Amianto: come tutelarsi legalmente

L’amianto è sinonimo di asbesto. Con questi termini si identificano quei minerali a matrice fibrosa che sono capaci di generare nuove fibre, dannose per la salute. Per questi motivi, l’ONA, con il supporto dell’Avv. Ezio Bonanni conduce il suo impegno per soluzioni innovative di queste problematiche.

Le problematiche relative ai danni ambientali e alla salute provocati dai minerali di amianto, si risolvono, prima di tutto, con la c.d. prevenzione primaria e, poi, con quella secondaria ed, infine, quella terziaria.

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Che cos’è l’amianto, sinonimo di asbesto?

L’amianto, anche detto asbesto, in realtà identifica gruppi di minerali. Il primo è il serpentino (di cui fa parte il crisotilo, detto anche amianto bianco – gruppo dei fillosilicati).

Poi ci sono gli anfiboli (di cui fanno parte l’actinolite, l’amosite, la crocidolite, la tremolite o amianto grigio – verde – giallo e l’antofillite – gruppo degli inosilicati).

Ci sono, poi, degli altri minerali che sono sempre fibrosi (fibra asbestiforme), fuori da questa classificazione che è normativa (art. 247 D.Lgs 81/08). Tuttavia, la fibra asbestiforme ha, comunque, la capacità di suddividersi longitudinalmente in fibre più sottili. In questo modo rimangono in aria fino a 24 ore, prima di cadere a terra, e possono essere facilmente inalate.

Poi c’è tutta la problematica delle tubature in amianto e della lesività dell’amianto ingerito. Quindi, queste fibre provocano nel nostro organismo, prima di tutto, nelle vie aeree, delle infiammazioni, e, poi, il cancro.

I tumori amianto sono molto aggressivi, e quasi sempre, ad esito infausto, ed è per tale ragione, che è preferibile evitare ogni forma di esposizione, anche la più breve e meno elevata.

Né il fatto stesso che l’amianto appaia in matrice compatta pone a riparo dai danni alla salute. Infatti, anche quando la superficie sembra integra, le diverse sollecitazioni, comprese quelle del vento e delle piogge, provocano aerodispersione di fibre.

Una volta entrate nell’organismo causano gravi infiammazioni che possono evolvere in tipi di cancro particolarmente aggressivi e letali. In questa guida scopriamo nel dettaglio cosa è l’amianto, come è stato utilizzato, i rischi per la salute e lo stato della bonifica in Italia.

L’utilizzo dell’amianto in Italia

Amianto

L’amianto, o asbesto, è stato utilizzato fin dall’antichità per le sue caratteristiche ignifughe e fonoisolanti. In Italia, tra il 1959 e il 1975, c’è stato il boom dell’utilizzo, anche se il materiale era già noto e utilizzato da circa un secolo. Fino all’entrata in vigore della Legge 257/92 (aprile 1993), era utilizzato come materia prima e in totale in più di 3000 applicazioni. Ancora oggi è estratto e lavorato in molti Stati. Solo alcuni, infatti, e tra questi tutti gli Stati della Comunità Europea, hanno fatto divieto di estrazione e commercializzazione dell’amianto. L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni hanno chiesto la messa al bando globale dell’asbesto.

L’amianto nell’edilizia: l’Eternit – cemento amianto

L’amianto è stato utilizzato impastato con il cemento, per alleggerire e rendere più resistenti le tegole, gli intonaci e gli stucchi, e con il cemento (Eternit) sotto forma di lastre ondulate (spesso utilizzate nelle coperture degli edifici industriali, civili e prefabbricati) e di lastre piane (come nelle pareti divisorie), nella produzione di tubi di acquedotti di acqua potabile, fognature, serbatoi d’acqua e canne fumarie.

L’amianto nell’industria

L’amianto ha avuto largo utilizzo anche nell’industria. Oltre alla produzione di Eternit, è stato utilizzato come isolante termico, in particolare nelle alte temperature (industrie chimiche, siderurgiche, vetrarie, ceramiche, distillerie, zuccherifici, centrali termiche e termoelettriche) e basse temperature (in impianti di frigorifero o di condizionamento) o come antifiamma nelle condotte per impianti elettrici. Nell’industria tessile è stato utilizzato nei macchinari.

In più, per ricavare corde, nastri e guaine utilizzati per coprire cavi elettrici, tubazioni, così come tessuti per tute protettive antifuoco, per l’industria siderurgica e per i piloti da corsa. Nell’industria chimica ed alimentare alcuni filtri erano realizzati con carte d’asbesto o polvere compressa e utilizzati per la filtrazione del vino e delle bibite.

Inoltre, i minerali di asbesto, hanno avuto uso nella produzione per oggetti domestici: asciugacapelli, forni, stufe, tendaggi, teli da stiro, filtri per sigarette e persino nei giocattoli, come la sabbia artificiale, nelle solette da scarpe e in alcuni preparati farmaceutici.

I minerali di amianto nei mezzi di trasporto

L’amianto è stato utilizzato prima di tutto nelle carrozze ferroviarie e nei locomotori, e ancora nelle navi, e negli altri mezzi di trasporto. Negli autobus, nei camion e negli autoveicoli l’amianto era presente nei materiali di attrito, per esempio nei ferodi dei freni e delle frizioni nonché per le coibentazioni.

Allarme borotalco presenza di amianto

amianto nel talcoFino ai tempi più recenti, l’amianto era presente nel talco, estratto dalle miniere delle Alpi e degli Stati Uniti. il talco è una materia prima usatissima nella produzione di cosmetici. Tutti pensiamo alla polvere “da bagnetto”, ma in realtà è uno degli ingredienti principali del makeup (nelle polveri, come base, ma anche in fondotinta, rossetti, eccetera). Per legge, il talco utilizzato nei cosmetici deve essere privo di amianto. Ciò significa che i fornitori di talco devono fornire alle aziende cosmetiche test che ne escludano la presenza.

La società Johnson & Johnson ha ricevuto diverse condanne per le morti di amianto in seguito a mesotelioma per il sospetto che il talco fosse contaminato da residui di amianto.

Amianto: la produzione prosegue fuori dall’Europa

ItaliaLa produzione di asbesto ha superato le 2 milioni di tonnellate, fino ai tempi più recenti. Il Canada ha recentemente interrotto l’estrazione di amianto, ma purtroppo, al momento soltanto 62 Stati hanno bandito l’amianto.

Oltre agli Stati dell’Unione Europea, soltanto Arabia Saudita, Argentina, Australia, Cile, Croazia, Gabon, Giappone, Honduras, Kuwait, Seicelle ed Uruguay hanno messo al bando l’uso dell’amianto.

Le fibre di asbesto e la loro capacità cancerogena

Come già rilevato, le fibre di amianto inducono, prima di tutto, infiammazione. Quindi, placche, ispessimenti pleurici ed asbestosi.

In più, le fibre provocano anche delle neoplasie, tra le quali, prima di tutto, il mesotelioma e, poi, il tumore del polmone, della laringe, della faringe, delle ovaie, dello stomaco e del colon retto. In più, secondo le ricerche dell’ONA, anche altre neoplasie hanno origine dall’esposizione ad amianto, in particolare, quelle del rene, della prostata. Comunque, quelle del sistema uroteliale.

La stessa OMS con lo IARC, che è l’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, ha confermato la cancerogenicità dell’amianto: “There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos […]”.

Quindi, ha chiarito che “Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum” (Volume 100C –IARC, Monographs).

Mortalità per amianto o asbesto

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha confermato che, solo per tre del più elevato numero di patologie asbesto correlate, sono stati censiti circa 107.000 decessi ogni anno origine professionale.

In realtà, si tratta di un dato sottostimato, perché circoscritto ai soli mesoteliomi, tumori del polmone ed asbestosi per motivi professionali. Quindi, non si tiene conto delle altre patologie e di quelle non professionali.

In realtà, l’OMS ha omesso, ed omette, di assumere le necessarie determinazioni in ordine alla necessità del bando globale dell’amianto. La situazione in Italia è non meno drammatica, anzi, il numero dei casi di mesotelioma nel 2020, è in aumento. Infatti, sono stati sfiorati i 2.000 casi, con un’incidenza di mortalità del 93%.

Quindi, i decessi per mesotelioma, tenendo conto anche dell’aggressività del Covid-19, hanno sfiorato il numero di 2.000. Infatti, molti dei malati di mesotelioma, specialmente nella prima fase, sono stati colpiti dal Covid-19.

In più, si deve tener conto anche dei decessi di tumore al polmone e di altri tumori amianto e per asbestosi. Quindi, anche per il 2020, il numero dei decessi non è inferiore ai 6.000, con una stima che è prudenziale.

Il picco è atteso per il 2025/2030.

Tutela legale: amianto killer e rischi connessi

Con riferimento ai danni da amianto, occorre rimarcare il fatto che, solo evitando l’esposizione è possibile vincere definitivamente contro le malattie da asbesto.

Infatti, come già, più volte, evidenziato, queste malattie hanno esito infausto, in particolare il mesotelioma. Per tali motivi, l’approccio per affrontare e risolvere questa problematica è proprio quello della bonifica.

Quindi, la tutela legale rileva in chiave preventiva. Prima di tutto, con il rispetto delle norme di cui al Dlgs. 81/2008, e poi, dell’art. 2087 c.c.. È fondamentale un approccio che debba essere, prima di tutto, culturale. In altre parole, deve essere promossa la c.d. cultura della prevenzione. In più, della rimozione del rischio alla radice.

Rimuovere i materiali dannosi e pericolosi, evitare di usare i materiali di cui si sospetta la pericolosità, secondo il principio di precauzione. In più, con riferimento al rischio amianto, rimuovere tutti i materiali attraverso la bonifica. Prima di tutto, lo smaltimento amianto, che è la forma di bonifica migliore, poi, il confinamento e, poi, l’incapsulamento.

Nel frattempo, è importante evitare i siti contaminati. Per questi motivi, l’ONA crede nella mappatura e ha messo a disposizione la c.d. app ONA. Questo è uno strumento fondamentale perché permette la mappatura e, quindi, di conoscere il rischio. In questo modo, evitarlo.

Questo è stato ribadito anche nella recente conferenza stampa del 13.10.2020 (Rischio amianto in Italia, diritti negati alle vittime). Infatti, in quella sede è stata ribadita la necessità della bonifica e messa in sicurezza di tutti i siti.

Infatti, nella settima puntata di ONA TV è stato affrontato il tema relativo alla sicurezza sul lavoro. Ospiti in studio, oltre all’Avv. Ezio Bonanni, il Segretario Generale dell’UGL Paolo Capone e Franco Colombo, Presidente FILASC.

Rischio amianto nelle Forze Armate e necessarie tutele

Ancora, a tutt’oggi, occorre maggiore attenzione per la sicurezza, in particolare per quanto riguarda il rischio amianto. Quindi, si afferma il principio che, anche i rappresentanti delle Forze Armate debbono avere adeguata tutela.

Il rischio amianto è rilevante anche nel settore delle Forze Armate, in particolare, per quanto riguarda il suo utilizzo nelle unità navali.

Come risulta dalla Relazione finale della Commissione Parlamentare d’Inchiesta della Camera dei Deputati del 07.02.2018, ci sono stati 830 casi di mesotelioma censiti fino al 2015. Nel solo settore della Marina Militare almeno 570 casi al 2015. Evidentemente è la punta dell’iceberg che rende necessaria una maggiore tutela in chiave preventiva.

Quindi, la tutela legale deve mirare ad ottenere l’interdizione delle condotte dannose e pericolose.

La prevenzione primaria, secondaria e terziaria

Quindi, la più efficace tutela, rispetto al rischio amianto, è costituita dalla prevenzione primaria: evitare ogni forma di esposizione alla fibra killer e agli altri cancerogeni.

Per coloro che sono stati già esposti, è indispensabile la sorveglianza sanitaria, unitamente alla ricerca scientifica che potrà permettere un approccio più articolato ed efficace, oltreché tempestivo, per i nuovi casi di patologia asbesto correlata. In molti casi la sorveglianza sanitaria permette di agire con tempestività diminuendo l’indice di mortalità delle malattie asbesto correlate.

La prevenzione terziaria è la rilevazione epidemiologica e al tempo stesso comprende gli indennizzi previdenziali e il risarcimento danni che, fotografando il problema e l’impatto dell’asbesto sulla salute umana, attivano con circolarità il percorso congiunto con la prevenzione primaria.

Le condanne giudiziarie, permettono, infatti, di far emergere il rischio. Come per esempio la questione amianto nelle scuole che ha portato il Ministro dell’Ambiente, Generale Sergio Costa, a disporre l’emissione di un decreto, con lo stanziamento di €385.000.000,00 per la bonifica dei plessi scolastici ed ospedalieri.

Amianto: tutela sanitaria degli esposti e delle vittime

Come abbiamo già evidenziato, le fibre, anche con la sola esposizione, provocano dei danni. Anche quando il danno biologico non si è ancora manifestato, oppure anche con danni minimi, come quelli da ispessimenti pleurici e placche pleuriche, sussistono i c.d. danni psicologici.

In particolare, sussiste la vera e propria paura di ammalarsi. In questo ambito, è molto importante il servizio istituito dall’ONA di consulenza psicologica online. Poi, la sorveglianza sanitaria, che permette la verifica di eventuali danni biologici subiti dai lavoratori esposti. In questo modo, è possibile la diagnosi precoce.

Così, con la diagnosi precoce, l’intervento terapeutico è tempestivo. Nel corso del 16 episodio di ONA TV (Mesotelioma, amianto e malattie del lavoro), sono state affrontate le tematiche sanitarie legate al mesotelioma.

Quest’ultima è la più aggressiva delle neoplasie asbesto correlate. Nel passato, le chances di sopravvivenza erano circoscritte a pochi mesi. Infatti le aspettative di vita dei malati di mesotelioma sono minime, se la diagnosi non è tempestiva. Il prof. Marcello Migliore nel corso della tramissione, ha chiarito che con il suo metodo innnovativo della chirurgia mini invasiva e chemioterapia intrapleurica, ha ottenuto eccellenti risultati.

A maggior ragione per quanto riguarda le altre malattie asbesto correlate, compreso il tumore del polmone. In queste patologie è più marcata l’efficacia della diagnosi precoce.

Per questo motivo, l’ONA ha istituito il servizio di assistenza sanitaria e medico-legale. Quindi, anche con la possibilità di agire per chiedere il risarcimento dei danni in caso di ritardo nella diagnosi.

Per cui, è stato istituito il dipartimento di ONA Responsabilità Medica. In molti casi, abbiamo assistito a ritardi nella diagnosi di mesotelioma. Questo è un classico caso per il quale si ha diritto al risarcimento del danno:

Tutela previdenziale vittime amianto

Va osservato che le malattie asbesto correlate, sono riconosciute ed indennizzate dall’INAIL. In particolare, quelle della lista I, per le quali si presume l’origine professionale.

Sono inserite nella lista I, oltre alle placche e agli ispessimenti pleurici, anche l’asbestosi e i tumori amianto. In particolare, il mesotelioma, tra i quali quello della pleura, del peritoneo, del pericardio e della tunica vaginale del testicolo.

In più, nella stessa lista I, sono inseriti il tumore del polmone, quello della laringe e quello delle ovaie. Per queste patologie, si presume l’origine professionale. Poi ci sono quelle della lista II: tumore della faringe, dello stomaco e del colon retto. Infine, della lista III, costituita dal solo tumore dell’esofago.

In caso di riconoscimento dell’origine professionale, si ha diritto all’indennizzo INAIL, secondo il grado di invalidità e l’entità dello stipendio.

Quindi, fino al 6% l’INAIL indennizza solo l’inabilità temporanea. A partire dal 6%, indennizza il danno biologico con il pagamento di una tantum. Poi, a partire dal 16%, vi è il diritto alla rendita.

In questi casi, sono dovute le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto.

Benefici contributivi per esposizione ad amianto

In più, i lavoratori esposti ad amianto hanno diritto ai c.d. benefici contributivi. Cioè delle maggiorazioni contributive che sono dei contributi aggiuntivi, utili per il prepensionamento amianto. In più, per chi è già in pensione, per ricostituire la posizione previdenziale e, quindi, riliquidare la pensione.

In questo modo, i ratei sono adeguati e maggiorati. La normativa è quella dell’art. 13, co. 8, L. 257/1992. Poi, per chi subisce una malattia professionale, la norma è quella dell’art. 13, co. 7, L. 257/1992.

Secondo quest’ultima disposizione, le maggiorazioni amianto si traducono nella maggiorazione contributiva del 50%. Infatti, vi è il coefficiente dell’1,5, che si applica per il periodo di lavoro in esposizione ad amianto.

In più, nel caso in cui non si riuscisse a maturare il diritto a pensione, si può chiedere la pensione amianto. Si tratta di una pensione di invalidità amianto. La norma è quella dell’art. 1, commi 250, 250 bis e ter, L. 232/2016.

Risarcimento danni amianto

Oltre ai c.d. benefici contributivi e rendite INAIL, vi è anche il diritto al risarcimento del danno. Questo diritto, riguarda anche coloro per i quali si applica la precedente regolamentazione previdenziale. Ci riferiamo al comparto non privatizzato del pubblico impiego, per cui si applica il riconoscimento di vittima del dovere.

Per questi ultimi, ed in generale, per coloro che svolgono le attività specifiche di cui all’art. 1, co. 563, L. 266/05, e per i c.d. equiparati, si applica la tutela dello status di vittima del dovere.

Per tutte le categorie di vittime, c’è il diritto al risarcimento del danno, che deve essere integrato. Infatti, con il danno biologico, ci sono tutta una serie di altri pregiudizi, da quelli morali a quelli esistenziali.

La tutela della vittima deve essere totale e riguarda anche i casi di malattie che, allo stato, sembrano meno gravi, come le placche e gli ispessimenti. In realtà, questi ultimi, anticipano il mesotelioma pleurico.

Per queste ragioni, è molto importante una tutela risarcitoria e la raccolta delle prove, anche attraverso il medico legale.

Consulenza gratuita vittime amianto

La Srl ONA Ricerca e Sviluppo, ha predisposto sul Giornale Dell’Ambiente un’apposita sezione in cui è possibile fare richiesta di consulenza gratuita. Il parere online gratis è molto importante. Infatti un pool di legali, coordinati dall’avv. Ezio Bonanni, rispondono ai quesiti dei lettori del giornale.

Il parere legale scritto è molto importante perché è corredato da riferimento normativi e della giurisprudenza. In questo modo, il lettore può orientarsi in ordine ai suoi diritti, sia per la previdenza che per il risarcimento del danno.

Per accedere ai servizi di assistenza medica e legale gratuita dell’ONA basta seguire questo link: