Tumore all’esofago: dove si trova, sintomi e assistenza

Tumore all’esofago è una neoplasia, ovvero un cancro maligno, che colpisce l’esofago. Come altri tipi di neoplasia, il carcinoma esofageo consiste nello sviluppo di una massa di cellule. Queste hanno la capacità di crescere in modo incontrollato non solo nell’organo dove si sono prodotte, ma verso altre sedi. In questo caso si parla di metastasi.

L’ONA e l’Avv. Ezio Bonanni assistono e tutelano le vittime di questa neoplasia e delle altre malattie asbesto correlate.

Indice dei contenuti

Cancro esofageo: le diverse tipologie
Tumore esofago: quali sintomi prevede?
Come curare il tumore all’esofago
Le cause dell’insorgere della malattia e gli agenti cancerogeni
I diritti delle vittime di malattia professionale
Come ottenere il risarcimento di tutti i danni
Servizi di assistenza medica e tutela legale

Tempo stimato di lettura: 8 minuti

In cosa consiste il tumore dell’esofago?

Il tumore dell’esofago si presenta nelle pareti interne dell’organo o molto frequentemente presso le ghiandole di cui è fornito.

Ma andiamo con ordine: cos’è l’esofago? L’esofago è un condotto attraverso cui il cibo passa dalla gola allo stomaco.

Esofago dove si trova? Questo condotto è lungo dai 25 ai 30 centimetri e largo intorno ai 2-3 centimetri. Le sue pareti interne sono rivestite di un particolare tessuto mucoso ed esternamente circondate dal tessuto muscolare. Il tessuto muscolare ha la funzione di contrarre il tubo in fase di deglutizione per spingerlo in direzione dello stomaco. Una valvola, detta cardias, fa scendere gli alimenti senza farli risalire.

La mucosa che riveste l’esofago nel suo tratto terminale è ricca di ghiandole che producono il muco che lubrifica le pareti facilitando il transito del cibo.

Quali sono le tipologie di tumori dell’esofago?

Il tumore esofago è un cancro maligno non molto frequente. Si sviluppa dalle cellule della mucosa o dalle ghiandole che producono il muco.

Si distinguono diversi tipi di tumore esofago a seconda del tessuto in cui si sviluppa la massa.

  • Carcinoma esofageo a cellule squamose (spinocellulare o squamocellulare): è il più comune dei tumori esofagei (60% dei casi) e interessa la parte superiore e media dell’esofago.
  • Adenocarcinoma: costituisce circa il 30% dei tumori esofago e coinvolge il terzo distale del canale esofageo, cioè nell’ultimo tratto del canale esofageo, vicino alla giunzione con lo stomaco.
  • Del tessuto connettivale intorno all’esofago: si tratta di solito di metastatizzazione di altre neoplasie (melanomi e cancro della mammella) che originano nella mucosa o nella sottomucosa.

Quali sono i sintomi tumore esofago?

Tumore all’esofago come si manifesta? Nei suoi stadi iniziali il tumore esofageo tende ad essere asintomatico. Per il tumore esofago sintomi d’esordio più frequenti sono la disfagia, ovvero la difficoltà di deglutizione, e la sensazione che i cibi solidi si arrestino durante il loro passaggio verso lo stomaco.

Con il decorso della malattia questa sensazione può diventare una costante ed estendersi anche ai cibi semisolidi e infine ai liquidi. Negli stadi più avanzati la deglutizione può anche diventare dolorosa (odinofagia).

Altri sintomi tumore esofago sono inappetenza, perdita di peso e anemia sideropenica.

A seconda delle zone di crescita, per cancro esofageo sintomi sono anche paralisi delle corde vocali, raucedine o disfonia, singhiozzo o paralisi del diaframma. Sono possibili anche dolore al torace, crampi dolorosi e bruciore dell’esofago e di stomaco. Si prevede per tumore esofago tosse, vomito e vomito con sangue.

Trattamento del tumore dell’esofago

Come curare il tumore all’esofago? Il trattamento del tumore esofageo dipende da diversi fattori. Dallo stadio della malattia, dalla tipologia, dalla localizzazione e dalle dimensioni si determina per tumore esofago sopravvivenza. Ovviamente anche l’età e lo stato di salute generale del paziente influiscono nelle scelte della cura prescelta.

Per curare il tumore dell’esofago si ricorre, se la malattia è in uno stadio iniziale, alla chirurgia. L’esofagectomia consiste nella saturazione in sede chirurgica dell’esofago a livello del collo con lo stomaco e, più raramente, con il colon.

Successivamente sottoporsi alla chemioterapia e radioterapia aumenta le possibilità di poter estirpare completamente il cancro esofago.

Chemioterapia per il tumore dell’esofago

Il Trattamento ECF è il trattamento chemioterapico di elezione nel tumore dell’esofago. L‘acronimo indica una combinazione di chemioterapici a base di epirubicina, cisplatino e 5-fluorouracile (5FU). Si effettua di solito in day hospital con diversi cicli di trattamento. I farmaci si somministrano per iniezione in vena o attraverso un catetere venoso centrale.

Inoltre, prima del trattamento vengono iniettati degli antiemetici, a volte somministrati anche in pasticca. Il tutto viene solitamente iniettato all’altezza della clavicola. Successivamente si somministra il cisplatino insieme all’infusione lenta di liquidi per preservare la funzione renale.

Recentemente, tra i farmaci chemioterapici indicati vi è anche il ramucirumab, anticorpo monoclonale che blocca l’angiogenesi, cioè la formazione di nuovi vasi sanguigni che nutrono il tumore. È prescritto soprattutto alle vittime di alcuni tipi di adenocarcinoma della giunzione gastro-esofagea.

Quali sono i possibili fattori di rischio?

Quali sono i fattori di rischio che concorrono ad aumentare le probabilità di contrarre un cancro esofageo?

Tra le possibili cause ci sono una combinazione di fattori genetici, dieta, stile di vita e precedenti patologie esofagee. Infatti la presenza di uno stato infiammatorio cronico della mucosa esofagea potrebbe condurre nel tempo alla neoplasia.

Alcolismo, fumo di sigaretta, acalasia esofagea, infiammazioni croniche (come esofagite peptica, reflusso gastro-esofageo o esofago di Barrett), carenze vitaminiche e cattiva igiene orale aumentano il rischio. Gli uomini sono più colpiti delle donne.

Tumore all’esofago da esposizione amianto

L’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) inserisce il tumore all’esofago tra le neoplasie causate dall’amianto.

There is sufficient evidence in humans for the carcinogenicity of all forms of asbestos […]. Asbestos causes mesothelioma and cancer of the lung, larynx and ovary. Also positive associations have been observed between exposure to all forms of asbestos and cancer of the pharynx, stomach, and colorectum” (Volume 100C – IARC Monographs).

L’INAIL comprende il tumore all’esofago nella lista III, ovvero tra le malattie la cui origine lavorativa è “possibile”. Nel caso di tumore all’esofago non c’è, quindi, la presunzione legale di origine. L’onere della prova è a carico del lavoratore che dovrà dimostrare la presenza dei minerali di amianto negli ambienti lavorativi. Si può dimostrare anche la presenza di altri agenti biologici.

Inquadramento tumore esofago come malattia professionale

AGENTI CAUSALIPeriodo massimo d’indennizabilitàListaGruppo
Radiazioni IonizzantiIllimitatoI6 (tumori professionali)
AsbestoIllimitatoIII6
Industria della gommaIllimitatoII6

Le liste INAIL indicano:

  • I: malattia di origine lavorativa di elevata probabilità;
  • II: malattia di origine lavorativa di limitata probabilità;
  • III: malattia di origine lavorativa possibile.

Tumore all’esofago e la tutela legale

In seguito alla diagnosi di tumore dell’esofago, il medico legale e l’avvocato possono verificare se c’è stata esposizione all’amianto e se la malattia asbesto correlata è di origine professionale.

ONA – Osservatorio Nazionale Amianto si occupa da decenni della difesa legale delle vittime dell’amianto e di prevenzione primaria, secondaria e terziaria.

In caso di esposizione professionale e di riconoscimento, le vittime potranno richiedere il risarcimento del danno e le relative prestazioni previdenziali.

Diritti e risarcimenti agli esposti

Nel caso riconoscimento del tumore dell’esofago come malattia amianto di origine professionale, il lavoratore ha diritto alle seguenti prestazioni INAIL:

  • rendita per riconoscimento di danno biologico a partire dal 16%;
  • indennizzo del solo danno biologico, per lesione con grado invalidante dal 6% al 15%;
  • prestazioni aggiuntive del Fondo Vittime Amianto (art. 1, co. 241 – 246, L. 244/2007);
  • benefici contributivi e prepensionamento.

I requisiti per la pensione amianto

Le vittime di tumore all’esofago di origine lavorativa hanno diritto all’accredito delle maggiorazioni contributive (art. 13, co. 7, L. 257/92).

Dunque possono ottenere il prepensionamento o l’adeguamento della pensione, corrispondente all’applicazione del coefficiente 1,5.

La pensione di invalidità amianto va richiesta nei casi in cui, pur avendo ottenuto la liquidazione dei benefici contributivi amianto, non si è ancora maturato il diritto a pensione.

Il requisito necessario non è di tipo anagrafico, ma contributivo. Basta infatti la maturazione di 5 anni di anzianità contributiva. Tuttavia 3 anni devono essere maturati negli anni antecedenti alla presentazione della domanda amministrativa.

Pensione di inabilità: riforma 2020

Con l’entrata in vigore dell’art. 1, co. 250, L. 232 del 2016, integrato dall’art. 41-bis della legge 58 del 2019 (di conversione del D.L. 34/2019) il prepensionamento amianto è stato allargato a tutte le malattie amianto correlate.

Inizialmente, infatti, alla pensione di invalidità potevano accedere solo i lavoratori colpiti da mesotelioma, tumore del polmone ed asbestosi (Lista I INAIL). Ora, invece, con l’entrata in vigore di questa normativa, non vi sono più restrizioni.

La Circolare INPS n. 34 del 09.03.2020 indica le ultime notizie sui prepensionamenti INPS.

Tumore all’esofago: lo status di vittima del dovere

Lo status di Vittime del dovere è riconosciuto a tutti i dipendenti pubblici e appartenenti a Forze Armate e Comparto Sicurezza che hanno contratto gravi infermità durante lo svolgimento del proprio lavoro.

Nel caso in cui il tumore dell’esofago sia riconducibile a causa di servizio, vi è il diritto alle prestazioni dedicate alle vittime del dovere. Quindi hanno diritto ad una speciale elargizione, ovvero all’assegno vitalizio e ad uno speciale assegno vitalizio. In caso di decesso queste prestazioni vengono elargite agli eredi superstiti, equiparati a vittime del dovere.

Vittime tumore esofago e diritto al risarcimento danni

Le vittime di tumore all’esofago subiscono, oltre al danno biologico, anche pregiudizi morali ed esistenziali. Una volta ottenuto il riconoscimento dell’origine professionale della malattia, si ha l’opportunità di richiedere anche il totale risarcimento dei danni.

L’INAIL indennizza solo il danno biologico e quello patrimoniale per diminuite capacità di lavoro. L’integrale ristoro dei danni, compresi danni morali ed esistenziali, si ottiene facendo valere la responsabilità contrattuale ed extracontrattuale. Quindi, si può agire con richiesta a carico del datore di lavoro.

Il calcolo dell’entità dei danni complessivamente subiti dalla vittima si stabilisce in maniera personalizzata. Per stabilire l’entità del danno non patrimoniale, si presuppone l’applicazione del criterio di equità, sulla base di quanto dedotto e dimostrato. Poi si deve applicare il sistema riportato dalle Tabelle del Tribunale di Milano.

Il diritto al risarcimento danni sussiste anche per i familiari della vittima, in caso di decesso. Gli eredi possono agire per ottenere il risarcimento per i danni avuti personalmente (iure proprio) e per quelli subiti in seguito alla morte del congiunto (iure hereditario).

L’ONA: tutela medica e assistenza legale

L’Osservatorio Nazionale Amianto tutela tutte le vittime di malattie asbesto correlate. La vittima può richiedere l’assistenza medica e la tutela legale.

Grazie al presidente, l’Avv. Bonanni, e al suo team di esperti legali, si offrono servizi per la salvaguardia dei propri diritti e l’ottenimento di tutti i benefici previsti. Contattaci per avere un primo parere legale gratuito.