Tumore polmonare amianto e altri cancerogeni: tutela diritti

Il tumore del polmone, ovvero il tumore polmonare o carcinoma del polmone, è la neoplasia più comune per gli uomini. Infatti, ancora nel 2020, sono stati censiti più di 40.000 casi di tumore dei polmoni.

L’ONA – Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni sono impegnati, ormai da anni, nel ribadire la necessità di evitare i rischi. Applicare il principio di precauzione, contro l’inquinamento ambientale e quello nei luoghi di lavoro.

In sostanza tutelare l’ambiente, perchè solo così si può evitare l’esposizione a questi cancerogeni e quindi il rischio.

Inoltre questo giornale riporta tutte le novità relative all’asbesto nella relativa categoria (news amianto).

Indice dei contenuti

Il tumore del polmone

I tumori del polmone si distinguono in maligni e benigni. Il cancro del polmone si divide in due gruppi.

In primo luogo, i carcinomi a piccole cellule o microcitomi (small-cell lung cancer-SCLC). Questi costituiscono circa il 15-20%, rispetto a quelli a grandi cellule.

I carcinomi del polmone non a piccole cellule o non microcitomi -non small cell lung cancer NSCLC – sono circa il 80%. Questi tumori non a piccole cellule si dividono in tre istotipi: l’adenocarcinoma -50%-, il tumori squamosi o epidermoidali -30%- e i tumori a grandi cellule -10%-.

Tumore polmonare e il ruolo della prevenzione

In questa guida, è trattato in modo specifico l’effetto dell’amianto, ovvero la capacità dei minerali di amianto di provocare il tumore del polmone.

Questo esponenziale aumento è dovuto principalmente all’uso di sostanze cancerogene nei processi produttivi. Infatti, questo tipo di neoplasia è in continuo aumento nonostante diminuisca il numero dei fumatori.

L’indice di mortalità è molto elevato. Soltanto il 14,3% di coloro che si ammalano di questa neoplasia sopravvive nei 5 anni dalla diagnosi.

Tra gli agenti cancerogeni che provocano questo tipo di neoplasia, oltre al fumo di sigaretta, ci sono l’amianto, il benzene, il radon, l’inquinamento atmosferico, etc.

Questi cancerogeni agiscono con sinergia e quindi si potenziano l’uno con l’altro, moltiplicando l’impatto di ogni singolo cancerogeno.

Negli ultimi anni, la ricerca scientifica ha permesso di ottenere significativi risultati. Tuttavia, l’arma migliore rimane sempre la prevenzione, prima di tutto quella primaria, che consiste nell’evitare ogni forma di esposizione. Poi quella secondaria, e cioè la diagnosi precoce.

Solo in ultima istanza, la c.d. prevenzione terziaria, che consiste nella tutela dei diritti delle vittime e dei familiari.

Sintomi del tumore polmonare

Come si manifesta il tumore ai polmoni? Quali sono i sintomi del tumore ai polmoni? I primi sintomi cancro ai polmoni sono:

  • emoftoe (espettorato striato di sangue);
  • tosse cronica e stizzosa;
  • sibili da ostruzione;
  • dolore toracico o addominale;
  • cachessia;
  • astenia;
  • anoressia;
  • disfonia;
  • ippocratismo digitale;
  • disfagia.

Nello stadio più avanzato il tumore ai polmoni come si manifesta? Quando il cancro da amianto si estende in altre parti del corpo, come cervello, fegato, ossa e linfonodi variano i sintomi tumore polmonare.

La diagnosi del tumore polmonare

Per effettuare la diagnosi del tumore al polmone, è necessaria l’analisi clinica e fornire riferimenti sull’anamnesi lavorativa, soprattutto se si è stati esposti ad asbesto o si teme di esserlo stati. Per verificare il rapporto amianto e tumori, poi si prosegue con gli esami strumentali.

I tumori del polmone, per tutti i tipi istologici (microcitomi e non a piccole cellule) debbono essere diagnosticati con gli esami radiologici del torace. In più con l’esame TAC torace e PET.

Solo così, infatti, si potrà ottenere una diagnosi specifica, che potrà far emergere la c.d. massa (adenocarcinoma). Ovvero, in ogni caso, l’eventuale coinvolgimento dei linfonodi mediastinici.

In altri termini, con questi esami, potranno essere verificati anche eventuali ispessimenti pleurici, placche pleuriche e polmonite ostruttiva o di atelectasia e versamento pleurico.

La conferma della diagnosi di cancro polmonare è possibile attraverso la biopsia e l’analisi citologica dell’espettorato. In questo modo, si potrà escludere l’insorgenza del mesotelioma pleurico.

Il tumore polmonare, tra chirurgia e chemioterapia

Il tumore polmonare, e in particolare il carcinoma del polmone presuppone l’approccio terapeutico multidisciplinare e multiterapico. In particolare, l’adenocarcinoma del polmone può essere estirpato con l’operazione chirurgica.

La chirurgia è l’unico strumento terapeutico che può permettere la guarigione, in assenza di ripetizioni. L’operazione chirurgica per la terapia del polmone è possibile solo in assenza di metastasi, ovvero di una invasione generalizzata del polmone. Per questo, è importante la c.d. diagnosi precoce.

Al di là dell’approccio chirurgico, è importante anche la chemioterapia. Così, sia prima, per ridurre la massa, e poi, dopo l’operazione chirurgica, per distruggere le cellule sparse, la chemioterapia è fondamentale.

Fondamentale, però, è che non ci siano metastasi. Ecco perchè, come detto, è importante anche la c.d. sorveglianza sanitaria.

Radioterapia e chemioterapia nella cura del tumore polmonare

Nel caso in cui non fosse possibile praticare l’intervento chirurgico, in ogni caso è possibile un approccio farmacologico e radioterapico. Infatti, lo sviluppo di farmaci chemioterapici, che hanno sempre una maggiore efficacia.

I farmaci: Alectinib, Brigatinib, Carboplatino, Ceritinib, Cisplatino, Etoposide, Gemcitabina, Osimertinib, Nintedanib, Pemetrexed, Taxolo, Taxotere, Trametinib, Vinorelbina, svolgono un ruolo importante. Tant’è che arrestano, ovvero bloccano, la moltiplicazione delle cellule tumorali. Distruggono parte della massa, etc.

La chemioterapia del tumore polmonare è associata alla radioterapia, che migliora i risultati in termini di sopravvivenza.

Queste ultime possono essere applicate separatamente o congiuntamente, anche con la chirurgia, per aumentare le possibilità di sopravvivenza (chemioterapia adiuvante) o semplicemente per attenuare il dolore e i sintomi (radioterapia palliativa).

Le altre tecniche di cura del tumore polmonare

Tra le altre tecniche di terapia e cura dei diversi tipi di tumore de polmone, possiamo annoverare:

  • ablazione con radiofrequenza;
  • crioterapia tumore polmone;
  • terapia fotodinamica;
  • somministrazione di inibitori della crescita.

Le ricerche in campo medico si stanno focalizzando su nuovi farmaci citotossici, sulla farmacogenetica e sulla ingegneria farmaceutica come tumore amianto rimedi.

Tumore polmonare: i cancerogeni che lo causano

Dalle statistiche mondiali, risultano 17,5 milioni i nuovi casi di tumore e 8,7 milioni i morti. Tra tumore al polmone cause c’è l’esposizione ad agenti cancerogeni.

Questo vale anche per il cancro del polmone, spesso provocato dalla combinazione sinergica di altri cancerogeni. Tra cause tumore polmone ci sono:

  • fumo di sigaretta;
  • radon;
  • inquinamento atmosferico;
  • virus;
  • predisposizione genetica;
  • malattie polmonari;
  • amianto, detto anche asbesto;
  • radiazioni ionizzanti;
  • benzene;
  • fumi di saldatura.

Come prevenire i tumori del polmone

Il Report del Global Burden of Disease Cancer Collaboration dimostra la più alta incidenza del tumore del polmone, per via della presenza di più cancerogeni.

Come abbiamo più volte rimarcato, negli ultimi decenni i casi del tumore del polmone sono in aumento esponenziale. Ciò è dovuto, infatti, all’introduzione di nuove molecole chimiche, all’uso dei prodotti petroliferi e derivati, etc.

Quindi, il fatto stesso che sono in aumento i casi, nonostante la diminuzione del numero dei fumatori, ci induce a rimarcare il ruolo dell’amianto. Infatti, i minerali di amianto hanno avuto largo utilizzo fino all’entrata in vigore della L. 257/92.

In Italia, questi minerali asbestiformi, sono stati utilizzati nell’edilizia, nell’impiantistica, nel cemento-amianto, detto eternit.

Tumore polmonare e amianto in Italia

Perfino le scuole e gli ospedali sono stati realizzati con amianto, che dà dispersione. Infatti, con l’art. 1 della L. 257/92, l’amianto è stato bandito in Italia. Tuttavia ne rimangono ancora 40.000.000 di tonnellate, in almeno 1.000.000 di siti.

Nel periodo dal 2005 al 2015 l’aumento del numero dei casi di tumore del polmone è stato del 33%. Per questi motivi, è necessaria la bonifica amianto, e degli altri cancerogeni, con una nuova politica sui combustibili.

Infatti, i combustibili fossili, oltre a provocare l’inquinamento e l’innalzamento delle temperature, hanno pure un diretto impatto sulla salute.

Per questi motivi, nella transizione ecologica, si impone la necessità del passaggio alle fonti rinnovabili. Solo così, si potrà evitare che continuino ad ambientare i casi del tumore del polmone. L’Avv. Ezio Bonanni, anche quale Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, nella sua ultima pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia – Ed.2021“, lo ha ribadito.

Tumore polmonare professionale: la tutela delle vittime

L’ONA, in collaborazione con Il Giornale dell’Ambiente, tutela la salute con la sensibilizzazione e l’applicazione del principio di precauzione.

Infatti, occorre evitare di utilizzare ciò che può essere dannoso per la salute umana. Tant’è che, oltre alla bonifica, occorre evitare di immettere altri prodotti nocivi.

Quindi, la tutela è prima di tutto preventiva. Lo stesso D.L.vo 81/2008, piuttosto che la legge sugli ecoreati (68/2015), costituiscono il principale strumento di tutela.

Inoltre, è stata creata l’APP Amianto, per la mappatura. L’Avv. Ezio Bonanni, ancora il 01.12.2021, nel corso della commemorazione delle Olimpiadi di Roma del 1960, ha insistito per la bonifica. Infatti, in quella sede, è stata chiesta la bonifica degli impianti sportivi e delle scuole.

Poi vi è tutta la tutela sanitaria, e risarcitoria. Questi sono aspetti molto importanti, insieme con l’informazione, che sensibilizza e mette in guardia sui rischi.

Tumore polmonare quando chiedere l’indennizzo INAIL

Il tumore del polmone è una neoplasia multifattoriale e dose dipendente, per cui tutte le esposizioni, a tutti i cancerogeni, hanno una loro rilevanza.

Infatti, tutte le esposizioni hanno una rilevanza. Sono cancerogeni per il polmone: tabacco, fumo passivoradiazioni X e γ (radiazioni ionizzanti), plutonio, radon 222, cadmio, composti del cromo esavalente, nichelarsenico, berillio, asbesto-amianto.

Così, ancora: bisclorometiletere, clorometilmetiletere, silice libera cristallina in forma pulverulenta, mostarda solforata.Inoltre a questi si aggiungono carbone, coke, fuliggine, pece di catrame di carbone, ematite, fumo di combustione del carbone, emissioni di diesel. Anche chi lavora in fonderie di ferro e acciaio, e nella produzione di gomma e di alluminio è a rischio.

In questi casi, occorre attivare il percorso INAIL. Per questi motivi, è importante l’anamnesi e la ricostruzione della storia lavorativa. Così se sono confermate queste condizioni di rischio è possibile chiedere l’indennizzo INAIL.

Tumore polmonare e presunzione legale di origine

Il diritto all’indennizzo INAIL sussiste a prescindere dalle tabelle, il cui inserimento costituisce solo un ausilio probatorio. Infatti, per quegli agenti eziologici, inseriti nella Lista I, si presume il nesso causale.

In altri termini, si applica la presunzione legale di origine. Quindi è sufficiente dimostrare anche la sola presenza di uno di questi agenti, per presumere il nesso causale. Quindi, l’INAIL, dovrà indennizzare la malattia, al lavoratore.

Sono inseriti nella lista I dell’INAIL alcuni agenti causali del cancro del polmone. Così: talco contenente fibre asbestiformi, silice libera cristallina, distillazione di catrame di carbone, fumo passivo, arsenico, berillio, cadmio, cromo, nichel, acido solforico, fuligine, pece di catrame di carbone.

Ci sono, poi, le attività quali la produzione del coke, produzione dell’alluminio e produzione del gas e del carbone, idrocarburi policiclici aromatici, fusione del ferro e dell’acciaio.

Sempre nella Lista I: tetraclororo-dibenzo-para-diossina, eteri e derivati, asbesto, radon e i suoi prodotti del decadimento, estrazione dell’ematite e olii minerali.

Perciò stesso, in questi casi, è molto semplice ottenere il riconoscimento di malattia professionale INAIL, perchè l’onere della prova è a suo carico.

I minerali di amianto sono tra le prime cause per il tumore polmonare occupazionale, come chiarito anche dallo IARC.

Tumore polmonare e cancerogeni della Lista II INAIL

Ci sono poi altri cancerogeni, quelli inseriti nella Lista II INAIL, per cui vi è una limitata evidenza di cancerogenicità nell’uomo. Tra le attività, quella della produzone di vetro e di elettrodi di carbonio, nebbie di acidi forti minerali, creosoti, fumi di saldature e di combustione di vegetali.

Ci sono anche le co-esposizione a cobalto metallico e a carburo di tungsteno o tolueni clorurati e cloruro di benzoile.

In più svolgere attività legate all’applicazione o polverizzazione di insetticidi non arsenicali e a processi stampa può essere rischioso.

Infine si aggiungono l’esposizione professionale ai bitumi ossidi in lavori di messa a tenuta stagna e le emissioni dovute al friggere ad alte temperature.

Lista III INAIL: casi di limitata probabilità

L’INAIL ha inserito il tumore del polmone nella Lista III, per quanto riguarda le fibre ceramiche, cloruro di vinile, dibromo-3-cloro-propano e cobalto e i suoi sali.

In questi casi, non vi è la presunzione legale di origine. Tuttavia, sarà sempre possibile integrare le tabelle. Per questo, è importante il dato epidemiologico, e anche le azioni giudiziarie.

Nel frattempo, con la procedura INAIL in sede amministrativa, è possibile chiedere all’ente la tutela dei diritti.

L’indennizzo INAIL tumore polmonare professionale

Nel caso in cui dall’anamnesi lavorativa dovesse emergere la condizione di rischio, tale per cui si ipotizza la malattia professionale, inizia il percorso. Innanzitutto, quello amministrativo, con la certificazione mod. 5 SS da inoltrare all’INAIL.

Poi l’ente si dovrà pronunciare. In caso di rigetto, si potrà procedere con il ricorso amministrativo. Al termine di tale procedura, si potrà ricorrere al Tribunale in funzione di Magistratura del lavoro.

Il Giudice del lavoro raccoglierà tutti gli elementi di prova. E’ importante, prima di tutto, la prova testimoniale, e poi la consulenza tecnica e medica. L’Avv. Ezio Bonanni, pioniere della tutela delle vittime, ha ottenuto significativi risultati.

Infatti, anche nel caso in cui ci siano abitudini tabagiche, deve essere comunque riconosciuto il diritto. Infatti, il tumore del polmone, è una neoplasia dose dipendente, per cui rilevano tutte le esposizioni.

Perfino nel caso di abitudini tabagiche, quando vi è la prova dell’esposizione ad amianto, la malattia deve essere riconosciuta. Quindi debbono essere liquidate tutte le prestazioni dovute.

Inoltre, il riconoscimento INAIL è fondamentale anche per il risarcimento dei danni differenziali e complementari. Il principio che si applica è quello dell’integrale risarcimento di tutti i danni.

assistenza

Tutela dei diritti delle vittime di tumore polmonare

Se hai ricevuto la diagnosi di tumore del polmone, o sei il familiare di una vittima, puoi chiedere il supporto dell’ONA.

    I diritti delle vittime amianto tumore polmonare

    Come abbiamo già anticipato, il primo passo è quello di rivolgersi all’INAIL, con la certificazione. E’ chiaro che il medico legale, oppure qualsiasi altro sanitario dovrà rilasciare e inoltrare il certificato. Quindi, occorrerà anche costituire in mora il datore di lavoro.

    E’ opportuno, infatti, sempre bloccare la prescrizione. Si tratta di un termine, decorso il quale, il diritto si estingue. Per questi motivi, l’Avv. Ezio Bonanni raccomanda sempre di inoltrare la messa in mora. Il termine è decennale per la responsabilità contrattuale, e quinquennale per quella extracontrattuale.

    Poi ci sono i termini della responsabilità civile da reato, che sono variabili a seconda delle conseguenze.

    Tumore polmonare amianto e prepensionamento

    Oltre all’indennizzo INAIL, in caso di riconoscimento di tumore polmonare, asbesto correlato, sussiste il diritto alle prestazioni del Fondo Vittime Amianto 2021. Inoltre ci sono le prestazioni da chiedere all’INPS.

    Infatti, per le malattie asbesto correlate e quindi anche per il tumore polmonare asbesto correlato, sussiste anche il diritto ai benefici contributivi (art. 13 comma 7 legge 257/92).

    Questo riconoscimento dà diritto ad una maggiorazione contributiva con il coefficiente 1,5, utile a maturare preventivamente il diritto a pensione. Per coloro che sono già pensionati, sussiste il diritto alla rivalutazione della prestazione in godimento.

    Inoltre sussiste il diritto anche alla pensione invalidità amianto, cioè la possibilità di essere collocati immediatamente in pensione.

    Immediato pensionamento per tumore polmonare

    L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016, infine, ha sancito il diritto all’immediato pensionamento per i lavoratori affetti da tumore polmonare sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza della malattia da amianto di origine professionale. La procedura di pensionamento immediato (pensione invalidità amianto) può essere adottata solo se, nonostante l’accredito dei benefici con il coefficiente 1,5, non si matura il diritto a pensione.

    Pensione inabilità tumore polmonare amianto

    I lavoratori che hanno attinto il tumore del polmone (malattia asbesto correlata identificata nella lista I INAIL), e che hanno ottenuto il riconoscimento dell’origine professionale della loro neoplasia, hanno diritto ai c.d. benefici contributivi per esposizione ad asbesto (art. 13, co. 7, L. 257/92).

    La pensione di inabilità: la riforma del 2020 

    Se il lavoratore vittima di patologia asbesto correlata non ha ancora maturato il diritto a pensione, ha la possibilità di richiedere il c.d. prepensionamento.

    Nel corso degli anni, con l’entrata in vigore dell’art. 1, co. 250, L. 232 del 2016, integrato dall’art. 41-bis  L. 58 /2019 (di conversione del D.L. 34/2019), ha ampliato la tutela vittime amianto malattia professionale.

    Le malattie che danno diritto al pensione invalidità amianto

    Coloro che avranno ottenuto il riconoscimento anche di patologie infiammatorie come le placche e gli ispessimenti pleurici, piuttosto che del tumore alle ovaie e della laringe (LISTA I INAIL) e delle altre malattie come il tumore della faringe, dello stomaco e del colon retto (contemplate nella lista II) e, ancora, del tumore dell’esofago (LISTA III), hanno diritto alla pensione di invalidità amianto INPS.

    Per tali motivi, anche le vittime del tumore al polmone se hanno ottenuto il riconoscimento della patologia quale asbesto correlata hanno diritto al pensionamento immediato ove non ancora maturato.

    Pensione amianto tumore al polmone: i requisiti

    Nel caso in cui, con la liquidazione dei benefici contributivi, le vittime di tumore al polmone non hanno maturato il diritto a pensione ai sensi dell’art. 13, co. 7, L. 257/92, è necessario comunque richiedere la pensione di invalidità.

    Come è noto, non è necessario avere una particolare età anagrafica. È sufficiente la maturazione di 5 anni di anzianità contributiva, di cui 3 maturati precedentemente la presentazione della domanda amministrativa.

    Tumore polmonare: la domanda per la pensione

    L’ultimo giorno utile per la presentazione della domanda amministrativa, è il 31.03.2022.

    Oltre questa data, sarà necessario attendere l’anno successivo e depositare la domanda entro il 31.03.2023 per poter ottenere la pensione inabilità INPS amianto.

    Procedura per la liquidazione pensione invalidità amianto 

    L’INPS, sulla base della riforma della normativa, e fermo che, comunque, il tumore del polmone era già inserito nella prima normativa (art. 1, co. 250, L. 232/2016), ha dettato le linee guida per poter ottenere il pensionamento anticipato per malattia asbesto correlata con pensione di invalidità, a prescindere dall’età e dall’anzianità.

    La pensione invalidità non cumulabile con indennizzo INAIL 

    La pensione di invalidità INPS amianto non è cumulabile con l’indennizzo INAIL, infatti, questa misura, può essere utile solo in caso di lavoratori di giovane età ed, eventualmente, con un grado di invalidità minimo.

    Diritto a pensione senza danno biologico minimo

    Per la maturazione del diritto a pensione tumore eternit non è richiesto un grado di invalidità specifico, e per questi motivi si consiglia azionare la tutela INAIL, in modo da percepire l’indennizzo che, in caso di grado invalidante superiore al 15%, dà diritto alla rendita mensile.

    Vi è sempre il diritto alle maggiorazioni contributive ex art. 13 comma 7 L. 257/1992, che vengono applicate con il coefficiente 1,5 e, in ogni caso, con la maturazione del diritto alla pensione ed, eventualmente, anche all’indennità di accompagnamento, in modo da conservare, così, la rendita INAIL.

    Nel caso di invalidità di grado poco elevato, il prepensionamento è utile, in quanto permette la collocazione in quiescenza anche con età non elevata.

    Tumore polmonare e indennizzo eredi della vittima

    In caso di decesso, infatti, il risarcimento INAIL o rendita INAIL viene liquidata al coniuge superstite nella misura del 50% della prestazione spettante alla vittima (rendita di reversibilità) e ai figli nella misura del 20% per ognuno, a condizione che non superi l’iniziale 100%.

    Tumore polmonare e risarcimento danni

    Il tumore del polmone è una patologia altamente invalidante. Infatti, come già chiarito, i pazienti debbono essere sottoposti a cure mediche invasive.

    Oltre ai sintomi classici del dolore al petto, dispnea, astenia, ci sono poi gli effetti della chemioterapia. Quest’ultima ha pesanti effetti collaterali. Inoltre, il paziente è perfettamente a conoscenza che ha chance si sopravvivenza ridotte.

    Quindi, la vittima del tumore del polmone subisce un elevato danno biologico, e anche quello morale ed esistenziale.

    Per dimostrare questi danni, è già sufficiente la documentazione clinica, che rende obiettivo il danno biologico. Inoltre, gli altri danni possono essere dimostrati con il criterio presuntivo.

    Risarcimento: necessaria la prova del nesso causale

    In questa guida, abbiamo indicato i diversi agenti causali del cancro del polmone. In altri termini, ci sono molti fattori che provocano questo tumore, compreso il fumo di sigaretta, oltre all’asbesto. Quindi, dopo aver ottenuto il riconoscimento INAIL, può essere azionata la tutela risarcitoria.

    Il riconoscimento INAIL è già di per se una prova (Cassazione, Sezione Lavoro, 15165/2019). Tuttavia il giudizio INAIL non può essere di pari passo riportato nel giudizio risarcitorio. In quest’ultimo, è necessario dimostrare il nesso di causalità.

    Per assolvere tale onere della prova è necessario dimostrare che vi fu esposizione diretta, o indiretta, o per contaminazione dell’ambiente lavorativo.

    Assolto tale onere, occorre dimostrare il nesso causale con un giudizio. Il presupposto è quello della legge scientifica di copertura. In sostanza della legge generale, che si applica al caso specifico.

    Rilevano, in questi casi, sia le condotte attive che quelle omissive e la concausa (art. 41 c.p.). Quindi, se ci sono altri agenti causali, come per esempio le abitudini tabagiche, non si esclude il nesso causale.

    Infatti, tutte le esposizioni a tutti i cancerogeni, anticipano la latenza e aggravano la malattia. Quindi, Cassazione, sezione lavoro, 18503/2016, ha chiarito che è dovuto il risarcimento anche in caso di coesposizione ad amianto e fumo di sigaretta.

    Amianto e fumo di sigaretta: sì al risarcimento del danno

    Già nel 2020, la pubblicazione Asbestos, Smoking and Lung Cancer: An Update” ha costituito la sintesi della ricerca scientifica che conferma il sinergismo e potenziamento.

    Infatti: «smoking increased the risk of lung cancer by about 10-fold, and asbestos increased the risk by about 5-fold; the two together increased the risk by about 50-fold (not 15-fold), compared with that of the nonsmokers who were unexposed to asbestos; an almost pure multiplicative effect. If all factors contributing to lung cancer were summarized in a figure of 53 to quantify the actual average risk in a smoker with asbestos exposure, its components are 1 for the base risk, 10 (10.85–1) for the smoking risk, 4 (5.17–1) for the asbestos risk, and 38 (53–1–10–4) for the risk that depends on the interaction between smoking and asbestos».

    Lo stesso Selikoff e Seidman, e ora richiamato nella più recente pubblicazione a firma di Sonja KlebeJames LeighDouglas W. Henderson, e Markku Nurminen, avevano già anticipato queste conclusioni.

    Pertanto, come chiarito a suo tempo da Selikoff: l’esposizione cumulativa e il sinergismo tra l’esposizione ad amianto e il fumo di tabacco definiti a livello biologico “agenti inseparabili” nella prospettiva di un loro contributo congiunto al nesso di causalità del processo della cancerogenesi’.

    Quindi, ogni tentativo dell’INAIL, o dei datori di lavoro di non risarcire il danno amianto in caso di lavoratore fumatore, deve essere respinto. L’ONA, e l’Avv. Ezio Bonanni, hanno ottenuto importanti sentenze di condanna al risarcimento del danno per questi lavoratori.

    Si applica, quindi, il principio della equivalenza causale, e quindi della sufficienza della concausa.

    Tumore polmonare: nesso causale ‘più probabile che non’

    In sede civile, non occorre la certezza assoluta, oltre ogni ragionevole dubbio, essendo sufficiente il più probabile che non.

    In altri termini, è sufficiente il 50%+1, per ottenere la conferma del nesso causale. Nel caso di conferma del nesso causale, l’onere della prova dell’esatto adempimento è a carico del datore di lavoro.

    L’obbligo del risarcimento dei danni

    L’obbligazione risarcitoria ha ad oggetto i danni differenziali e complementari. Per cui si scomputa, per poste omogenee, l’indennizzo INAIL (Cassazione, sezione lavoro, 13645/2019).

    In caso di decesso, le somme sono erogate agli eredi. I familiari hanno diritto anche al risarcimento del danno iure proprio. Sono quei danni legati alla perdita del rapporto parentale, che sono dovuti, come chiarito da SS.UU. 15350/2015.

    La responsabilità del datore di lavoro è prima di tutto contrattuale, e poi extracontrattuale. Il datore di lavoro ha l’obbligo di evitare ogni forma di esposizione ai cancerogeni, a prescindere dalla soglia. Questo vale tanto di più per il tumore al polmone, che è dose dipendente, con tanti agenti causali.

    Il principio giuridico è quello di cui all’art. 2087 c.c., su cui si fondano i principi di responsabilità, sia contrattuale che extracontrattuale.

    Le misure di protezione, per i lavoratori, sono dettate dal D.l.vo 81/2008, che è il nuovo Testo Unico. In precedenza, vi era il D.l.vo 277/91 e il DPR 303/56 e il DPR 547/55.

    Una serie di regole cautelari che tutti i datori di lavoro avrebbero dovuto rispettare e che valgono per l’amianto. Ciò anche prima dell’entrata in vigore della L. 257/92, con cui è stato posto al bando il minerale.

    I danni risarcibili e la loro quantificazione

    Nel caso di prova dell’evento e del nesso causale (malattia o morte), sussiste il diritto al risarcimento dei danni. Infatti, le prestazioni previdenziali spettanti alla vittima di tumore polmonare sono solo degli indennizzi.

    L’INAIL indennizza soltanto il danno biologico e quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Il ristoro totale dei danni si ottiene, invece, facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

    In questo modo è possibile ricevere il risarcimento dei pregiudizi di natura patrimoniale e non patrimoniale, che comprende anche il danno morale ed esistenziale.

    Quindi, i danni non patrimoniali si calcolano con criterio equitativo. Solitamente si tiene conto delle tabelle del Tribunale di Milano, sia per la vittima primaria che per i familiari. In ogni caso, anche il danno patrimoniale deve essere integralmente ristorato.

    Tumore polmonare, tutela legale gratuita dell’ONA

    L’ONA, come associazione di categoria delle vittime dell’amianto e di altri cancerogeni, tutela tutte le vittime. Sono vittime coloro che subiscono un danno. In questo caso, siamo di fronte a vittime da cancerogeni che provocano tumore del polmone. Se l’esposizione è provocata dal datore di lavoro, sussiste il diritto, come detto, all’indennizzo e al risarcimento.

    Ecco perchè è molto importante un’associazione di categoria di tutela vittime, che è il punto di riferimento per un’assistenza gratuita.

    Si può chiedere un parere legale gratuito. In altre parole, un parere legale gratis con cui è possibile essere portati a conoscenza della legislazione e giurisprudenza sui propri diritti.

    Chiedi la tua consulenza gratuita con l’assistenza medica e la tutela legale dei propri diritti.

    Si offre aiuto a tutte le vittime per far sì che ottengano i benefici previsti dalla legge.