Consulenza legale per le vittime amianto e altri cancerogeni

In caso di esposizione ad amianto ed altri cancerogeni, è possibile ottenere una consulenza legale. Questo servizio di consulenza legale per le vittime amianto e altri cancerogeni è gratuito. Per ottenere questo servizio è molto semplice: è sufficiente chiedere assistenza allo staff di avvocati online gratis dell’ONA e al presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avvocato Ezio Bonanni.

Quindi, è sufficiente contattare l’associazione chiamando al numero verde 800034294 oppure chiedendo un parere legale scritto, compilando il form nella parte laterale. In questo modo è possibile ottenere il parere legale gratis per la tutela dei propri diritti.

Infatti, chi ha subito una patologia asbesto correlata di origine professionale oppure in seguito ad esposizione ad altri cancerogeni per motivi di lavoro ha una serie di diritti che debbono essere tutelati. Oltre alle prestazioni previdenziali le vittime di malattia professionale hanno diritto al risarcimento del danno. In caso di decesso, le somme maturate sono erogate agli eredi. Anche i superstiti possono chiedere la tutela dei loro diritti.

Tutte le ultime notizie sull’asbesto sono raccolte anche nella categoria specifica di questo giornale: news amianto.

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Il danno amianto: chiedi la tua consulenza legale gratuita

L’amianto (sinonimo di asbesto) identifica una serie di minerali fibrosi asbestiformi, tra i quali: crisotilo, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite e anthophyllite. Questi minerali sono stati utilizzati in Italia fino all’entrata in vigore della L. 257/92.

Il loro effetto dannoso per la salute ha confermato queste capacità cancerogene è unanimemente riconosciuto dal mondo medico e scientifico. Infatti anche lo IARC, nella monografia “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“, conferma la sua capacità cancerogena.

La consulenza legale è molto importante per poter tutelare i propri diritti.

    Consulenza legale gratuita per la prevenzione primaria

    Come abbiamo già anticipato, il cosiddetto sviluppo industriale ha comportato il consumo dei beni naturali e l’utilizzo di agenti nocivi. Tra questi anche quelli cancerogeni, tra i quali i minerali di amianto. Questi minerali sono dei killer implacabili che hanno provocato e provocano la morte di decine di esseri umani solo in Italia.

    Uranio impoverito, radiazioni ionizzanti, benzene e benzinina oltre all’asbesto stanno provocando una vera e propria epidemia. L’esposizione alle fibre di asbesto porta, in primo luogo, all’infiammazione. Poi provoca gravi malattie, come il mesotelioma, e tumori in diversi organi.

    L’Avv. Ezio Bonanni in qualità, di Presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, ha reso pubblici i dati epidemiologici dell’incidenza dei cancerogeni sulla salute umana.
    Tra questi, l’amianto, è quello che ha mietito maggiori vittime, oltre alle emissioni dovute al consumo di combustibili fossili, tra i quali il petrolio e il carbone.

    Come denunciato dall’Avv. Ezio Bonanni, l’inquinamento ambientale ha provocato e sta provocando un aumento del numero dei casi di tumore. Tanto è vero che per il 2021 si stima un ulteriore aumento delle malattie asbesto correlate: Il libro bianco delle morti di amianto in Italia (2022).

    Per questi motivi, è fondamentale la tutela dell’ambiente: evitando di inquinare e con la bonifica dei siti contaminati, si evitano le esposizioni ad amianto e ad altri cancerogeni. Solo così si tutela la salute e si previene la strage delle malattie asbesto correlate e per altri cancerogeni.

    Consulenza legale: mappatura dei siti e App amianto

    La prevenzione primaria è quindi fondamentale e si realizza anche attraverso la mappatura dei siti contaminati. In Italia ci sono innanzitutto i siti di interesse nazionale e poi gli altri siti contaminati. L’ONA sta realizzando la mappatura. Uno degli strumenti fondamentali è costituito dalla App Amianto.

    Con questo strumento è possibile segnalare eventuali siti contaminati per la bonifica amianto. In questo modo, si preserva anche l’integrità della natura e degli ecosistemi. Quello della bonifica è un obbiettivo fondamentale per evitare le esposizioni cancerogene e i danni alla salute.

    Prevenzione secondaria, tutela medica e consulenza legale

    Tuttavia, in molti casi, purtroppo, si verificano casi di esposizioni cancerogene di origini occasionale. Nonostante la messa la bando dell’amianto con la L. 257 del 92, l’entrata in vigore del DLGS. della L. 81 del 2008, si sono verificati e si continuano a verificare casi di esposizione cancerogene. Per questi motivi, è indispensabile la sorveglianza sanitaria.

    Con questo strumento preventivo che consiste nell’attuare una serie di esami diagnostici per i lavoratori esposti, si ottiene la diagnosi precoce delle malattie professionali. In questo modo si può intervenire in modo tempestivo con cure mediche efficaci. La diagnosi precoce si traduce nella prevenzione secondaria che permette di intervenire tempestivamente con terapie mirate.

    L’ONA è al servizio delle vittime ed è possibile contattarci, attraverso il form o il numero verde 800034294 presente nella pagina, per avere un primo parere medico da parte del nostro staff specializzato.

    Saremo in grado di fornire tutte le informazioni riguardo il protocollo medico da seguire e sui centri di competenza cui rivolgerti.

    Consulenza legale gratuita per gli indennizzi e i risarcimenti

    La prevenzione terziaria, infine, tutela i diritti dei lavoratori esposti e vittime di malattie professionali, tra le quali quelle asbesto correlate. La vittima per ottenere le prestazioni previdenziali e il risarcimento dei danni dal datore di lavoro, deve ottenere il riconoscimento di malattia professionale.

    Per malattia professionale si intende una patologia contratta nell’esercizio dell’attività lavorativa, protratto nel tempo e a causa delle lavorazioni esercitate. Può essere provocata da agenti cancerogeni o da altri rischi di lavoro.

    Per poter ottenere il riconoscimento dell’origine professionale della malattia occorre dimostrare il nesso causale. In sostanza, la riconducibilità dell’evento malattia della morte a disposizioni professionali da agenti cancerogeni.

    Il nesso causale si configura anche con la semplice anticipazione della latenza e della della più grave incidenza della malattia. Il nesso causale si afferma sul principio della rilevante probabilità, nonché della sufficienza della concausa ai sensi dell’articolo 41 CP.

    Consulenza legale e riconoscimento indennizzo INAIL 

    L’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) si occupa di erogare prestazioni ai lavoratori che subiscono infortuni sul lavoro o malattie professionali. l’Ente accerta il nesso causale sulla base del sistema misto con il quale è stato scardinato il sistema tabellare.

    Quindi, originariamente, erano riconosciute solo le malattie tabellate cioè inserite solo nella Lista I. Successivamente, è stato riconosciuto il diritto al riconoscimento dell’indennizzo INAIL anche per quelle malattie non inserite nelle tabelle.

    Quindi per ottenere il riconoscimento delle malattie inserite nella lista I è sufficiente dimostrare la presenza dell’agente patogeno nell’ambiente lavorativo. Dunque non è necessario dimostrare il superamento di una certa soglia.
    Invece, per le malattie non tabellate, l’onere della prova è a carico del lavoratore. Questi devi dimostrare che i danni biologici subiti sono comunque riconducibili alla condizione di rischio in ambito lavorativo.

    Consulenza legale riconoscimento INAIL malattie asbesto correlate

    L’Istituto ha racchiuso le malattie asbesto correlate di origine professionale in tre liste. La Lista I comprende le patologie la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità”. Per esse sussiste la presunzione legale di origine e sono:

    Invece, la Lista II raggruppa le malattie da amianto che hanno una “limitata probabilità” di essere di origine professionale. In questo caso non è prevista la presunzione legale d’origine. Perciò spetta alla vittima dimostrare il nesso causale.

    La Lista III presenta solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.

    Consulenza legale per riconoscimento Malattie amianto non tabellate

    Secondo la letteratura scientifica, le fibre di asbesto provocano anche altre malattie che non sono inserite nelle Liste dell’ Inail. Con il superamento del sistema delle tabelle, anche le altre malattie possono essere riconosciute di origine professionale. A maggior ragione, in caso di esposizione ad amianto. Queste malattie possono manifestarsi fino a quarant’anni dopo l’esposizione all’agente cancerogeno. Infatti sono patologie lungo latenti.

    • Cardiopatia e complicazioni cardiocircolatorie;
    • tumore al cervello;
    • carcinoma alla colecisti;
    • tumori Emolinfopoietici;
    • tumore alla lingua;
    • cancro alla mammella;
    • carcinoma al Pancreas;
    • tumore alla prostata;
    • cancro al rene;
    • tumore alla tiroide;
    • tumore alla vagina-Vulva;
    • cancro alla vescica;
    • patologie degenerative non tumorali.

    Consulenza legale e i diritti delle vittime amianto e altri cancerogeni 

    In caso di malattia professionale e danno biologico, occorre verificare se ci siano i presupposti per il riconoscimento dell’indennizzo INAIL e del risarcimento danni, le vittime di esposizione ad asbesto hanno diritto a ottenere determinate prestazioni e benefici. In caso di decesso, questi sono reversibili ai congiunti.

    Quindi, per ottenere la più ampia tutela di diritti delle vittime di malattie professionali, è fondamentale l’ assistenza legale e prima ancora la consulenza. Per questi motivi l’Osservatorio Nazionale Amianto ha istituito il servizio di consulenza legale gratuita.
    La consulenza legale gratis può essere richiesta compilando il form a lato oppure attraverso lo sportello on-line tutela legale gratuita.
    Consulta quindi il nostro staff legale che è, e che rimane sempre al tuo fianco.

    Consulenza legale per il riconoscimento indennizzo INAIL

    Uno degli aspetti centrali della tutela legale della zona per le vittime di malattia professionale è quello del riconoscimento dell’indennizzo INAIL. Infatti, il sistema di sicurezza sociale presuppone che, in caso di malattia professionale, siano erogate le relative prestazioni previdenziali.
    L’entità delle prestazioni INAIL è connaturata all’entità del danno biologico subito. Quindi se le condizioni invalidanti sono tali da aver determinato un danno biologico entro il 6%, l’INAIL non eroga alcuna prestazione. Per il grado invalidante dal 6 al 15%, indennità del solo danno biologico con un una-tantum. Invece nel caso di una lesione biologica pari quantomeno al 16%, è erogata la rendita Inail mensile.

    La rendita INAIL è una prestazione mensile in favore dei lavoratori affetti da patologia causata dall’esposizione ad asbesto per via professionale, con grado invalidante pari almeno al 16%. Se, invece, il danno biologico fosse inferiore, sussiste il diritto all’indennizzo del danno biologico con una tantum. La rendita INAIL è reversibile.

    Fondo vittime amianto consulenza legale gratis

    Il Fondo Vittime Amianto (FVA) è una prestazione erogata direttamente dall’INAIL, che si aggiunge alla rendita mensile nella misura del 15%.

    Questa prestazione previdenziale ha trovato il suo assetto definitivo con la circolare numero 27 settembre del 2021 dell’INAIL. Il complesso delle norme, prevede, anche, che in caso di mesotelioma per esposizione ambientale sia comunque riconosciuta la somma di euro 10.000 a titolo di una tantum.

    Le prestazioni del fondo vittime amianto sono erogate automaticamente con il riconoscimento INAIL di malattia professionale asbesto correlata.

    Consulenza legale riconoscimento vittima del dovere

    Sono Vittime del Dovere gli appartenenti al personale civile e militare delle Forze Armate e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza con invalidità permanente e lesioni o deceduti a causa dell’attività di servizio.

    Il riconoscimento della qualità di Vittima del Dovere comporta una serie di benefici assistenziali e previdenziali, oltre a indennizzi una tantum e mensili.

    Resta aggiornato sulle principali notizie delle vittime del dovere, consultando il seguente link.

    Diritto delle vittime al risarcimento danni

    Il risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, spetta per qualunque tipo di danno riconducibile alle fibre di asbesto. L’INAIL indennizza soltanto il danno biologico e quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. L’integrale ristoro dei danni si ottiene, invece, facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

    Anche i familiari delle vittime hanno diritto al risarcimento. In questo caso si parla di due tipologie di danno: una indiretta, subita in qualità di erede, ed una diretta, subita in qualità di vittima.

    Benefici contributivi amianto: come ottenerli

    Con la legge 257 del 1992 che ha messo al bando l’amianto in Italia, sono state introdotte norme di sostegno per i lavoratori esposti. L’articolo 13 comma 8 della legge 257 del 1992 ha, infatti, stabilito il diritto al prepensionamento e rivalutazione dei contributi previdenziali

    Questo beneficio contributivo è riconosciuto a tutti coloro che hanno lavorato per più di 10 anni in esposizione professionale ad amianto. Questi lavoratori hanno diritto al pensionamento anche in assenza di malattia se esposti per oltre 10 anni.

    Con i benefici contributivi amianto è possibile accedere anticipatamente al pensionamento. Questa misura comporta una maggiorazione del 50% del periodo di esposizione professionale, consentendo così al lavoratore l’accesso al prepensionamento.

    Il diritto spetta ai dipendenti (sono esclusi gli autonomi) che hanno svolto attività professionale in esposizione all’asbesto per almeno 10 anni entro il 2 ottobre 2003. In caso di insorgenza di malattia professionale, invece, non è previsto alcun limite temporale di esposizione.

    Invece, se la vittima è già in pensione, si attua la rivalutazione dei contributi, sempre utilizzando il coefficiente 1,5.

    Nel caso invece vi sia il riconoscimento di malattia professionale asbesto correlata, i benefici contributivi sono riconosciuti anche per esposizione inferiore 10 anni. In questo, la disciplina dettata dall’articolo 13 comma 7 della legge 257 del 1992. Nello specifico, per ottenere tale riconoscimento, non è necessario un grado minimo di lesioni invalidante, nè di periodo di esposizione.

    Pensione invalidità per le vittime dell’amianto

    Il diritto all’immediato pensionamento spetta ai lavoratori sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento del riconoscimento della malattia professionale asbesto correlata. Inizialmente, questa prestazione pensionistica è riconosciuta alle vittime del mesotelioma, asbestosi e cancro del polmone asbesto-correlate.

    Successivamente, con la finanziaria del 2020, la platea dei beneficiari della pensione di invalidità amianto è stata estesa a tutti coloro che hanno ottenuto il riconoscimento di malattia professionale.

    In questo modo chi non ha ancora maturato il diritto al collocamento in quiescenza, può richiedere la pensione d’invalidità (art.1, comma 250, L.232/2016).

    Pensione per i ferrovieri esposti all’amianto: la tutela legale

    Il personale del settore ferroviario e della produzione dei rotabili ferroviari è stato lungamente e massicciamente esposto ad asbesto.

    Per esempio nei materiali di attrito, come quelli usati per i freni, l’amianto è in forma dinamica. Quindi, entrando in funzione i freni, si polverizzano pulviscoli di amianto che, inspirati, provocano gravi patologie asbesto correlate.

    Per questo motivo i ferrovieri esposti ad amianto hanno diritto a specifici diritti e benefici contributivi.

    Consulenza legale e risarcimento vittime: come funziona

    Attraverso un preliminare esame della documentazione medica e della anamnesi lavorativa, il nostro staff è in grado di fare il punto della situazione. Infatti, prima della tutela legale è indispensabile la consulenza medica. Questo tipo di assistenza, intanto, è importante per la cura del paziente e poi per supportarlo nella tutela dei suoi diritti.

    Infatti, preliminarmente bisogna verificare se la malattia è legata ad esposizioni professionali a cancerogeni, tra i quali l’amianto. Quindi il tema chiave è quello del nesso causale. Per poter assolvere all’onere della prova del nesso causale, salvi i casi di presunzione legale di origine, occorre dimostrare il rischio. In altre parole, se c’è stata un esposizione lavorativa che ha causato il danno biologico, quindi la malattia ed eventualmente la morte.

    La consulenza può essere richiesta anche dai familiari ed eredi della vittima, in caso di decesso.

    Per valutare la situazione specifica, occorre fornire la seguente documentazione:

    • estratto conto contributivo INPS, per verificare i periodi lavorativi e i datori di lavoro;
    • curriculum lavorativo oppure una relazione sintetica sui diversi periodi lavorativi, con riferimento specifico alle mansioni svolte;
    • libretto di lavoro;
    • nominativi dei testimoni, in grado di riferire sull’ambiente lavorativo e sui danni subiti;
    • documento di identità e codice fiscale;
    • documentazione reddituale, per verificare la necessità o meno del pagamento di bolli e contributi sulla base del reddito;
    • eventuali domande inoltrate a INAIL / INPS, per il riconoscimento di malattia professionale e dei benefici.

    Consulenza legale: come procedere in caso di decesso?

    In caso di decesso della vittima primaria, oltre alla precedente documentazione, dovranno essere aggiunti:

    • stato di famiglia storico, da cui risultano i componenti della famiglia;
    • certificato di matrimonio, per dimostrare lo stato di coniugio tra la vittima e il coniuge superstite;
    • certificato di nascita, per dimostrare la paternità degli orfani con la vittima;
    • accettazione eredità;
    • certificato di morte.

    Qual è la documentazione medica richiesta?

    È necessario presentare anche la documentazione clinica e medica riguardante la malattia e i danni subiti:

    • cartella clinica;
    • referti, da cui si evince la sussistenza di una patologia asbesto correlata (compresi esame TAC al torace e quello istologico);
    • eventuali relazioni mediche e medico-legali.

    Al fine di una maggiore precisione nella richiesta di consulenza, il lavoratore vittima di esposizione ad asbesto può specificare:

    • attività lavorativa, cioè dove ha lavorato, con quali mansioni, per quanto tempo e specificare l’esposizione a quali cancerogeni;
    • situazione clinica, riportando se ha già contratto una malattia da asbesto o danni alla salute o se la malattia professionale è stata già riconosciuta da INAIL;
    • prestazioni richieste, cioè occorre dichiarare se è stata fatta domanda di riconoscimento dell’origine professionale della malattia o sono presenti eventuali domande e richieste a INPS e INAIL;
    • bonifica amianto, riportando se presso il sito lavorativo sono state effettuate delle bonifiche o smaltimenti dell’amianto presente.