Malattia professionale INAIL: indennizzo e rendita

INAIL prevede un indennizzo o una rendita per coloro che hanno contratto una malattia professionale.

Entrambe sono delle prestazioni economiche che hanno lo scopo di indennizzare il danno biologico subito per cause lavorative e la diminuzione di reddito causata dall’invalidità.

ONA-Osservatorio Nazionale Amianto e l’Avv. Ezio Bonanni forniscono un servizio di assistenza legale per la tutela dei diritti delle vittime.

Guidano chi ne fa richiesta nell’iter del riconoscimento delle prestazioni INAIL. Inoltre, si aggiunge alle prestazioni previdenziali e all’indennizzo INAIL il diritto l’integrale risarcimento di tutti i danni.

Indice dei contenuti

  • Malattia professionale: cosa significa?

  • Riconoscimento malattia professionale

  • Le prestazioni INAIL spettanti alla vittima: indennizzo e rendita

  • Altri diritti delle vittime di malattia professionale

  • Cosa spetta agli eredi della vittima di malattia professionale?

  • Servizi di tutela medica e legale


  • Tempo di lettura stimato: 10 minuti

    Chi indennizza la malattia professionale?

    L’INAIL è l’Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro. È un ente pubblico non economico che si occupa di erogare prestazioni ai lavoratori che subiscono infortuni sul lavoro o malattie professionali.

    La malattia professionale si differenzia dall’infortunio sul lavoro in quanto contratta nell’esercizio dell’attività lavorativa, protratto nel tempo e a causa delle lavorazioni esercitate.

    Invece l’infortunio sul lavoro avviene in seguito a un evento traumatico, avvenuto per una causa violenta sul posto di lavoro o in occasione di lavoro. Esso comporta l’impossibilità di svolgere l’attività lavorativa per più di tre giorni.

    Malattia professionale causata dall’amianto

    L’esposizione ad amianto sul luogo di lavoro può causare gravi danni alla salute.

    Le fibre dei minerali di amianto (anfiboli e serpentini), se inalate o ingerite, possono infatti causare fenomeni infiammatori. Questi poi possono degenerare e portare all’insorgere di neoplasie e gravi patologie asbesto correlate.

    Questo processo cancerogeno provocato dall’asbesto è confermato anche dall’ultima monografia IARC: “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“.

    L’unico modo per evitare qualsiasi rischio per la propria salute è evitare ogni forma di esposizione. Questo è possibile solo attraverso la bonifica dei siti contaminati. Perciò l’ONA e il presidente dell’associazione, l’Avvocato Bonanni, hanno tra i principali obiettivi la prevenzione primaria. Per questo hanno anche ideato l’APP Amianto, al fine di facilitare la segnalazione delle aree in cui è presente l’amianto e portare avanti la mappatura.

    Purtroppo però in Italia sono ancora molti i siti contaminati. Denuncia la situazione d’emergenza lo stesso Avvocato Ezio Bonanni nella sua pubblicazione “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia- Ed.2021“.

    Invece, quando un lavoratore è esposto ad amianto sul luogo di lavoro, deve essere sottoposto alla sorveglianza sanitaria. La prevenzione secondaria, attraverso controlli medici periodici, permette di giungere a una diagnosi precoce di una malattia da asbesto.

    Infine l’ultimo stadio del percorso preventivo è la prevenzione terziaria, che consiste nella tutela legale dei diritti delle vittime esposte.

    Malattia professionale INAL: quali sono riconosciute

    L’INAIL ha diviso le malattie professionali da amianto in 3 liste. Nella Lista I l’INAIL ha inserito le patologie asbesto correlate la cui origine è di “elevata probabilità“. Per questo sussiste la presunzione legale di origine.

    È quindi sufficiente la presenza delle fibre di amianto nel luogo di lavoro per ottenere il riconoscimento di malattia professionale INAIL. Di conseguenza la vittima ha diritto a essere indennizzata dall’INAIL, perché il nesso causale si presume.

    La Lista I comprende:

    Nella Lista II dell’INAIL sono inserite le malattie che, pur essendo riconducibili a esposizione all’amianto, hanno una limitata probabilità di origine professionale.

    In questo caso non è prevista la presunzione legale d’origine. Perciò sarà la vittima a dover dimostrare il nesso causale per ottenere le prestazioni INAIL.

    Il lavoratore sarà indennizzato qualora dimostri l’origine professionale dell’esposizione ad amianto. In altre parole l’onere della prova è a carico del lavoratore. Questo dovrà provare la riconducibilità all’esposizione di sostanze dannose nell’ambiente lavorativo.

    Le malattie inserite nella Lista II sono:

    La Lista III, infine, comprende solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile. Allo stesso modo, anche in questo caso, non vi è la presunzione legale d’origine.

    Riconoscimento malattia professionale e prestazioni INAIL

    Per ottenere il riconoscimento di malattia professionale da parte dell’INAIL la vittima deve seguire un determinata procedura.

    Innanzitutto occorre rivolgersi al medico curante o a un medico del lavoro per verificare la sussistenza dell’esposizione ad amianto. Successivamente il medico rilascia e inoltra all’INAIL la prima certificazione di malattia professionale.

    Da questo momento il lavoratore ha 15 giorni di tempo per informare il datore di lavoro e consegnare il certificato di malattia professionale. Una volta ricevuto, il datore di lavoro dovrà inviare il certificato all’INAIL entro 5 giorni. Se invece la vittima è già in pensione sarà lui stesso a informare l’INAIL e a mandare la documentazione.

    Così inizia il procedimento amministrativo presso l’ente assicuratore. Il lavoratore deve essere sottoposto a una visita collegiale. L’ente poi formulerà un primo giudizio.

    In caso di rigetto della domanda o di attribuzione di un grado inavalidante inferiore a quello effettivo, si può fare ricorso (ex art. 104 DPR 1124/65). Si apre il precontenzioso e si procede con il ricorso giudiziario davati al giudice del lavoro.

    Diritto all’indennizzo o rendita INAIL

    Una volta ottenuto il riconoscimento di malattia professionale, la vittima ha diritto a determinate prestazioni INAIL, in base al grado invalidante:

    • se è inferiore al 6% non sussiste il diritto all’indennizzo INAIL, perciò il risarcimento è totalmente a carico del datore di lavoro;
    • tra il 6 e il 15% l’INAIL indennizza il danno biologico, mentre tutte le altre componenti sono risarcite dal datore di lavoro;
    • dal 16% la vittima ha diritto alla rendita INAIL, che prevede l’indennizzo del danno biologico e del danno patrimoniale per diminuite capacità di lavoro.

    Queste prestazioni sono erogate sulla base dell’art. 38 Cost., che garantisce a tutti i cittadini di mantenere il reddito in caso di malattia professionale e di inabilità temporanea o permanente.

    Inoltre le prestazioni economiche INAIL, tranne l’indennità e l’integrazione della rendita diretta, non sono soggette a tassazione e non sono pignorabili né cedibili.

    Riconoscimento dell’aggravamento del danno biologico

    In caso di successivo aggravamento della malattia professionale, il lavoratore può richiedere all’INAIL di appartenenza la revisione del grado d’invalidità. I termini sono:

    • 10 anni dalla data d’infortunio sul lavoro;
    • 15 anni dalla data di manifestazione della malattia professionale.

    Nei casi di malattie professionali causate da inalazione di polvere di silicio o di amianto oppure da radiazioni ionizzanti, la revisione può essere chiesta senza alcun limite di tempo.

    Altre prestazioni per le vittime di malattia professionale

    Una volta ottenuto dall’INAIL il riconoscimento dell’origine professionale della patologia, si ha diritto ad altre prestazioni assistenziali e pensionistiche.

    Per esempio le vittime hanno diritto ai benefici contributivi (ex art. 13, co. 7, L. 257/1992). Grazie alla maggiorazione contributiva del 50% del periodo di esposizione nel luogo lavorativo si può accedere al prepensionamento. Se si è già in pensione, invece, si avrà diritto alla rivalutazione dei contributi, utilizzando sempre il coefficiente 1,5.

    Mentre, chi, nonostante l’accredito contributivo, non raggiunga il diritto alla pensione, può fare domanda per la pensione inabilità amianto.

    Inoltre chi ha diritto alla rendita INAIL può richiedere la prestazione aggiuntiva del Fondo Vittime Amianto (art. 1 commi 241/246 della Legge 244/2007). Essa equivale a una maggiorazione del 15% della rendita mensile. In più questa prestazione può essere richiesta da una vittima di mesotelioma anche in caso di esposizione ambientale.

    Infine, le vittime appartenenti alle Forze Armate e al Dipartimento di Sicurezza hanno diritto a prestazioni aggiuntive come Vittima del dovere

    Malattia professionale INAIL: risarcimento danni

    Se la vittima ottiene il riconoscimento di una malattia professionale, allora vuol dire che ha diritto al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali.

    L’INAIL indennizza il danno biologico (danno non patrimoniale) e quello per le diminuite capacità di lavoro (danno patrimoniale). Tuttavia la vittima ha il diritto all’integrale ristoro dei pregiudizi subiti, compresi i danni morali ed esistenziali.

    Quindi devono essere risarciti i danni differenziali e complementari (Cass., Sez. Lav., 767/2005). Il danno differenziale è la differenza tra l’integrale risarcimento e l’indennizzo del danno biologico e da diminuite capacità di lavoro.

    Il totale risarcimento dei danni spetta integralmente al datore di lavoro. Per stabilire il valore del ristoro dovuto alla vittima dal carico del datore di lavoro, si devono scomputare per poste omogenee le prestazioni INAIL.

    In altre parole l’indennizzo INAIL deve essere scorporato per poste omogenee dal danno biologico e da quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. Mentre tutti gli altri pregiudizi devono essere integralmente risarciti (Cass., Sez. Lav., n.13645 del 21 maggio 2019).

    Prestazioni integrative in caso di malattia professionale

    Tra le prestazioni integrative assistenziali spettanti alla vittima c’è l’assegno di incollocabilità. È erogato quando diviene impossibile la collocazione in qualsiasi settore lavorativo. Quindi vale per i soggetti di età non superiore a 65 anni e con grado di inabilità, per infortuni sul lavoro o malattie professionali, non inferiore al 34% (fino al 2006). Dal 2007 la menomazione dell’integrità psicofisica e danno biologico deve essere superiore al 20% (art. 13 del d.lgs. 38/2000).

    A questa si aggiunge l’erogazione integrativa di fine anno. È una prestazione economica corrisposta a chi ha un grado di inabilità:

    • tra 80% e 100%, valutato in base alle tabelle allegate al Testo Unico (d.p.r. 1124/1965);
    • dal 2007 tra 60% e 100%, valutato secondo le tabelle del d.m. 12 luglio 2000.

    Il diritto spetta a condizione che il reddito personale non superi i limiti stabiliti ogni anno dall’INAIL.

    Infine ci sono anche il brevetto e distintivo d’onore, prestazioni di natura onorifica ed economica. Ogni anno l’INAIL consegna brevetti e distintivi d’onore ai grandi invalidi. Il requisito é che il grado di inabilità sia tra 80% e 100% oppure tra il 60% e 100% dal 2007. Spetta anche ai mutilati del lavoro con grado di inabilità tra 50% e 79% o tra 35% e 59% dal 2007.

    Diritto alle prestazioni INAIL agli eredi

    In caso di decesso della vittima, le prestazioni INAIL sono erogate in favore dei superstiti. Sono considerati eredi i seguenti soggetti:

    • coniuge, a cui spetta una rendita del 50% della retribuzione annua o convenzionale;
    • figli,compresi quelli adottivi, affiliati o affidati, a cui spetta il 20%;
    • orfani, a cui spetta il 40% della rendita;
    • fratelli o sorelle (in assenza di coniuge e figli), a cui spetta il 20%, se conviventi con il defunto.

    Tuttavia l’entità complessiva delle prestazioni non può superare il 100% di quanto sarebbe spettato al lavoratore defunto.

    Con il provvedimento del 4 dicembre 2020, si sono rivalutate le prestazioni INAIL. Per quanto riguarda il valore della rendita vitalizia INAIL si parte da una retribuzione pari a € 25.106,52 per i lavoratori dell’industria, mentre per gli autonomi è pari a € 16.636,20.

    Malattia professionale INAIL: assegno funerario

    Oltre alla rendita di reversibilità in ratei mensili, che si somma alla pensione di reversibilità, i superstiti hanno diritto ad altre prestazioni.

    Per esempio, in base all’art. 85 del d.p.r. 1124/1965, i superstiti possono presentare la domanda amministrativa per ottenere l’assegno funerario.

    L’assegno funerario è una prestazione erogata una tantum che ha lo scopo di rimborsare le spese sostenute per il funerale del lavoratore deceduto per malattia professionale. Con gli ultimi provvedimenti, la prestazione equivale a €10.050.

    Questo diritto spetta al coniuge, unito anche civilmente, oppure, in mancanza di discendenti, ai collaterali. La condizione è che sussistano i requisiti di titolarità della rendita e che abbiano anticipato le spese del funerale (art. 85 co. 4 del DPR 1124/65).

    Speciale assegno continuativo mensile ai superstiti

    Lo speciale assegno continuativo mensile è erogato in favore del coniuge e dei figli dei lavoratori già titolari di rendita diretta, deceduti per cause indipendenti dall’infortunio o dalla malattia professionale.

    Tuttavia si ha diritto alla prestazione a condizione che il grado invalidante fosse non inferiore al 65% (fino al 2006). Per gli anni successivi la menomazione dell’integrità psicofisica non deve essere inferiore al 48%.

    I superstiti, per ottenere lo speciale assegno INAIL continuativo mensile, non devono percepire altre rendite o prestazioni economiche previdenziali di importo pari o superiore a quello dell’assegno speciale.

    Risarcimento danni agli eredi della vittima

    La rendita di reversibilità INAIL ai superstiti non è che un mero indennizzo del danno patrimoniale da diminuite capacità di lavoro e del danno biologico. Gli eredi legittimi della vittima hanno diritto al totale risarcimento dei danni, che comprende anche il danno differenziale.

    I danni iure hereditario sono i pregiudizi subiti dalla vittima deceduta liquidati agli eredi. In più i superstiti hanno diritto anche ai danni iure proprio subiti dagli eredi a causa della morte del lavoratore congiunto.

    Mentre per la liquidazione dei pregiudizi iure hereditario si dovrà tener conto della rendita, per quelli iure proprio, le prestazioni INAIL non debbono essere scomputate (Cass., Sez. lav., 30857/2017).

    Per approfondire la complessa materia della tutela risarcitoria è possibile consultare il libro dell’Avvocato Bonanni “Il danno da amianto- Profili risarcitori e tutela medico-legale“.

    Assistenza legale e medica: il ruolo dell’ONA

    L’ONA e l’Avvocato Bonanni tutelano tutte le vittime. In particolare si occupano dei lavoratori esposti ad agenti cancerogeni, come l’amianto, e che abbiano contratto una patologia ad esso collegata.

    L’Avv. Bonanni e il suo team di legali esperti forniscono una consulenza legale per salvaguardare i diritti di coloro che ne fanno richiesta.

    Inoltre, grazie alla squadra di medici volontari, coordinati dal Dott. Cianciosi, è possibile richiedere una consulenza medica gratuita.