IL “FILO VERDE PER UN GIUBILEO SOSTENIBILE”, PROMOSSO DAL SISTEMA NAZIONALE PER LA PROTEZIONE DELL’AMBIENTE IN COLLABORAZIONE CON LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIANA NEL CORSO DEL 2025, HA ATTRAVERSATO L’ITALIA CON DECINE DI INCONTRI, DIALOGHI E INIZIATIVE TERRITORIALI, METTENDO IN RELAZIONE SCIENZA, FEDE, AMBIENTE E RESPONSABILITÀ CIVICA. IL PROGETTO HA OFFERTO UNA LETTURA INTEGRATA DELLA CRISI ECOLOGICA, CONNETTENDO DATI AMBIENTALI, CURA DEL CREATO E COMPORTAMENTI QUOTIDIANI
Filo verde per un Giubileo sostenibile
Attraverso il progetto “Filo verde per un Giubileo sostenibile”, il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente (SNPA) ha scelto di usare l’anno giubilare come spazio di riflessione pubblica su alcune delle principali sfide ambientali contemporanee.
Il cambiamento climatico, la tutela dell’acqua, la perdita di biodiversità, l’inquinamento e il consumo di risorse sono entrati nel dibattito giubilare come questioni etiche, sociali e scientifiche, non come temi separati.
Il progetto ha cercato di costruire un linguaggio comune tra mondi spesso percepiti come distanti, mettendo in dialogo le competenze tecniche delle agenzie ambientali con il patrimonio culturale e spirituale delle comunità religiose.
Filo verde: una rete di iniziative diffuse
Nel corso del 2025, il Filo verde ha toccato decine di città italiane, da Assisi a Gorizia, da Palermo a Torino, passando per Firenze, Bari, Genova, L’Aquila, Pisa, Milano, Termoli e molte altre realtà. Ogni tappa ha declinato i temi ambientali in relazione alle specificità del territorio.
In Liguria il percorso “Sorella Acqua” ha messo al centro il valore dell’acqua come bene comune, affrontando questioni legate alla qualità delle risorse idriche, alla gestione dei bacini e alla tutela degli ecosistemi fluviali e costieri.
In Abruzzo, gli incontri hanno unito il monitoraggio ambientale sul campo con momenti di riflessione rivolti agli studenti, per mostrare come il lavoro tecnico delle agenzie sia parte integrante della protezione del territorio.
Il tema della sostenibilità è stato affrontato in Piemonte attraverso il prisma dell’economia circolare e del settore tessile, evidenziando il peso ambientale delle filiere produttive e la necessità di modelli più responsabili.
In Puglia e Basilicata, il dialogo si è concentrato sul mare e sulle risorse costiere, mettendo in relazione ambiente, cultura e identità mediterranea.
Questa diffusione territoriale ha rappresentato uno degli elementi più rilevanti del progetto. Non un unico grande evento centrale, ma una rete di appuntamenti locali capaci di parlare direttamente alle comunità, adattando i contenuti alle condizioni ambientali, sociali ed economiche dei diversi contesti.
Filo verde: scienza, fede e responsabilità pubblica
Uno degli aspetti più innovativi del Filo verde è stato il tentativo di superare la tradizionale separazione tra sapere scientifico e dimensione etica. Nei diversi incontri, le agenzie ambientali hanno portato dati, analisi, monitoraggi e valutazioni tecniche, mentre il mondo ecclesiale ha offerto chiavi di lettura culturali e morali, ispirate in particolare al concetto di “cura della casa comune”.
Questo dialogo non ha avuto l’obiettivo di semplificare i problemi ambientali, ma di renderli più comprensibili e condivisibili. Parlare di qualità dell’aria, di risorse idriche o di cambiamento climatico non significa solo discutere di indicatori e modelli previsionali, ma interrogarsi sulle conseguenze concrete per la vita delle persone e delle comunità.
In questo senso, il progetto ha cercato di rafforzare l’idea che la sostenibilità non sia una questione tecnica riservata agli addetti ai lavori, ma una responsabilità collettiva che coinvolge scelte quotidiane, politiche pubbliche e visioni di lungo periodo.
Il ruolo delle agenzie ambientali
Il Filo verde ha rappresentato anche un’occasione per raccontare il lavoro spesso poco visibile delle agenzie regionali per la protezione dell’ambiente. Monitoraggi, controlli, raccolta dati, valutazioni di rischio e attività di prevenzione sono entrati nel racconto pubblico come strumenti fondamentali per la tutela del territorio e della salute.
In diversi appuntamenti, si è parlato esplicitamente del futuro del Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente, sottolineando la necessità di una sempre maggiore integrazione tra ambito ambientale e sanitario. La qualità dell’ambiente, infatti, incide direttamente sulla salute delle popolazioni, come dimostrano i dati su inquinamento atmosferico, contaminazione delle acque e degrado degli ecosistemi.
Giovani, educazione e partecipazione
Un altro elemento centrale del Filo verde è stato il coinvolgimento delle nuove generazioni. In molte regioni, gli eventi sono stati pensati per studenti e giovani, attraverso laboratori, passeggiate tematiche, attività didattiche e strumenti educativi innovativi.
L’educazione ambientale è stata proposta come un percorso di consapevolezza, non come una semplice trasmissione di nozioni. Comprendere il funzionamento degli ecosistemi, i limiti delle risorse naturali e le conseguenze delle scelte umane è stato presentato come un passaggio necessario per formare cittadini più attenti e responsabili.
In questo quadro, la partecipazione dei giovani ha assunto anche un valore simbolico. Parlare di Giubileo sostenibile significa interrogarsi sul futuro, e quindi sulle generazioni che erediteranno le conseguenze delle decisioni prese oggi.
Il convegno nazionale e il messaggio politico
Il momento di sintesi del percorso si è svolto il 23 ottobre 2025 a Roma, nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera dei deputati, con il convegno “Giubileo della Terra. Verso un nuovo umanesimo sostenibile”. L’incontro ha rappresentato il punto di arrivo di un anno di iniziative diffuse e ha dato una dimensione istituzionale al lavoro svolto sui territori.
La riflessione proposta ha messo in evidenza la necessità di un cambio di paradigma, capace di integrare sviluppo, tutela ambientale e giustizia sociale.
Con la chiusura dell’anno giubilare, il Filo verde per un Giubileo sostenibile si conclude formalmente, ma lascia un’eredità importante. Materiali, documentazione, relazioni tra istituzioni e comunità, esperienze territoriali costituiscono una base su cui costruire nuove iniziative di sensibilizzazione e partecipazione.
Il progetto ha dimostrato che è possibile parlare di ambiente in modo trasversale, unendo scienza, cultura e spiritualità senza semplificazioni o retorica.
Cos’è il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente?
Il Sistema Nazionale per la Pprotezione dell’Ambiente (SNPA) è la rete pubblica che coordina e integra le attività di tutela ambientale in Italia. È composto da ISPRA e dalle Agenzie regionali e provinciali per la protezione dell’ambiente (ARPA), che operano sui territori con funzioni di monitoraggio, controllo, supporto tecnico e prevenzione.
Il Sistema raccoglie e analizza dati su aria, acqua, suolo, rifiuti, ecosistemi e fattori di rischio ambientale, fornendo basi scientifiche alle decisioni pubbliche e alle politiche ambientali nazionali e locali.
ISPRA svolge un ruolo di indirizzo, coordinamento tecnico-scientifico e raccordo con le istituzioni europee e internazionali, assicurando omogeneità metodologica, qualità dei dati e coerenza delle attività svolte dalle agenzie sul territorio.
In questo modo il Sistema nazionale per la protezione dell’ambiente rappresenta un’infrastruttura conoscitiva essenziale per la tutela della salute, la prevenzione dei danni ambientali e l’attuazione concreta dei principi di sostenibilità.





