Forme di prevenzione e tutela delle vittime

La prevenzione è la principale finalità dell’Osservatorio Nazionale Amianto e del suo presidente, l’Avv.Bonanni.

Infatti tramite le diverse forme di prevenzione (primaria, secondaria e terziaria) è possibile tutelare la salute e i diritti di coloro che sono esposti ad agenti cancerogeni, come l’amianto.

L’asbesto, una volta inalato o ingerito, può provocare un processo infiammatorio e può sviluppare gravi neoplasie.

Per tale motivo, il team dell’ONA offre assistenza medica e legale gratuita a tutti coloro che desiderino avere maggiori informazioni su come prevenire o affrontare una diagnosi di una malattia asbesto correlata.

Indice dei contenuti

  • L’importanza della prevenzione primaria

  • La sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti

  • La tutela dei diritti delle vittime

  • Come ottenere assistenza legale e medica?


  • Tempo stimato di lettura: 5 minuti

    Prevenzione primaria per evitare il rischio esposizione

    Per eliminare del tutto il rischio di esposizione ad asbesto è fondamentale attuare la prevenzione primaria. Solo in questo modo è possibile evitare i danni alla salute dovuti all’inalazione o ingerimento delle fibre di minerali di amianto.

    In passato l’Italia è stata uno dei maggiori produttori e utilizzatori di asbesto. Infatti i materiali in eternit sono ignifughi, resistenti al calore e alla trazione. Hanno anche capacità di isolante termico, elettrico ed acustico.

    Per queste sue caratteristiche l’amianto è stato utilizzato principalmente nel settore edilizio. Sono molti anche gli edifici pubblici in cui è stato usato, come ospedali, scuole e impianti sportivi. In più i mezzi di trasporto, autoveicoli, treni, navi e aerei possono contenerne tracce. È stato fatto uso di asbesto anche nel comparto della difesa militare, soprattutto nelle unità navali della Marina Militare.

    Siti contaminati e tecniche di bonifica amianto

    La Legge 257 del 1992 ha messo al bando tutti i prodotti contenenti asbesto, disponendone il divieto di estrazione, lavorazione e di utilizzo in ogni sua forma. Però non è stato stabilito nessun obbligo di bonifica, se lo stato del materiale non è friabile e quindi pericoloso.

    Tuttavia l’unico modo per evitare i dannni alla salute è evitare l’esposizione e quindi provvedere alla bonifica dei siti contaminati. Solo così è possibile fermare la strage causata dalle malattie asbesto correlate. Ciò è confermato anche dalla revisione del Consensus di Helsinki (Commento del Prof. Philip J Landrigan).

    Per questo, l’ONA ha istituito l’app amianto al fine di realizzare la mappatura della presenza di asbesto sul territorio nazionale. Attualmente in Italia sono stati già individuati 34.148 siti contaminati, di cui 50 derivanti da una contaminazione di origine naturale e 373 siti con classe di priorità 1. In più ci sono oltre un milione di altri micrositi in Italia.

    Ciò è stato denunciato dall’Avv. Ezio Bonanni in “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia”, che evidenzia anche i ritardi nella messa in sicurezza dei siti contaminati. Approfondisce l’argomento l’episodio di ONA TV “Smaltimento amianto, le responsabiltà della mancata bonifica“.

    Per questo è importante accellerare la bonifica. Essa può essere effettuata tramite tre procedure diverse:

    • incapsulamento, che consiste nel versare sulla superficie di eternit un liquido aggrappante in modo da evitare il rilascio di fibre;
    • confinamento, cioè isolare l’ambiente in cui si trova l’asbesto, così da evitare la dispersione di fibre nell’aria;
    • rimozione con smaltimento, la soluzione definitiva che prevede la totale rimozione del materiale cancerogeno, eliminando così qualsiasi rischio futuro.

    Prevenzione secondaria e la sorveglianza sanitaria

    Oltre alla prevenzione primaria, quando un lavoratore è esposto ad amianto sul luogo di lavoro, deve essere sottoposto alla sorveglianza sanitaria.

    La prevenzione secondaria, attraverso controlli medici periodici, permette di giungere a una diagnosi precoce di una malattia da asbesto. In questo modo è possibile attuare tempestivamente le terapie più indicate e aumentare le possibilità di guarigione della vittima.

    Infatti, come conferma anche l’ultima monografia IARC, le fibre di amianto, una volta inalate o ingerite, provocano malattie infiammatorie e fibrotiche, come gli ispessimenti pleurici, le placche pleuriche e l’asbestosi.

    Inoltre l’asbesto causa il mesotelioma, il tumore del polmone, cancro della laringe, carcinoma delle ovaie. A questi si aggiungono altri tumori, come quello della faringe, dello stomaco, del colon retto e dell’esofago.

    Per quanto riguarda le terapie più idonee ad affrontare le patologie asbesto correlate, la chirurgia è l’unico strumento che permette maggiori chance di guarigione completa. Tuttavia l’intervento chirurgico è consigliato solo quando il cancro è alla fase iniziale. In alternativa il paziente può essere sottoposto a chemioterapia e radioterapia.

    Prevenzione terziaria e la tutela dei diritti delle vittime

    La prevenzione terziaria è l’ultimo stadio del percorso preventivo. Consiste nella tutela legale dei diritti delle vittime esposte.

    Prima di tutto è necessario individuare gli agenti causali delle patologie asbesto correlate. Infatti, grazie all’epidemiologia, si arriva al riconoscimento del nesso causale tra malattia e l’esposizione ad asbesto sul posto di lavoro.

    A questo punto si ottiene il riconoscimento di malattia professionale e si ha diritto a una serie di benefici previdenziali e assistenziali.

    Si può ottenere l’indennizzo INAIL o la rendita, il prepensionamento e le prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto. Inoltre le vittime possono fare domanda per il riconoscimento dello status di Vittima del Dovere.

    Infine è possibile richiedere l’integrale risarcimento dei danni, cioè il ristoro del danno biologico, morale ed esistenziale. Si ottiene facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

    In caso di decesso, sono gli eredi a poter richiedere queste prestazioni e il risarcimento danni. Possono ottenere il ristoro dei danni iure hereditario, cioè quelli subiti dal defunto, e iure proprio, quelli diretti. In più sussiste il diritto ai pregiudizi catastrofali e tanatologici.

    Il ruolo dell’ONA: assistenza medica e legale

    L’ONA e l’Avvocato Bonanni supportano le vittime, attraverso tutte le forme di prevenzione.

    Grazie alla squadra di medici volontari, coordinati dal Dott. Cianciosi, è possibile richiedere una consulenza medica gratuita. Si possono così avere tutte le informazioni inerenti a terapie innovative.

    In più, l’Avv. Bonanni e un team di avvocati esperti forniscono servizi di assistenza legale per salvaguardare tutti i diritti dei lavoratori esposti.