Antofillite amianto: cos’è e quanto è pericolosa


L’antofillite o amianto verde-giallo-bianco è un minerale che fa parte della famiglia dei silicati fibrosi. Si distingue dagli altri silicati proprio per la sua capacità di dividersi in fibre, caratteristica comune a tutti i minerali di amianto (anche detto asbesto) insieme ad altre caratteritiche fisiche, alla pericolosità e alla messa al bando del 1992.

In questa guida scopriamo cos’è l’antoffilite, dove si trova in natura, qual è la sua formula chimica e quali sono i suoi usi più comuni prima della messa al bando e le ragioni della sua pericolosità.

Antofillite: formula chimica

L’antofillite (dal latino scientifico antophyllum = garofano, per via del colore che assomiglia a quello del garofano) è un silicato idrato di magnesio ed è il più importante degli anfiboli rombici.

La sua formula chimica è presto detta:

7MgO,8SiO2,H2O

L’antofillite appartiene al sottogruppo degli anfiboli di magnesio-ferro-manganese ed è un asbesto di ferro-magnesio formato da soluzioni isomorfe. Fu descritto per la prima volta dal mineralogista tedesco Christian Friedrich Schumacher nel 1801.

Dove si trova in natura?

L’antofillite è frequente nei micascisti dell’Alto Adige (Val Passiria, sopra Merano) e in misura inferiore anche nell’isola d’Elba e nelle Alpi e Prealpi Occidentali, e in Finlandia. Al contrario di altri minerali di amianto è fragile, e non è stata trovata in natura in enormi quantità.

Usi dell’antofillite

La sua scarsa reperibilità in natura e la sua fragilità la resero meno appetibile e meno usata rispetto ad altri minerali di amianto. Meno adatta all’utilizzo nell’industria dei trasporti, nell’industria e nell’edilizia ad eccezione dei pavimenti compositi, ne venne fatto ampio uso nell’industria cosmetica. L’antifollite era presente nei prodotti a base di talco e nei composti che di solito includono la vermiculite.

Classificazione legale dei minerali di amianto

Dal punto di vista legale l’antofillite e gli altri minerali di amianto sono definiti attraverso l’art. 247 del D.Lgs. 09.04.08 n. 81, che riproduce l’art. 2 della Direttiva 477/83/CEE (ora sostituita dalla Direttiva 2009/148/CE), che classifica l’actinololite come amianto e che recita come segue: “Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:

a) l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4;
b) la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;
c) l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5;
d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;
e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;
f) la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6″.

Pericolosità dell’Amosite

La questione della pericolosità dei minerali di amianto fu sollevata per la prima volta già all’inizio del secolo scorso, prima che esplodesse il boom dell’utilizzo dei minerali di amianto, del cemento amianto e del fibrocemento. Soltanto con la legge 257/1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto killer) però è stato introdotto il divieto di estrazione, lavorazione e produzione di materiali di amianto e contenenti amianto e la loro commercializzazione.

Perché l’antofillite è pericolosa? La pericolosità dei minerali di amianto, inclusa l’antofillite, dipende dalla loro capacità di rilasciare fibre sottilissime nell’ambiente, anche dette fibrille. Queste fibrille, invisibili all’occhio umano, possono essere facilmente inalate e una volta inalate provocano fenomeni infiammatori. Essi evolvono facilmente in asbestosi, placche pleuriche e altre malattie asbesto-correlate dall’esito spesso infausto dopo un periodo di latenza piuttosto lungo.

Tra le malattie absesto correlate ricordiamo i mesoteliomi, che possono essere causati esclusivamente dalle fibre di amianto e che sono dunque un marcatore dell’esposizione, il cancro alle ovaie, il tumore del polmone, dello stomaco, esofago, laringe e faringe, che possono essere invece causati dall’amianto e da altri agenti cancerogeni, che possono avere un’azione sinergica.

Consulenza legale in caso di esposizione ad Antofillite

Se l’esposizione all’Antofillite è avvenuta per cause lavorative determinado l’insorgere di una malattia professionale amianto correlata si ha la possibilità di richiedere risarcimenti, indennizzi e rivalutazione dei benefici contributivi. Qui trovate tutte le info per una consulenza legale gratuita.

Quando è pericolosa l’antofillite

L’antofillite è sempre pericolosa? Per capire quando e in quali casi è pericolosa è necessario iniziare con il fare una distinzione tra amianto friabile e amianto compatto.

L’amianto friabile (riducibile in polvere con il solo uso delle mani) è sempre pericoloso, perché rilascia sempre fibre libere nell’ambiente. L’amianto compatto (inserito all’interno di una matrice solida, in forma più o meno agglomerata) non è pericoloso quando la matrice è integra, ma definirlo non pericoloso al 100% non sarebbe assolutamente corretto.

L’usura infatti e l’erosione degli agenti atmosferici, ma anche le sollecitazioni meccaniche, i traumi e le riparazioni e qualunque altro danneggiamento, anche infinitesimale della matrice compatta, permette di rilasciare fibre nell’aria pericolose esattamente come quelle dell’amianto friabile.

A quale distanza l’amianto è pericoloso?

Purtroppo non esiste una distanza di sicurezza alla quale il rischio amianto è pari a 0. La ventilazione e gli agenti atmosferici favoriscono il trasporto e la circolazione delle fibre nell’aria e l’unico modo per azzerare il rischio amianto è attraverso la prevenzione primaria, sottraendosi all’esposizione all’asbesto.

Il parere dell’OMS sulla pericolosità dell’Antofillite

L’OMS oltre ad avere fermamente sostenuto la pericolosità dei minerali di amianto, si è espressa in modo inequivocabile circa la pericolosità dei vari minerali di amianto e dunque anche dell’antofillite. Qui di seguito riportiamo le parole dell’OMS a tal proposito:

All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

Bonifica amianto e rimozione dell’Antofillite

La L. 27 marzo 1992, n. 257 non impone l’obbligo di bonifica ma obbliga a comunicare la presenza di amianto friabile negli edifici ed a disporre di un sopralluogo tecnico per valutare lo stato di danneggiamento dell’amianto compatto. Il personale tecnico predisposto dalla legge ed inserito in apposite liste del Ministero dell’Ambiente provvede alla valutazione del rischio.

Nel caso di presenza di materiali di amianto danneggiati o nei casi in cui è impossibile impedire il danneggiamento futuro si procede con l’eliminazione del rilascio in atto di fibre di amianto, attuando uno dei provvedimenti di bonifica previsti nel D.M. 06/09/94, ovvero rimozione amianto, incapsulamento o confinamento.