I minerali di amianto: cosa sono e quali sono

Quando si parla di asbesto non ci si riferisce ad un solo materiale, ma ad un gruppo di minerali di amianto con caratteristiche in parte simili e formule chimiche diverse.

In questa guida facciamo un po’ di chiarezza sulla fibra di amianto e sui minerali di asbesto.

Nel dettaglio andremo a discutere di quali sono, della loro pericolosità e delle malattie che sono in grado di provocare.

Indice dei contenuti
 
  • Le caratteristiche del gruppo dei minerali

  • Definizione e tipologie dei minerali di asbesto

  • Minerali di asbesto: crisotilo, actinolite, amosite, crocidolite, tremolite e antofillite

  • I campi di utilizzo di questi minerali

  • La strage internazionale provocata dalle fibre killer

  • Patologie asbesto correlate di origine professionale: quali sono riconosciute?

  • L’importanza della bonifica e della prevenzione primaria

  • Come ricevere la tutela dei propri diritti?


  • Tempo di lettura stimato: 22 minuti

    I minerali di amianto e le loro proprietà

    Cosa sono i minerali di amianto? L’amianto o asbesto è il termine con il quale ci si riferisce ad un gruppo di minerali silicati, d’aspetto fibroso.

    Sulla base delle loro qualità, hanno trovato ampio utilizzo in diversi settori produttivi. Perfino nelle scuole e negli ospedali. Quindi, sulla base dell’ubiquità di utilizzo, compresa l’ edilizia, all’industria, e la scarsa attenzione per la salute, ha provocato una vera e propria epidemia.

    È indispensabile, quindi, tener conto oltre che delle rilevanti qualità tecniche di questi minerali, anche del risvolto sulla salute umana. Proprio questa altra faccia della medaglia, ne ha imposto la messa al bando: in Italia con la L. 257 del 1992.

    Gli amianti, ovvero minerali silicati fibrosi, che hanno questa capacità di suddividersi longitudinalmente in fibre sempre più sottili, provocano infiammazione e cancro.

    La maggior parte dei minerali di amianto sono molto diffusi in natura. In primis il Crisotilo, e hanno proprietà minerali fisiche, già descritte, e un costo basso. Il fatto stesso che fossero diffusi in natura, e facilmente estraibili, ne ha determinato un costo basso.

    Per questi motivi, i minerali di amianto sono stati utilizzati in ampi settori produttivi, e in Italia in modo particolare.

    Asbesto: caratteristiche di resistenza al calore e trazione

    Con le dovute distinzioni e variazioni che faremo più avanti, possiamo iniziare con l’affermare che i minerali di amianto e la fibra di amianto stessa, hanno una grande resistenza meccanica e al calore.

    Alcuni di essi possono resistere fino ai 2000°C. Sono inattaccabili da agenti esogeni (come gli acidi), flessibili e resistenti alla trazione, fonoassorbenti e facilmente friabili.

    Questa della friabilità è proprio la caratteristica essenziale a definire l’identità di questi minerali, ed è anche la caratteristica che li rende estremamente pericolosi per la salute umana.

    Cosa sono i minerali di amianto?

    Per essere definito asbestiforme un minerale deve possedere una struttura fibrillare, oltre che una certa flessibilità̀ e la resistenza delle singole fibre. Ne consegue che i minerali asbestiformi sono fibrosi, ma non tutti i minerali fibrosi sono asbestiformi.

    I minerali di amianto sono tipicamente formati da singole fibre più lunghe di 5 µm e con un rapporto lunghezza/larghezza di almeno 3:1.

    I minerali di amianto si presentano in natura in fasci di fibre lunghe, estremamente flessibili e facilmente separabili l’una dall’altra. Una fibra di asbesto si suddivide longitudinalmente in fibre via via più piccole, chiamate fibrille, che mantengono la lunghezza e la flessibilità, ma diminuiscono di diametro, fino a raggiungere dimensioni infinitesimali.

    Tipologia e gruppi di minerali di amianto

    Esistono due tipi fondamentali di asbesto:

    • i serpentini;
    • gli anfiboli.

    Del primo gruppo fa parte solo il Crisotilo, il minerale di amianto più diffuso e utilizzato, e gli altri minerali del suo sottogruppo.

    Del gruppo degli anfiboli che a sua volta presenta alcuni sottogruppi, fanno parte la Crocidolite, l’Amosite, l’Antofillite, la Tremolite e l’Actinolite.

    Dove si trova l’asbesto in natura?

    L’asbesto è presente in natura in diverse parti del globo terrestre, dal Canada al Sudafrica, passando per l’Italia, in particolare lungo l’arco alpino, la Svizzera e i Balcani, e ancora gli Urali e altre zone del pianeta.

    L’estrazione dell’asbesto avviene facilmente dalla roccia madre. Seguono macinazione e arricchimento, in genere in miniere a cielo aperto.

    Per diventare asbesto i minerali di partenza devono subire particolari processi idrotermali di bassa pressione e bassa temperatura. In generale si tratta di procedimenti abbastanza economici.

    L’asbesto si lega facilmente ai materiali da costruzione (calce, gesso, cemento asbesto) e con alcuni polimeri (gomma, PVC), motivo per cui si è diffuso in maniera rapidissima in moltissimi manufatti di uso comune e di componenti industriali.

    Definizione legale dei minerali di amianto

    La legge definisce opportunamente i minerali di amianto o asbesto, per fornire una definizione utile alle applicazioni della stessa legge.

    Dal punto di vista legale i minerali di amianto sono definiti attraverso l’art. 247 del D.Lgs. 09.04.08 n. 81, che riproduce l’art. 2 della Direttiva 477/83/CEE (ora sostituita dalla Direttiva 2009/148/CE) e che classifica come minerali di amianto tutti i silicati fibrosi che rispondono a determinate formule chimiche: “Ai fini del presente capo il termine amianto designa i seguenti silicati fibrosi:

    a) l’actinolite di amianto, n. CAS 77536-66-4;
    b) la grunerite di amianto (amosite), n. CAS 12172-73-5;
    c) l’antofillite d’amianto, n. CAS 77536-67-5;
    d) il crisotilo, n. CAS 12001-29-5;
    e) la crocidolite, n. CAS 12001-28-4;
    f) la tremolite d’amianto, n. CAS 77536-68-6″.

    Ulteriori gruppi di minerali di amianto

    Oltre ai minerali di amianto definiti dal legislatore ne esistono però altri. L’erionite e la fluoro-edenite hanno le stesse caratteristiche fisico-chimiche dei minerali di asbesto o amianto definiti dalla legge, compresa la suddivisione in fibrille.

    Sono in grado di determinare gli stessi rischi per la salute e danni per l’ambiente degli altri minerali di amianto contemplati dal legislatore.

    A partire dal 1992 è vietata l’estrazione, utilizzazione e commercializzazione del minerale amianto definiti dalla legge. Restano esclusi quelli non menzionati dal legislatore.

    Eppure il divieto di estrazione, utilizzazione e commercializzazione e le misure di sostegno e di sorveglianza sanitaria per gli esposti, e di assistenza e previdenza sociale, dovrebbe essere estese anche agli altri minerali asbestiformi con un adeguamento della legge.

    Quali sono i minerali di amianto?

    Qui sotto scopriamo le caratteristiche principali dei tipi di asbesto e ci focalizziamo sulle sue proprietà minerali.

    Crisotilo: il minerale di amianto più utilizzato

    Il crisotilo (dal greco χρυσός= fibra d’oro) o “amianto bianco-verde-grigio-giallastro” è amianto minerale più diffuso in natura e più utilizzato fino al 1992, anno di messa al bando.

    Lo si trova in quasi qualunque materiale contenente asbesto, dalle lastre di Eternit alle tegole, passando per forni, tegole, cemento armato quindi cemento amianto, freni di auto etc…

    Si tratta di un silicato idrato di magnesio, con formula 3MgO,2SiO,2H2O- n. CAS 12001-29-5, con fibre di lunghezza variabile, soffici e setose.

    Ha una elevata resistenza meccanica e flessibilità, una buona tenuta degli agenti alcalini e una temperatura di decomposizione tra i 450-700°C. Appartiene alla serie dei serpentini.

    L’Italia fu uno dei più grandi produttori di crisotilo. La miniera di Balangero, già prima della seconda guerra mondiale e poi subito dopo, permise l’estrazione di una grande quantità di asbesto.

    L’Amiantifera di Balangero era un buco enorme nella montagna, sventrata. L’ambiente di lavoro era infernale. Le pietre venivano spaccate con gli esplosivi. Gettate, poi, nei pozzi e con cunicoli arrivavano alla base della piccola ferrovia. In questo modo, trasportati a valle frantumati in modo da ricavare la fibra.

    Tutto intorno era un vero e proprio deserto: al verde dei vigneti del Monferrato, si sostituivano mucchi di pietre sminuzzate. L’amiantifera cercava di coprire il disastro ambientale con delle riparazioni.

    Ha costruito piccole scuole nei paesi limitrofi. Dopo 25 anni di lavoro, ad ogni singolo minatore veniva regalato un orologio.

    L’asbesto, poi, era trasportato nel vicino stabilimento eternit di Casale Monferrato, e qui, in polvere, impastato.

    Actinolite: anfibolo raro

    L’actinolite o actinoto (dal greco ακτινωτο = pietra raggiata) o “amianto verde-nero”, è un silicato idrato di calcio, ferro e magnesio con formula chimica 2CaO,4MgO,FeO,8SiO2,H2O – n. CAS 77536-66-4).

    Componente abbondante delle rocce scistose-cristalline della catena alpina, ha una temperatura di decomposizione tra 620-900°C. Fa parte della serie degli anfiboli.

    Grunerite o Amosite: l’amianto verde

    L’amosite (dall’acronimo di Asbestos Mines of South Africa) o “amianto bruno-giallo-grigio” o cummingtonite o grunerite, è un silicato idrato di ferro e magnesio. Quindi, questo minerale fa parte della serie degli anfiboli, con la seguente formula: 5.5FeO,1.5MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 12172-73-5.

    Sotto il profilo più specificamente mineralogico, questi minerali di amianto si presentano con fibre lunghe, diritte e fragili, di flessibilità discreta e con particolare stabilità al calore. È rilevante che la temperatura di decomposizione tra 600-800°C. Quindi, questi minerali di amosite sono stati utilizzati in modo particolare, come isolante termico. Dunque nelle guarnizioni e nelle tute ignifughe. Una piccola percentuale di Amosite veniva utilizzata all’interno delle lastre di Eternit, insieme a Crisotilo e Crocidolite.

    Crocidolite: amianto blu, particolarmente dannoso

    La crocidolite o “amianto blu” o amianto del Capo o riebeckite, proviene dalle vicinanze di Griqua Town, nell’Africa australe. Si tratta di un silicato idrato di sodio, ferro ferrico, ferro ferroso e magnesio con formula chimica Na2O,Fe2O3,3FeO,8SiO2,H2O. Rientra tra gli anfiboli.

    Le fibre dei minerali di crocidolite sono diritte, hanno una maggiore resistenza agli agenti acidi rispetto agli altri tipi di anfiboli. Inoltre, hanno una buona flessibilità e temperatura di decomposizione tra 400-600°C.

    La sua capacità mineralogica, era tale per cui veniva utilizzato nella produzione di manufatti in cemento amianto. Infatti, perfino nello stabilimento di Casale Monferrato, fu utilizzato, seppur in minima parte, questo minerale.

    Così i prodotti eternit in cemento amianto, nella misura del 15%, erano composti anche da crocidolite. Questi minerali giungevano in Italia via mare, dal Sudafrica.

    Tremolite: amianto della Val Tremola (Svizzera)

    La tremolite o “amianto grigio-verde-giallo” è un silicato idrato di calcio e magnesio con formula chimica 2CaO,5MgO,8SiO2,H2O. Si trova in natura in molte località alpine e prende il nome proprio dalla Valle Tremola nel massiccio del S. Gottardo (Campolongo, nel Canton Ticino, in Svizzera). Fragile, ma con più resistenza al calore rispetto ad altri anfiboli, ha una temperatura di decomposizione tra 950-1040°C.

    Antofillite: minerali rari di amianto

    L’antofillite (dal latino scientifico antophyllum = garofano) o “amianto verde-giallo-bianco” è un silicato idrato magnesio con formula chimica 7MgO,8SiO2,H2O- n. CAS 77536-67-5 ed è il più importante degli anfiboli rombici. In natura si trova nei micascisti dell’Alto Adige (Val Passiria, sopra Merano) e in misura inferiore anche nell’isola d’Elba e nelle Alpi e Prealpi Occidentali, e in Finlandia. A differenza degli altri anfiboli è fragile, con temperatura di decomposizione tra 600-850°C.

    La sua scarsa reperibilità in natura e la sua fragilità la resero meno appetibile e meno usata rispetto ad altri minerali di amianto. Meno adatta all’utilizzo nell’industria dei trasporti e nell’edilizia ad eccezione dei pavimenti compositi, ne venne fatto ampio uso nell’industria cosmetica. L’antifollite era presente nei prodotti a base di talco e nei composti che di solito includono la vermiculite.

    Uso di asbesto: edilizia, settore militare e industriale

    Resistente al calore e al fuoco, resistente all’azione degli acidi, resistente alla trazione, con le capacità fono assorbenti, ne hanno fatto uno strumento per l’industria e per l’edilizia.

    Inoltre, queste caratteristiche sono state ritenute molto importanti per il settore militare. Così, l’asbesto è stato utilizzato per costruire le unità navali, comprese quelle per la Marina Militare Italiana.

    Inoltre, questi minerali sono stati utilizzati anche nell’industria Aeronautica, civile e militare.

    In buona sostanza, le caratteristiche tecniche e la sua economicità, ne ha determinato numerosissimi usi.

    Spruzzato su pareti e soffitti di scuole, palestre, piscine, mense, ospedali, stazioni delle metropolitane, creava una sensazione acustica di ovattamento dei suoni e minor intensità dei rumori.

    Per le virtù termoisolanti è stato utilizzato nelle tubazioni, per il trasporto del vapore, per isolare caldaie e forni, nelle tute dei vigili del fuoco e in altri prodotti che necessitano resistenza al calore e al fuoco.

    Se legato a matrici resistenti e stabili, l’asbesto è compatto (come nel caso dell’Eternit). Se legato con matrici non compatte è friabile (come il materiale spruzzato, che si polverizza con il solo uso delle mani).

    Nell’ambito dei trasporti nella coibentazione di edifici, navi, treni, aerei, etc. In tutto si contano più di 3000 diversi tipi di applicazioni nell’industria, nell’edilizia, nei trasporti e nel tessile.

    Applicazioni nell’edilizia: cemento amianto e coibentazioni

    Nell’edilizia i minerali di amianto sono stati utilizzati per realizzare tegole, pavimenti e piastrelle, tubazioni, vernici e canne fumarie, fioriere, supporti in cemento armato, controsoffitti e pareti divisorie.

    Applicazioni nell’industria di asbesto

    Ancora per serbatoi, tank, reattori, refrigeratori, giunti di espansione. Ha avuto grande diffusione la coibentazione di contenitori, anche grandi, per la tenuta termica con amianto friabile, soprattutto amosite. E poi impianti termici, impianti a pressione e bombole, parti di macchine e macchinari, giunti flangiati, baderne e guarnizioni.

    Applicazioni nell’industria tessile

    I minerali di amianto sono stati utilizzati in forma di fibre nell’intreccio di tessuti a metraggio ignifughi, nastri e corde per isolamenti elettrici e termici, feltri, cachemire sintetico, coperte, grembiuli, giacche, pantaloni, guanti, ghette e stivali.

    Diffusione dei minerali di amianto

    Nell’antichità l’asbesto proveniva da Cipro, dalla Grecia e dalle Alpi italiane. Nel XVII secolo furono scoperti i giacimenti di amianto degli Urali e i giacimenti di crisotilo del Quebec, in Canada.

    Proprio a quest’epoca si fa risalire la nascita dell’industria della lavorazione delle fibre di amianto. Il cemento-amianto, definito poi Eternit, si inziò a produrre nel 1893 e da allora la diffusione del prodotto fu inarrestabile.

    L’impiego industriale dell’asbesto aumentò, fino a raggiungere la quota totale di poco meno di 5 milioni di tonnellate estratte nel 1930. Il picco di produzione mondiale è stato raggiunto negli anni ’70 del secolo scorso, con più di 5 milioni di tonnellate estratte nel 1975 in 25 paesi produttori e lavorate in 85 paesi.

    Per tutto il ventesimo secolo il maggior produttore di crisotilo è stata l’ex Unione Sovietica con circa il 50% della produzione annua mondiale, seguita dal Canada e dallo Zimbabwe. Per quanto riguarda l’amianto anfibolico (crocidolite ed amosite) i maggiori Paesi produttori sono stati il Sud Africa e l’Australia.

    I maggiori tassi di consumo di asbesto sono stati registrati in Australia (5,1 kg pro capite/anno negli anni 1970), Canada (4,4 kg pro capite/anno negli anni 1970), e in diversi paesi dell’Europa Nord-Occidentale (Danimarca: 4,8 pro capite/anno negli anni 1960; Germania: 4,4 kg pro capite/anno negli anni 1970; e Lussemburgo: 5,5 kg pro capite/anno negli anni 1960).

    La diffusione dei minerali di amianto in Italia

    In Italia, in particolare tra le due guerre, l’asbesto fu utilizzato in oltre 3000 tipi di lavorazioni a volte anche per funzioni non legate alle proprietà minerali chimico-fisiche dell’asbesto e che sarebbero potute essere ugualmente svolte da altre sostanze. L’asbesto è stato utilizzato nei giocattoli, nei filtri per il vino e per sbiancare il riso.

    Un discorso diverso riguarda il cemento-amianto di cui l’Italia è stata seconda produttrice mondiale. Nel 1935 inizia a produrlo la Fibronit di Bari a cui fa seguito l’apertura della fabbrica di Napoli, a Bagnoli.

    Nascono poi gli stabilimenti di Eternit Siciliana e quelli di Casale Monferrato, Rubiera (Reggio Emilia), Cavagnolo (Torino), Broni (Pavia) e Bari.

    La commercializzazione di Eternit contenente cemento-amianto è cessata in Italia tra il 1992 e il 1994, ma prosegue tuttora, con lo stesso marchio Eternit, in altri Paesi del mondo, tra cui il Brasile.

    Finalmente, con la L. 257 del 1992, è stato introdotto anche in Italia, il divieto di estrazione, lavorazione ed utilizzazione dell’asbesto. Tuttavia, la dismissione è stata lenta.

    Ancora a tutt’oggi, la situazione è drammatica in Italia come nel resto del mondo. Per questi motivi, l’Avv. Ezio Bonanni, Presidente dell’Ona – Osservatorio Nazionale Amianto, già dal 2000, ha denunciato questa situazione di rischio.

    Ancora nel 2020, sono stati registrati circa 7000 decessi a causa di malattie asbesto correlate.

    Solo con la prevenzione primaria è possibile evitare il rischio e tutelare la salute, bene primario dell’individuo.

    Pericolosità dei minerali di amianto

    La pericolosità dei minerali di amianto è legata alla loro formazione e capacità fibrosa. Infatti questi minerali per le loro capacità di dividersi longitudinalmente in fibre più sottili, le moltiplicano. Tanto che diventano sempre più sottili e sono invisibili ad occhio nudo.

    Un grammo di asbesto è sufficiente per contaminare un intero campo da calcio ad una concentrazione di 100 ff/ll. Inoltre, al di là della friabilità, il cui indice è identificato dal D.M. 06.09.1994, occorre osservare che anche quello a matrice compatta può dare rilascio di fibre.

    In molti casi, c’è stata una sottovalutazione della capacità di rilascio delle fibre dalle matrici compatte. Quindi, la lesività e la pericolosità per la salute umana, dipende anche dalla friabilità.

    Inoltre, è dimostrato che tutti i tipi di asbesto sono cancerogeni, anche il crisotilo. Tuttavia l’amosite e la crocidolite si caratterizzano per una maggiore lesività per la salute umana.

    I primi effetti dell’asbesto sulla salute umana sono quelli infiammatori e poi vi fanno seguito quelli cancerogeni.

    Inizialmente, si manifestano gli ispessimenti pleurici e le placche pleuriche. Successivamente, dopo una latenza che può raggiungere e anche superare i 20 anni, si manifesta l’asbestosi.

    Inoltre, con tempi più lunghi di latenza, si manifestano diversi tumori. Tra questi ci sono i mesoteliomi, tra i quali, il mesotelioma pleurico, quello peritoneale, alla tunica vaginale del testicolo e al pericardio. Questa neoplasia si caratterizza per un elevato indice di mortalità.

    Oltre al mesotelioma, l’asbesto provoca tutta una serie di altri cancri, tra cui quello alle ovaie, al polmone, alla laringe il cui nesso eziologico ha unanime consenso scientifico. Poi, ci sono gli altri tumori che sono riportati nella stessa ultima monografia IARC, per i quali, comunque, il nesso causale risulta confermato.

    Tutti i minerali di amianto sono pericolosi

    L’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha certificato che tutti i tipi di asbesto sono cancerogeni. Questa presa di posizione si è resa indispensabile poiché proseguiva l’utilizzo di amianto crisotilo.

    Così, nelle diverse pubblicazioni e/o nelle linee guida dell’OMS, vi è un chiaro riferimento al fatto che anche l’amianto crisotilo ha capacità cancerogene.

    All types of asbestos cause lung cancer, mesothelioma, cancer of the larynx and ovary, and asbestosis (fibrosis of the lungs). Exposure to asbestos occurs through inhalation of fibres in air in the working environment, ambient air in the vicinity of point sources such as factories handling asbestos, or indoor air in housing and buildings containing friable (crumbly) asbestos materials”.

    L’OMS si è dotata di una specifica agenzia che ha sede a Lione: International Agency for Research on Cancer. L’agenzia valuta la cancerogenicità dei materiali utilizzati. Tra questi si è occupata anche dell’asbesto, detto anche asbesto. La IARC, nella sua ultima monografica, ha ribadito che tutti i minerali di amianto sono cancerogeni si pronuncia allo stesso modo:

    “Asbestos is the generic commercial designation for a group of naturally occurring mineral silicate fibres of the serpentine and amphibole series. These include the serpentine mineral chrysotile (also known as ‘withe asbestos’), and the five amphibole minerals – actinolite, amosite (also known ad ‘brown asbestso’), anthophyllite, crocidolite (also known as ‘blue asbestos’), and tremolite (IARC, 1973; USGS, 2001). The conclusions reached in thism Monograph about asbestos and its carcinoegenic risks apply to these six types of fibres wherever they are found, and that includes talc containing asbestiform fibres. Erionite (fibrous aluminosilicate) is evaluated in a separate Monograph in this volume” (1.1, pag. 219).

    La strage dell’amianto in Italia e nel mondo

    I numeri dell’incidenza delle malattie causate dall’esposizione all’asbesto sono spaventosi: nel solo 2020, solo in Italia sono decedute più di 7000 persone. Se si tiene conto che solo il mesotelioma ha provocato circa 2000 morti, se si aggiungono tutti gli altri delle altre malattie asbesto correlate, i risultati sono spaventosi.

    I dati epidemiologici, e la situazione italiana e mondiale, risulta denunciata ne “Il libro bianco delle morti di amianto in Italia” edizione 2021. Infatti, l’Avv. Ezio Bonanni, come Presidente dell’ONA, e pioniere in Italia della difesa delle vittime dell’amianto, ha insistito perchè ci fosse la presa d’atto del dato epidemiologico.

    Infatti, l’epidemiologica non è solo la prevenzione terziaria, ma induce anche quella primaria. Tanto è vero che, proprio questa più elevata incidenza, dimostrata anche giudiziariamente, influisce sulle iniziative di messa in sicurezza.

    In Italia, con il D.Lgs. 81 del 2008, la normativa si è affinata e tuttavia necessita di una revisione e sintesi.

    Il ritardo della messa al bando dell’asbesto

    Nel mondo, anche a causa del ritardo nella messa al bando globale, si continua ad usare asbesto. Certe volte il rischio è ancora esteso all’Italia, come per i prodotti cinesi. Per questo, l’Avv. Ezio Bonanni aveva sollecitato un provvedimento chiaro che impedisse la commercializzazione dei prodotti di amianto a livello globale.

    Ogni anno, secondo l’OMS, si stima che l’amianto provochi 107.000 decessi, solo a tener conto dell’asbestosi, mesotelioma e tumore al polmone. In più, sono molte altre le malattie asbesto correlate, e poi ci sono quelle per esposizione ambientale. Di queste, la stima dell’OMS non tiene conto. Allo stesso modo, si sorvola sul fatto che Cina, India, Russia e altri stati canaglia, non segnalano i casi.

    Questo stato di cose è inaccettabile, secondo l’Avv. Ezio Bonanni, e il gruppo di ambientalisti aderenti all’ONA. Si rende quindi necessario il bando globale dell’asbesto, e il divieto di commercializzazione.

    Purtroppo, la lobby dell’amianto, della quale fa parte anche l’ex presidente degli Stati Uniti d’America, Donald Trump, resiste ancora. Non basta aver provocato e continuare a provocare centinaia di migliaia di morti, il profitto continua ad essere privilegiato sulla salute umana!

    Le malattie asbesto correlate riconosciute dall’INAIL

    L’INAIL è l’ente che in Italia tutela le vittime del lavoro. Per quanto riguarda l’asbesto, questo ente pubblico non ha certo brillato per tempestività del suo intervento. Infatti, già con la Legge 455 del 1943, l’asbestosi fu tabellata. Vi fu, quindi, un dato legislativo fondamentale, che avrebbe dovuto indurre alla prevenzione.

    Invece, l’INAIL ha privilegiato solo l’aspetto dell’indennizzo che è una logica di intervento ex post. Cioè, l’INAIL interviene solo quando la malattia e l’infortunio si sono verificati. Invece, secondo l’Avv. Ezio Bonanni, bisogna privilegiare la prevenzione, premiando le imprese che rispettano la normativa di tutela della salute sui luoghi di lavoro.

    In ogni caso, l’incidenza di queste malattie asbesto correlate di origine professionale, è tale per cui sono in continuo aumento le domande. L’INAIL intanto, pubblica i rapporti sul mesotelioma. L’ultimo è VI Rapporto ReNaM che riporta i casi fino al 2015.

    Le liste INAIL delle malattie professionali riconosciute

    Quindi, sono inserite nella Lista I le malattie asbesto-correlate che considera di elevata insorgenza per causa professionale. Esse sono:

    • mesotelioma pleurico, pericardico, peritoneale, della tunica vaginale del testicolo;
    • cancro al polmone (adenocarcinoma e microcitoma);
    • tumore alla laringe;
    • cancro alle ovaie.

    In questi casi, vi è la presunzione legale di origine. In altri termini, il lavoratore ammalato deve dimostrare soltanto la presenza dell’amianto nell’ambiente lavorativo. Infatti, è sufficiente anche la sola esposizione ambientale ad amianto per ottenere il riconoscimento della natura professionale di queste malattie. In questo modo si ottiene il riconoscimento dell’indennizzo del danno biologico (dal 6 al 15%), e la rendita per i casi più gravi.

    Inoltre, il fatto che la malattia non sia inserita nella Lista I non ne preclude il riconoscimento. Infatti, in questi casi, è possibile dimostrare l’eziologia professionale. In altri termini, il nesso causale può essere dimostrato, con la prova del rischio. Cioè dell’esposizione professionale ad amianto, anche in sinergia con altri cancerogeni.

    Le altre malattie amianto-correlate sono inserite nelle Liste II e III dell’INAIL. Quindi, appartengono alla Lista II: tumore della faringe, il tumore dello stomaco, il tumore del colon retto.

    In più, nella Lista III è inserito il tumore dell’esofago.

    Quindi, in questi casi, la tutela è possibile sempre e comunque, dimostrando il nesso causale. In questi casi, lo standard di prova è quello del “più probabile che non” ed è sufficiente anche la concausa.

    Quando sono pericolosi i minerali di amianto?

    La pericolosità dei minerali asbestiformi è dovuta al loro indice di friabilità che consente di valutare i rischi da esposizione. Sulla base della Legge 257/92, il Ministero della Salute ha emanato il decreto 06.09.1994, con la tabella nella quale sono indicate le linee guida per la valutazione dell’indice di friabilità.

    In relazione alla loro friabilità, i materiali contenenti asbesto possono essere classificati come:

    friabili (se facilmente sbriciolabili o ridotti in polvere con il solo uso delle dita);
    compatti (se duri, senza possibilità di essere ridotti in polvere se non con l’impiego di attrezzi meccanici o attraverso di occasionali danneggiamenti o attraverso l’erosione del tempo e degli agenti atmosferici).

    Ne consegue che i minerali di amianto in forma friabile sono sempre pericolosi, in quanto rilasciano costantemente fibre nell’ambiente che possono essere facilmente inalate.

    I minerali di amianto in forma compatta sono pericolosi solo se danneggiati. Basta però un danneggiamento anche sottilissimo per determinare il rilascio di fibre killer nell’aria.

    Bonifica dei minerali di amianto: prevenzione primaria

    Come già più volte ribadito, solo evitando l’esposizione ad amianto si tutela la salute. Questi minerali di amianto sono dei cancerogeni certi e perfetti. Non sussiste una soglia al di sotto della quale il rischio si annulla. La lunga storia della lotta delle vittime per ottenere giustizia, ha dimostrato che anche soglie minime possono essere altamente lesive.

    Il fatto stesso che l’asbesto sia stato utilizzato perfino negli ospedali e nelle scuole, rende urgente la bonifica, che consista nella rimozione dell’amianto.

    L’ONA ha elaborato una proposta di legge presentata presso il Campidoglio in data 06.11.2017, per il credito di imposta per la bonifica.

    Più recentemente, è stato chiesto che i fondi europei del Pnrr (Piano Nazionale Ripresa e Resilienza), preveda un impiego di fondi per le bonifiche, tra cui quelle dell’asbesto.

    ONA News-minerali di amianto

    Ci sono intanto tutti i siti di interesse nazionale, tra cui quello di Siracusa, che debbono essere ancora totalmente messi in sicurezza, come pure ci sono altre situazioni. Senza dimenticare l’epidemia di casi nella Marina Militare Italiana, per cui non è sufficiente l’indennizzo e risarcimento.

    Le tecniche di bonifica dei siti contaminati

    La rimozione amianto è l’unico strumento veramente efficace della tutela della salute, rispetto a questo cancerogeno. Infatti, come è stato poi confermato dalla revisione del Consensus Report Helsinki.

    In ambito internazionale, sono state confermate le intuizioni che sul campo, erano state manifestate dall’ONA. Preso atto della strage di amianto e della incapacità delle cure mediche ad avere un’efficacia risolutiva l’unico sistema di tutela era evitare l’esposizione.

    Quindi, più che la valutazione del rischio e la sua riduzione, era essenziale rimuovere alla radice il rischio. Solo così si può vincere la sfida contro l’asbesto. Anche perché le malattie asbesto correlate hanno un lungo tempo di latenza.

    Ci sono poi gli altri strumenti, tra i quali l’incapsulamento, che consiste nell’utilizzo di liquido aggrappante che impedisce la dispersione delle fibre. Questo sistema è utilizzato, in modo particolare, per i tetti e per le altre strutture compatte. Tuttavia non è risolutivo, anche se a basso costo.

    Un altro sistema di bonifica è quello del confinamento, che consiste nel realizzare una struttura che avvolga quella nella quale è presente asbesto. Per esempio, se c’è un tetto di asbesto, può essere realizzata una ulteriore copertura posta sopra a quella di cemento amianto. In questo modo si evita la dispersione delle fibre e il rischio di inalazione.

    Consulenza legale gratuita sul rischio amianto

    Nel caso di dubbio sulla presenza o meno dell’asbesto, ci si può intanto rivolgere all’ONA. L’associazione ha costituito tutta una rete di strutture e di strumenti che permettono di tenersi informati, come l’APP AMIANTO.

    Con questo strumento è possibile tenersi informati sulla geolocalizzazione della presenza dell’asbesto sul territorio. Inoltre, è possibile segnalare siti contaminati e contribuire alla bonifica. Infatti, fare emergere i siti contaminati, come per esempio le scuole e gli ospedali, è fondamentale.

    In più, nel caso di persone esposte ad asbesto, l’associazione garantisce tutta una specifica assistenza di natura medica e legale.

    Sotto il profilo sanitario, è fondamentale la cosiddetta “sorveglianza sanitaria“. In questo modo è possibile la diagnosi precoce, che è fondamentale per la risposta terapeutica.

    Il gruppo dei medici legali dell’ONA svolge anche il ruolo di rilascio della certificazione utile ad avviare il percorso per il riconoscimento delle malattie professionale da parte dell’INAIL.

    In molti casi, come per i militari tra i quali quelli della Marina Militare Italiana, se l’esposizione ad amianto ha provocato dei danni, è avviato il percorso specifico. In particolare il riconoscimento della causa di servizio e dello status di Vittima del Dovere.

    I diritti delle vittime di amianto vanno tutelati, ed è per questo motivo che è stato istituito il servizio di consulenza legale. Le vittime, e i loro familiari, hanno diritto prima di tutto alle prestazioni previdenziali. In più, sussiste anche il diritto al risarcimento di tutti i danni. Anche i familiari stretti congiunti, hanno il diritto alle rendite e ai risarcimenti.