UNA SENTENZA STORICA RICONOSCE LA CONTAMINAZIONE INDIRETTA DA AMIANTO. UNA MOGLIE COLPITA DA GRAVI PATOLOGIE DOPO L’ESPOSIZIONE DOMESTICA ALLE SOSTANZE CANCEROGENE TRASPORTATE DAL MARITO, MILITARE DELLA MARINA, RIENTRATO DALLE MISSIONI OPERATIVE
Una sentenza che apre nuovi scenari giuridici
“è accertato il nesso causale tra l’esposizione all’amianto del marito e la lesione dell’integrità psico-fisica subita da Santospirito Paola Maria… al di là di ogni ragionevole dubbio”.
Così recitala sentenza che condanna il ministero della Difesa, giudice il dr. Corrado Cartoni, della Seconda Sezione Civile del tribunale di Roma, in favore della signora Paola Maria Santospirito.
«È certamente una sentenza storica – afferma l’avv. Ezio Bonanni, che assiste Santospirito – perché sanziona il ministero della Difesa per le condotte di danno a carico dei familiari dei militari e mogli del personale civile che sono stati esposti ad amianto in sede domestica ed è solo la prima di numerosi casi che stiamo trattando come Osservatorio Nazionale Amianto e Osservatorio Vittime del Dovere. Chiediamo ancora – chiosa il presidente ONA – che i famigliari dei nostri militari e personale civile delle Forze Armate che stanno subendo e subiranno danni alla salute per esposizione domestica ad amianto siano riconosciuti “Vittime del dovere”, tra cui anche Paola Maria Santospirito».
Una vita in Marina tra sostanze tossiche e amianto
La sig.ra Santospirito è moglie del sottufficiale in pensione della Marina Militare Loeonardoantonio Mastrovito. L’uomo ammalato di asbestosi, ha prestato servizio a bordo di diverse unità navali come manutentore e conduttore di apparecchiature elettriche. Per le quali ha utilizzato oli minerali per il raffreddamento dei trasformatori.
Quindi ha maneggiato pitture, diluenti, acidi per batterie e altre sostanze cancerogene come l’amianto, in locali chiusi e privi di impianti di ventilazione. In missione nei Balcani era esposto all’uranio impoverito.
La contaminazione indiretta della moglie
Paola Maria, contaminata, “a seguito di esposizione indiretta, dal marito esposto a sostanze radioattive, tossico-nocive, cancerogene e mutagene; ad amianto e uranio impoverito”, certifica la sentenza, soffre di insufficienza respiratoria.
La contaminazione indiretta è accertata, per la prima volta, dal dr. Vincenzo Cagnazzo. Che ha provato con “sufficiente attendibilità” la presenza di “vari contaminanti metallici” e la sua riconducibilità all’esposizione all’amianto da parte del marito.
Le analisi scientifiche e i metalli nei tessuti
“Le specie metalliche riscontrate nei test analitici a cui è stato sottoposto il Sig. Mastrovito (vedasi Relazione Tecnica da me scritta “Analisi volta alla verifica delle concentrazioni di specie metalliche e amianto in reperti da esame istologico”), sono i medesimi riscontrati nei tessuti analizzati per la Sig.ra Santospirito, anche se in quantità molto più elevate”.
Così, nella relazione tecnica del 2019 redatta dal dott. Cagnazzo, che prosegue: “È lecito pensare infatti che indumenti da lavoro ed uniformi utilizzate dal marito in missione siano potuti arrivare a contatto con la moglie al rientro dalle missioni. Questi indumenti contaminati da polveri contenenti metalli pesanti hanno quindi contaminato la Signora quasi essa stessa fosse stata esposta a polveri e fumi pericolosi”.
Il riconoscimento medico dell’asbestosi
Inoltre la CTU – continua il dispositivo – dopo aver accertato la presenza del carcinoma mammario, ha evidenziato che “In merito alla lamentata esposizione indiretta all’amianto”, ha definito “probabile la sussistenza di un rapporto di causalità con le modalità riferite di esposizione e l’asbestosi”.
Amianto e casi familiari: cosa dice la letteratura
Riconosciuto, quindi, che l’inalazione di fibre di amianto di varia natura causi l’asbestosi, i tipi di esposizione possono essere: professionale (certa, probabile, possibile), domestica, ambientale, per hobby, ignota. “In letteratura – chiarisce la sentenza – sono presenti casi di asbestosi in familiari di soggetti esposti all’amianto, soprattutto nelle mogli degli stessi soggetti contaminate per via indiretta proprio tramite la manipolazione degli abiti da lavoro”.
La responsabilità del ministero della Difesa
“In definitiva – conclude il giudice – sussistono tutti i requisiti per configurare una responsabilità del ministero della Difesa ex art. 2043 c.c. per aver colposamente omesso di adottare tutte le opportune cautele atte a tutelare i propri soldati in missione dalle conseguenze dell’esposizione all’amianto”.
Il danno biologico e l’impatto psicologico
Per il riconoscimento del danno il più possibile personalizzato, il magistrato ha tenuto conto, in modo particolare, dell’età della danneggiata. 54 anni e della gravità della lesione, ossia di invalidità permanente.
Quindi, del “turbamento psichico transitorio e soggettivo conseguente al sinistro, da ritenersi sussistente in via presuntiva alla luce della lesione psico-fisica permanente accertata, del fatto illecito di cui si è vittima e della età”. Per un danno non patrimoniale totale di euro 65.387,08.




