mercoledì, Gennaio 21, 2026

Dieci libri su ambiente ed ecologia da leggere nel 2026

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I LIBRI SU AMBIENTE ED ECOLOGIA PERMETTONO DI COMPRENDERE LA CRISI ECOLOGICA CONTEMPORANEA E IL RAPPORTO TRA ESSERI UMANI E PIANETA. SAGGI, NARRAZIONI E TESTI IBRIDI TRA SCIENZA, STORIA E FILOSOFIA: AMPLIANO IL NOSTRO SGUARDO SU CAMBIAMENTO CLIMATICO, BIODIVERSITÀ, TECNOLOGIA E GIUSTIZIA SOCIALE. E OFFRONO STRUMENTI CRITICI PER INTERPRETARE IL PRESENTE E IMMAGINARE FUTURI POSSIBILI.

Negli ultimi anni, i libri su ambiente ed ecologia hanno superato la dimensione puramente divulgativa. Raccontano le radici culturali della crisi, interrogano l’idea di progresso, mettono in discussione l’antropocentrismo e propongono nuove alleanze tra saperi scientifici e immaginazione.

La lista che segue raccoglie dieci titoli fondamentali. Alcuni recenti e altri già imprescindibili, da leggere o da riscoprire nel 2026 per orientarsi nel dibattito ambientale globale.

Dieci libri su ambiente ed ecologia: “La grande cecità” di Amitav Ghosh

Con “Ghost Eye” edito da Neri Pozza, Amitav Ghosh prosegue il suo lavoro di esplorazione dei legami tra storia, colonialismo, tecnologia e crisi ecologica. Il libro affronta il modo in cui il cambiamento climatico e le trasformazioni ambientali si intrecciano con i sistemi di potere globali e con le narrazioni dominanti.

Durante la scrittura de “Il paese delle maree”, ambientato nelle Sundarban (foresta di mangrovie nel delta del fiume Gange, in India), l’autore prende coscienza di come i cambiamenti ciclici di quel fragile territorio stiano lasciando spazio a trasformazioni irreversibili legate al riscaldamento globale, con l’erosione delle coste e la salinizzazione delle terre coltivate. La possibile scomparsa di intere regioni costiere diventa per Ghosh il segnale di una minaccia esistenziale ormai concreta.

Da questa consapevolezza nasce una domanda centrale: come reagiscono la cultura e la letteratura a una crisi di tale portata? Nel saggio, Ghosh sostiene che l’immaginario culturale moderno è profondamente intrecciato al sistema economico. Fondato sui combustibili fossili e sulla produzione di merci, capace di generare esclusivamente desideri e simboli di libertà, progresso e movimento. Proprio per questo, la narrativa contemporanea fatica a confrontarsi con il cambiamento climatico, relegandolo quasi esclusivamente alla saggistica o alla fantascienza.

Secondo Ghosh, questa difficoltà rivela un limite profondo dell’immaginazione culturale del nostro tempo: una forma di rimozione collettiva che impedisce di rappresentare la realtà della crisi ambientale. È questo fallimento immaginativo, conclude, a costituire uno dei nuclei della crisi climatica stessa. Tanto da poter definire l’epoca attuale come quella di una diffusa e consapevole “cecità” di fronte ai suoi effetti.

“Fumo e ceneri” di Amitav Ghosh

Ghosh continua a interrogare i limiti dell’immaginario moderno, mostrando come la crisi ambientale sia anche una crisi culturale. Per chi non lo avesse ancora letto, resta fondamentale recuperare “Fumo e ceneri”, edito da Einaudi. Il testo collega traffici coloniali, capitalismo globale e devastazione ambientale sulla scia di “La maledizione della noce moscata”. In “Fumo e ceneri”, Ghosh ricostruisce la storia globale dell’oppio, mostrando come le logiche estrattive e coloniali abbiano plasmato l’economia mondiale e gli ecosistemi.

Il libro è essenziale per comprendere come ambiente, commercio e disuguaglianze siano storicamente intrecciati. Una chiave di lettura potente per capire le radici profonde della crisi ambientale contemporanea, nata dalle profonde ricerche portate avanti da Ghosh per la trilogia dell’oppio e proseguite nel tempo.

“È vivo un fiume?” di Robert Macfarlane

In questo testo Robert Macfarlane riflette sul riconoscimento dei fiumi come entità viventi, capaci di diritti e di voce. “È vivo un fiume” edito da Einaudi, intreccia reportage, riflessione giuridica e scrittura letteraria, raccontando esperienze in cui i corsi d’acqua diventano soggetti di tutela legale. Il libro dialoga con una nuova sensibilità ecologica che vede nella natura non una risorsa, ma una comunità di relazioni.

Robert Macfarlane intraprende una serie di viaggi nei luoghi in cui si sta affermando il riconoscimento dei diritti dei corsi d’acqua. Affiancato da ricercatori, attivisti, giuristi, artisti e comunità locali.

Il primo approdo è Los Cedros, in Ecuador, una foresta pluviale d’alta quota tra le più ricche di biodiversità al mondo, attraversata dall’omonimo fiume. Qui, nel 2021, la Corte costituzionale di Quito ha annullato una concessione mineraria per l’estrazione dell’oro, stabilendo che l’attività avrebbe violato i diritti della natura. La sentenza ha riconosciuto al complesso formato da foresta e fiumi il diritto di mantenere intatti i propri cicli vitali, la struttura ecologica e i processi evolutivi.

La seconda tappa conduce a Chennai, nell’India meridionale. In una regione storicamente modellata dall’acqua e oggi segnata da un inquinamento diffuso che ha compromesso fiumi, canali e lagune. In questo contesto, cittadini e associazioni tentano di recuperare ecosistemi gravemente degradati, intervenendo spesso in assenza di politiche pubbliche efficaci e cercando di arginare danni che rischiano di diventare irreversibili.

Il percorso si conclude in Canada, nel territorio del Nitassinan. Qui il grande fiume Mutehekau Shipu è al centro di una mobilitazione che si oppone alla costruzione di nuove dighe. Comunità indigene e movimenti politici rivendicano il riconoscimento dei diritti del fiume per contrastare interventi infrastrutturali considerati altamente impattanti.

Libri su ambiente ed ecologia: “Underland. Viaggio nel tempo profondo” di Robert Macfarlane

“Underland” di Macfarlane (edito da Einaudi) è uno dei testi più influenti degli ultimi anni sul rapporto tra umanità e tempo profondo. Macfarlane accompagna il lettore in grotte, ghiacciai, miniere e depositi di scorie nucleari, mostrando come ciò che nascondiamo sotto terra parli del nostro rapporto con il futuro. Anche se precedente al più recente. “È vivo un fiume” resta una lettura imprescindibile per comprendere la dimensione temporale della crisi ecologica.

“Il cantico della terra” di Stefano Mancuso

Con “Il cantico della terra” edito da Laterza, Stefano Mancuso propone una riflessione ampia e accessibile sulla necessità di ripensare il rapporto tra esseri umani e pianeta. Le piante diventano modello di cooperazione, adattamento e resilienza, offrendo spunti per una nuova etica ecologica. Il libro unisce scienza, cultura e urgenza politica in un linguaggio chiaro e coinvolgente.

Stefano Mancuso si lascia ispirare dal “Cantico delle creature” di San Francesco: ciascuna strofa del testo poetico diventa, infatti, lo spunto per raccontare come frate sole, frate vento, sora acqua e madre terra rendono possibile l’esistenza della vita e ne proteggono i destini. Come solo l’amore e la cura per loro, come per tutti gli altri fratelli e sorelle – esseri viventi tutti –, permetteranno alla nostra specie di sopravvivere a lungo. E come solo l’uso povero delle risorse, che Francesco ordina, è la via da intraprendere per far sì che la vita continui a prosperare. Con ragionevoli speranze di riuscirci.

“La versione degli alberi” di Stefano Mancuso

In “La versione degli alberi” edito da Einaudi, Mancuso approfondisce il punto di vista vegetale sul mondo umano, mostrando come le piante percepiscono, comunicano e si adattano all’ambiente. Pubblicato prima de “Il cantico della Terra”, è una lettura fondamentale per superare l’antropocentrismo e comprendere l’intelligenza diffusa della vita vegetale. Mancuso, neuroscienziato che insegna etologia vegetale è considerato un’istituzione nella divulgazione scientifica botanica e non solo.

“Curiosi per natura. Storie di vita e passione per gli animali” di Stefano Camanni

Questo libro, pubblicato nel 2024 da Stefano Camanni per Ricca Editore, presidente della società Arnica progettazione ambientale e divulgatore scientifico, raccoglie racconti e testimonianze dedicate al mondo animale, unendo divulgazione scientifica e narrazione personale. “Curiosi per natura” contribuisce a diffondere una visione non utilitaristica degli animali, mettendo in luce comportamenti, relazioni e forme di intelligenza spesso ignorate.

Grandi naturalisti, come Charles Darwin, Jane Goodall, Konrad Lorenz o Edward Wilson, hanno dedicato la loro vita allo studio del comportamento degli animali. Nelle parole, negli scritti e nelle interviste che i vari etologi hanno rilasciato, ogni frammento del loro pensiero brilla di affetto e curiosità per gli animali.

Il libro si propone di raccontare la vita di queste persone fantastiche che, con la loro passione e il loro lavoro, sono riuscite a svelare i segreti più nascosti di chi condivide con noi questo meraviglioso pianeta

“Robopoiesi” di André Ourednik 

“Robopoiesi” edito da Il Saggiatore, esplora il dialogo tra processi naturali e intelligenza artificiale, mostrando come la biologia possa ispirare nuove tecnologie e, allo stesso tempo, come l’IA possa aiutare a comprendere la complessità degli ecosistemi. Il libro propone una visione integrata di tecnologia e ambiente, utile per superare la contrapposizione tra innovazione e sostenibilità.

Secondo l’autore, André Ourednik, l’intelligenza artificiale non prende avvio nei laboratori della Silicon Valley. La sua storia comincia molto prima, nel momento in cui le società umane hanno iniziato a costruire strumenti simbolici per organizzare il pensiero e il rapporto con l’ambiente.

Linguaggio, scrittura e matematica possono essere letti come prime forme di intelligenza artificiale: dispositivi creati per estendere la memoria, ordinare l’esperienza e rendere condivisibili bisogni, idee e conoscenze.

André Ourednik accompagna il lettore in un viaggio attraverso le “stratificazioni” storiche dell’IA, dalle prime tecnologie di calcolo come l’abaco mesopotamico fino ai moderni modelli computazionali.

Ma Robopoiesi non si limita a ricostruire una genealogia alternativa dell’intelligenza artificiale: mette in discussione l’idea dominante della macchina come creazione isolata del genio individuale, mostrando come ogni forma di IA sia il risultato di processi collettivi, sedimentazioni culturali e reti di sapere.

In questa prospettiva si chiede: un’IA orientata alla cooperazione e all’ascolto del vivente può aiutarci a ricostruire il legame con il mondo naturale che abbiamo progressivamente indebolito?

“Il genio della natura. Lezioni di vita dalla Terra che cambia” di David Farrier

La natura non comunica attraverso parole, ma attraverso processi. Le sue lezioni si colgono osservando i cicli, i ritmi e le trasformazioni che regolano la vita sul pianeta. La Terra è un sistema complesso e dinamico, capace di adattarsi e riequilibrarsi nel tempo, dove ogni organismo contribuisce a una rete di relazioni in continua evoluzione. In risposta alle pressioni ambientali, il mondo vivente ha sviluppato soluzioni sofisticate ed efficienti, frutto di milioni di anni di selezione.

Le traiettorie di volo degli uccelli migratori, l’organizzazione cooperativa degli insetti sociali, le connessioni sotterranee tra le piante o la struttura delle scogliere coralline mostrano come l’intelligenza della natura non sia centralizzata, ma distribuita, adattiva e profondamente interconnessa.

Riconoscere l’essere umano come parte di questo sistema significa cambiare prospettiva sul cambiamento stesso, incluso quello climatico, che può diventare anche occasione di apprendimento e trasformazione.

Muovendosi tra ambienti naturali e contesti urbani, tra ricerca scientifica e pratiche creative, David Farrier raccoglie esperienze e visioni di studiosi, progettisti e artisti che traggono ispirazione dai meccanismi del mondo naturale.

Il risultato è un mosaico di esempi che spaziano dall’architettura biomimetica alle tecnologie ispirate ai processi biologici, mostrando come molte delle soluzioni alle sfide contemporanee siano già inscrite nei sistemi naturali. Saperle riconoscere e integrare diventa una scelta culturale prima ancora che tecnica. Pubblicato da Touring nella collana Arcipelago.

“Uniti per la vita” di Maurizio Casiraghi e Telmo Pievani

“Uniti per la vita” racconta come la cooperazione e la simbiosi siano motori fondamentali dell’evoluzione, ribaltando l’idea che la competizione sia l’unica legge della natura. Il libro attraversa esempi biologici ed ecologici per mostrare come le relazioni mutualistiche siano essenziali per la sopravvivenza delle specie, offrendo spunti preziosi anche per ripensare i modelli sociali ed economici umani.

Cooperazione e simbiosi, a lungo considerate espressioni di menti visionarie, sono invece uno dei motori dell’evoluzione. Due tra i più autorevoli e brillanti scienziati e filosofi della scienza italiani ci raccontano la storia avventurosa di questa scoperta: dalle intuizioni geniali dell’inquietante Constantin Merekovskij nella Russia di inizio Novecento, alla determinazione rivoluzionaria di Lynn Margulis, la “portavoce” del microcosmo che negli anni Settanta cambiò per sempre il nostro modo di vedere l’evoluzione. E poi Pëtr Kropotkin, George Price e altre figure, che intuirono il ruolo della cooperazione in natura. Editore Il Mulino.

Numero verde ONA

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