Crisotilo amianto bianco: gli utilizzi, la pericolosità e la bonifica


Il crisotilo amianto bianco è un minerale che appartiene alla classe dei silicati di magnesio. Anche detto amianto bianco, per via del suo colore chiaro, è un minerale di amianto (anche detto asbesto) e tra questi è stato il più estratto ed il più utilizzato.

In questa guida scopriamo cos’è il crisotilo, dove si trova in natura, qual è la sua formula chimica, i suoi utilizzi, pericolosità e bonifica.

Crisotilo: cos’è e formula chimica

Il Crisotilo, come dicevamo più su, è un silicato di magnesio, sottoclasse fillosilicati. I minerali di amianto si sidduvidono in due gruppi: anfiboli e serpentino. Il Crisotilo amianto bianco appartiene al gruppo del “serpentino”. Esistono tre politipi del Crisotilo dei quali il clinocrisotilo è di gran lunga il più comune, l’ortocrisotilo è raro ed il paracrisotilo è molto raro.

La formula chimica del crisotilo (dal greco χρυσός= fibra d’oro) o amianto bianco-verde-grigio-giallastro, è presto detta:

3MgO,2SiO,2H2O.

Le fibre di crisotilo sono di lunghezza variabile, soffici e setose, con una elevata resistenza meccanica nonché una elevata flessibilità. Hanno una buona tenuta degli agenti alcalini, con una temperatura di decomposizione tra i 450-700°C. Le sue caratteristiche e la sua ampia presenza in natura, nonché l’economicità della lavorazione, ne hanno fatto il tipo di amianto più diffuso, estratto ed utilizzato.

Classificazione legale dei minerali di amianto

Dal punto di vista legale l’actinolite e gli altri minerali di amianto sono definiti attraverso l’art. 247 del D.Lgs. 09.04.08 n. 81, che riproduce l’art. 2 della Direttiva 477/83/CEE (ora sostituita dalla Direttiva 2009/148/CE) e che classifica l’actinololite come amianto: “Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:

a) l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4;
b) la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;
c) l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5;
d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;
e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;
f) la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6″.

Dove si trova il Crisotilo in natura?

Il Crisotilo amianto bianco si trova in natura in piccole vene all’interno di rocce derivanti dall’alterazione in profondità di ultrabasiti di tipo peridotitico, costituite da olivine e pirosseni, e di tipo dunitico, essenzialmente olivine.

I giacimenti di Crisotilo più importanti si trovano in Canada (nella regione del Quebec), ma importanti quantità si trovano anche nel distretto di Bazhenov negli Urali e nella regione di Tuwa in Siberia, in Rodesia e Sudafrica, in Cina, negli USA, in Italia, in Grecia ed a Cipro.

L’Amiantifera di Balangero è stata la miniera per l’estrazione di Crisotilo più importante d’Italia. Attiva dal secondo decennio del XX secolo fino al 1990 era l’amiantifera più importante in Europa e una tra le prime nel mondo. Si trova nei territori comunali di Balangero e di Corio, in provincia di Torino.

Lo stato delle miniere di Crisotilo oggi

Dell’amiantifera di Balangero Primo Levi scriveva: «C’era amianto dappertutto, come una neve cenerina: se si lasciava per qualche ora un libro su di un tavolo, e poi lo si toglieva, se ne trovava il profilo in negativo; i tetti erano coperti da uno spesso strato di polverino, che nei giorni di pioggia si imbeveva come una spugna, e ad un tratto franava violentemente a terra.»

Oggi la miniera è oggetto di una lenta e graduale opera di bonifica. Nel 2010 è stato bandito dalla R.S.A. un concorso per la riqualificazione e sviluppo del sito minerario con la partecipazione dell’ordine degli Architetti della Provincia di Torino.

Usi e utilizzi del Crisotilo amianto bianco

Il Crisotilo amianto bianco è stato utilizzato in migliaia di prodotti commerciali, per via delle sue proprietà fibrose, di incombustibilità e di bassa conducibilità termica. Insieme ad amosite e crocidolite è stato l’unico minerale di amianto ad avere un largo impiego in ambito industriale. La produzione di crisotilo rappresenta il 93/98 % del totale della produzione mondiale di amianto. Si trovava nelle guarnizioni dei freni delle automobili e in altre componenti dei mezzi di trasporto, compresi aerei, navi e mezzi militari, nelle caldaie e nell’isolamento per tubi, nei condotti, nei tetti, nei soffitti, sotto forma di cemento amianto, nelle pareti e nei pavimenti di case e aziende.

Nel 1992 furono prodotti circa 28 milioni di tonnellate di prodotti in cemento-amianto in circa 100 paesi.

Crisotilo: Eternit e cemento-amianto

Il crisotilo è stato utilizzato nei noti e diffusissimi prodotti in Eternit. Eternit non è altro che il nome della fabbrica produttrice di fibro cemento (ovvero cemento mescolato ad amianto). Eternit produceva soprattutto lastre, ondulate o piane, ma anche tubature. Su di esse era apposto il marchio Eternit che le rende riconoscibili. Per fare ulteriore chiarezza aggiungiamo che in tutti i prodotti della multinazionale era presente amianto. Non esiste dunque Eternit senza amianto. In alcuni paesi la Eternit continua a produrre e commercializzare i prodotti contenenti Crisotilo. Tra questi paesi ricordiamo il Brasile.

I prodotti in cemento amianto sono stati realizzati in Italia dalla multinazionale Eternit, che ne fu il maggior produttore.

In minima parte all’impasto erano aggiunte anche la crocidolite e l’amosite, in proporzioni nettamente inferiori rispetto alla presenza di crisotilo.

Pericolosità del Crisotilo amianto bianco

La questione della pericolosità dei minerali di amianto fu sollevata per la prima volta già all’inizio del secolo scorso. Si pensi che già con il R.D. 442/1909 le lavorazioni di amosite e di crisotilo e di altri minerali di amianto erano state interdette alle donne e ai fanciulli. Solo nel 1992 però, con la legge 257 del 1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto killer) arriviamo ad una definitiva messa al bando dell’estrazione e commercializzazione dei minerali di asbesto (dopo il raggiungimento del picco di produzione intorno agli anni 70 e 80 del secolo scorso).

Perché il Crisotilo è pericoloso?

La pericolosità dei minerali di amianto, incluso il Crisotilo amianto bianco, dipende dalla fibrosità, ovvero dalla capacità di rilasciare fibre sottilissime nell’ambiente. Queste fibre, che hanno la capacità di suddividersi in fibre longitudinali via via più sottili, possono essere facilmente inalate e possono dare avvio a fenomeni infiammatori gravi. Questi fenomeni infiammatori possono a loro volta evolversi in asbestosi, placche pleuriche e altre malattie asbesto-correlate ad esito spesso infausto (tra cui i mesoteliomi, il cancro alle ovaie, al polmone, allo stomaco, all’esofago, alla laringe e alla faringe).

Quando è pericoloso il Crisotilo?

Il Crisotilo amianto bianco è sempre pericoloso? Quando si parla di amianto è bene innanzitutto fare una distinzione tra amianto friabile e amianto compatto.
L’amianto friabile (ovvero riducibile in polvere con il solo uso delle mani) è sempre pericoloso perché rilascia fibre libere nell’ambiente in ogni momento. L’amianto compatto (ovvero opportunamente inserito all’interno di una matrice solida) non rilascia fibre nell’ambiente se la matrice all’interno della quale è inserito è completamente integra, ma le rilascia in seguito all’usura ed all’erosione da parte degli agenti atmosferici, sollecitazioni meccaniche o danneggiamenti vari. Sottolineamo che ogni danneggiamento anche di piccola portata permette il rilascio di fibre, anche dette fibrille, nell’aria.

Il Crisotilo amianto bianco, ampiamente utilizzato in centinaia e centinaia di applicazioni, lo fu soprattutto nell’Eternit, ovvero nelle tristemente note lastre di fibrocemento in forma ondulata o piana. In questo caso l’amianto è in forma debolmente agglomerata all’interno della matrice compatta. Diventa molto facile il danneggiamento della matrice e il rilascio delle fibre killer nell’aria.

A quale distanza è pericoloso?

Purtroppo non esiste una distanza di sicurezza alla quale il rischio amianto scompare. La circolazione nell’aria delle fibre killer dipende infatti da fattori vari tra cui la ventilazione presente nell’ambiente. L’unico modo per azzerare il rischio è attraverso la prevenzione primaria ovvero la mancata esposizione al Crisotilo in seguito a bonifica.

Difficile anche stabilire quante fibre è necessario respirare per contrarre una malattia asbesto correlata. Le fibre killer infatti lavorano da sole o in sinergia con altri agenti tossici nel causare tumore al polmone, laringe e ovaie.

Malattie asbesto correlate di origine professionale

Nella Lista I dell’INAIL sono inserite le malattie asbesto-correlate considerate di elevata insorgenza per causa professionale. Tra queste:

  • mesotelioma pleurico, pericardico, peritoneale, della tunica vaginale del testicolo;
  • cancro al polmone (adenocarcinoma e microcitoma);
  • tumore alla laringe;
  • cancro alle ovaie.

Altre neoplasie, come il tumore della faringe, il tumore dello stomaco, il tumore del colon retto (inserite nella lista II dell’INAIL) e il tumore dell’esofago (che rientra nella lista III dell’INAIL) possono altresì essere provocate dall’esposizione al Crisotilo o ad altri minerali di amianto, ma la loro incidenza per cause lavorative viene ritenuta meno probabile.

Cosa significa? Significa che nel caso di malattia professionale causata da esposizione lavorativa ad amianto si ha la possibilità di richiedere risarcimenti, indennizzi e rivalutazione dei benefici contributivi. Qui trovate tutte le info per una consulenza legale gratuita.

Tutti i minerali di amianto sono pericolosi?

L’OMS ha fermamente sostenuto la pericolosità dei minerali di amianto esprimendosi in modo inequivocabile sulla pericolosità dei vari minerali di amianto: tutti i tipi di amianto sono cancerogeni. Riportiamo qui di seguito le parole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità che non danno adito ad equivoci:

All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

Bonifica e rimozione del Crisotilo amianto bianco

Le aziende produttrici hanno minimizzato gli effetti nocivi del Crisotilo, sostenendo che con le moderne misure di controllo le esposizioni fossero ridotte al minimo per tutto il ciclo di vita del prodotto e che il minerale non fosse cancerogeno.

Una vasta letteratura scientifica primaria conferma che l’amianto, incluso il Crisotilo, provoca seri danni alla salute, su scala globale: dalle esposizioni storiche così come a causa di quelle attuali sul posto di lavoro, negli edifici pubblici (scuole e ospedali) e in contesti non professionali come nelle abitazioni.

L’OMS afferma che sono circa 107mila i decessi da amianto ogni anno nel mondo. In Italia sono più di 6000 le vittime amianto solo nel 2019. Come evitare questa strage silenziosa? Attraverso la bonifica dei siti contaminati.

Tutti gli approcci di tipo controllato al rischio amianto non rappresentano una soluzione al problema. L’unica possibilità per evitare l’eposizione e la malattia è la bonifica, ovvero la rimozione dell’asbesto dai siti contaminati.

Come bonificare un sito dal Crisotilo?

Abbiamo visto che il Crisotilo è il tipo di amianto più utilizzato e diffuso. Esso potrebbe trovarsi tuttora all’interno di edifici, case, edifici pubblici e fabbriche costruiti prima dell’entrata in vigore della l. 27 marzo 1992, n. 257. Essa non impone l’obbligo di bonifica “a prescindere”, caratteristica che è alla base degli enormi ritardi nella bonifica amianto in Italia. La legge obbliga all’ispezione degli edifici e al censimento e mappatura dei manufatti contenenti amianto. In seguito alla valutazione del rischio dei singoli siti prevede 3 possibilità.

Se i materiali sono integri impone il controllo periodico. Se sono integri ma suscettibili a danneggiamento impone di eliminare le possibili cause di danneggiamento e di prendere in considerazione la bonifica nel caso in cui non sia possibile. Nel caso di danneggiamenti impone l’eliminazione del rilascio in atto di fibre di amianto, attuando uno dei provvedimenti di bonifica previsti nel D.M. 06/09/94:

Rimozione, incapsulamento o confinamento?

Tra i vari sistemi di bonifica al momento disponibili e ammessi dalla legge la rimozione è il sistema più efficace ma anche il più costoso e pericoloso da mettere in atto. Lo smantellamento di manufatti in amianto prevede l’utilizzo di dispositivi di sicurezza adeguati, della cosiddetta glove-bag (che permette di evitare il rilascio di fibre durante la bonifica) e l’utilizzo di ditte specializzate e formate ad hoc, ma resta una pratica pericolosa.

L’incapsulamento, che consiste nello spruzzare un particolare legante sui manufatti contenenti amianto, impedisce il rilascio di fibre, ma solo temporaneamente. Il legante utilizzato infatti tende a perdere le sue capacità leganti con il tempo. Il confinamento invece è efficace, sicuro ed economico, ma l’azzeramento del rischio di esposizione è inficiato dalla possibilità di eventi traumatici come terremoti, tsunami etc…