domenica, Febbraio 1, 2026

Progetto NAS: Umbria unisce cittadini e ambiente per salute

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L’UMBRIA OSPITA IL PRIMO INCONTRO DEL PROGETTO NAS – NATURA AMBIENTE SALUTE, UN PERCORSO PARTECIPATO CHE UNISCE CITTADINI, AMMINISTRAZIONI E COMUNITÀ SCIENTIFICA.
IL LEGAME TRA QUALITÀ AMBIENTALE E BENESSERE UMANO DIVENTA IL CENTRO DI UNA NUOVA AGENDA TERRITORIALE.
L’OBIETTIVO È COSTRUIRE PROGETTI CONCRETI DI RIGENERAZIONE, PREVENZIONE E CONSAPEVOLEZZA COLLETTIVA

Umbria si mobilita per un nuovo patto tra persone e ambiente

Nella sala conferenze di un noto centro benessere, a Narni (Terni), è iniziato un percorso destinato a cambiare il modo in cui il territorio guarda alla propria salute ambientale.

Il primo incontro del Progetto NAS – Natura Ambiente Salute ha riunito cittadini, esperti, rappresentanti istituzionali, imprese e associazioni in un dialogo che ha mostrato da subito un forte coinvolgimento.

L’iniziativa nasce dal basso. Sostenuta da chi vive quotidianamente il territorio e percepisce quanto la qualità dell’ambiente abbia un impatto diretto sul benessere individuale e comunitario.

Il messaggio emerso con maggior chiarezza è quello che sta guidando sempre più progetti a livello europeo e internazionale. La salute delle persone non può essere separata dalla salute degli ecosistemi.

È la logica One Health, che riconosce l’interdipendenza tra organismi viventi, aria, acqua, suolo e dinamiche socioeconomiche. Questo principio, spesso evocato nei documenti scientifici, ha trovato nell’incontro di Narni una declinazione molto concreta. Legata ai bisogni reali di una comunità che sente l’urgenza di agire.

Qui il video dell’evento di presentazione del progetto.

Perché nasce il Progetto NAS?

Il Progetto NAS non si limita a sensibilizzare ma invita a costruire insieme percorsi di trasformazione. L’obiettivo è affiancare le amministrazioni nella definizione di azioni di rigenerazione ambientale, promuovere pratiche sostenibili e avvicinare cittadini e comunità scientifica, affinché la conoscenza diventi una risorsa condivisa.

Attraverso incontri pubblici, analisi ambientali e attività di monitoraggio, il progetto intende creare una nuova cultura del territorio. Capace di mettere in relazione dati, percezioni, esperienze e proposte.

La partecipazione emersa nel primo appuntamento mostra un desiderio di protagonismo civico. Non più spettatori passivi delle trasformazioni ambientali ma parte attiva di una rete che vuole comprendere, prevenire e migliorare. Nasce così un laboratorio sociale che può diventare un modello replicabile in altre regioni italiane. Soprattutto in quelle realtà dove si avverte un crescente divario tra qualità ambientale e qualità della vita.

Umbria: il “cuore verde d’Italia” davanti alla sfida della sostenibilità contemporanea

L’Umbria rappresenta un territorio simbolico per questa iniziativa. La sua immagine di “cuore verde d’Italia” richiama una tradizione di paesaggi integri, foreste storiche, borghi immersi nella natura e una relazione profonda tra comunità e territorio.

Tuttavia, come è stato ribadito durante l’incontro, anche un ambiente apparentemente sano può nascondere criticità importanti. Pressioni antropiche, inquinamento puntuale e diffuso, consumo di suolo, estati sempre più siccitose e una biodiversità che richiede tutela.

L’avvio del progetto in Umbria diventa quindi un modo per riaffermare il valore del paesaggio non come risorsa decorativa, ma come infrastruttura ecologica e sociale.

Le aree verdi, i corsi d’acqua, i boschi e gli spazi agricoli compongono un sistema che sostiene la vita quotidiana e contribuisce a regolare fattori ambientali essenziali, dalla qualità dell’aria alla mitigazione degli eventi estremi. Preservare questo equilibrio significa proteggere, allo stesso tempo, la salute dei cittadini e la capacità del territorio di affrontare il cambiamento climatico.

progetto NAS
L’incontro inaugurale ha visto una partecipazione attenta e variegata, confermando quanto il tema sia sentito, non solo dai cittadini preoccupati per la propria salute e quella
dei propri figli

Progetto NAS: il patrimonio arboreo come infrastruttura vitale

Uno dei temi centrali dell’incontro riguarda il ruolo degli alberi, spesso sottovalutato nelle politiche territoriali. Il patrimonio arboreo non è semplicemente un elemento estetico, ma una componente essenziale della salute pubblica.

Gli alberi assorbono inquinanti atmosferici, regolano il microclima, riducono il rischio idrogeologico, sostengono la biodiversità urbana e generano benessere psicofisico documentato da numerosi studi.

La loro protezione diventa quindi un intervento prioritario. In molte zone umbre, soprattutto nelle aree periurbane, i segnali di degrado ambientale sono legati alla riduzione della copertura vegetale, alla frammentazione degli habitat e alla mancanza di piani di gestione del verde basati su criteri ecologici.

Il Progetto NAS intende portare questi temi al centro dell’agenda pubblica, promuovendo interventi che possano rafforzare la resilienza dei territori e creare spazi più vivibili.

Progetto NAS: malattie ambientali e diritto alla salute

Il confronto ha messo in luce un’altra questione cruciale: la crescente incidenza di malattie correlate all’inquinamento ambientale. L’esposizione prolungata a sostanze nocive nell’aria, nel suolo e nelle acque, così come l’accumulo di metalli pesanti nell’organismo, rappresentano fattori che influenzano significativamente la salute delle comunità.

È un fenomeno che non riguarda più solo i grandi centri industriali, ma anche territori apparentemente lontani dalle aree produttive.

In questo quadro, è stato richiamato il principio sancito dalla normativa nazionale ed europea: la tutela della salute è un diritto fondamentale e implica la salvaguardia dell’ambiente in cui le persone vivono (leggi tutto su Ambiente e Salute).

Non si può parlare di benessere individuale se il contesto ecologico è compromesso; non si può programmare sviluppo economico senza garantire qualità ambientale.

Il test del capello: uno strumento semplice per comprendere l’esposizione ai metalli pesanti

Tra le iniziative presentate, ha suscitato grande interesse il test del capello, uno screening non invasivo che permette di rilevare l’eventuale presenza di metalli pesanti accumulati nel tempo.

È un’analisi accessibile, economicamente sostenibile e preziosa per creare una mappa dell’esposizione ambientale della popolazione. Il suo obiettivo non è generare allarmismi, ma fornire dati utili per orientare scelte consapevoli, sia individuali che collettive.

L’adesione è volontaria, e la raccolta dei risultati permetterà di affiancare alle percezioni dei cittadini una base scientifica più solida, utile per indirizzare le politiche territoriali e definire interventi prioritari. È un esempio concreto di come la collaborazione tra cittadini, scienza e istituzioni possa produrre conoscenza condivisa.

Un invito all’azione: il Progetto NAS come percorso collettivo

Il primo incontro del Progetto NAS segna l’inizio di un cammino che si svilupperà nei prossimi mesi attraverso appuntamenti pubblici, attività sul territorio e momenti di formazione. La sostenibilità non viene presentata come un obiettivo astratto, ma come una pratica quotidiana che richiede partecipazione, responsabilità e continuità.

Ogni cittadino, impresa o amministrazione può contribuire a costruire un territorio più sano, più consapevole e più capace di rigenerarsi. Il Progetto NAS vuole diventare un luogo di convergenza, dove l’ascolto reciproco, la conoscenza scientifica e la volontà di agire si trasformano in interventi concreti e misurabili.

Il prossimo appuntamento sarà comunicato a breve: la partecipazione sarà gratuita e aperta a chiunque desideri far parte di una comunità che considera natura, ambiente e salute non come temi separati, ma come elementi inseparabili dello stesso futuro.

Numero verde ONA

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