Amianto: cos’è e come tutelarsi legalmente

Con il termine amianto si intende un gruppo di minerali gravemente dannoso per la salute. Questi minerali, infatti, se la loro superficie non è integra (cosa che succede con l’erosione degli agenti atmosferici o con le sollecitazioni meccaniche) danno origine a fibre sottili e minuscole che possono essere facilmente inalate o ingerite. Una volta entrate nell’organismo causano gravi infiammazioni che possono evolvere in tipi di cancro particolarmente aggressivi e letali.

Indice dei contenuti

Tempo di lettura stimato: 7 minuti

In questa guida scopriamo nel dettaglio cosa è l’amianto, come è stato utilizzato, i rischi per la salute e lo stato della bonifica in Italia.

Amianto: cos’è?

L’amianto, anche detto asbesto, indica due gruppi di minerali: il serpentino (di cui fa parte il crisotilo, detto anche amianto bianco – gruppo dei fillosilicati), e gli anfiboli (di cui fanno parte l’actinolite, l’amosite, la crocidolite, la tremolite o amianto grigio – verde – giallo e l’antofillite – gruppo degli inosilicati). Ci sono poi altri minerali, anch’essi con fibra asbestiforme, che sono però esclusi da questa classificazione. Per fibra asbestiforme si intende la capacità del minerale di suddividersi in fibre longitudinali che hanno la capacità di suddividersi via via in fibre più sottili e impercettibili all’occhio umano. Poiché tutte le fibre di asbesto hanno capacità infiammatoria e cancerogena, la classificazione dovrebbe essere esaustiva e comprendere, ai fini della bonifica, tutti i minerali con fibra asbestiforme.

L’utilizzo dell’amianto in Italia

AmiantoL’amianto, o asbesto, è stato utilizzato fin dall’antichità per le sue caratteristiche ignifughe e fonoisolanti. In Italia, tra il 1959 e il 1975, c’è stato il boom dell’utilizzo, anche se il materiale era già noto e utilizzato da circa un secolo. Fino all’entrata in vigore della Legge 257/92 (aprile 1993), era utilizzato come materia prima e in totale in più di 3000 applicazioni. Ancora oggi è estratto e lavorato in molti Stati. Solo alcuni, infatti, e tra questi tutti gli Stati della Comunità Europea, hanno fatto divieto di estrazione e commercializzazione dell’amianto. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno chiesto la messa al bando globale dell’asbesto.

L’amianto nell’edilizia: l’Eternit

L’amianto è stato utilizzato impastato con il cemento, per alleggerire e rendere più resistenti le tegole, gli intonaci e gli stucchi, e con il cemento (Eternit) sotto forma di lastre ondulate (spesso utilizzate nelle coperture degli edifici industriali, civili e prefabbricati) e di lastre piane (come nelle pareti divisorie), nella produzione di tubi di acquedotti di acqua potabile, fognature, serbatoi d’acqua e canne fumarie.

Assistenza

L’amianto nell’industria 

L’amianto ha avuto largo utilizzo anche nell’industria. Oltre alla produzione di Eternit, è stato utilizzato come isolante termico, in particolare nelle alte temperature (industrie chimiche, siderurgiche, vetrarie, ceramiche, distillerie, zuccherifici, centrali termiche e termoelettriche) e basse temperature (in impianti di frigorifero o di condizionamento) o come antifiamma nelle condotte per impianti elettrici. Nell’industria tessile è stato utilizzato nei macchinari. In più, per ricavare corde, nastri e guaine utilizzati per coprire cavi elettrici, tubazioni, così come tessuti per tute protettive antifuoco, per l’industria siderurgica e per i piloti da corsa. Nell’industria chimica ed alimentare alcuni filtri erano realizzati con carte d’asbesto o polvere compressa e utilizzati per la filtrazione del vino e delle bibite. L’asbesto ha avuto uso nella produzione per oggetti domestici: asciugacapelli, forni, stufe, tendaggi, teli da stiro, filtri per sigarette e persino nei giocattoli, come la sabbia artificiale, nelle solette da scarpe e in alcuni preparati farmaceutici.

L’amianto nei trasporti 

L’amianto è stato utilizzato prima di tutto nelle carrozze ferroviarie e nei locomotori, e ancora nelle navi, e negli altri mezzi di trasporto. Negli autobus, nei camion e negli autoveicoli l’amianto era presente nei materiali di attrito, per esempio nei ferodi dei freni e delle frizioni nonché per le coibentazioni.

Allarme borotalco presenza di amianto

amianto nel talcoFino ai tempi più recenti, l’amianto era presente nel talco, estratto dalle miniere delle Alpi e degli Stati Uniti. il talco è una materia prima usatissima nella produzione di cosmetici. Tutti pensiamo alla polvere “da bagnetto”, ma in realtà è uno degli ingredienti principali del makeup (nelle polveri, come base, ma anche in fondotinta, rossetti, eccetera). Per legge, il talco utilizzato nei cosmetici deve essere privo di amianto. Ciò significa che i fornitori di talco devono fornire alle aziende cosmetiche test che ne escludano la presenza.

La società Johnson & Johnson ha ricevuto diverse condanne per le morti di amianto in seguito a mesotelioma per il sospetto che il talco fosse contaminato da residui di amianto.


Produzione di asbesto in Italia 

ItaliaLa produzione di asbesto ha superato le 2 milioni di tonnellate, fino ai tempi più recenti. Il Canada ha recentemente interrotto l’estrazione di amianto, ma purtroppo, al momento soltanto 62 Stati hanno bandito l’amianto.

Oltre agli Stati dell’Unione Europea, soltanto Arabia Saudita, Argentina, Australia, Cile, Croazia, Gabon, Giappone, Honduras, Kuwait, Seicelle ed Uruguay hanno messo al bando l’uso dell’amianto.

In Italia, nel periodo dal 1946 fino al 1992, sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di asbesto. In più ci sono state importazioni di crocidolite e di amosite specialmente dal Sud Africa ed altre importazioni di crisotilo dalla Russia e dal Canada.

La legge 257 del 1992 ne ha vietato l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione e ha messo al bando i prodotti che lo contengono, ma senza l’obbligo di bonifica.

Smaltimento di Amianto

L’Italia, purtroppo, ha la maglia nera della presenza di amianto. In circa 1.000.000 di siti e micrositi ci sono ancora più di 40.000.000 tonnellate di amianto.

La mappa del rischio: più di 2400 scuole, 800 biblioteche e centri di studio, 250 ospedali, 300.000 km di tubature di acqua potabile, contengono materiali di asbesto, con fibre che provocano malattie correlate all’amianto.


Malattie amianto e rischi per la salute 

Come confermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i minerali di asbesto causano tumori e malattie: mesotelioma, tumore polmonare e di altri organi (laringe, ovaio, faringe, stomaco, colon, etc.), asbestosi ed infiammazioni pleuriche. Secondo quanto affermato dalla Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos […]. Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum” (Volume 100C –IARC, Monographs). Qui trovate tutte le info sul sito ufficiale della OMS sulla pericolosità dell’amianto e sulla sua comprovata capacità di causare diverse tipi di neoplasie, asbestosi, placche e ispessimenti pleurici. 

Mortalità per amianto o asbesto 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha censito  107.000 decessi ogni anno per asbestosi, tumore del polmone e mesotelioma.

Sono più di 125 milioni i lavoratori ancora esposti ad asbesto nel pianeta. Sia tra coloro che lavorano direttamente l’amianto che per esposizione indiretta e per contaminazione dell’ambiente lavorativo. La mappa del rischio è tracciata con riferimento al tipo di patologia dall’ultima monografia Iarc, per cui è universalmente riconosciuto che le polveri di asbesto provocano i mesoteliomi, rispettivamente della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo, il tumore del polmone, della laringe e delle ovaie, e con elevata frazione eziologica, della faringe, dello stomaco e del colon e con un’aumentata incidenza della trachea e di altri organi. In più, le sue fibre inducono infiammazione che è alla base dell’insorgenza dell’asbestosi, oltreché delle placche pleuriche e degli ispessimenti pleurici, che hanno anche complicazioni cardiache e cardiocircolatorie.

Mortalità per asbesto in Italia

In Italia, nel 2019, sono più di 6.000 le persone che hanno perso la vita in seguito a patologie asbesto correlate. Secondo la stima sono 1.800 i decessi per tumore delle sierose (mesotelioma della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo), almeno 3.600 per tumore del polmone, a cui si aggiungono gli altri casi, evidenziando un indice epidemiologico molto elevato e con un trend in aumento.

Lo studio dei dati di esposizione all’amianto rendono possibile ipotizzare che il decenno 2020-2030 sarà l’anno di maggiore incidenza dei mesoteliomi e delle altre malattie correlate all’inalazione di asbesto.

Tutela legale: amianto killer e rischi connessi 

AssistenzaLa più efficace tutela, rispetto al rischio amianto, è costituita dalla prevenzione primaria: evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer e agli altri cancerogeni.

Per coloro che sono stati già esposti, è indispensabile la sorveglianza sanitaria, unitamente alla ricerca scientifica che potrà permettere un approccio più articolato ed efficace, oltreché tempestivo, per i nuovi casi di patologia asbesto correlata. In molti casi la sorveglianza sanitaria permette di agire con tempestività diminuendo l’indice di mortalità delle malattie asbesto correlate.

La prevenzione terziaria è la rilevazione epidemiologica e al tempo stesso comprende gli indennizzi previdenziali e il risarcimento danni che, fotografando il problema e l’impatto dell’asbesto sulla salute umana, attivano con circolarità il percorso congiunto con la prevenzione primaria. Le condanne giudiziarie, permettono, infatti, di far emergere il rischio. Come per esempio la questione amianto nelle scuole che ha portato il Ministro dell’ambiente, Generale Sergio Costa, a disporre l’emissione di un decreto, con lo stanziamento di €385.000.000,00 per la bonifica dei plessi scolastici ed ospedalieri.


ASSISTENZA GRATUITA LEGALE ONA

L’Ona assiste tutti coloro che ne fanno richiesta attraverso il numero verde oppure compilando il form che trovate qui sotto: