Sviluppo sostenibile: cos’è, Agenda 2030 ed esempi di sostenibilità

Fenomeni come il cambiamento climatico ed il connesso riscaldamento globale, l’abbassamento della biodiversità e le numerose specie a rischio di estinzione, e la scarsità delle risorse non rinnovabili a cui abbiamo attinto in maniera massiva e indiscriminata, pongono la nostra epoca e l’agenda politica davanti alla necessità di garantire uno sviluppo sostenibile.

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In questa utile guida approfondiamo il concetto di sviluppo sostenibile, con qualche esempio tangibile in relazione alla agenda 2030 e parliamo di economia circolare e mobilità sostenibile, necessari ad uno sviluppo sostenibile.

Sviluppo sostenibile: perché?

Come detto più su, nell’introduzione alla nostra guida, il nostro ecosistema è considerato dalla comunità scientifica internazionale a rischio? Perchè? Indubbia è ormai la causa antropica del riscaldamento globale che, sebbene abbia una serie di cause naturali connesse al ciclo naturale del nostro pianeta, il rilascio di ingenti quantità di CO2 dovute alle attività dell’uomo ne determina una velocità senza precedenti.

L’industrializzazione, lo sviluppo indiscriminato delle grandi città e le necessità infrastrutturali legate allo sviluppo dei trasporti cresciute negli ultimi decenni hanno causato una sensibile riduzione della biodiversità. La biodiversità è importantissima per diminuire la fragilità degli ecosistemi in cui viviamo. In n ecosistema tutte le specie viventi sono connesse ed hanno determinate esigenze ecologie, che venendo meno, causano la distruzione della specie e un danno all’intero ecosistema.

L’uso massiccio delle risorse non rinnovabili, oltre ad essere causa di inquinamento atmosferico e di un ingente rilascio di CO2 nell’ambiente che causa il riscaldamento globale, va incontro ad una riduzione delle risorse disponibili che supera di gran lunga il tempo necessario al pianeta di formarne di nuove.

Alla base del concetto della sostenibilità (della sostenibilità ambientale e della sostenibilità economica) c’è la necessità di lasciare alle generazioni future la stessa quantità di risorse di cui hanno avuto disponibilità le generazioni precedenti, garantendo un adeguato tenore di vita e di possibilità.

Il termine sviluppo sostenibile ha una valenza ossimorica, perché è difficile associare allo sviluppo (che prevede una crescita costante) la sostenibilità. Al momento la filosofia alla base dell’ecologia è proprio quella di studiare e mettere a punto sistemi che garantiscano lo sviluppo delle attività umane e dell’economia, ma con il minor impatto possibile per il pianeta.

Cos’è lo sviluppo sostenibile?

Lo sviluppo sostenibile è una forma di sviluppo economico compatibile con la salvaguardia dell’ambiente e dei beni liberi per le generazioni future.

Qual è il significato di sostenibilità? Sostenibile è considerato tutto ciò che non impatta l’ambiente e l’ammontare di risorse per le generazioni future. Lo sviluppo sostenibile ha dato vita all’economia sostenibile, appoggiandosi almeno in parte alla cosiddetta economia verde e all’economia circolare. Quest’ultima, non solo prevede il riutilizzo delle materie prime. Piuttosto, si concentra non tanto sulla produzione dei beni di consumo, ma sulla manutenzione e sul riuso di quelli già esistenti.

Alcuni sempi concreti da applicare

Qui di seguito vediamo tutti gli elementi essenziali di uno sviluppo sostenibile.

  • Riciclo dei rifiuti e riuso

Tra le varie specie animali che abitano il nostro pianeta, l’uomo è l’unico che dà avvio a cicli non chiusi. Cosa significa? Significa che gli altri animali producono rifiuti che ritornano a far parte dell’ambiente in cui sono prodotti e vengono riutilizzati. Pensiamo per esempio ai prodotti della digestione che vengono a far parte dell’ambiente sono fertilizzanti naturali. L’uomo invece produce rifiuti non riutilizzabili che non rientrano nel ciclo naturale.

Ridurre lo spreco e la produzione dei rifiuti è uno dei capisaldi di uno sviluppo sostenibile. La modalità di approvvigionamento di materie prime, la trasformazione delle stesse e la produzione di materiale di scarto deve essere ampiamente studiata prima di immettere un prodotto sul mercato. Anche noi possiamo fare molto in questa direzione, facendo in modo rigoroso la raccolta differenziata e dedicandoci all’acquisto consapevole.

  • Fonti di energia rinnovabile

Prediligere fonti di energia rinnovabile e studiare nuovi sistemi per l’approvvigionamento di energia green è uno dei capisaldi dello sviluppo sostenibile. Le risorse fossili del nostro pianeta non sono infinite e necessitano di un tempo incredibilmente lungo per rigenerarsi. Inoltre la loro estrazione, lavorazione e consumo sono altamente inquinanti e responsabili dell’inquinamento atmosferico. Nel nostro piccolo prediligiano l’energia da fonti rinnovabilie, come l’energia solare.

  • Mobilità sostenibile

Siamo ancora lontani da un piano di mobilità sostenibile che consenta di non penalizzare le aree verdi dei nostri centri urbani. Nel nostro piccolo possiamo scegliere di spostarci a piedi o in bicicletta in tutti i generi di spostamenti che lo consentono e possiamo scegliere con cura i veicoli sui quali ci muoviamo quando siamo costretti a spostarci in auto.

  • Economia circolare

Sono esempi concreti di economia circolare i prodotti di scarto di un processo di produzione che vengono riutilizzati. Pensiamo al packaging della pasta prodotto con gli scarti della crusca. Siamo ancora lontani dalla creazione di cicli chiusi anche se numerosi esempi virtuosi riducono i rifiuti e lo spreco e mettono sul mercato prodotti duraturi progettati per avere una seconda vita in quasi il 100% dei loro componenti.

  • Sostenibilità ambientale

Per sostenibilità ambientale si intende la sostenibilità di un’attività umana in relazione alle conseguenze per l’ambiente. Ritorna il concetto di biodiversità con la necessità di salvaguardare ecosistemi variegati e diversificati. L’impronta ecologica è invece un indicatore complesso, utilizzato per valutare il consumo umano di risorse naturali rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle, utile per misurare le strategie di approviggionamento delle risorse necessarie alla nostra vita e al nostro sviluppo.

Sviluppo sostenibile: agenda 2030

“Trasformare il nostro mondo. L’Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile” è il documento adottato dai Capi di Stato in occasione del Summit sullo Sviluppo Sostenibile del 25-27 settembre 2015. Il documento fissa gli impegni per lo sviluppo sostenibile da realizzare entro il 2030, individuando 17 Obiettivi (SDGs – Sustainable Development Goals) e 169 target.

L’Agenda 2030 riconosce lo stretto legame tra il benessere umano, la salute dei sistemi naturali e la presenza di sfide comuni che tutti i paesi sono chiamati ad affrontare. Nel farlo, tocca diversi ambiti fondamentali per assicurare il benessere dell’umanità e del pianeta. A partire dalla lotta alla fame all’eliminazione delle disuguaglianze, dalla tutela delle risorse naturali all’affermazione di modelli di produzione e consumo sostenibili. Infine, includendo nel suo piano anche il concetto di sostenibilità sociale e lo sradicamento della povertà in tutte le sue forme.

L’Agenda ha individuato nel Foro politico di Alto Livello – High Level Political Forum il consesso globale per monitorare, valutare e orientare l’attuazione degli SDGs. Per supportare tale attività e garantire la comparabilità delle valutazioni, la Commissione Statistica delle Nazioni Unite ha costituito l’Inter Agency Expert Group on SDGs (IAEG-SDGs), con il compito di definire un insieme di indicatori per il monitoraggio dell’attuazione dell’Agenda 2030 a livello globale.

Ogni anno, gli Stati possono presentare lo stato di attuazione dei 17 SDGs nel proprio paese, attraverso l’elaborazione di Rapporti Nazionali Volontari – Voluntary National Reviews.

L’Italia ha sottoscritto l’agenda 2030 impegnandosi a declinare e calibrare gli obiettivi dell’Agenda 2030 nell’ambito della propria programmazione economica, sociale e ambientale.