sabato, Settembre 18, 2021
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Assistenza tecnica amianto: bonifica dei siti contaminati

L’assistenza tecnica fornita dall’Osservatorio Nazionale Amianto costituisce da anni un supporto fondamentale nel processo di bonifica dei siti contaminati da amianto o altri cancerogeni. 

L’ONA e l’avv. Ezio Bonanni sono divenuti i primi promotori dell’importanza della prevenzione primaria, ovvero della riduzione del rischio di esposizione delle persone ai minerali di amianto.

Come è noto, infatti, la respirazione delle fibre di amianto, anche conosciuto come asbesto, può causare malattie più o meno gravi, le cosiddette patologie asbesto correlate.

L’assistenza tecnica riguardante l’amianto, quindi, si può mettere in atto attraverso diverse modalità quali: raccolta segnalazioni e verifica presenza di materiali di amianto, guida per la bonifica e, in particolare, mappatura dei siti contaminati.

ONA e assistenza tecnica amianto: sportello segnalazioni

Per fornire un’assistenza tecnica efficace e tempestiva, l’ONA ha istituito la Guardia Nazionale Amianto. Si tratta di un’unità con funzione di guardia ambientale nazionale, che ha quindi lo scopo di vigilare sul territorio e di raccogliere le segnalazioni dei cittadini.

Assistenza tecnica amianto

Tramite la Guardia Nazionale Amianto, l’ONA ha già ricevuto più di 2.000 segnalazioni di siti contaminati, tra cui molte scuole ed edifici pubblici. In ogni caso, è possibile fare le segnalazioni anche online, grazie allo sportello segnalazioni.

In questo modo è possibile fare una denuncia in forma anonima e gratuita. La segnalazione sarà poi presa in carico dagli amministratori della piattaforma per iniziare la procedura di analisi ed eventualmente di bonifica.

Prevenzione rischio amianto: siti contaminati in Italia

Il processo di prevenzione per le malattie da amianto, quindi, comprende tutti quegli interventi finalizzati ad eliminare o comunque ridurre l’esposizione al fattore di rischio responsabile del danno agli esposti. In questo caso si parla, come detto in precedenza, di prevenzione primaria.

L’amianto, infatti, ha delle straordinarie proprietà di incombustibilità e capacità di isolante termico, elettrico o acustico: per tale motivo, è stato ampiamente utilizzato nei settori industriali e nell’edilizia nel nostro Paese per decenni.

Dal secondo dopoguerra fino al 1992, l’Italia è stata uno dei maggiori produttori e utilizzatori di amianto in Europa, con un consumo di oltre 3 milioni e mezzo di tonnellate di amianto grezzo.

Ad oggi in Italia sono presenti 34.148 siti contaminati, di cui 50 derivanti da una contaminazione di origine naturale e 373 siti con classe di priorità 1.

L’ONA e la mappatura dei siti contaminati amianto

Come già anticipato, l’ONA da anni aggiorna costantemente la mappatura amianto del nostro Paese, allo scopo di favorire una bonifica tempestiva dei siti contaminati.

Tale mappatura riguarda l’intero territorio nazionale e rappresenta un fondamentale strumento di informazione per i cittadini e per le istituzioni, per attuare non solo la prevenzione primaria, ma anche quella secondaria e terziaria.

Ovviamente, a tal fine, un ruolo rilevante spetta al sistema di segnalazione ONA, accessibile a tutti: cittadini e lavoratori possono così comunicare la presenza, anche sospetta, di amianto nei propri luoghi di vita o lavoro (oppure edifici pubblici come scuole o ospedali).

Oltre all’assistenza tecnica per la bonifica dei siti contaminati, il team di legali e medici volontari dell’ONA offre anche una consulenza legale e medica gratuita a tutti coloro che ne abbiano bisogno. 

Sicurezza sui luoghi di lavoro: tecniche di bonifica amianto

Il metodo migliore per prevenire tutte le patologie asbesto correlate è senza dubbio quello di evitare l’esposizione delle persone alle fibre di amianto.

Per questo motivo, quindi, negli anni sono stati attuati interventi di bonifica per eliminare tutti i materiali cancerogeni dai luoghi di lavoro e di vita della popolazione.

Ciò è possibile grazie a ispezioni approfondite e diverse tecniche di bonifica, quali incapsulamento, confinamento rimozione dell’amianto.

Questi interventi sono fondamentali soprattutto per quanto riguarda la messa in sicurezza dei luoghi di lavoro, dal momento che nei decenni scorsi purtroppo sono state tantissime le “vittime del dovere“: lavoratori che a causa di esposizione ad amianto sul luogo di lavoro si sono ammalati di patologie anche molto gravi.

Malattia professionale amianto: risarcimento e indennizzi

Quindi, si può ottenere il riconoscimento di malattia professionale nel caso di esposti ad amianto che hanno contratto una delle malattie asbesto correlate durante l’attività lavorativa. Tale status deve essere però ufficialmente riconosciuto da un medico legale.

Una volta accertata la malattia professionale, il lavoratore vittima del danno può accedere a:

  • indennizzo INAIL (risarcimento INAIL);
  • alle prestazioni del Fondo Vittime Amianto;
  • risarcimento dei danni differenziali e complementari da parte del datore di lavoro;
  • riconoscimento della causa di servizio (equo indennizzo) e riconoscimento di vittima del dovere (nel caso dei lavoratori pubblici);
  • prepensionamento amianto.

Normativa esposizione professionale amianto: la Legge 257/92

In Italia l’uso dell’amianto è stato dapprima limitato e poi definitivamente vietato con una serie di decreti, a partire dal 1986.

In merito alle esposizioni professionali ad amianto, in particolare quelle avvenute prima della messa al bando, sono rilevanti non solo quelle verificatesi nei luoghi di lavoro: spesso, infatti, l’esposizione avviene anche nell’ambiente domestico, per l’uso di oggetti contenenti amianto o per la contaminazione di indumenti di lavoro utilizzati da lavoratori esposti.

Le esposizioni professionali, tuttavia, grazie alla Legge 257/1992 di bando dell’amianto si sono ridotte consistentemente.

Basti pensare che nel periodo 1990 – 1993 si contavano circa 680.000 esposti ad amianto in Italia; nei primi anni dopo il bando il numero di lavoratori esposti è sceso a 70.000. Si stima che nei 20 anni trascorsi dal bando abbiano operato nel campo delle bonifiche circa 100.000 lavoratori.

Assistenza tecnico-legale ONA malattia professionale amianto

Tutti coloro che nel corso della loro vita e/o della loro professione sono stati esposti ad amianto possono richiedere una consulenza medica e legale ONA.

In seguito ad una prima consulenza, l’ONA vi assisterà nella richiesta di risarcimento danni e anche nel prepensionamento o pensionamento immediato, benefici contributivi e rendita INAIL.

Gli avvocati dell’assistenza legale ONA forniscono un primo consulto legale online ai cittadini. Si può farne richiesta attraverso il form che trovate di seguito, oppure attraverso il numero verde 800-034294, o rivolgendosi agli uffici delle sedi territoriali ONA.