JANE GOODALL HA DEDICATO LA VITA ALLA DIFESA DELLA NATURA E DEGLI SCIMPANZÉ. LE SUE SCOPERTE HANNO CAMBIATO PER SEMPRE LA SCIENZA, TRASFORMANDO LA NOSTRA VISIONE DEL RAPPORTO TRA UOMO, ANIMALI E AMBIENTE
Jane Goodall, la scienziata che ha cambiato il modo di vedere gli scimpanzé
Jane Goodall, antropologa e pioniera nello studio degli scimpanzé, si è spenta il 1º ottobre 2025. La sua vita ha trasformato la ricerca scientifica e l’ambientalismo mondiale.
L’infanzia di Jane Goodall segnata dall’amore per gli animali
Nata a Londra il 3 aprile 1934, Dame Valerie Jane Morris-Goodall mostrò fin da bambina una passione profonda per la natura.
Osservava gli animali per ore, disegnava ciò che vedeva e sognava un giorno di raggiungere l’Africa.
Quando ne ebbe la possibilità, ricevette il sostegno dell’antropologo Louis Leakey, che la incoraggiò a studiare gli scimpanzé selvatici.
Da quel momento, la sua vita cambiò per sempre. Le sue ricerche avrebbero poi rivoluzionato la nostra visione della natura e dell’essere umano.

L’arrivo in Africa e le scoperte a Gombe
Nel luglio del 1960, Jane Goodall si trasferì nella foresta di Gombe, in Tanzania, per osservare gli scimpanzé nel loro ambiente naturale.
Il suo metodo di lavoro fu innovativo. Non osservava gli animali da lontano, ma si immergeva nella foresta, vivendo accanto a loro ogni giorno.
Questa scelta le permise di conoscere i comportamenti individuali degli scimpanzé e di costruire con loro una relazione di fiducia.
Goodall scoprì che gli scimpanzé utilizzano strumenti, come i rametti per estrarre termiti dai tronchi.
Questa scoperta infranse la convinzione che solo l’uomo fosse capace di creare e usare strumenti.
Capì anche che ogni scimpanzé ha una personalità unica, sentimenti e legami sociali complessi.
Osservò atti di aggressività e vere e proprie guerre tra gruppi, mostrando che anche gli scimpanzé possono essere violenti e strategici.
Le sue ricerche modificarono profondamente il confine tra l’uomo e gli altri animali, introducendo un nuovo modo di intendere la cultura e l’apprendimento nel mondo animale.
La nascita del Jane Goodall Institute e il suo rapporto con l’Italia
Nel 1977, Jane fondò il Jane Goodall Institute, un’organizzazione internazionale dedicata alla ricerca, alla conservazione e all’educazione ambientale.
L’istituto è oggi presente in ventuno Paesi, tra cui l’Italia, e continua a portare avanti la sua missione con progetti sul campo e programmi educativi.
«Ricordiamo con affetto e gratitudine la sua recente visita ai nostri scimpanzé – dichiara la presidente della Fondazione Bioparco di Roma Paola Palanza – durante la quale ribadì il suo sostegno all’azione di conservazione operata dai giardini zoologici. In quella occasione la Goodall ha tenuto a battesimo il Coordinamento ABC (Antropomorfe: Benessere e Conservazione) che unisce quattro strutture zoologiche: Bioparco di Roma, Parco Natura Viva (Verona), Safari Ravenna e Bioparco di Sicilia, per condividere nuovi protocolli mirati a implementare il benessere fisico e psico- sociale degli scimpanzé. Nota gioiosa della sua visita: avemmo l’onore di festeggiare con lei il suo novantesimo compleanno», conclude Palanza.
L’impegno per la conservazione e le parole dal Parco Natura Viva
Il 12 ottobre 2014, in occasione del V Convegno Nazionale della Ricerca nei Parchi, Jane visitò, al Parco Natura Viva di Bussolengo, la colonia che ospita la più grande delle quattro sottospecie di scimpanzè, il Pan troglodytes troglodytes.
Nella circostanza – afferma la nota del Parco che si è unito al cordoglio per la scomparsa – , Goodall salutò Tommy, Giorgina, Valentina, Giuditta, Sami, Jasmine e Davidino, attraverso i richiami appresi durante i suoi lunghi studi in foresta. Gli scimpanzé risposero alla sua esortazione, dando vita ad un momento di incontro tra uomini e animali che chi ha vissuto, non dimenticherà mai.
«La foresta, habitat naturale degli scimpanzé, viene distrutta ogni giorno di più, irreversibilmente – ebbe modo di dire la scienziata -. In Africa la deforestazione ha ridotto le pluviali della fascia equatoriale a frammentate macchie di foresta. Penso che anche il migliore degli zoo non potrebbe mai essere il luogo ideale per uno scimpanzé, che dovrebbe vivere libero e non minacciato dal pericolo dell’uomo. Ma la deforestazione e la caccia per carne, piaghe per la sopravvivenza di questi animali – ha proseguito Goodall -, impongono di perseguire una strategia di conservazione della specie anche al di fuori del suo ambiente naturale. Come fa questo parco zoologico, dove è evidente che la colonia ospitata è felice: è integrata in modo armonico, è stimolata da attività a loro dedicate e ha spazio sufficiente».
Le sue opere e l’eredità scientifica
Jane Goodall raccolse decenni di osservazioni nel volume “The Chimpanzees of Gombe: Patterns of Behavior”, oggi considerato un testo fondamentale per la primatologia.
Scrisse numerosi saggi e libri divulgativi dedicati alla natura, all’etica, alla civiltà e al rapporto tra uomo e ambiente.
Attraverso il suo lavoro, ha ispirato milioni di persone a guardare gli animali non come oggetti di studio, ma come esseri viventi da rispettare.
Promosse anche il movimento Roots & Shoots (Radici e Germogli), nato per coinvolgere i giovani nella difesa dell’ambiente e nella costruzione di un futuro sostenibile.
Premi, riconoscimenti e il messaggio di pace
Candidata al Premio Nobel per la Pace, Jane Goodall ricevette nel 2021 il Premio Templeton per l’integrazione tra scienza e spiritualità.
Ottenne anche il Kyoto Prize, il Tyler Prize for Environmental Achievement e diverse medaglie dalla National Geographic Society.
L’ONU la nominò Messaggera di Pace, mentre l’UNESCO le conferì la Medaglia d’Oro per il suo impegno nella tutela della biodiversità.
Questi riconoscimenti non furono solo premi accademici, ma simboli del suo impatto globale.
Goodall dimostrò che la scienza può convivere con la compassione e che la conoscenza è una forma di responsabilità.
L’ultimo viaggio e il lascito morale
Fino ai suoi ultimi giorni, Jane Goodall ha viaggiato instancabilmente per partecipare a conferenze e sensibilizzare il pubblico sui temi ambientali.
È morta per cause naturali negli Stati Uniti, durante un tour dedicato proprio alla crisi climatica e alla protezione degli ecosistemi.
Il mondo della scienza, dell’ambientalismo e delle istituzioni internazionali le ha reso omaggio.
Il suo lascito resta vivo in chi continua a difendere la Terra, gli animali e il fragile equilibrio della natura.
Jane Goodall non ha solo studiato gli scimpanzé. Ha insegnato all’umanità a guardarli negli occhi e a riconoscere in loro una parte di sé.
Fonti
Enciclopedia Britannica, National Geographic, Jane Goodall Institute, Reuters
Credit foto: Massimiliano Di Giovanni – archivio Bioparco e Parco Natura Viva










