Tremolite amianto: cos’è, utilizzi e pericolosità

La Tremolite amianto è un minerale che appartiene alla classe dei silicati fibrosi, ovvero dei silicati che hanno la capacità di suddividersi in fibre longitudinali, della stessa lunghezza ma via via più sottili. La Tremolite è un minerale di amianto (anche detto asbesto), che fa parte del gruppo degli anfiboli.

In questa guida scopriamo cos’è la Tremolite, dove si trova in natura, dove è stata usata, qual è la sua formula chimica e i suoi utilizzi. Scopriamo anche quando e come è pericolosa e come rimuoverla dai siti contaminati.

Cos’è la Tremolite amianto?

La Tremolite, anche detta “amianto grigio-verde-giallo”per via del suo colore, è un silicato idrato di calcio e magnesio. Forma cristalli prismatici allungati o lanceolati lunghi fino a 20 cm, a volte anche in aggregati fibrosi, granulari o colonnari.

La sua formula chimica è:

  • 2CaO,5MgO,8SiO2,H2O

La tremolite è un inosilicato, ovvero un anfibolo appartenente al sottogruppo degli anfiboli di calcio, strutturato con una doppia catena di tetraedri (SiO4) i quali condividono tre dei quattro ossigeni.

La tremolite forma una serie con l’actinolite e la ferro-actinolite nella quale il magnesio viene sostituito dal ferro (Fe2+).

Generalmente la suddivisione tra due specie di una serie viene stabilito con il limite del 50% dell’elemento che varia ma in questo caso è stato stabilito un intervallo molto più stretto per facilitare la distinzione della tremolite incolore, dall’actinolite generalmente di colore verde.

Classificazione legale della tremolite amianto

Dal punto di vista legale la Tremolite e gli altri minerali di amianto sono definiti attraverso l’art. 247 del D.Lgs. 09.04.08 n. 81, che riproduce l’art. 2 della Direttiva 477/83/CEE (ora sostituita dalla Direttiva 2009/148/CE) e che classifica la Tremolite come amianto, anzi vi è presente proprio con il nome di Tremolite d’amianto.

Qui di seguito riportiamo lo stralcio di legge che ci interessa: “Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:

a) l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4;
b) la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;
c) l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5;
d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;
e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;
f) la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6″.

Dove si trova la Tremolite amianto?

La Tremolite si trova in natura in molte località alpine.

Conosciuta fin dalla fine del XVIII secolo, la sua prima descrizione si deve a Johann Ehrenreich von Fichtel nel 1782 in base ad un ritrovamento avvenuto nei pressi del villaggio di Sebeşu de Jos in Transilvania.

A darle il nome è però una località alpina: la Valle Tremola nel massiccio del S. Gottardo (Campolongo, nel Canton Ticino, in Svizzera), anche se probabilmente il campione proveniva dalla vicina zona di Campolungo, Valle Piumogna.

Usi e utilizzi della Tremolite

La Tremolite, fino alla messa al bando dei minerali di amianto avvenuta in Italia nel 1992, veniva utilizzata nella fabbricazione di prodotti in calcestruzzo, cemento, gesso e latero-gesso, in cui a questi prodotti veniva aggiunta una percentuale di fibre. Fu utilizzata soprattutto nella produzione di materiali di attrito e di materiali carboniosi.

La Tremolite amianto è pericolosa?

La Tremolite è pericolosa per la salute umana? La risposta è presto data. Essa è pericolosa esattamente come gli altri minerali di amianti la cui pericolosità era già nota, sebbene non provata scientificamente, all’inizio del secolo scorso. Solo nel 1992 però, con la legge 257 del 1992 (Norme relative alla cessazione dell’impiego dell’amianto killer) l’estrazione e la commercializzazione dei minerali di asbesto viene messa al bando in Italia e in un totale di 62 stati nel mondo.

Perché?

La pericolosità dei minerali di amianto dipende dalla loro fibrosità, ovvero dalla capacità di rilasciare fibre sottilissime nell’ambiente e invisibili ad occhio nudo. Queste fibre, che hanno la capacità di suddividersi in fibre longitudinali via via più sottili, possono essere facilmente inalate e dare avvio a fenomeni infiammatori gravi.

I fenomeni infiammatori che insorgono in seguito al contatto delle fibre con l’organismo possono a loro volta evolversi in asbestosi, placche pleuriche e altre malattie asbesto-correlate ad esito spesso infausto (tra cui i pericolossisimi mesoteliomi, il cancro alle ovaie, al polmone, allo stomaco, all’esofago, alla laringe e alla faringe).

Quando è pericolosa?

Quando è pericolosa la Tremolite? Facciamo una distinzione terminologica, usata anche dalla legge in materia, per capire meglio quando e in che modo la Tremolite è pericolosa. Innanzitutto precisiamo che essa è pericolosa solo nella sua forma fibrosa, ovvero asbestiforme.

L’amianto friabile, riducibile in polvere con il solo uso delle mani, è sempre pericoloso. Esso rilascia fibre libere nell’ambiente in ogni momento, proprio in virtù del suo stato polveroso.

L’amianto compatto appare inserito all’interno di una matrice solida e finché quella matrice rimane integra esso non rilascia fibre nell’ambiente. Le rilascia però in seguito all’usura ed all’erosione da parte degli agenti atmosferici, dei traumi e danneggiamenti vari. Ogni danneggiamento, anche di piccola portata, determina il rilascio di fibre.

A quale distanza è pericolosa?

Purtroppo non esiste una distanza di sicurezza alla quale il rischio amianto è pari a 0. La circolazione nell’aria delle fibre killer, anche dette fibrille, varia infatti in relazione a diversi fattori, tra cui la ventilazione presente nell’ambiente. L’unico modo per azzerare il rischio è la prevenzione primaria ovvero la mancata esposizione e la bonifica e rimozione dell’amianto dagli ambienti contaminati.

Quali sono le malattie asbesto correlate di origine professionale?

Nella Lista I dell’INAIL sono inserite le malattie asbesto-correlate considerate di elevata insorgenza per causa professionale. Tra queste:

  • mesotelioma pleurico, pericardico, peritoneale, della tunica vaginale del testicolo;
  • cancro al polmone (adenocarcinoma e microcitoma);
  • tumore alla laringe;
  • cancro alle ovaie.

Altre neoplasie, come il tumore della faringe, il tumore dello stomaco, il tumore del colon retto (inserite nella lista II dell’INAIL) e il tumore dell’esofago (che rientra nella lista III dell’INAIL) possono essere provocate dall’esposizione alla Tremolite o ad altri minerali di asbesto, ma la loro incidenza per cause lavorative viene ritenuta meno probabile.

Inoltre, se escludiamo asbestosi, placche pleuriche e mesoteliomi che possono essere causati esclusivamente dall’esposizione all’amianto, in tutte le altre malattie l’esposizione alle fibre killer ha un’azione sinergica con quella di altre sostanze cancerogene.

Consulenza legale gratuita

Nel caso di riconoscimento di malattia professionale causata da esposizione lavorativa ad amianto si ha la possibilità di richiedere risarcimenti, indennizzi e rivalutazione dei benefici contributivi. Qui trovate tutte le info per una consulenza legale gratuita per ottenere i risarcimenti e il necessario certificato di malattia professionale.

La Tremolite è pericolosa come gli altri minerali di amianto?

L’OMS si è espressa in merito in modo inequivocabile. L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha fermamente sostenuto la pericolosità dei minerali di amianto ed ha affermato che tutti i minerali di amianto provocano malattie asbesto-correlate.

Riportiamo qui di seguito le parole dell’Organizzazione Mondiale della Sanità:

All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

Rimozione e Bonifica

L’OMS afferma che sono circa 107mila i decessi da amianto ogni anno nel mondo. In Italia sono più di 6000 le vittime amianto solo nel 2019. Come evitare questa strage silenziosa? Attraverso la bonifica dei siti contaminati.

L’OMS si espressa a favore della bonifica affermando che tutti gli approcci di tipo controllato al rischio amianto non rappresentano una soluzione al problema. L’unica possibilità per evitare l’eposizione e la malattia è la bonifica, ovvero la rimozione dell’asbesto dai siti contaminati.

Come bonificare un sito dalla Tremolite?

La l. 27 marzo 1992, n. 257 che ha messo al bando i minerali di amianto non ha imposto l’obbligo di bonifica “a prescindere”, dando origine in questo modo agli enormi ritardi nella bonifica amianto in Italia che causano tuttora l’esposizione al rischio amianto. La legge obbliga al censimento e alla mappatura dei manufatti contenenti amianto a spese e sotto responsabilità dei proprietari e dei responsabili degli edifici. In seguito alla valutazione del rischio, stilata dal personale tecnico abilitato, sono previste 3 possibilità.

Se i materiali sono integri bisogna provvedere al controllo periodico dei manufatti contaminati. Se sono integri ma suscettibili a danneggiamento è necessario eliminare le possibili cause di danneggiamento e, nel caso in cui non sia possibile, prendere in considerazione la bonifica. Nel caso di danneggiamenti impone l’eliminazione del rilascio in atto di fibre di amianto, attuando uno dei provvedimenti di bonifica previsti nel D.M. 06/09/94:

Quale bonifica?

Tra i vari sistemi di bonifica al momento disponibili e ammessi dalla legge la rimozione, ovvero il conferimento in discarica, è il sistema più efficace, ma anche il più costoso e il meno sicuro.

L’incapsulamento consiste nello spruzzare un particolare legante sui manufatti contenenti amianto, impedendo il rilascio di fibre. Questo sistema è al momento il più economico, ma funziona solo temporaneamente (tende a perdere le sue capacità leganti con il tempo).

Il confinamento è efficace, sicuro ed economico, ma l’azzeramento del rischio di esposizione è inficiato dalla possibilità di eventi traumatici come terremoti, tsunami etc…