domenica, Gennaio 25, 2026

Condanna alla Difesa: risarcita figlia di un militare vittima amianto

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IL TRIBUNALE CIVILE DI TORINO HA CONDANNATO IL MINISTERO DELLA DIFESA PER LA MORTE DI UN MILITARE ESPOSTO ALL’AMIANTO SENZA PROTEZIONI. QUESTA SENTENZA EVIDENZIA UN PROBLEMA SISTEMICO NELLA SICUREZZA DEL PERSONALE E RAFFORZA LA NECESSITÀ DI BONIFICHE URGENTI E RICONOSCIMENTO DELLE RESPONSABILITÀ ISTITUZIONALI

Risarcita la figlia orfana

«Si tratta dell’ennesima sentenza, in sede civile, di condanna a carico della Difesa per la malattia e il decesso di un militare per l’elevata e non cautelata esposizione a fibre e polveri d’amianto nelle unità navali e nelle basi arsenalizie». L’avvocato Ezio Bonanni, presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto (ONA), ha così commentato l’esito del processo, sottolineando la gravità del problema. Inoltre l’Avv. Ezio Bonanni ha rilasciato un’importante intervista per le tutele degli orfani delle vittime del dovere non nel carico fiscale.

Il Tribunale Civile di Torino ha imposto al ministero della Difesa il risarcimento di circa 280mila euro a Monica Pittau, orfana del motorista navale Luigi Angelo Pittau, deceduto a soli 60 anni per un mesotelioma pleurico causato dall’esposizione all’amianto.

Questo caso riporta l’attenzione sulla pericolosa esposizione dei militari alla cosiddetta “fibra killer” durante il servizio nelle Forze Armate e sull’urgenza di avviare bonifiche nei luoghi contaminati. Tieniti informato sugli ultimi sviluppi, consulta la video intervista dell’Avv. Ezio Bonanni sulle SS.UU. n. 34713 del 30.12.2025.

Il caso Pittau

Luigi Angelo Pittau ha lavorato in ambienti saturi di amianto, sia a bordo delle unità navali della Marina Militare sia nelle basi arsenalizie, occupandosi della manutenzione di caldaie e turbine a vapore. Nel 2009 i medici gli hanno diagnosticato un mesotelioma, malattia altamente aggressiva e strettamente legata all’inalazione di fibre di amianto.

In poco più di un anno, nell’ottobre 2010, la patologia ne ha causato il decesso. Nel 2019, la Corte d’Appello di Torino ha obbligato il ministero della Difesa a riconoscerlo come Vittima del Dovere con Equiparazione, aprendo così la strada alla successiva azione legale intentata dalla figlia.

Monica Pittau ha ritenuto il ministero responsabile non solo per l’esposizione del padre all’amianto e ad altri agenti cancerogeni ma anche per la mancata informazione sui rischi connessi, l’assenza di sorveglianza sanitaria e l’omessa fornitura di dispositivi di protezione.

Assistita dall’avvocato Ezio Bonanni, ha portato il caso davanti al Tribunale Civile di Torino, che ha riconosciuto sia il danno subito dalla vittima sia quello della figlia, imponendo al ministero il risarcimento economico.

Amianto nelle Forze Armate: un problema sistemico

L’avvocato Bonanni ha evidenziato come questa sentenza si aggiunga a numerose altre condanne civili inflitte al ministero della Difesa, segnalando un problema sistemico nella gestione della sicurezza del personale militare. Il risarcimento, sebbene insufficiente a colmare la perdita di una vita, rappresenta un’importante affermazione delle responsabilità istituzionali e potrebbe costituire un precedente per future cause analoghe.

Timori fondati di un aumento significativo dei casi nei prossimi anni

Secondo il VIII rapporto ReNaM – pubblicato il 26.02.2025 – , dal 1993 sono stati registrati circa 1.200 casi solo di mesotelioma, per la difesa. Tra il personale della Marina si contano in circa mille i soli mesoteliomi, è la punta dell’iceberg. Sono più di 7.000 i decessi solo per amianto in Marina Militare. Ci riferiamo anche ai casi di tumore del polmone, della laringe e degli altri organi gastrointestinali. Quindi, non solo il mesotelioma e l’asbestosi. La lunga latenza di queste patologie fa temere un aumento significativo dei casi nei prossimi anni.

Gli orfani non a carico: nuovi diritti

Prosegue l’impegno dell’ONA e dell’Osservatorio Vittime del Dovere per la tutela dei diritti delle vittime e dei famigliari. Una delle più annose questioni è quella del riconoscimento degli orfani non a carico fiscale. Quella che l’Avv. Ezio Bonanni definisce un’ odiosa discriminazione, contraria ai valori della Costituzione.

Non a caso le stesse SS.UU. 7761/2017 hanno riconosciuto l’assegno vitalizio di € 500,00 per le vittime del dovere; lo stesso importo delle vittime del terrorismo. Era fino ad ora prevalsa una interpretazione restrittiva, tanto che agli orfani non a carico erano stati negati i diritti previdenziali. Quelli di superstite e di vittima del dovere.

Le SS.UU. 34713/2025 costituiscono una svolta importante per la tutela degli orfani non a carico fiscale. In precedenza, infatti, se non nel carico fiscale, potevano percepire i due assegni vitalizi solo nel caso di assenza del coniuge del defunto. In presenza del coniuge, nulla era loro riconosciuto a titolo previdenziale. Rimaneva quindi in quel caso la sola tutela del risarcimento danni, compreso quello da lutto. Infatti, il piano della discriminazione era quello relativo alle prestazioni previdenziali.

SS.UU. 34713/2025: assegno vitalizio anche per figli non a carico

L’Avv. Ezio Bonanni continua il suo impegno infaticabile per la tutela di tutte le vittime, tra cui anche gli orfani superstiti, per questi ultimi sul tema attuale del riconoscimento dell’assegno vitalizio e dello speciale assegno vitalizio mensile.

Queste prestazioni sono anche negate dall’amministrazione. Sono più di 100 le posizioni aperte dall’Osservatorio Vittime del Dovere guidato da Ezio Bonnani per queste tutele.

Ora un punto di svolta che supera l’orientamento restrittivo contestato da Bonanni, quello di Cass. sez. lav. n. 11181/2022, restrittivo. Infatti, per gli orfani non a carico, la salvezza era limitata ai casi di assenza del coniuge. Ora rimane ancora così, con tutti e due gli assegni, anche per gli orfani non a carico, nel caso di assenza del coniuge della vittima.

Però, ora, vi è una nuova svolta, perchè le maglie si allargano. Nel caso di orfano non nel carico fiscale, per il quale al coniuge della vittima e quindi altro genitore dell’orfano stesso, sono state liquidate le prestazioni, è comunque riconosciuto l’assegno vitalizio mensile.

In sostanza, è liquidato il solo assegno vitalizio mensile di €500,00, ma non lo speciale assegno vitalizio di €1.033,00 mensile.

Vittime del dovere: intervista ad Ezio Bonanni

La tutela dei diritti dei figli delle Vittime del Dovere è oggi un tema centrale. Riguarda memoria, responsabilità istituzionale e giustizia sostanziale.

Tieniti informato, vedi l’intervista rilasciata dall’Avv. Ezio Bonanni al giornalista Luigi Abbate sul riconoscimento dei diritti dei figli delle Vittime del Dovere.

Intervista di Luigi Abbate all'avv Bonanni
Intervista di Luigi Abbate all’avv Bonanni

Vittime del dovere: sintesi delle nuove tutele ONA

Nel video intervista, la guida per le tutele degli orfani delle vittime del dovere non nel carico fiscale.

Sempre e prima di tutto la tutela risarcitoria, sia quella del danno della vittima primaria, che di tutti gli stretti congiunti. Questi ultimi hanno diritto al risarcimento del danno da lutto e perdita parentale. Infatti, la morte di uno stretto congiunto è un evento stressante e lo è ancora di più per le vittime del dovere. Sia quelle da amianto, sia quelle da uranio impoverito, sia ancora quelle in servizio. Ricordiamo ancora il sacrificio delle nostre forze dell’ordine, Carabinieri, Polizia, oltre alle Forze Armate.

Quindi per coloro che ora si trovano nella situazione di essere orfani di vittima del dovere, pur non essendo a carico fiscalmente, possono procedere con la domanda di riconoscimento dell’assegno vitalizio.

Questo è il senso di SS.UU. 34713/2025. Naturalmente nel caso di assenza del coniuge hanno diritto ad entrambi gli assegni, quello vitalizio mensile e lo speciale assegno vitalizio. Mentre in presenza di coniuge, grazie a questa nuova sentenza si può chiede l’assegno vitalizio di €500,00. Ci si può rivolgere all’ONA al numero verde 800034294 oppure chiedendo una consulenza gratuita nel form al lato.

Numero verde ONA

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Consulenza gratuita

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