L’amianto è anche detto asbesto. In realtà questi termini indicano due gruppi di minerali: il serpentino (di cui fa parte il crisotilo, detto anche amianto bianco – gruppo dei fillosilicati), e gli anfiboli (di cui fanno parte l’actinolite, l’amosite, la crocidolite, la tremolite o amianto grigio – verde – giallo e l’antofillite – gruppo degli inosilicati). Ci sono poi altri minerali, anch’essi con fibra asbestiforme, che sono però esclusi da questa classificazione. Poiché tutte le fibre di asbesto hanno capacità infiammatoria e cancerogena, la classificazione dovrebbe essere esaustiva e ricomprenderle per intero.

L’ utilizzo dell’amianto o asbesto nel tempo 

AsbestosL’amianto, o asbesto, è stato utilizzato fin dall’antichità per le sue caratteristiche ignifughe e fonoisolanti. In Italia, tra il 1959 e il 1975, c’è stato il boom dell’utilizzo. Fino all’entrata in vigore della Legge 257/92 (aprile 1993), era utilizzato come materia prima. In Italia fu impiegato in 3.000 applicazioni. Ancora oggi è estratto e lavorato in molti Stati. Solo alcuni hanno fatto divieto di estrazione e commercializzazione dell’amianto. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno chiesto la messa al bando globale dell’asbesto.

L’amianto nell’edilizia

L’amianto è stato utilizzato impastato con il cemento, per alleggerire e rendere più resistenti le tegole, gli intonaci e gli stucchi, e con il cemento (Eternit o cemento amianto) sotto forma di lastre ondulate (spesso utilizzate nelle coperture degli edifici industriali, civili e prefabbricati) e di lastre piane (come nelle pareti divisorie), nella produzione di tubi di acquedotti di acqua potabile, fognature, serbatoi d’acqua e canne fumarie.

Assistenza

L’amianto nell’industria 

L’amianto ha avuto largo utilizzo nell’industria nel tempo. Oltre alla produzione di Eternit, è stato utilizzato come isolante termico, in particolare nelle alte temperature (industrie chimiche, siderurgiche, vetrarie, ceramiche, distillerie, zuccherifici, centrali termiche e termoelettriche) e basse temperature (in impianti di frigorifero o di condizionamento) o come antifiamma nelle condotte per impianti elettrici. Nell’industria tessile è stato utilizzato nei macchinari. In più, per ricavare corde, nastri e guaine utilizzati per coprire cavi elettrici, tubazioni, così come tessuti per tute protettive antifuoco, per l’industria siderurgica e per piloti da corsa. Nell’industria chimica e alimentare alcuni filtri erano realizzati con carte d’asbesto o polvere compressa e utilizzati per la filtrazione del vino e delle bibite. L’amianto ha avuto uso nella produzione per oggetti domestici: asciuga capelli, forni, stufe, tendaggi, teli da stiro, filtri per sigarette e persino nei giocattoli, come la sabbia artificiale, nelle solette da scarpe e in alcuni preparati farmaceutici.

L’amianto nei trasporti 

L’amianto è stato utilizzato, prima di tutto nelle carrozze ferroviarie e nei locomotori, e ancora nelle navi, e negli altri mezzi di trasporto. Negli autobus, nei camion e negli autoveicoli, l’amianto era presente nei materiali di attrito, per esempio nei ferodi dei freni e delle frizioni e per le coibentazioni.

Allarme borotalco presenza di amianto

amianto nel talcoFino ai tempi più recenti, l’amianto era presente nel talco, sia nelle miniere delle Alpi che negli Stati Uniti. il talco è una materia prima usatissima nella produzione di cosmetici. Tutti pensiamo alla polvere “da bagnetto”, ma in realtà è uno degli ingredienti principali del makeup (nelle polveri, come base, ma anche in fondotinta, rossetti, eccetera). per legge, il talco utilizzato nei cosmetici deve essere privo di amianto. Che significa che i fornitori di talco devono fornire alle aziende cosmetiche test che ne escludano la presenza.

La società Johnson & Johnson ha ricevuto diverse condanne per le morti di amianto in seguito a mesotelioma per il sospetto che il talco fosse contaminato da residui di amianto.


Produzione di asbesto in Italia 

ItaliaLa produzione di asbesto ha superato le 2 milioni di tonnellate, fino ai tempi più recenti. Ora il Canada ha interrotto l’estrazione di amianto. Purtroppo, soltanto 62 Stati hanno bandito l’amianto.

Oltre agli Stati dell’Unione Europea, soltanto Arabia Saudita, Argentina, Australia, Cile, Croazia, Gabon, Giappone, Honduras, Kuwait, Seicelle ed Uruguay hanno messo al bando l’uso dell’amianto.

In Italia, nel periodo dal 1946 fino al 1992, sono state lavorate 3.748.550 tonnellate di asbesto, in più ci sono state importazioni di crocidolite e di amosite specialmente dal Sud Africa ed altre importazioni di crisotilo dalla Russia e dal Canada.

La legge 257 del 1992 ne ha vietato l’estrazione, la lavorazione e la commercializzazione e dei prodotti che lo contengono, ma senza obbligo di bonifica.

Smaltimento di Amianto

L’Italia, purtroppo, ha la maglia nera della presenza di amianto. In circa 1.000.000 di siti e micrositi ci sono ancora più di 40.000.000 di tonnellate e contenenti amianto.

La mappa del rischio: più di 2400 scuole, 800 biblioteche e centri di studio, 250 ospedali, 300.000 km di tubature di acqua potabile, contengono materiali di asbesto, con fibre che provocano malattie amianto.


Malattie e problemi di salute 

Come confermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, i minerali di asbesto causano tumori e malattie: mesotelioma, tumore polmonare e di altri organi (laringe, ovaio, faringe, stomaco, colon, etc.), asbestosi e infiammazioni pleuriche.

Mortalità per amianto o asbesto 

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha censito  107.000 decessi ogni anno per asbestosi, tumore del polmone e mesotelioma.

Sono più di 125 milioni i lavoratori ancora esposti ad asbesto nel pianeta. Sia tra coloro che lo lavorano direttamente che per esposizione indiretta e per contaminazione dell’ambiente lavorativo. La mappa del rischio è tracciata con riferimento al tipo di patologia dall’ultima monografia Iarc, per cui è universalmente riconosciuto che le polveri di asbesto provocano i mesoteliomi, rispettivamente della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo, il tumore del polmone, della laringe e delle ovaie, e con elevata frazione eziologica della faringe, dello stomaco e del colon e con un’aumentata incidenza della trachea e di altri organi. In più, le sue fibre inducono infiammazione che è alla base dell’insorgenza dell’asbestosi, oltrechè delle placche pleuriche e degli ispessimenti pleurici, che hanno anche complicazioni cardiache e cardiocircolatorie.

Mortalità per amianto in Italia

In Italia, nel 2019, sono più di 6.000 le persone che hanno perso la vita in seguito a patologie asbesto correlate. Secondo la stima di 1.800 decessi per tumore delle sierose (mesotelioma della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo), del polmone (almeno 3.600) cui si aggiungono gli altri casi e quindi con un indice epidemiologico molto elevato e con un trend in aumento.

Tutela legale: amianto killer e rischi connessi 

AssistenzaLa più efficace tutela, rispetto al rischio amianto, è costituita dalla prevenzione primaria. Evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer e agli altri cancerogeni.

Per coloro che sono stati già esposti, è indispensabile la sorveglianza sanitaria, unitamente alla ricerca scientifica che potrà permettere un approccio più articolato ed efficace, oltrechè tempestivo, per i nuovi casi di patologia asbesto correlata.

La prevenzione terziaria è la rilevazione epidemiologica e al tempo stesso gli indennizzi previdenziali e il risarcimento danni che, fotografando il problema e l’impatto dell’asbesto sulla salute umana, attivano con circolarità il percorso con la prevenzione primaria. Le condanne giudiziarie, permettono, infatti, di far emergere il rischio. Come per esempio la questione amianto nelle scuole che, recentemente, ha portato il Ministro dell’ambiente, Generale Sergio Costa, a disporre l’emissione di un decreto, con lo stanziamento di €385.000.000,00 per la bonifica dei plessi scolastici ed ospedalieri.


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