Amianto: complicazioni cardiache, cardiocircolatorie e respiratorie

amiantoL’asbesto (sinonimo di amianto) è il termine che indica quei minerali del gruppo degli inosilicati (serie degli anfiboli) e del gruppo dei fillosilicati (serie del serpentino) di consistenza fibrosa e cancerogeni. Le fibre sono più lunghe di 5 µm e con rapporto lunghezza / larghezza di almeno 3:1.

Le fibre di amianto sono cancerogene perché hanno capacità infiammatorie. Le patologie infiammatorie evolvono in quelle tumorali. L’asbestosi, classica patologia infiammatoria causata dalle fibre di amianto, oltre alle reazioni autoimmuni e alle difficoltà respiratorie, ha complicazioni cardiovascolari e cardiache.

Tutti coloro che sono stati esposti ad amianto, o temono di esserlo stati, debbono essere sottoposti a sorveglianza sanitaria anche con riferimento a rischio di complicazioni cardiache e cardiocircolatorie. Anche i danni cardiaci debbono essere trattati tempestivamente, al pari di eventuali degenerazioni tumorali dell’asbestosi.

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Cardiopatia e problemi al cuore

Per cardiopatia cardiaca si intende qualsiasi malattia che colpisca il cuore, sia di tipo organico che funzionale. Le cardiopatie si classificano in congenite (presenti dalla nascita) e acquisite (quando insorgono successivamente). Tra quest’ultime si inseriscono quelle che insorgono in seguito ad esposizione professionale ad asbesto.

Gli agenti che causano le cardiopatie sono:

  • Esposizione ad asbesto;
  • Invecchiamento;
  • Cause infettive o legate alla alimentazione (consumo eccessivo di zuccheri, in particolare fruttosio) e carboidrati altamente raffinati.

Complicazioni cardiache 

Le prime ricerche sugli effetti dell’esposizione ad amianto sul sistema cardiocircolatorio, a conferma della correlazione tra amianto e danni cardiaci risalgono all’inizio del secolo scorso. Recenti studi hanno dimostrato anche una aumentata incidenza di ictus e altri danni cardiaci negli esposti ai minerali di asbesto (Harding 2009). Nella Letter to the Editor a firma di Sjogren (2009) sono stati evidenziati possibili legami fisiopatologici tra amianto e malattie cardiovascolari.

Asbestosi e placche pleuriche 

Nel 1956 venne approfondito lo studio delle patologie cardiovascolari associate all’asbestosi (G. Odaglia, D. Zannini, Contributo allo studio dell’apparato cardiovascolare nell’asbestosi, 1956) e presentata un’altra classificazione dell’asbestosi che teneva conto anche delle complicazioni neoplastiche e cardiovascolari e della necessità di eseguire l’elettrocardiogramma (A. Francia, Aspetti radiologici dell’asbestosi polmonare, 1956).

La moderna letteratura scientifica ha dimostrato che in soggetti affetti da malattie coronariche sono presenti placche pleuriche (Korhola, 2001) e, in un modello sperimentale (esposizione ad amianto di ratti) è stata evidenziata l’insorgenza di lesioni della parete arteriosa mediate da effetto infiammatorio, stress ossidativo, effetti pro-trombotici (Shannahan 2012).

Danni respiratori dell’amianto 

AssistenzaNel 1956 fu approfondito il problema delle pneumoconiosi nei lavoratori portuali, notoriamente esposti a massicce quantità di amianto (F. Molfino, D. Zannini, Malattie polmonari da polveri nei lavoratori dei porti, 1956). Lo studio confermò una correlazione tra asbesto e insorgenza di danni respiratori, tra cui l’asbestosi.

Fin dagli anni 60’, per quanto riguarda in particolare l’asbestosi, sono state accertate le compromissioni cardiovascolari e respiratorie ed evidenti danni cardiaci direttamente proporzionali alla gravità della fibrosi per riduzione della superficie respirante (G. Scansetti, G.F. Rubino, Analisi comparata della compromissione cardiovascolare e respiratoria nell’asbestosi polmonare, 1960).


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I diritti delle vittime di amianto 

  • Rendita Inail (anche per famigliari superstiti)
  • Risarcimento danni
  • Fondo Vittime Amianto
  • Benefici contributivi (art. 13 comma 7 legge 257/92)
  • Pensionamento immediato
  • Riconoscimento Vittima del Dovere
  • Risarcimento danni amianto
  • Pensione per ferrovieri

In caso di decesso, il risarcimento INAIL o rendita INAIL viene liquidata al coniuge superstite nella misura del 50% della prestazione spettante alla vittima (rendita di reversibilità) e ai figli nella misura del 20% per ognuno, a condizione che non superi l’iniziale 100%.

Nesso causale tra esposizione professionale e danni cardiaci e respiratori 

L’amianto è il principale fattore di rischio per l’insorgenza di numerose malattie e tumori, ma anche di complicazioni cardiache, cardiocircolatorie e danni respiratori.

Con il riconoscimento dell’asbestosi e/o di altra patologia asbesto correlata, il lavoratore ha diritto a ottenere l’indennizzo anche del danno da cardiopatia e/o per le malattie cardiovascolari causate dall’esposizione asbesto.

Legislazione in materia di cardiopatia 

Nella liquidazione dell’indennizzo INAIL per malattia professionale (quindi anche in caso di cardiopatia da amianto) si tiene conto della valutazione globale del danno. Quindi, vanno ricompresi anche gli effetti dell’esposizione ad asbesto sull’apparato respiratorio e cardiocircolatorio (art. 4, Legge n. 780/1975, modificata dall’art. 145 D.P.R. 1124/65).

La normativa di cui al D.P.R. 1124/65 fa infatti riferimento ad altre patologie “associate” a quelle classiche asbesto-correlate, in particolare a quelle dell’apparato respiratorio e cardio-circolatorio. Conseguentemente, ne fanno parte anche i problemi cardiaci e non sussiste più la limitazione ai soli casi di TBC polmonare in fase attiva.

Il concetto di “associazione” come complemento di unione, inteso come interazione anatomo-funzionale o eziopatogenetica, è stato approfondito dall’art. 4 della Legge 780/75.