa studia l’ecologia?

Lo scopo dell’ecologia è di capire le interazioni tra gli esseri viventi ed il loro ambiente per potere, tra le altre cose, prevedere come possano reagire ad eventuali cambiamenti. Cosa studia l’ecologia e come?

  • raccoglie dati sul tipo di specie presenti in un dato ambiente naturale e sul numero di individui delle varie specie e sui rapporti tra una specie e l’altra, per esempio di preda-predatore o di cooperazione, ecc…;
  • ricostruisce, almeno parziale in laboratorio, gli ambienti che si vogliono analizzare;
  • mette a punto modelli matematici più o meno complessi per descrivere le diverse interazioni presenti in un ecosistema, in una biomio o in una biosfera.

Che cos’è un ecosistema?

Un ecosistema è un sistema composto da due elementi in stretta relazione: gli organismi viventi e l’ambiente fisico (componete abiotica) in cui vivono. L’ecosistema è un sottoinsieme della biosfera che è costituita da diversi ecosistemi.

Ogni ecosistema è costituito da una o più comunità di organismi viventi (biotici) e da elementi non viventi (abiotici) che interagiscono tra loro. L’insieme delle popolazioni di individui, che siano animali, uomini, vegetali o microrganismi, interagisce con la componente abiotica formando l’ecosistema, nel quale si vengono a creare delle interazioni reciproche in un equilibrio dinamico controllato da uno o più meccanismi fisico-chimici di retroazione (detti anche “feedback”).

Tutti gli ecosistemi condividono quattro caratteristiche:

  • sistemi aperti;
  • sono sempre formati da una componente abiotica e da una componente biotica;
  • sono strutture interconnesse con altri ecosistemi, assieme ai quali formano dei macro-ecosistemi detti “paesaggi”;
  • tendono a raggiungere e a mantenere nel tempo un equilibrio dinamico e quindi una particolare stabilità evolvente.

La componente abiotica è costituita dagli elementi non viventi, dai componenti organici e inorganici e da fattori legati al clima. La componente biotica è costituita da organismi animali e vegetali che si possono considerare come appartenenti a tre diverse categorie: i produttori primari, i consumatori e i decompositori.

Quanti tipi di ecosistemi esistono?

Dal punto di vista antropologico esistono due classi di ecosistemi:

  • l’ecosistema generalizzato: è un ecosistema in cui si trova una grande complessità di specie animali e vegetali che vivono in simbiosi tra loro e il cui squilibrio può portare a gravi reazioni a catena;
  • l’ecosistema specializzato: è un ecosistema che produce molto in termini agricoli ma impoverisce la terra (ad esempio terreni agricoli sottoposti a monocoltura).

In generale si distinguono:

  • ecosistemi naturali: che, una volta raggiunto l’equilibrio ecologico hanno una elevata produttività lorda e una produttività netta nulla;
  • ecosistemi artificiali: con una minore produttività lorda e con una produttività netta positiva (quelli agricoli) o negativa (quelli urbani).

Biodiversità: cos’è?

Un ecosistema si definisce fragile o poco resiliente se ha un basso livello di biodiversità (animale, vegetale, ecc.). Risulta più debole nei casi di stress ambientali (intossicazione, introduzione di specie diverse più aggressive, ecc.) rispetto ad uno a più elevato livello di biodiversità. Il concetto di biodiversità è un concetto strettamente connesso a quello di ecosistema.

Perché è importante salvaguardare la biodiversità di un ecosistema?

La biodiversità rappresenta la varietà specifica e genetica degli esseri viventi e degli habitat ed ecosistemi ad essi correlati. Gli ecosistemi sostengono la vita e l’attività umana nel loro complesso ed i beni e i servizi che offrono sono vitali per il benessere e lo sviluppo economico e sociale dell’uomo. La perdita di biodiversità può alterare i processi dell’ecosistema stesso al punto di compromettere anche i servizi che l’ecosistema fornisce all’uomo. Un ecosistema con una bassa biodiversità è infatti un ecosistema più fragile.

In una politica di salvaguardia della biodiversità l’Unione Europea ha creato la Rete Natura 2000 che è un sistema di aree naturali e seminaturali di elevato valore naturalistico, costituita sulla base della Direttiva Habitat (92/43/CEE) e della Direttiva concernente la conservazione degli uccelli selvatici (2009/147/CE).