LA CORTE D’APPELLO DI PALERMO SEGNA UNA SVOLTA STORICA PER GLI ORFANI VITTIME DEL DOVERE. UNA SENTENZA CHE SUPERA IL VINCOLO DEL CARICO FISCALE E APRE ALL’UGUAGLIANZA DEI DIRITTI SU SCALA NAZIONALE
Una sentenza che segna un cambio di rotta
«Questa sentenza rappresenta una vittoria di giustizia e di civiltà», dichiara l’avvocato Ezio Bonanni, legale di Fabio Barone e presidente dell’Osservatorio Nazionale Amianto e Vittime del Dovere.
Il riferimento è alla recente sentenza della Corte d’Appello di Palermo.
Secondo Bonanni, infatti, «La pronuncia apre la strada al riconoscimento dei benefici per tutti gli orfani, indipendentemente dalla loro condizione economica al momento della morte del genitore».
Accolto l’appello di Fabio Barone
La Sezione Lavoro della Corte d’Appello ha accolto l’appello di Fabio Barone.
Fabio è figlio di Biagio Barone, Vittima del Dovere, deceduto a causa di un carcinoma renale. La malattia è stata provocata dall’esposizione a sostanze cancerogene e tossico-nocive durante il servizio. La Corte ha riconosciuto il diritto ai benefici di legge anche senza il requisito del carico fiscale.
Condannati i ministeri della Difesa e dell’Interno
Con la sentenza, la Corte ha condannato i ministeri della Difesa e dell’Interno.
Le amministrazioni dovranno riconoscere le provvidenze economiche spettanti agli orfani delle Vittime del dovere. La decisione supera un’interpretazione restrittiva che, per anni, ha escluso molti familiari dalle tutele previste. Una prassi che aveva prodotto numerose disparità di trattamento.
Superata una discriminazione durata anni
«Per anni – continua Bonanni – i ministeri hanno opposto un muro contro gli orfani non fiscalmente a carico, negando diritti riconosciuti dalla legge. Oggi, grazie all’intervento delle Sezioni Unite e alla decisione della Corte d’Appello di Palermo, questa discriminazione viene finalmente superata».
Secondo il legale, la sentenza ristabilisce un principio di equità atteso da tempo.
La vicenda personale di Fabio Barone
Fabio Barone ha 34 anni ed è originario di Trapani. È rimasto orfano del padre all’età di 27 anni. Aveva chiesto il riconoscimento dei benefici previsti dalla normativa speciale. La legge tutela i familiari dei servitori dello Stato deceduti in servizio. Inizialmente, però, la sua richiesta era stata respinta.
Il ribaltamento della sentenza di primo grado
Il diniego si basava sull’assenza del carico fiscale al momento della morte del padre.
Il Tribunale di Trapani aveva accolto questa interpretazione. La Corte d’Appello di Palermo ha invece riformato integralmente la sentenza di primo grado. Secondo i giudici, il carico fiscale non può negare diritti riconosciuti agli orfani in quanto tali.
I benefici riconosciuti dalla Corte
Nel dispositivo, la Corte ha concesso a Fabio Barone ulteriori benefici economici e previdenziali previsti dalla legge. Tra questi, gli è stato riconosciuto l’assegno vitalizio mensile di 500 euro. La decorrenza è fissata a partire dal novembre 2019.
Aggiornamento della graduatoria nazionale
La sentenza impone anche un obbligo amministrativo. Il ministero dell’Interno dovrà aggiornare la graduatoria unica nazionale. Il nominativo di Fabio Barone vi dovrà essere inserito ufficialmente. Si tratta di un passaggio fondamentale per l’effettiva attuazione dei diritti riconosciuti.
Il richiamo alla Cassazione e alle Sezioni Unite
La decisione applica il principio stabilito dalla Corte di Cassazione. In particolare, richiama la storica sentenza delle Sezioni Unite del 30 dicembre 2025. Quella pronuncia ha chiuso un contrasto giurisprudenziale durato molti anni. La Suprema Corte, infatti, ha affermato un principio considerato ormai definitivo.
Un principio valido su tutto il territorio nazionale
Con quella sentenza, i giudici di legittimità hanno chiarito che “gli orfani delle vittime del dovere hanno diritto all’assegno vitalizio anche se economicamente autonomi e non fiscalmente a carico della “vittima” al momento del decesso, a decorrere dal 1° gennaio 2008”.
L’interpretazione ha eliminato una discriminazione ingiustificata. Ha inoltre garantito un’applicazione uniforme della legge in tutto il Paese.
L’appello al ministro Crosetto
«Confidiamo – conclude Bonanni – che il ministro della Difesa Guido Crosetto voglia dare seguito alla decisione della Magistratura, superando definitivamente una lettura discriminatoria che ha penalizzato gli orfani di Vittime del dovere e restituendo dignità alla memoria dei servitori dello Stato».
Secondo l’Osservatorio, ora spetta alle istituzioni trasformare la sentenza in prassi amministrativa stabile.




