I minerali di amianto: cosa sono e quali sono

Quando si parla di asbesto o amianto non ci si riferisce ad un solo materiale, ma ad un gruppo di minerali con caratteristiche in parte simili e formule chimiche diverse. In questa guida facciamo un po’ di chiarezza sui minerali di amianto, su cosa sono e quali sono, sulla loro pericolosità e sulle malattie che sono in grado di provocare.

I minerali di amianto e le loro proprietà

Cosa sono i minerali di amianto? L’amianto o asbesto è il termine con il quale ci si riferisce ad un gruppo di minerali preciso che ha avuto un ampio e capillare impiego in diverse applicazioni, dall’edilizia, all’industria.

Le caratteristiche comuni ai vari minerali di amianto sono quelle che ne hanno determinato la fortuna e il decadimento. La maggior parte dei minerali di amianto sono molto diffusi in natura, in primis il Crisotilo, e hanno proprietà fisiche che li hanno resi particolarmente appetibili.

Con le dovute distinzioni e variazioni che faremo più avanti, possiamo iniziare con l’affermare che i minerali di amianto hanno una grande resistenza meccanica e al calore. Alcuni di essi possono resistere fino ai 2000°C. Sono inattaccabili da agenti esogeni (come gli acidi), flessibili e resistenti alla trazione, fonoassorbenti e facilmente friabili. Questa della friabilità è proprio la caratteristica essenziale a definire l’identità di questi minerali, ed è anche la caratteristica che li rende estremamente pericolosi per la salute umana.

Cosa sono i minerali di amianto?

Cosa sono i minerali di amianto? Per essere definito asbestiforme un minerale deve possedere una struttura fibrillare, oltre che una certa flessibilità̀ e la resistenza delle singole fibre. Ne consegue che i minerali asbestiformi sono fibrosi, ma non tutti i minerali fibrosi sono asbestiformi.

I minerali di amianto sono tipicamente formati da singole fibre più lunghe di 5 µm e con un rapporto lunghezza/larghezza di almeno 3:1.

I minerali di amianto si presentano in natura in fasci di fibre lunghe, estremamente flessibili e facilmente separabili l’una dall’altra. Queste fibre si suddidono longitudinalmente in fibre via via più piccole, chiamate fibrile, che mantengono la lunghezza e la flessibilità, ma diminuiscono di diametro, fino a raggiungere dimensioni infinitesimali.

Tipologia e gruppi di minerali di amianto

Esistono due tipi fondamentali di asbesto:

  • i serpentini;
  • gli anfiboli.

Del primo gruppo fa parte solo il Crisotilo, il minerale di amianto più diffuso e utilizzato, e gli altri minerali del suo sottogruppo.

Del gruppo degli anfiboli che a sua volta presenta alcuni sottogruppi, fanno parte la Crocidolite, l’Amosite, l’Antofillite, la Tremolite e l’Actinolite.

Dove si trova l’amianto in natura?

L’amianto è presente in natura in diverse parti del globo terrestre, dal Canada al Sudafrica, passando per l’Italia, in particolare lungo l’arco alpino, la Svizzera e i Balcani, e ancora gli Urali e altre zone del pianeta.

L’estrazione dell’amianto avviene facilmente dalla roccia madre. Seguono macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.

Per diventare amianto i minerali di partenza devono subire particolari processi idrotermali di bassa pressione e bassa temperatura. In generale si tratta di procedimenti abbastanza economici.

L’amianto si lega facilmente ai materiali da costruzione (calce, gesso, cemento) e con alcuni polimeri (gomma, PVC), motivo per cui si è diffuso in maniera rapidissima in moltissimi manufatti di uso comune e di componenti industriali.

Definizione legale dei minerali di amianto

La legge definisce opportunamente i minerali di amianto, per fornire una definizione utile alle applicazioni della stessa legge.

Dal punto di vista legale i minerali di amianto sono definiti attraverso l’art. 247 del D.Lgs. 09.04.08 n. 81, che riproduce l’art. 2 della Direttiva 477/83/CEE (ora sostituita dalla Direttiva 2009/148/CE) e che classifica come minerali di amianto tutti i silicati fibrosi che rispondono a determinate formule chimiche: “Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:

a) l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4;
b) la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;
c) l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5;
d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;
e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;
f) la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6″.

Altri minerali di amianto

Oltre ai minerali di amianto definiti dal legislatore ne esistono però altri. L’erionite e la fluoro-edenite hanno le stesse caratteristiche fisico-chimiche dei minerali di asbesto definiti dalla legge, compresa la suddivisione in fibrille. Sono in grado di determinare gli stessi rischi per la salute e danni per l’ambiente degli altri minerali di amianto contemplati dal legislatore.

A partire dal 1992 è vietata l’estrazione, utilizzazione e commercializzazione del minerale amianto definiti dalla legge. Restano esclusi quelli non menzionati dal legislatore.

Eppure il divieto di estrazione, utilizzazione e commercializzazione e le misure di sostegno e di sorveglianza sanitaria per gli esposti, e di assistenza e previdenza sociale, dovrebbe essere estese anche agli altri minerali asbestiformi con un adeguamento della legge.

Quali sono i minerali di amianto?

Qui sotto scopriamo le caratteristiche principali dei tipi di amianto.

Crisotilo

Il crisotilo (dal greco χρυσός= fibra d’oro) o “amianto bianco-verde-grigio-giallastro” è amianto minerale più diffuso in natura e più utilizzato fino al 1992, anno di messa al bando. Lo si trova in quasi qualunque materiale contenente amianto, dalle lastre di Eternit alle tegole, passando per forni, tegole, cemento armato, freni di auti etc… Si tratta di un silicato idrato di magnesio, con formula 3MgO,2SiO,2H2O- n. CAS 12001-29-5, con fibre di lunghezza variabile, soffici e setose. Ha una elevata resistenza meccanica e flessibilità, una buona tenuta degli agenti alcalini e una temperatura di decomposizione tra i 450-700°C. Appartiene alla serie dei serpentini.

Actinolite

L’actinolite o actinoto (dal greco ακτινωτο = pietra raggiata) o “amianto verde-nero”, è un silicato idrato di calcio, ferro e magnesio con formula chimica 2CaO,4MgO,FeO,8SiO2,H2O – n. CAS 77536-66-4). Componente abbondante delle rocce scistose-cristalline della catena alpina, ha una temperatura di decomposizione tra 620-900°C. Fa parte della serie degli anfiboli.

Grunerite o Amosite

L’amosite (dall’acronimo di Asbestos Mines of South Africa) o “amianto bruno-giallo-grigio” o cummingtonite o grunerite, è un silicato idrato di ferro e magnesio con formula chimica 5.5FeO,1.5MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 12172-73-5. Presenta fibre lunghe, diritte e fragili, di flessibilità discreta e con particolare stabilità al calore e con una temperatura di decomposizione tra 600-800°C. Utilizzata prevalentemente come isolante termico, nelle guarnizioni e nelle tute ignifughe, fa parte dei minerali di amianto della serie degli anfiboli. Una piccola percentuale di Amosite veniva utilizzata all’interno delle lastre di Eternit, insieme a Crisotilo e Crocidolite.

Crocidolite

La crocidolite o “amianto blu” o amianto del Capo o riebeckite, proviene dalle vicinanze di Griqua Town, nell’Africa australe. Si tratta di un silicato idrato di sodio, ferro ferrico, ferro ferroso e magnesio con formula chimica Na2O,Fe2O3,3FeO,8SiO2,H2O. Ha fibre diritte, una maggiore resistenza agli agenti acidi rispetto agli altri tipi di anfiboli, buona flessibilità e temperatura di decomposizione tra 400-600°C. Una piccola percentuale di crocidolite veniva usata per produrre il fibrocemento e veniva

Tremolite

La tremolite o “amianto grigio-verde-giallo” è un silicato idrato di calcio e magnesio con formula chimica 2CaO,5MgO,8SiO2,H2O. Si trova in natura in molte località alpine e prende il nome proprio dalla Valle Tremola nel massiccio del S. Gottardo (Campolongo, nel Canton Ticino, in Svizzera). Fragile, ma con più resistenza al calore rispetto ad altri anfiboli, ha una temperatura di decomposizione tra 950-1040°C.

Antofillite

L’antofillite (dal latino scientifico antophyllum = garofano) o “amianto verde-giallo-bianco” è un silicato idrato magnesio con formula chimica 7MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 77536-67-5 ed è il più importante degli anfiboli rombici. In natura si trova nei micascisti dell’Alto Adige (Val Passiria, sopra Merano) e in misura inferiore anche nell’isola d’Elba e nelle Alpi e Prealpi Occidentali, e in Finlandia. A differenza degli altri anfiboli è fragile, con temperatura di decomposizione tra 600-850°C.

La sua scarsa reperibilità in natura e la sua fragilità la resero meno appetibile e meno usata rispetto ad altri minerali di amianto. Meno adatta all’utilizzo nell’industria dei trasporti e nell’edilizia ad eccezione dei pavimenti compositi, ne venne fatto ampio uso nell’industria cosmetica. L’antifollite era presente nei prodotti a base di talco e nei composti che di solito includono la vermiculite.

Utilizzi dei minerali di amianto

Resistente al calore e al fuoco, resistente all’azione degli acidi, resistente alla trazione, molto flessibile e friabile e dotato di capacità fono assorbenti, nonché economico, l’asbesto amianto ha trovato numerosissimi usi.

Spruzzato su pareti e soffitti di scuole, palestre, piscine, mense, ospedali, stazioni delle metropolitane, creava una sensazione acustica di ovattamento dei suoni e minor intensità dei rumori.

Per le virtù termoisolanti è stato utilizzato nelle tubazioni, per il trasporto del vapore, per isolare caldaie e forni, nelle tute dei vigili del fuoco e in altri prodotti che necessitano resistenza al calore e al fuoco.

Se legato a matrici resistenti e stabili, l’amianto è compatto (come nel caso dell’Eternit). Se legato con matrici non compatte è friabile (come il materiale spruzzato, che si polverizza con il solo uso delle mani).

Nell’ambito dei trasporti nella coibentazione di edifici, navi, treni, aerei, etc. In tutto si contano più di 3000 diversi tipi di applicazioni nell’industria, nell’edilizia, nei trasporti e nel tessile.

Applicazioni nell’edilizia

Nell’edilizia i minerali di amianto sono stati utilizzati per realizzare tegole, pavimenti e piastrelle, tubazioni, vernici e canne fumarie,fioriere, supporti in cemento armato, controsoffitti e pareti divisorie.

Applicazioni nell’industria

Ancora per serbatoi, tank, reattori, refrigeratori, giunti di espansione. Ha avuto grande diffusione la coibentazione di contenitori, anche grandi, per la tenuta termica con amianto friabile, soprattutto amosite. E poi impianti termici, impianti a pressione e bombole, parti di macchine e macchinari, giunti flangiati, baderne e guarnizioni.

Applicazioni nell’industria tessile

I minerali di amianto sono stati utilizzati in forma di fibre nell’intreccio di tessuti a metraggio ignifughi, nastri e corde per isolamenti elettrici e termici, feltri, cachemire sintetico, coperte, grembiuli, giacche, pantaloni, guanti, ghette e stivali.

Diffusione dei minerali di amianto

Nell’antichità l’amianto proveniva da Cipro, dalla Grecia e dalle Alpi italiane. Nel XVII secolo furono scoperti i giacimenti di amianto degli Urali e i giacimenti di crisotilo del Quebec, in Canada.

Proprio a quest’epoca si fa risalire la nascita dell’industria della lavorazione delle fibre di amianto. Il cemento-amianto, definito poi Eternit, si inziò a produrre nel 1893 e da allora la diffusione del prodotto fu inarrestabile.

L’impiego industriale dell’amianto aumentò, fino a raggiungere la quota totale di poco meno di 5 milioni di tonnellate estratte nel 1930. Il picco di produzione mondiale è stato raggiunto negli anni ’70 del secolo scorso, con più di 5 milioni di tonnellate estratte nel 1975 in 25 paesi produttori e lavorate in 85 paesi.

Per tutto il ventesimo secolo il maggior produttore di crisotilo è stata l’ex Unione Sovietica con circa il 50% della produzione annua mondiale, seguita dal Canada e dallo Zimbabwe. Per quanto riguarda l’amianto anfibolico (crocidolite ed amosite) i maggiori Paesi produttori sono stati il Sud Africa e l’Australia.

I maggiori tassi di consumo di amianto sono stati registrati in Australia (5,1 kg pro capite/anno negli anni 1970), Canada (4,4 kg pro capite/anno negli anni 1970), e in diversi paesi dell’Europa Nord-Occidentale (Danimarca: 4,8 pro capite/anno negli anni 1960; Germania: 4,4 kg pro capite/anno negli anni 1970; e Lussemburgo: 5,5 kg pro capite/anno negli anni 1960).

La diffusione dei minerali di amianto in Italia

In Italia, in particolare tra le due guerre, l’amianto fu utilizzato in oltre 3000 tipi di lavorazioni a volte anche per funzioni non legate alle proprietà chimico-fisiche dell’amianto e che sarebbero potute essere ugualmente svolte da altre sostanze. L’amianto è stato utilizzato nei giocattoli, nei filtri per il vino e per sbiancare il riso.

Un discorso diverso riguarda il cemento-amianto di cui l’Italia è stata seconda produttrice mondiale. Nel 1935 inizia a produrlo la Fibronit di Bari a cui fa seguito l’apertura della fabbrica di Napoli, a Bagnoli.

Nascono poi gli stabilimenti di Eternit Siciliana e quelli di Casale Monferrato, Rubiera (Reggio Emilia), Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari.

La commercializzazione di Eternit contenente cemento-amianto è cessata in Italia tra il 1992 e il 1994, ma prosegue tuttora, con lo stesso marchio Eternit, in altri Paesi del mondo, tra cui il Brasile.

Pericolosità dei minerali di amianto

La pericolosità dei minerali di amianto dipende dalla loro fibrosità, ovvero dalla capacità di rilasciare fibre sottilissime nell’ambiente e invisibili ad occhio nudo. Queste fibre, che hanno la capacità di suddividersi in fibre longitudinali via via più sottili, possono essere facilmente inalate e dare avvio a fenomeni infiammatori gravi. Essi possono evolversi in asbestosi, placche pleuriche e altre malattie asbesto-correlate ad esito spesso infausto (tra cui i pericolossisimi mesoteliomi, il cancro alle ovaie, al polmone, allo stomaco, all’esofago, alla laringe e alla faringe).

Tutti i minerali di amianto sono pericolosi?

L’OMS si è espressa in modo inequivocabile circa la pericolosità di tutti i minerali di amianto.

All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

Anche lo IARC si pronuncia allo stesso modo:

“Asbestos is the generic commercial designation for a group of naturally occurring mineral silicate fibres of the serpentine and amphibole series. These include the serpentine mineral chrysotile (also known as ‘withe asbestos’), and the five amphibole minerals – actinolite, amosite (also known ad ‘brown asbestso’), anthophyllite, crocidolite (also known as ‘blue asbestos’), and tremolite (IARC, 1973; USGS, 2001). The conclusions reached in thism Monograph about asbestos and its carcinoegenic risks apply to these six types of fibres wherever they are found, and that includes talc containing asbestiform fibres. Erionite (fibrous aluminosilicate) is evaluated in a separate Monograph in this volume” (1.1, pag. 219).

Incidenza e numeri

I numeri dell’incidenza delle malattie causate dall’esposizione all’amianto sono spaventosi: nel solo 2019 nel nostro paese sono decedute più di 6.000 persone a causa dell’esposizione ad amianto, di cui circa 1.900 sono decedute a causa di mesotelioma pleurico, un tipo di cancro che colpisce la pleura e che ha nell’esposizione all’amianto la sua unica causa possibile.

Si stimano circa 107.000 decessi ogni anno solo per 3 delle malattie asbesto correlate (asbestosi, mesotelioma e tumore al polmone), considerando solo quelle di origine lavorativa.

Le Nazioni Unite informano che il numero delle vittime è in aumento a causa del lungo periodo di latenza che contraddistingue le malattie asbesto correlate.

Le malattie asbesto correlate

L’INAIL ha inserito nella Lista I le malattie asbesto-correlate che considera di elevata insorgenza per causa professionale. Esse sono:

  • mesotelioma pleurico, pericardico, peritoneale, della tunica vaginale del testicolo;
  • cancro al polmone (adenocarcinoma e microcitoma);
  • tumore alla laringe;
  • cancro alle ovaie.

Le altre malattie amianto-correlate sono inserite nelle liste II e III dell’INAIL: tumore della faringe, il tumore dello stomaco, il tumore del colon retto (Lista II) e il tumore dell’esofago (unico nella lista III dell’INAIL) possono essere provocate dall’esposizione ai minerali di asbesto, ma la loro incidenza per cause lavorative viene ritenuta meno probabile.

Quando sono pericolosi i minerali di amianto?

La pericolosità dei minerali asbestiformi è dovuta al loro indice di friabilità che consente di valutare i rischi da esposizione. Sulla base della Legge 257/92, il Ministero della Salute ha emanato il decreto 06.09.1994, con la tabella nella quale sono indicate le linee guida per la valutazione dell’indice di friabilità.

In relazione alla loro friabilità, i materiali contenenti amianto possono essere classificati come:


friabili (se facilmente sbriciolabili o ridotti in polvere con il solo uso delle dita);
compatti (se duri, senza possibilità di essere ridotti in polvere se non con l’impiego di attrezzi meccanici o attraverso di occasionali danneggiamenti o attraverso l’erosione del tempo e degli agenti atmosferici).

Ne consegue che i minerali di amianto in forma friabile sono sempre pericolosi, in quanto rilasciano costantemente fibre nell’ambiente che possono essere facilmente inalate.

I minerali di amianto in forma compatta sono pericolosi solo se danneggiati. Basta però un danneggiamento anche sottilissimo per determinare il rilascio di fibre killer nell’aria.

Consulenza legale gratuita

Nel caso di riconoscimento di malattia professionale causata da esposizione lavorativa ad amianto si ha la possibilità di richiedere risarcimenti, indennizzi e rivalutazione dei benefici contributivi. Qui trovate tutte le info per una consulenza legale gratuita per ottenere i risarcimenti e il necessario certificato di malattia professionale.

Bonifica dei minerali di amianto

Qui di seguito riportiamo i link ai vari tipi di bonifica dai minerali di amianto ammessi dalla legge, in cui trovate tutti gli approfondimenti in merito.