Confinamento bonifica amianto: cos’è, vantaggi e incentivi

Il confinamento amianto è una delle tecniche di bonifica attuabili per ridurre il rischio di esposizione alle pericolosissime fibre di asbesto. Quest’ultime, infatti, sono molto pericolose per l’uomo in quanto causa di diverse patologie cancerose (malattie asbesto-correlate).

L’Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni, per tale motivo, da anni combattono in prima linea per promuovere la bonifica dei siti contaminati da amianto: tale attenzione è rivolta sia verso gli edifici pubblici e privati che sui luoghi di lavoro.

Attraverso lo sportello segnalazioni ONA. Infatti, i suoi volontari, raccolgono quotidianamente segnalazioni di cittadini. In più, è operativa la c.d. app amianto. In questo modo, vi è un importante contributo alla prevenzione primaria.

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Assistenza tecnica amianto

Confinamento amianto: come procedere dopo incapsulamento

In particolare, il confinamento eternit consiste nel’installazione di una barriera a tenuta o di una sovracopertura con lastre isolanti, che separino i materiali contenenti amianto dalle aree fruibili di un edificio.

Prima, però, si deve comunque intervenire con l’incapsulamento, altrimenti l’amianto continuerebbe a rilasciare le sue fibre tossiche all’interno del confinamento.

Anche in questo caso, la normativa di riferimento è quella relativa al D.M. 06/09/1994 e al D.M. 20/08/1999. Secondo quest’ultima, il confinamento è necessario quando l’area contaminata è a rischio di dispersione di fibre, le quali costituiscono una potenziale fonte di inquinamento ambientale.

In genere lo si applica in presenza di aree circoscritte, e così come gli altri interventi di bonifica richiede delle specifiche attività di controllo e manutenzione successive; ciò allo scopo di verificare che non ci sia dispersione di amianto nell’ambiente circostante. Il proprietario deve anche nominare un Responsabile che ne verifichi la realizzazione.

Confinamento amianto: la procedura per la bonifica

Prima di procedere alla bonifica, è necessario verificare le condizioni della copertura di amianto sulla quale si deve intervenire: nel caso di amianto compatto, che non si sgretola e non rilascia particelle tossiche nell’aria, è possibile smantellarlo dal luogo in cui è installato; se si tratta di amianto friabile, invece, si procede prima con l’incapsulamento e poi, eventualmente, con il confinamento.

In questo caso, quindi, si va ad installare una barriera che separi i materiali contenenti amianto-eternit dalle aree occupate dell’edificio. Per fare ciò viene installata una nuova copertura di lastre isolanti al fine di proteggere le zone della struttura dal rilascio delle fibre.

Prima di tale operazione, però, è obbligatoria la presentazione alla ASL di un piano di controllo e manutenzione; a questi si aggiungono anche un’analisi del prodotto, l’allestimento delle opere di sicurezza e la fornitura e posa del nuovo materiale.

Quando scegliere il confinamento: vantaggi e svantaggi

La bonifica amianto tramite confinamento di una copertura eternit è vantaggiosa per almeno 4 motivi:

  1. non dovendo ricorrere a materiali sostitutivi, il costo è nettamente inferiore rispetto alle altre procedure possibile;
  2. non produce rifiuti tossici e pericolosi da dover smaltire;
  3. riduce il rilascio delle fibre nocive e cancerogene delle lastre di eternit;
  4. garantisce un alto livello di resistenza a scosse, sollecitazioni o urti,

Per quanto riguarda, invece, gli svantaggi va ricordato che:

  1. è necessario verificare se la struttura da bonificare può sopportare il carico della nuova copertura;
  2. la barriera di contenimento deve restare in buono stato, grazie a un costante programma di controllo e manutenzione;
  3. se non preceduto da fissaggio dei materiali tramite incapsulante, durante l’intervento vi è un rilascio di fibre a secco;
  4. potrebbe essere necessario rimuovere l’amianto ancora presente in un secondo momento.

Bonus confinamento amianto: come ottenere incentivi statali

In Italia l’uso dell’amianto è divenuto illegale con la legge 257 del 1992; da allora, lo Stato è intervenuto con una serie di incentivi: stanziando anche dei fondi ha cercato infatti di incrementare il numero di bonifiche amianto nel territorio nazionale.

Così come per le altre tecniche di bonifica, quindi, anche per il confinamento è possibile accedere al Bonus Amianto 2020. Ovviamente, l’intervento deve essere realizzato da personale esperto, nel rispetto della normativa vigente.

Il Ministero dell’Ambiente ha istituito il bonus amianto con un decreto nel 2016: esso consente a chiunque sia titolare di un reddito d’impresa di avere un credito d’imposta del 50% per tutti gli interventi di bonifica e di smaltimento di amianto su edifici presenti nel territorio italiano.

L’agevolazione viene erogata attraverso 3 quote annuali, ma per averne diritto l’ammontare dei lavoro non deve essere inferiore a 20.000 euro, né superiore ai 400.000 euro.

Per il bonus, vengono riconosciute solo le spese per interventi di smaltimento di amianto o eternit (lastre, coperture, tubi) o spese di consulenza professionale. Non sono coperte dal bonus, ad esempio, le spese per la ricostruzione delle coperture e tutti gli altri lavori successivi alla bonifica.

Per poter accedere al bonus amianto, è necessario presentare al Ministero una serie di documenti, ovvero:

  • Costo totale dei lavori, delle singole spese e credito d’imposta richiesto.
  • Dichiarazione di non godimento di altre agevolazioni per le stesse spese.
  • Piano di lavoro di ciascun intervento di bonifica.
  • Comunicazione di fine lavori alla Ausl competente, allegando documentazione attestante l’avvenuto smaltimento dell’amianto in discarica autorizzata e l’eventuale certificazione di restituibilità degli ambienti bonificati;
  • documenti fiscali attestanti le spese sostenute.

Le altre tecniche di bonifica dei materiali di amianto

Quando si deve effettuare un intervento di bonifica di un sito contaminato da amianto, ci sono tre strade percorribili; oltre al già illustrato confinamento, si può procedere con:

  • l’incapsulamento, ovvero il trattamento dell’amianto con prodotti penetranti o ricoprenti che tendono ad inglobare le fibre di amianto, a ripristinando l’aderenza al supporto e formando una pellicola di protezione sulla superficie esposta. Non richiede l’applicazione di un prodotto sostitutivo e non produce rifiuti;
  • la rimozione, che elimina ogni potenziale fonte di esposizione ed la necessità di cautele specifiche all’interno dell’edificio. Comporta però un rischio molto elevato per gli addetti ai lavori e produce enormi quantitativi di rifiuti speciali che dovranno poi essere correttamente smaltiti.

Assistenza tecnica amianto: bonifica dei siti contaminati

L’assistenza tecnica ONA Onlus costituisce da anni un supporto fondamentale nel processo di bonifica dei siti contaminati da amianto o altri cancerogeni. 

L’assistenza tecnica riguardante l’amianto, quindi, si può mettere in atto attraverso diverse modalità quali: raccolta segnalazioni e verifica presenza di materiali di amianto, guida per la bonifica e, in particolare, mappatura dei siti contaminati.

Per fornire un’assistenza tecnica efficace e tempestiva, l’ONA ha istituito la Guardia Nazionale Amianto. Si tratta di un’unità con funzione di guardia ambientale nazionale, che ha quindi lo scopo di vigilare sul territorio e di raccogliere le segnalazioni dei cittadini.

In questo modo è possibile fare una denuncia in forma anonima e gratuita. La segnalazione sarà poi presa in carico dagli amministratori della piattaforma per iniziare la procedura di analisi ed eventualmente di bonifica.