IN OCCASIONE DELLA “GIORNATA NAZIONALE DI PREVENZIONE DELLO SPRECO ALIMENTARE”, IL NUOVO SAGGIO DI ANDREA SEGRÈ INVITA A RIPENSARE IL NOSTRO MODELLO DI SVILUPPO PARTENDO DAL CIBO. CULTURA, ETICA E DATI SCIENTIFICI SI INTRECCIANO PER PROPORRE COMPORTAMENTI RESPONSABILI, STRUMENTI CONCRETI E UN IMPEGNO COLLETTIVO VERSO GLI OBIETTIVI DELL’AGENDA 2030
“Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare”
Celebrata il 5 febbraio in Italia, la Giornata nasce per sensibilizzare cittadini, istituzioni e imprese sul valore del cibo e sull’urgenza di ridurre gli sprechi. Promossa dalla Campagna Spreco Zero, coordinata da Last Minute Market e Università di Bologna, con il supporto dei ministeri dell’Ambiente, Salute e Lavoro, ANCI e RAI per la Sostenibilità, la giornata accompagna eventi, campagne educative e la pubblicazione di dati aggiornati dall’Osservatorio Waste Watcher International.
La tredicesima edizione del 2026, con tema #2030Calling, rilancia lo sprint finale verso gli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, puntando a ridurre del 50% lo spreco alimentare pro capite entro il 2030. In Italia, la quantità settimanale di cibo sprecato è attualmente di 555,8 grammi a persona, con significative differenze territoriali: 490,6 al Centro, 515,2 al Nord e 628,6 al Sud.
“Contro lo spreco”: un libro per il nostro tempo
Dal 3 febbraio 2026 arriva in libreria per Treccani il nuovo saggio di Andrea Segrè, fondatore della Giornata nazionale e presidente della Fondazione Casa Artusi. Contro lo spreco. Cibo, valore, futuro non è un manuale tecnico, ma un percorso culturale, civile ed economico che invita a ripensare il nostro modello di sviluppo partendo dal cibo.

Il testo evidenzia come lo spreco alimentare sia un sintomo di fratture culturali e ingiustizie sociali: dove il superfluo si getta, l’essenziale manca. Ridurre gli sprechi diventa così un atto di equità, giustizia sociale e responsabilità ambientale, contrastando anche il cambiamento climatico.
L’importanza di passare dalla teoria alla pratica
Il libro combina riflessione teorica e strumenti concreti: ridefinisce termini come spreco, eccedenza e rifiuto, e propone metodi pratici come il True Cost Accounting e il riconoscimento del diritto al cibo (ius cibi). La città diventa laboratorio di nuove pratiche sostenibili, con mense scolastiche, mercati di prossimità e patti alimentari locali che favoriscono coesione sociale e responsabilità civica.
Tutti a Roma il 5 febbraio
La prima presentazione si terrà a Roma, giovedì 5 febbraio 2026, nella Sala Igea dell’Istituto dell’Enciclopedia Italiana, in occasione della 13ª Giornata nazionale. L’evento #Sprecozero 2026, il 3 febbraio nello Spazio Esperienza Europa – David Sassoli, presenterà anche il Rapporto 2026 “Il caso Italia” dell’Osservatorio Waste Watcher, offrendo dati aggiornati sullo spreco alimentare e strumenti come l’app Sprecometro per monitorare le azioni quotidiane.
Verso il 2030
Con meno di quattro anni al traguardo dell’Agenda 2030, ogni azione conta: ridurre lo spreco significa tutelare persone, ambiente e comunità. La Giornata nazionale e il libro di Segrè rappresentano un invito a trasformare consapevolezza e dati scientifici in comportamenti concreti, facendo del cibo un indicatore di civiltà e responsabilità condivisa.
Conosciamo meglio l’autore
Andrea Segrè (Trieste, 1961) è professore di Economia circolare e Politiche per lo sviluppo sostenibile all’Università di Bologna. Pioniere a livello internazionale nella lotta allo spreco alimentare, ha fondato Last Minute Market e la “Giornata nazionale di Prevenzione dello spreco alimentare”. Dirige l’Osservatorio Waste Watcher International ed è presidente della Fondazione Casa Artusi. Autore di numerosi saggi, affianca alla ricerca scientifica un impegno costante nella divulgazione e nelle politiche alimentari urbane.





