lunedì, Marzo 9, 2026

Siamo a un punto di svolta sulle rinnovabili

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NEL 2025, PER LA PRIMA VOLTA, LE FONTI PULITE HANNO SUPERATO IL CARBONE NELLA PRODUZIONE DI ENERGIA A LIVELLO GLOBALE. UN PASSAGGIO DI SOGLIA CHE SEGNA IL PERCORSO DALLA TRANSIZIONE ENERGETICA COME OBIETTIVO ALLA TRANSIZIONE COME REALTÀ

Nel 2025, per la prima volta nella storia industriale moderna, la produzione di energia da fonti pulite ha superato quella generata dal carbone.

Con oltre 5mila terawattora prodotti da rinnovabili contro meno di 4.900 dal carbone, il dato certifica una svolta che va oltre il valore statistico.

Racconta infatti un cambiamento strutturale già in atto, sostenuto da un’accelerazione senza precedenti del solare e dell’eolico, da progressi tecnologici continui e da una crescente consapevolezza politica e sociale.

La transizione energetica è diventata una realtà operativa che sta già contribuendo a contenere le emissioni globali, ridisegnando equilibri economici, geopolitici e industriali. In questo scenario, l’energia pulita non è più soltanto una risposta alla crisi climatica, ma un elemento centrale della sicurezza energetica e della competitività dei Paesi.

La Giornata Internazionale dell’Energia Pulita

La Giornata Internazionale dell’Energia Pulita, si celebra ogni anno il 26 gennaio su iniziativa dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, nasce con l’obiettivo di sensibilizzare governi, imprese e cittadini sull’urgenza di una transizione giusta, inclusiva e sostenibile.

L’edizione più recente ha avuto però un significato diverso: per la prima volta, la ricorrenza non ha richiamato solo obiettivi da raggiungere, ma ha potuto poggiare su un risultato concreto, il sorpasso delle fonti rinnovabili sul carbone nel mix energetico globale.

Questo passaggio segna una discontinuità storica rispetto a due secoli di dipendenza dai combustibili fossili. Dimostra che l’innovazione tecnologica, se sostenuta da politiche coerenti e investimenti adeguati, può modificare in tempi relativamente rapidi assetti che sembravano immutabili.

Allo stesso tempo, mette in evidenza quanto il ritmo della transizione sia disomogeneo tra le diverse aree del mondo e quanto resti ancora da fare per rendere questo cambiamento stabile e irreversibile.

Energia pulita: il quadro italiano tra opportunità e ritardi

In Italia, il contesto appare ambivalente. Da un lato, il Paese dispone di competenze industriali, scientifiche e progettuali di alto livello e di un potenziale significativo per lo sviluppo delle rinnovabili.

Dall’altro, il percorso di diffusione degli impianti procede a velocità inferiori rispetto a quelle necessarie per rispettare gli obiettivi climatici europei e garantire una reale indipendenza energetica.

Negli ultimi anni sono stati compiuti passi avanti importanti sul piano normativo, in particolare con l’introduzione di un nuovo regime autorizzativo per le fonti di energia rinnovabile. Tuttavia, accanto alle semplificazioni formali, permangono criticità operative che rallentano gli investimenti e generano incertezza tra operatori e investitori.

È proprio in questo spazio, tra innovazione tecnologica e attuazione amministrativa, che si colloca una parte decisiva della sfida italiana.

parco eolico offshore - Taranto
Il parco eolico offshore a Taranto

Il nuovo Testo Unico sulle fonti di energia pulita

Il nuovo Testo Unico sulle Fonti Energetiche Rinnovabili (FER), introdotto con il decreto legislativo 190 del 2024, ha l’obiettivo di razionalizzare e rendere più leggibile un quadro normativo che risultava frammentato e poco prevedibile.

Il sistema individua tre principali regimi autorizzativi, dall’attività libera all’autorizzazione unica, passando per la procedura abilitativa semplificata, e chiarisce in modo più netto i criteri di applicazione.

Tra le novità più rilevanti figurano l’ampliamento delle aree considerate idonee, la riduzione dei tempi per le valutazioni ambientali e l’estensione del modello unico per impianti di potenza più elevata. In teoria, si tratta di strumenti capaci di accelerare in modo significativo la realizzazione di nuovi impianti e di ridurre il contenzioso.

Nella pratica, però, l’efficacia del nuovo regime dipende dalla sua applicazione concreta da parte delle amministrazioni locali e dalla capacità di interpretare correttamente l’evoluzione tecnologica degli impianti.

La distanza tra tecnologia e prassi amministrativa

Secondo Seapower, centro di ricerca legato all’Università Federico II di Napoli, il nuovo quadro normativo rappresenta un’opportunità reale, ma non ancora pienamente sfruttata. La criticità principale risiede nella distanza tra la rapidità con cui evolvono le tecnologie energetiche e la lentezza con cui si aggiornano le prassi amministrative e urbanistiche.

Un caso emblematico è quello dell’agrivoltaico. I moderni impianti sono progettati per consentire la prosecuzione dell’attività agricola sotto e tra le strutture fotovoltaiche, con benefici ambientali e produttivi.

Nonostante ciò, in molti procedimenti autorizzativi continuano a essere valutati secondo criteri pensati per il fotovoltaico a terra di vecchia generazione, che comportava una reale sottrazione di suolo agricolo.

Questo disallineamento genera richieste di integrazione, controdeduzioni e, spesso, rallentamenti che scoraggiano gli investimenti.

A complicare ulteriormente il quadro contribuisce una certa indeterminatezza di alcune definizioni normative, che lascia ampi margini interpretativi e riduce la prevedibilità degli esiti autorizzativi. In assenza di parametri tecnici condivisi e verificabili, il rischio percepito dagli operatori aumenta, con effetti diretti sulla bancabilità dei progetti.

Seapower e l’eolico offshore

Seapower è una società consortile a responsabilità limitata che opera da circa trent’anni nel campo della ricerca applicata alle fonti di energia rinnovabile. Nata come gruppo di ricerca all’interno dell’Università degli Studi Federico II di Napoli, si è evoluta nel tempo in un centro di ricerca pubblico-privato, di cui lo stesso ateneo è oggi socio.

Le competenze di Seapower spaziano dall’ingegneria aerospaziale a quella navale, meccanica, ambientale ed elettrica, con un forte orientamento allo sviluppo e alla validazione di soluzioni innovative.

Il centro può contare anche sulle infrastrutture di ricerca dell’Università, come la galleria del vento e la vasca navale, utilizzate per test avanzati su prototipi e sistemi complessi.

Negli ultimi anni, Seapower ha dedicato particolare attenzione allo sviluppo tecnologico dell’eolico offshore galleggiante, partecipando anche a progetti europei.

Questa posizione, a cavallo tra ricerca accademica e applicazione industriale, consente a Seapower di osservare con chiarezza le opportunità offerte dal nuovo regime FER, ma anche le difficoltà operative che emergono nella fase autorizzativa e realizzativa dei progetti.

Le conseguenze dell’incertezza normativa

L’incertezza normativa e interpretativa ha effetti concreti. Quando le regole non sono uniformi sul territorio nazionale e le definizioni risultano ambigue, le amministrazioni locali tendono a adottare approcci prudenziali. Di conseguenza, molti investitori sospendono o ridimensionano le proprie iniziative, in attesa di un quadro più stabile.

Secondo Seapower, questa situazione rischia di trasformare un potenziale vantaggio competitivo in un freno strutturale. Il sorpasso globale delle rinnovabili sul carbone dimostra che la tecnologia è pronta.

Ciò che manca, in molti casi, è un sistema amministrativo capace di recepire rapidamente il cambiamento e di tradurlo in procedure coerenti, verificabili e uniformi.

Una sfida che è anche culturale

Colmare la distanza tra evoluzione tecnologica e prassi amministrativa non è solo una questione tecnica o giuridica. È anche una sfida culturale, che riguarda il modo in cui le istituzioni interpretano il concetto di transizione energetica.

Continuare a valutare impianti innovativi con categorie del passato significa, di fatto, rallentare un processo che altrove sta già producendo benefici economici, ambientali e occupazionali.

Il momento storico che stiamo attraversando rende questa riflessione ancora più urgente. Il superamento del carbone da parte delle fonti pulite a livello globale non garantisce automaticamente un futuro sostenibile.

È però la prova che il cambiamento è possibile e che le scelte compiute oggi, soprattutto sul piano normativo e amministrativo, possono determinare la capacità di un Paese di stare dentro questa trasformazione o di restarne ai margini.

Numero verde ONA

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