Placche pleuriche: cura e tutela legale

Le placche pleuriche sono lesioni della pleura, la membrana che riveste i due polmoni, con aspetto fibroso, simili a cicatrici.

Sono causate dall’azione irritativa delle fibre di asbesto, trasportate per via linfatica nel cavo pleurico, sulle cellule mesoteliali. I tempi di latenza medi sono di circa 40 anni, in proporzione all’intensità dell’esposizione.

L’ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e il suo presidente, l’Avv. Ezio Bonanni, difendono tutte le vittime che hanno contratto le placche pleuriche o patologie asbesto correlate. Coloro che sono stati esposti ad asbesto possono richiedere la consulenza medica e legale gratuita.

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Sintomi, diagnosi e assistenza per le placche pleuriche 

Le placche pleuriche sono delle infiammazioni della pleura. Questa è la membrana che avvolge i polmoni, che ha lo scopo fondamentale di consentire la dilatazione dei polmoni, grazie alla lubrificazione del liquido pleurico.

In caso di esposizione ad asbesto, si possono verificare processi infiammatori, dando origine alla pleurite, al versamento pleurico, alle placche e agli ispessimenti pleurici.

Successivamente si può manifestare anche lo sviluppo di tumori da amianto. Infatti la capacità cancerogena dei minerali di asbesto è confermata anche dalla monografia IARC “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“.

Le placche pleuriche non presentano sintomi e, a meno che non siano numerose o di notevoli dimensioni. In questo caso possono ridurre la funzionalità respiratoria e dare un senso di soffocamento.

Spesso la presenza di placche pleuriche può anticipare la diagnosi di mesotelioma, di tumore polmonare o di altri cancri da asbesto.

Come avviene la diagnosi delle placche pleuriche

Essendo asintomatiche, è difficile diagnosticare le placche della pleura. Perciò spesso si arriva alla diagnosi casualmente. Lo strumento più efficace per individuare la patologia è la radiografia del torace.

La diagnosi precoce, soprattutto nei lavoratori esposti ai minerali di asbesto, permette di evitare la degenerazione in malattie più gravi. Quindi una diagnosi tempestiva permette maggiori chance di sopravvivenza e di guarigione.

In caso di pregressa esposizione ad asbesto è sempre consigliata una visita con il proprio medico di base o con un pneumologo per valutare il percorso diagnostico più appropriato, alla luce della storia clinica e dell’anamnesi lavorativa. È quindi importante la sorveglianza sanitaria e la prevenzione secondaria.

Inoltre l’ONA mette a disposizione un servizio di consulenza medica, grazie all’aiuto fornito da medici volontari specializzati.

I diritti delle vittime di placche pleuriche

Coloro che sono esposti ad agenti cancerogeni sul luogo di lavoro possono fare richiesta di determinati benefici. Per ottenerli è importante ottenere il riconoscimento della malattia professionale.

A quel punto la vittima potrà richiedere l’indennizzo INAIL del danno biologico e la tutela risarcitoria del danno differenziale.

Le malattie professionali da amianto sono divise dall’INAIL in 3 liste. Le placche pleuriche sono inserite nella Lista I. Ciò vuol dire che l’origine professionale è considerata di “elevata probabilità“.

Per questo motivo sussiste la presunzione legale di origine. Sarà sufficiente la presenza dell’agente cancerogeno nell’ambiente lavorativo (noxa patogena) per ottenere il riconoscimento professionale della patologia e la tutela dei diritti. Non occorre dover superare alcun valore limite amianto (Cass., Sez. Lav., n. 23653/16).

AGENTI CAUSALIPeriodo massimo di indennizzabilitàListaGruppo
Fibre ceramicheNon presenteIII1 (malattie da agenti chimici)
AsbestoIllimitatoI4 (malattie dell’apparato respiratorio)
ErioniteIllimitatoI4

Come ottenere l’indennizzo o la rendita INAIL? 

In Italia le malattie e i tumori da asbesto sono riconosciuti e indennizzati dall’INAIL. Una volta ottenuto il riconoscimento, la vittima potrà richiedere la rendita INAIL o l’indennizzo INAIL, se il grado di invalidità riconosciuto è inferiore al 16%.

In caso di decesso, il risarcimento INAIL viene liquidato al coniuge superstite nella misura del 50% della prestazione spettante alla vittima. Anche ai figli è riconosciuta la rendita di reversibilità nella misura del 20% per ognuno, a condizione che non superi l’iniziale 100%.

Prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto

Esistono altre prestazioni aggiuntive per le vittime di malattie asbesto correlate. Infatti, con il riconoscimento dell’origine professionale, si ha diritto anche al Fondo Vittime Amianto (art.1 co. 241/246 L.244/2017).

Questa prestazione è erogata direttamente dall’INAIL e viene sommata alla rendita mensile. Può essere anche accreditata, in caso di decesso, alla rendita in reversibilità in favore del coniuge e dei figli minorenni.

Benefici contributivi e prestazioni pensionistiche

Coloro che hanno contratto le placche ai polmoni, a causa di esposizione professionale ad asbesto, hanno diritto ai benefici contributivi (art. 13, co. 7, L. 257/1992).

Grazie ad esse, la vittima ha accesso al prepensionamento grazie alla maggiorazione del 50% del periodo di esposizione professionale. Invece, se si è già in pensione, si attuerà la rivalutazione dei contributi, utilizzando sempre il coefficiente 1,5.

Chi invece, nonostante l’accredito dei contributi, non matura il diritto pensionistico, può avvalersi della pensione d’invalidità amianto. Ciò è stabilito da art.1, comma 250, L.232/2016, integrato con l’art. 41-bis L. 58/2019 (D.L. 34/2019).

Per ottenere la pensione d’inabilità dovuta a causa delle placche pleuriche, non è necessario avere un’età specifica (anzianità anagrafica). Invece serve aver maturato 5 anni di contributi, di cui 3 maturati prima della presentazione della domanda amministrativa.

È importante ricordare, però, che la pensione d’invalidità non è cumulabile con la rendita INAIL. Perciò, diventa una misura utile soprattutto per i lavoratori molto giovani, con un grado di invalidità minimo.

Il riconoscimento di Vittima del dovere

Per le vittime di malattie asbesto correlate, appartenenti alle Forze Armate e Comparto Sicurezza, è possibile richiedere il riconoscimento dello status di Vittime del Dovere e della causa del servizio (art.20 L.183/2010).

Questi devono aver contratto infermità invalidanti permanenti o alle quali è conseguito il decesso, nell’esercizio delle proprie funzioni.

In particolare, si è parlato del rischio di esposizione ad agenti cancerogeni dei militari dell’esercito italiano nella quindi puntata dell’ONA TV: “Vittime del dovere“. In questa occasione sono emerse tutte le criticità della violazione del diritto alla salute dei nostri militari.

Risarcimento danni per vittime di placche pleuriche

Chi ha contratto le placche pleuriche ha diritto anche al totale risarcimento del danno.

Infatti l’INAIL indennizza solo il danno biologico e quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Il ristoro di tutti i danni si ottiene, invece, facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Sono quindi considerati e risarciti anche il danno morale e quello esistenziale.

La quantificazione del risarcimento si stabilisce in maniera personalizzata e tiene conto delle tabelle stabilite dal Tribunale di Milano.

La tutela legale dell’ONA per le vittime

L’ONA tutela tutte le vittime che, in seguito all’esposizione ad asbesto, hanno contratto delle patologie, come le placche pleuriche.

Oltre all’assistenza medica, l’associazione fornisce anche un servizio di consulenza legale gratuita. Grazie al presidente, l’Avv. Bonanni, e al suo team di esperti legali è possibile salvaguardare i diritti e i benefici delle vittime.