Risarcimento danni per le vittime esposte ad amianto

Le vittime esposte all’asbesto sul luogo di lavoro hanno diritto all’integrale risarcimento danni.

Infatti le fibre di amianto, se inalate o ingerite, possono provocare infiammazione e causare l’insorgere di neoplasie. Tra queste ci sono i mesoteliomi (pleurico, pericardico, peritoneale e della tunica vaginale del testicolo).

In più si aggiungono altre patologie asbesto correlate come il cancro del polmone, il tumore alla laringe, il carcinoma allo stomaco, tumore alla faringe, al colon e alle ovaie.

L’azione cancerogena di questi minerali di amianto è confermata anche dalla monografia IARC “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“.

Quando si ha la diagnosi di malattia dovuta all’esposizione professionale ad asbesto, sono riconosciuti alla vittima una serie di diritti che devono essere tutelati.

Oltre alle prestazioni previdenziali e all’indennizzo INAIL, è possibile ottenere l’integrale ristoro di tutti i pregiudizi subiti.

ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni forniscono un servizio di assistenza legale per la tutela dei diritti delle vittime.

Indice dei contenuti
 
  • Diritto al risarcimento: le diverse categorie del danno

  • Chi risarcisce la vittima in caso di malattia professionale?

  • Metodi per il calcolo del risarcimento integrale dei danni

  • Quantificazione del danno tramite le tabelle del Tribunale di Milano

  • Altre prestazioni assistenziali e previdenziali

  • Servizi di assistenza medica e tutela legale


  • Tempo di lettura stimato: 9 minuti

    Che cosa significa risarcimento danni?

    Il risarcimento è il ristoro dovuto a chi subisce un danno. Però, a differenza dell’indennizzo che ha una funzione riparatoria, il risarcimento ha la finalità di ripristinare la situazione preesistente al danno.

    Un danno può scaturire da una condotta illecita extracontrattuale o contrattuale.

    Dato che nella nostra società vige il principio del neminem laedere, ognuno di noi deve fare in modo di non recare pregiudizio agli altri. Questa regola è espressa dall’articolo 2043 del Codice Civile. Esso disciplina l’illecito extracontrattuale.

    Perciò, un soggetto, che viola, intenzionalmente o meno, una regola civile di convivenza, incorre nella responsabilità extracontrattuale. È quindi obbligato al risarcimento in presenza di un danno.

    Inoltre, la disciplina civilistica prevede il risarcimento del danno anche in caso di violazione degli obblighi contrattuali. La responsabilità contrattuale si configura nel caso in cui il soggetto non adempie all’obbligo previsto dall’accordo oppure in presenza di un adempimento inesatto o tardivo.

    In base al tipo di responsabilità, i termini di prescrizione sono differenti. Per quanto riguarda la responsabilità contrattuale, il termine è decennale, mentre, per quella extracontrattuale, il termine è di cinque anni.

    Le diverse tipologie del danno risarcibili

    I danni che possono essere risarciti si distinguono in patrimoniali e non patrimoniali.

    La definizione del danno non patrimoniale viene specificata nella sentenza n.9283/2014 della Corte di Cassazione:

    La categoria del danno non patrimoniale attiene ad ipotesi di lesione di interessi inerenti alla persona, non connotati da rilevanza economica o da valore scambio e aventi natura composita, articolandosi in una serie di aspetti (o voci) con funzione meramente descrittiva (danno alla vita di relazione, danno esistenziale, danno biologico, ecc.); ove essi ricorrano cumulativamente occorre, quindi, tenerne conto, in sede di liquidazione del danno, in modo unitario, al fine di evitare duplicazioni risarcitorie, fermo restando, l’obbligo del giudice di considerare tutte le peculiari modalità di atteggiarsi del danno non patrimoniale nel singolo caso, mediante la personalizzazione della liquidazione“.

    Perciò il danno non patrimoniale comprende, al suo interno, varie categorie descrittive, che però non rappresentano voci distinte e autonome, e sono:

    • danno biologico, cioè la lesione temporanea o permanente dell’integrità psicofisica della persona;
    • morale, che indica la sofferenza interiore soggettiva ricollegabile a una lesione fisica o alla perdita di una persona cara;
    • esistenziale, cioè un peggioramento della qualità della vita della vittima, a causa di un evento lesivo.

    In più, in caso di decesso della vittima, sussiste anche il diritto ai danni catastrofale e tanatologico.

    Poi esiste il danno patrimoniale, che si verifica quando un soggetto subisce ripercussioni negative sul patrimonio, per un inadempimento contrattuale o un illecito extracontrattuale. I criteri per determinarlo sono stabiliti dagli articoli 1223, 1226 e 2056 del Codice Civile. È composto da:

    • danno emergente, cioè quello attuale e immediato che si realizza con la diminuzione delle sostanze patrimoniali;
    • lucro cessante, il danno futuro che si manifesta attraverso il mancato guadagno e la perdita di future opportunità lavorative.

    Diritto del risarcimento danni per gli eredi della vittima

    In caso di decesso, i familiari della vittima, che hanno subito dei pregiudizi morali, dinamico-relazionali ed economici, hanno diritto all’integrale risarcimento dei danni amianto.

    Ci sono i danni iure proprio, cioè quelli subiti dagli eredi della vittima, e i danni iure hereditario, ossia subiti dalla vittima che vengono ereditati dai familiari.

    Riconoscimento di malattia professionale

    L’INAIL, Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro, considera malattia professionale una patologia la cui causa amianto agisce lentamente e progressivamente sull’organismo.

    Le malattie asbesto correlate riconosciute dall’INAIL sono inserite in tre liste. Quelle presenti nella Lista I prevedono la presunzione legale di origine e devono sempre essere indennizzate.

    Invece per le patologie comprese nella Lista II e III l’onere della prova è a carico del lavoratore. In questo caso, oltre all’indennizzo INAIL, che copre solo in parte il danno biologico e da diminuite capacità di lavoro, sono dovuti i danni differenziali e complementari.

    Per ottenere il riconoscimento, è quindi fondamentale dimostrare il nesso causale, tema chiave per la tutela delle vittime. Approfondisce questo aspetto la pubblicazione dell’Avvocato Ezio Bonanni “Il danno da Amianto. Profili risarcitori e tutela medico-legale“.

    Risarcimento danni: indennizzo INAIL malattia professionale

    Se si ha il riconoscimento di una malattia professionale, è presente il danno patrimoniale e quello non patrimoniale. L’INAIL indennizza il danno biologico (danno non patrimoniale) e quello per le diminuite capacità di lavoro (danno patrimoniale).

    Tuttavia il danno non patrimoniale si compone non solo del danno biologico, ma anche di quello morale ed esistenziale. Perciò l’INAIL indennizza solo una parte del danno biologico.

    Ci sono poi il differenziale del danno biologico e i danni complementari, detti anche i differenziali qualitativi, cioè il pregiudizio morale ed esistenziale. Il danno differenziale è la differenza tra l’integrale risarcimento e l’indennizzo del danno biologico e da diminuite capacità di lavoro.

    Quindi il danno morale ed esistenziale non sono contemplati dall’INAIL ma li risarcisce integralmente il datore di lavoro. In più, sulla base del valore del danno biologico:

    • Se è inferiore al 6% non sussiste l’indennizzo INAIL, perciò il risarcimento è totalmente a carico del datore di lavoro;
    • tra il 6 e il 15% l’INAIL indennizza il danno biologico, mentre tutte le altre componenti sono risarcite dal datore di lavoro;
    • dal 16% la vittima ha diritto alla rendita INAIL, che prevede l’indennizzo del danno biologico e del danno patrimoniale per diminuite capacità di lavoro.

    Come quantificare un risarcimento danni: i parametri

    Per stabilire il risarcimento dovuto alla vittima dal carico del datore di lavoro, si devono scomputare per poste omogenee le prestazioni INAIL.

    In altre parole l’indennizzo INAIL deve essere scorporato per poste omogenee dal danno biologico e da quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Mentre tutti gli altri pregiudizi devono essere integralmente risarciti.

    Questo viene stabilito dall’art. 3-sexies, comma 1, D.L. 30 aprile 2019, n.34, convertito con L. 28 giugno 2019 n. 58, che ha abrogato la disposizione dell’anno precedente. La Corte di Cassazione Sez. Lav. 13645 del 2019 ne dà conferma:

    Il giudice nella liquidazione del danno biologico differenziale, di cui il datore di lavoro è chiamato a rispondere nei casi in cui opera la copertura assicurativa INAIL. […] in termini coerenti con la struttura bipolare del danno -conseguenza, deve operare un computo per poste omogenee, sicché, dall’ammontare complessivo del danno biologico, va detratto non già il valore capitale dell’intera rendita costituita dall’INAIL, ma solo il valore capitale della quota di essa destinata a ristorare, in forza del d.lg. n. 38 del 2000, art. 13, il danno biologico stesso, con esclusione, invece, della quota rapportata alla retribuzione ed alla capacità lavorativa specifica dell’assicurato, volta all’indennizzo del danno patrimoniale”.

    Risarcimento danni: le tabelle del Tribunale di Milano

    Il criterio di quantificazione dei danni non patrimoniali è sempre equitativo. Questo sistema è adottato per la quantificazione del danno quando si conosce la sua esistenza, ma non la sua entità.

    Per calcolare il risarcimento, si dovrà tener conto del valore della liquidazione INAIL del danno biologico e applicare le tabelle del Tribunale di Milano.

    Si determina, così, il quantum delle singole poste in relazione alle caratteristiche individuali del danneggiato, per la responsabilità contrattuale e per la responsabilità extracontrattuale.

    Le tabelle di Milano costituiscono il criterio di indirizzo per la quantificazione del danno non patrimoniale, nella diversa componente biologica, morale ed esistenziale.

    Con l’applicazione di queste tabelle la quantificazione economica del risarcimento è guidata da parametri predeterminati. Tuttavia, è sempre possibile la personalizzazione del danno in base alle singole e peculiari esigenze di ogni individuo danneggiato.

    Uso delle Tabelle di Milano per il risarcimento degli eredi

    Sono i familiari della vittima, in caso di decesso, ad avere diritto all’integrale risarcimento dei danni. Infatti, anche gli eredi hanno subito pregiudizi morali, dinamico-relazionali ed economici.

    Le tabelle di Milano possono essere applicate per stabilire la liquidazione del danno non patrimoniale, causato da una perdita del rapporto parentale per reati colposi.

    Nella liquidazione del danno da perdita parentale, occorre considerare diversi parametri:

    • sopravvivenza di altri congiunti del nucleo familiare primario;
    • convivenza con questi ultimi;
    • qualità ed intensità della relazione affettiva che caratterizzava il rapporto parentale con la persona perduta;
    • l’età della vittima primaria e secondaria.

    Queste tabelle indicano un valore base che può subire una personalizzazione in aumento, in base alle caratteristiche specifiche del caso concreto.

    Rapporto parentaleMinimo
    (euro)
    Massimo (euro)Valore medio (euro)
    Per ogni genitore/figlio165960,00331920,00248940,00
    Coniuge o convivente165960,00331920,00248940,00
    A ogni fratello/nonno24020,00144130,0084075,00

    Ulteriori prestazioni a cui hanno diritto le vittime amianto

    La vittima, colpita da una malattia correlata all’amianto di origine professionale, ha diritto ad altre prestazioni previdenziali e assistenziali.

    In primo luogo può fare richiesta per ottenere l’indennizzo INAIL e il Fondo vittime amianto.

    Il lavoratore ha diritto anche ai benefici contributivi (ex art. 13, co. 7, L. 257/1992). Grazie alla maggiorazione contributiva del 50% del periodo di esposizione nel luogo lavorativo si può accedere al prepensionamento.

    Se si è già in pensione, invece, si avrà diritto alla rivalutazione dei contributi, utilizzando sempre il coefficiente 1,5.

    Mentre, chi, nonostante l’accredito contributivo, non raggiunga il diritto alla pensione, può fare domanda per la pensione inabilità amianto.

    Infine, le vittime appartenenti alle Forze Armate e al Dipartimento di Sicurezza hanno diritto a prestazioni aggiuntive come Vittima del dovere.

    Come ricevere assistenza legale e medica?

    ONA tutela tutte le vittime, che siano state esposte ad agenti cancerogeni, come l’amianto, e che abbiano contratto una patologia ad esso collegata.

    Il presidente, l’Avv. Bonanni, e il suo team di legali esperti forniscono una consulenza legale per salvaguardare i diritti di coloro che ne fanno richiesta.

    Inoltre, grazie alla squadra di medici volontari, coordinati dal Dott. Cianciosi, è possibile richiedere una consulenza medica gratuita. In questo modo è possibile avere tutte le informazioni riguardo le terapie più idonee.