Consulenza legale per le vittime dell’amianto

In caso di esposizione ad amianto è possibile chiedere assistenza allo staff di avvocati online gratis dell’ONA e al presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto, l’Avvocato Ezio Bonanni, per una prima consulenza legale gratuita.

Infatti un lavoratore che ha contratto una patologia asbesto correlata di origine professionale ha una serie di diritti, che devono essere salvaguardati.

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Il pericolo causato dall’esposizione ad amianto 

L’amianto (sinonimo asbesto) è un cancerogeno per l’uomo. Il suo effetto dannoso per la salute è unanimemente riconosciuto dal mondo medico e scientifico. Infatti anche lo IARC, nella monografia “Asbestos – chrysotile, amosite, crocidolite, tremolite, actinolite and anthophyllite“, conferma la sua capacità cancerogena.

L’esposizione alle fibre di asbesto porta, in primo luogo, all’infiammazione. Poi provoca gravi malattie, come il mesotelioma, e tumori in diversi organi.

La prevenzione primaria e la bonifica dei siti contaminati è l’unico modo per evitare le esposizioni e, quindi, di fermare la strage dovuta alle malattie asbesto correlate.

L’importanza della prevenzione secondaria e le tutele ONA

Tuttavia, in caso di esposizione, specialmente durante l’attività lavorativa, è fondamentale sottoporsi alla sorveglianza sanitaria. Grazie alla prevenzione secondaria è possibile giungere alla diagnosi precoce di danni alla salute e intervenire tempestivamente con terapie mirate.

L’ONA è al servizio delle vittime ed è possibile contattarci, attraverso il form o il numero verde presente nella pagina, per avere un primo parere medico da parte del nostro staff specializzato.

Saremo in grado di fornire tutte le informazioni riguardo il protocollo medico da seguire e sui centri di competenza cui rivolgerti.

Consulenza legale gratuita per le vittime di asbesto

La prevenzione terziaria, infine, tutela i diritti dei lavoratori esposti. La vittima per ottenere i benefici a cui ha diritto, come le prestazioni previdenziali e il risarcimento dei danni dal datore di lavoro, deve ottenere il riconoscimento che la malattia contratta sia di origine professionale

Per malattia professionale si intende una patologia contratta nell’esercizio dell’attività lavorativa, protratto nel tempo e a causa delle lavorazioni esercitate. Può essere provocata da agenti cancerogeni o da altri rischi di lavoro.

Il riconoscimento dello status di malattia professionale si ottiene se si accerta il nesso causale tra l’esposizione ad asbesto e il danno alla salute subito.

Malattie da asbesto di origine professionale: liste INAIL 

L’INAIL (Istituto Nazionale per l’Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro) si occupa di erogare prestazioni ai lavoratori che subiscono infortuni sul lavoro o malattie professionali.

L’Istituto ha racchiuso le malattie asbesto correlate di origine professionale in tre liste. La Lista I comprende le patologie la cui origine lavorativa è di “elevata probabilità”. Per esse sussiste la presunzione legale di origine e sono:

Invece, la Lista II raggruppa le malattie da amianto che hanno una “limitata probabilità” di essere di origine professionale. In questo caso non è prevista la presunzione legale d’origine. Perciò spetta alla vittima dimostrare il nesso causale.

La Lista III presenta solo il tumore all’esofago, la cui origine lavorativa è ritenuta possibile.

Altre malattie causate dall’asbesto

Secondo la letteratura scientifica, le fibre di asbesto provocano anche altre patologie. Queste possono manifestarsi fino a quarant’anni dopo l’esposizione all’agente cancerogeno. Infatti sono patologie lungo latenti.

  • Cardiopatia e complicazioni cardiocircolatorie;
  • tumore al cervello;
  • carcinoma alla colecisti;
  • tumori Emolinfopoietici;
  • tumore alla lingua;
  • cancro alla mammella;
  • carcinoma al Pancreas;
  • tumore alla prostata;
  • cancro al rene;
  • tumore alla tiroide;
  • tumore alla vagina-Vulva;
  • cancro alla vescica;
  • patologie degenerative non tumorali.

Consulenza legale e la tutela dei diritti 

Ottenuto il riconoscimento di malattia professionale, le vittime di esposizione ad asbesto hanno diritto a ottenere determinate prestazioni e benefici. In caso di decesso, questi sono reversibili ai congiunti.

  • Indennizzo INAIL

La rendita INAIL è una prestazione mensile in favore dei lavoratori affetti da patologia causata dall’esposizione ad asbesto per via professionale, con grado invalidante pari almeno al 16%. Se, invece, il danno biologico fosse inferiore, sussiste il diritto all’indennizzo del danno biologico con una tantum. La rendita INAIL è reversibile.

  • Fondo Vittime Amianto

Il Fondo Vittime Amianto (FVA) è una prestazione erogata direttamente dall’INAIL, che si aggiunge alla rendita mensile nella misura del 10%.

  • Riconoscimento Vittima del Dovere

Sono Vittime del Dovere gli appartenenti al personale civile e militare delle Forze Armate e del Dipartimento di Pubblica Sicurezza con invalidità permanente e lesioni o deceduti a causa dell’attività di servizio.

Il riconoscimento della qualità di Vittima del Dovere comporta una serie di benefici assistenziali e previdenziali, oltre a indennizzi una tantum e mensili.

  • Risarcimento danni

Il risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali, spetta per qualunque tipo di danno riconducibile alle fibre di asbesto. L’INAIL indennizza soltanto il danno biologico e quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. L’integrale ristoro dei danni si ottiene, invece, facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale.

Anche i familiari delle vittime hanno diritto al risarcimento. In questo caso si parla di due tipologie di danno: una indiretta, subita in qualità di erede, ed una diretta, subita in qualità di vittima.

Benefici previdenziali per le vittime

  • Benefici contributivi (art. 13 comma 7 legge 257/92)

Con i benefici contributivi è possibile accedere anticipatamente al pensionamento. Questa misura comporta una maggiorazione del 50% del periodo di esposizione professionale, consentendo così al lavoratore l’accesso al prepensionamento.

Il diritto spetta ai dipendenti (sono esclusi gli autonomi) che hanno svolto attività professionale in esposizione all’asbesto per almeno 10 anni entro il 2 ottobre 2003. In caso di insorgenza di malattia professionale, invece, non è previsto alcun limite temporale di esposizione.

Invece, se la vittima è già in pensione, si attua la rivalutazione dei contributi, sempre utilizzando il coefficiente 1,5.

  • Pensionamento immediato

Il diritto all’immediato pensionamento spetta ai lavoratori sprovvisti dei requisiti per il pensionamento al momento dell’insorgenza della patologia asbesto correlata di origine professionale. In questo modo chi non ha ancora maturato il diritto al collocamento in quiescenza, può richiedere la pensione d’invalidità (art.1, comma 250, L.232/2016).

  • Pensione per ferrovieri

Il personale del settore ferroviario e della produzione dei rotabili ferroviari è stato lungamente e massicciamente esposto ad asbesto. Per questo motivo ha diritto a specifici diritti e benefici contributivi.

Consulenza legale e risarcimento vittime: come funziona

Attraverso un preliminare esame della documentazione medica e della anamnesi lavorativa, il nostro staff è in grado di fornire alla vittima di danni amianto una consulenza legale e una risposta esaustiva, in tempi brevi, sulla possibilità di ottenere risarcimenti e benefici previsti dalla legge.

La consulenza può essere richiesta anche dai familiari ed eredi della vittima, in caso di decesso.

Per valutare la situazione specifica, occorre fornire la seguente documentazione:

  • estratto conto contributivo INPS, per verificare i periodi lavorativi e i datori di lavoro;
  • curriculum lavorativo oppure una relazione sintetica sui diversi periodi lavorativi, con riferimento specifico alle mansioni svolte;
  • libretto di lavoro;
  • nominativi dei testimoni, in grado di riferire sull’ambiente lavorativo e sui danni subiti;
  • documento di identità e codice fiscale;
  • documentazione reddituale, per verificare la necessità o meno del pagamento di bolli e contributi sulla base del reddito;
  • eventuali domande inoltrate a INAIL / INPS, per il riconoscimento di malattia professionale e dei benefici.

Consulenza legale: come procedere in caso di decesso?

In caso di decesso della vittima primaria, oltre alla precedente documentazione, dovranno essere aggiunti:

  • stato di famiglia storico, da cui risultano i componenti della famiglia;
  • certificato di matrimonio, per dimostrare lo stato di coniugio tra la vittima e il coniuge superstite;
  • certificato di nascita, per dimostrare la paternità degli orfani con la vittima;
  • accettazione eredità;
  • certificato di morte.

Qual è la documentazione medica richiesta?

È necessario presentare anche la documentazione clinica e medica riguardante la malattia e i danni subiti:

  • cartella clinica;
  • referti, da cui si evince la sussistenza di una patologia asbesto correlata (compresi esame TAC al torace e quello istologico);
  • eventuali relazioni mediche e medico-legali.

Al fine di una maggiore precisione nella richiesta di consulenza, il lavoratore vittima di esposizione ad asbesto può specificare:

  • attività lavorativa, cioè dove ha lavorato, con quali mansioni, per quanto tempo e specificare l’esposizione a quali cancerogeni;
  • situazione clinica, riportando se ha già contratto una malattia da asbesto o danni alla salute o se la malattia professionale è stata già riconosciuta da INAIL;
  • prestazioni richieste, cioè occorre dichiarare se è stata fatta domanda di riconoscimento dell’origine professionale della malattia o sono presenti eventuali domande e richieste a INPS e INAIL;
  • bonifica amianto, riportando se presso il sito lavorativo sono state effettuate delle bonifiche o smaltimenti dell’amianto presente.