ATTRAVERSO LA SATIRA GROTTESCA, DON’T LOOK UP HA TRASFORMATO LA CRISI CLIMATICA IN UN RACCONTO POPOLARE E ACCESSIBILE. IL FILM DI ADAM MCKAY, ATTRAVERSO L’UMORISMO, MOSTRA LE REAZIONI COLLETTIVE DAVANTI A UN PERICOLO ANNUNCIATO. UNA TRAMA CHE METTE IN DISCUSSIONE POLITICA, MEDIA E SOCIETÀ
Un film divisivo ma centrale nel dibattito pubblico
Uscito nel 2021 su Netflix e diretto da Adam McKay, “Don’t Look Up” ha diviso pubblico e critica. Una trama che mette in luce dinamiche legate al tema della crisi climatica, utilizzando la lente della satira per raggiungere un pubblico vastissimo.
La trama: una catastrofe annunciata
Due astronomi, interpretati da Leonardo Di Caprio e Jennifer Lawrence, scoprono che una gigantesca cometa si sta dirigendo verso la Terra e che l’impatto è certo. Mancano solo sei mesi alla fine, le prove scientifiche sono inequivocabili, ma convincere politica, media e società ad agire si rivela quasi impossibile.
Politica, media e profitto contro la scienza
Presidenti ossessionati dai sondaggi, programmi televisivi che trasformano l’allarme in intrattenimento e multinazionali interessate allo sfruttamento economico della cometa bloccano ogni risposta efficace. La sopravvivenza dell’umanità viene subordinata a consenso, audience e guadagni, rendendo la catastrofe inevitabile.
La cometa come metafora del cambiamento climatico
La cometa non è solo un espediente narrativo, ma una metafora diretta del cambiamento climatico: un pericolo documentato da decenni, continuamente minimizzato o rinviato. La satira esaspera i comportamenti, ma restituisce un quadro paradossale che appare fin troppo familiare.
La scelta del tono grottesco come specchio della realtà
Adam McKay sceglie toni volutamente sopra le righe. Non punta al realismo ma a uno specchio deformante che riflette superficialità mediatica, incoerenza politica e indifferenza sociale. La risata che ne deriva è amara, perché dietro l’assurdo si riconoscono dinamiche quotidiane.
Un cast corale al servizio della satira
Le interpretazioni di Meryl Streep, nei panni di una presidente egocentrica e di Jonah Hill, figlio-consigliere opportunista, rafforzano l’efficacia del racconto. Le reazioni eccessive dei personaggi ricordano quanto spesso, di fronte a dati climatici allarmanti, si preferisca minimizzare o voltarsi altrove.
Un messaggio chiaro per l’azione collettiva
Per chi si occupa di ambiente e mobilità sostenibile, “Don’t Look Up” è un testo prezioso: mostra che la scienza, senza decisioni politiche e coinvolgimento sociale, resta impotente. Il film non offre soluzioni tecniche, ma lancia un invito urgente a non ignorare i segnali e ad agire insieme.




