Tumore polmonare da amianto

Il tumore del polmone o carcinoma del polmone è causato dall’esposizione a polveri e fibre di amianto e, infatti, costituisce la prima causa di morte per tumori nei paesi industrializzati.

In Italia, difatti, nel 2016, sono stati registrati 40.000 casi di tumore polmonare. L’indice di sopravvivenza ai 5 anni è limitato al 14,3%.

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La principale forma di prevenzione è evitare l’esposizione ad amianto e ad altri cancerogeni, che agiscono in sinergia tra loro. L’amianto ha infatti un ruolo sinergico con il fumo di sigaretta: la sola esposizione ad asbesto aumenta il rischio di insorgenza di tumore del polmone di 5 volte, mentre l’esposizione combinata di amianto e fumo di tabacco è in grado di aumentare il rischio di 50 volte.tumore polmonare

Sintomi del tumore al polmone

Il cancro al polmone inizialmente provoca i seguenti sintomi:

  • emoftoe (espettorato striato di sangue);
  • tosse cronica e stizzosa,
  • sibili da ostruzione;
  • dolore toracico o addominale;
  • cachessia;
  • astenia;
  • anoressia;
  • disfonia;
  • ippocratismo digitale;
  • disfagia.

Nello stadio più avanzato il rischio è che il cancro si estenda in altre parti del corpo, come cervello, fegato, ossa e linfonodi.

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Diagnosi del tumore polmonare

Per effettuare la diagnosi del tumore al polmone, è necessaria l’analisi clinica e fornire riferimenti sull’anamnesi lavorativa, soprattutto se si è stati esposti ad amianto o si teme di esserlo stati. Poi si prosegue con gli esami strumentali, come la radiografia del torace. La radiografia difatti è in grado di dare informazioni sulla presenza di una massa, sul coinvolgimento dei linfonodi mediastinici, sulla presenza di una polmonite ostruttiva o di atelectasia e sulla presenza di versamento pleurico. Eventualmente in alternativa alla radiografia può seguire anche la tomografia computerizzata, broncoscopia e/o TC. La conferma della diagnosi di cancro polmonare è possibile attraverso la biopsia e l’analisi citologica dell’espettorato.

Cura del tumore al polmone

Il carcinoma del polmone, tenendo conto dell’estensione e delle condizioni di salute del paziente, può essere curato secondo i seguenti metodi:

  • l’approccio chirurgico che permette la resecazione (eliminazione) del tumore in base alla sua estensione e all’eventuale presenza di metastasi,
  • la chemioterapia;
  • la radioterapia.

Queste ultime possono essere applicate separatamente o congiuntamente, anche con la chirurgia, per aumentare le possibilità di sopravvivenza (chemioterapia adiuvante) o semplicemente per attenuare il dolore e i sintomi (radioterapia palliativa).

Altre tecniche per la cura del tumore polmonare sono.

  • l’ablazione con radiofrequenza;
  • la crioterapia;
  • la terapia fotodinamica;
  • la somministrazione di inibitori della crescita.

Le ricerche in campo medico si stanno focalizzando su nuovi farmaci citotossici, sulla farmacogenetica e sulla ingegneria farmaceutica.

Eziologia del carcinoma al polmone

Oltre all’amianto, il cancro del polmone è provocato da altri cancerogeni e/o da una combinazione sinergica di questi cancerogeni tra loro:

  • fumo di sigaretta;
  • radon;
  • inquinamento atmosferico;
  • virus;
  • predisposizione genetica;
  • malattie polmonari.

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I diritti delle vittime di tumore polmonare

  • Rendita Inail (anche per famigliari superstiti)
  • Risarcimento danni
  • Fondo Vittime Amianto
  • Benefici contributivi (art. 13 comma 7 legge 257/92)
  • Pensionamento immediato
  • Riconoscimento Vittima del Dovere
  • Risarcimento danni amianto
  • Pensione per ferrovieri

In caso di decesso, infatti, il risarcimento INAIL o rendita INAIL viene liquidata al coniuge superstite nella misura del 50% della prestazione spettante alla vittima (rendita di reversibilità) e ai figli nella misura del 20% per ognuno, a condizione che non superi l’iniziale 100%.

Nesso causale tra esposizione professionale e cancro al polmone

L’amianto è il principale fattore di rischio per l’insorgenza del cancro polmonare. Anche in caso di tumore al polmone in fumatore, è accertato il sinergismo tra amianto e fumo di sigaretta e, conseguentemente, il nesso causale, ovvero la prova che l’esposizione professionale ad asbesto è la causa del tumore.

Immediato pensionamento per tumore polmonare

L’articolo 1, comma 250, della Legge 232/2016, infine, ha sancito il diritto all’immediato pensionamento per i lavoratori affetti da tumore polmonare sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza della malattia da amianto di origine professionale. La procedura di pensionamento immediato (pensione invalidità amianto) può essere adottata solo se, nonostante l’accredito dei benefici amianto con il coefficiente 1,5, non si matura il diritto a pensione.

Pensione inabilità tumore del polmone amianto

I lavoratori che hanno attinto il tumore del polmone (malattia asbesto correlata identificata nella lista I INAIL), e che hanno ottenuto il riconoscimento dell’origine professionale della loro neoplasia, hanno diritto ai c.d. benefici contributivi per esposizione ad amianto (art. 13, co. 7, L. 257/92).

La pensione di inabilità: la riforma del 2020 

Se il lavoratore vittima di patologia asbesto correlata non ha ancora maturato il diritto a pensione, ha la possibilità di richiedere il c.d. prepensionamento amianto.

Nel corso degli anni, con l’entrata in vigore dell’art. 1, co. 250, L. 232 del 2016, integrato dall’art. 41-bis  L. 58 /2019 (di conversione del D.L. 34/2019), ha ampliato la tutela vittime amianto malattia professionale.

Le malattie che danno diritto al pensione invalidità amianto

Coloro che avranno ottenuto il riconoscimento anche di patologie infiammatorie come le placche e gli ispessimenti pleurici, piuttosto che del tumore alle ovaie e della laringe (LISTA I INAIL) e delle altre malattie come il tumore della faringe, dello stomaco e del colon retto (contemplate nella lista II) e, ancora, del tumore dell’esofago (LISTA III), hanno diritto alla pensione di invalidità amianto INPS.

Per tali motivi, anche le vittime del tumore al polmone se hanno ottenuto il riconoscimento della patologia quale asbesto correlata hanno diritto al pensionamento immediato ove non ancora maturato.

Pensione amianto tumore al polmone: i requisiti

Nel caso in cui, con la liquidazione dei benefici contributivi, le vittime di tumore al polmone non hanno maturato il diritto a pensione ai sensi dell’art. 13, co. 7, L. 257/92, è necessario comunque richiedere la pensione di invalidità amianto.

Come è noto, non è necessario avere una particolare età anagrafica. È sufficiente la maturazione di 5 anni di anzianità contributiva, di cui 3 maturati precedentemente la presentazione della domanda amministrativa.

La domanda per la pensione amianto: termine 31.03.2021

L’ultimo giorno utile per la presentazione della domanda amministrativa, è il 31.03.2021.

Oltre questa data, sarà necessario attendere l’anno successivo e depositare la domanda entro il 31.03.2022 per poter ottenere la pensione inabilità INPS amianto.

Procedura per la liquidazione pensione invalidità amianto 

L’INPS, sulla base della riforma della normativa, e fermo che, comunque, il tumore del polmone era già inserito nella prima normativa (art. 1, co. 250, L. 232/2016), ha dettato le linee guida per poter ottenere il pensionamento anticipato per malattia asbesto correlata con pensione di invalidità amianto, a prescindere dall’età e dall’anzianità.

La pensione invalidità non cumulabile con indennizzo INAIL 

La pensione di invalidità INPS amianto non è cumulabile con l’indennizzo INAIL, infatti, questa misura, può essere utile solo in caso di lavoratori di giovane età ed, eventualmente, con un grado di invalidità minimo.

Diritto a pensione senza danno biologico minimo

Per la maturazione del diritto a pensione non è richiesto un grado di invalidità specifico, e per questi motivi si consiglia azionare la tutela INAIL, in modo da percepire l’indennizzo che, in caso di grado invalidante superiore al 15%, dà diritto alla rendita mensile.

Vi è sempre il diritto alle maggiorazioni contributive ex art. 13 comma 7 L. 257/1992, che vengono applicate con il coefficiente 1,5 e, in ogni caso, con la maturazione del diritto alla pensione ed, eventualmente, anche all’indennità di accompagnamento, in modo da conservare, così, la rendita INAIL.

Nel caso di invalidità di grado poco elevato, il prepensionamento è utile, in quanto permette la collocazione in quiescenza anche con età non elevata.