venerdì, Gennaio 9, 2026

Il 2025 di Retake: più di 100 tonnellate di rifiuti raccolti

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OLTRE DUEMILA EVENTI, DECINE DI MIGLIAIA DI CITTADINI COINVOLTI E PIÙ DI CENTO TONNELLATE DI RIFIUTI RACCOLTI RACCONTANO LA CRESCITA DI UN MOVIMENTO CIVICO DIFFUSO: LA RETE DI VOLONTARI DI RETAKE, UN’ONDA BLU IN AZIONE IN ITALIA

Il bilancio del 2025 restituisce la dimensione raggiunta dalle attività di Retake, una rete di volontari attiva in tutta Italia che ha fatto della rigenerazione urbana una pratica quotidiana. Nel corso dell’anno sono stati organizzati 2.152 eventi, con il coinvolgimento diretto di 42.335 cittadini e 14.930 studenti. Le iniziative hanno portato alla raccolta di oltre 100 tonnellate di rifiuti e alla restituzione di migliaia di spazi pubblici alle comunità locali.

Rifiuti rimossi e impatto ambientale: i numeri di Retake

Nel 2025 i volontari hanno rimosso 80.125 chilogrammi di rifiuti indifferenziati, 12.426 chilogrammi di vetro, 5.744 chilogrammi di plastica, 132 chilogrammi di alluminio e 1.295 chilogrammi di carta. Dati che indicano un contributo diretto alla riduzione dell’impatto ambientale nelle aree urbane e periurbane, spesso caratterizzate da accumuli cronici di rifiuti e abbandono.

La raccolta differenziata svolta durante gli eventi ha inoltre avuto un valore educativo, soprattutto nelle iniziative che hanno coinvolto le scuole. Gli studenti partecipanti hanno potuto osservare in modo concreto il ciclo dei materiali e comprendere le conseguenze dell’abbandono dei rifiuti sul decoro urbano e sulla salute degli ecosistemi cittadini.

I numeri di Retake: cura dei luoghi e rigenerazione urbana

Accanto alla pulizia, il 2025 ha visto un’intensa attività di cura e rigenerazione degli spazi pubblici. I volontari hanno curato o annaffiato 6.391 aiuole e alberi. Hanno sfalciato 79.813 metri quadrati di aree verdi. Riqualificato 18.992 superfici verticali e rigenerato 1.253 arredi urbani. Interventi diffusi che hanno interessato parchi, strade, piazze e spazi di quartiere, restituendo funzione e fruibilità a luoghi spesso trascurati.

Queste azioni hanno avuto un impatto che va oltre l’aspetto estetico. La manutenzione del verde urbano contribuisce alla mitigazione delle isole di calore, al miglioramento della qualità dell’aria e alla sicurezza degli spazi pubblici. Allo stesso tempo, la rigenerazione degli arredi e delle superfici favorisce l’uso quotidiano dei luoghi, rafforzando la socialità e il senso di appartenenza.

Retake: un movimento civico nato dal basso

I numeri del 2025 aiutano a comprendere l’evoluzione di un’esperienza nata quindici anni fa a Roma, dall’iniziativa di una cittadina, Rebecca Spitzmiller, che decise di reagire al degrado del proprio quartiere. Da quella spinta iniziale si è sviluppata una rete. Oggi quelle rete è presente in oltre cinquanta città italiane, composta da cittadini che scelgono di prendersi cura direttamente degli spazi in cui vivono.

Retake si è strutturata come un movimento civico capace di coinvolgere persone di età, provenienze e competenze diverse, mantenendo un approccio inclusivo e non conflittuale. La cura dello spazio pubblico viene proposta come un atto di responsabilità collettiva. Complementare alle politiche pubbliche e capace di stimolare una maggiore attenzione istituzionale verso i beni comuni.

Comunità, educazione e partecipazione: il coinvolgimento delle scuole

Un elemento centrale delle attività del 2025 è stato il coinvolgimento delle scuole. La partecipazione di quasi quindicimila studenti indica una crescente attenzione del mondo educativo verso le pratiche di cittadinanza attiva. Le iniziative rivolte ai più giovani hanno contribuito a costruire competenze ambientali e civiche, mostrando come l’azione diretta possa incidere sulla qualità dei luoghi e sulle relazioni tra le persone.

Secondo Fabrizio Milone, presidente di Retake, i dati del 2025 dimostrano che esiste una parte significativa del Paese che non accetta il degrado come condizione inevitabile. Dietro i numeri, sottolinea, c’è una comunità consapevole. Una comunità che considera la rigenerazione dei luoghi uno strumento per rafforzare i legami sociali e lo spirito di comunità.

Uno sguardo al 2026

La chiusura del 2025 non segna una pausa nelle attività. I primi eventi ecologici del 2026 sono già in corso, a conferma di una mobilitazione continua sui territori. Attraverso la Retake app, disponibile gratuitamente per dispositivi mobili, cittadini e associazioni possono individuare gli eventi attivi, partecipare alle azioni di rigenerazione urbana e contribuire alla cura dei beni comuni.

Il bilancio dell’ultimo anno mostra come l’impegno volontario, se organizzato e diffuso, possa produrre risultati tangibili. La sfida per il futuro resta quella di consolidare questi percorsi, rafforzando il dialogo con le istituzioni e trasformando la cura condivisa degli spazi urbani in una componente stabile delle politiche di sostenibilità e qualità della vita nelle città italiane.

Numero verde ONA

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