martedì, Gennaio 13, 2026

Anche i coralli del Mediterraneo rischiano l’estinzione

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FORSE NON TUTTI LO SANNO MA I CORALLI NON VIVONO SOLO NEI MARI TROPICALI. ANCHE IL MEDITERRANEO OSPITA SPECIE PREZIOSE OGGI MINACCIATE DALLA CRISI CLIMATICA E DALLE ATTIVITÀ UMANE. CON IL PROGETTO “MEDCORAL GUARDIANS”, MAREVIVO TUTELA, SENSIBILIZZA ED EDUCA PER PROTEGGERE QUESTI ECOSISTEMI FRAGILI E FONDAMENTALI

Un punto di non ritorno per gli ecosistemi marini

La scomparsa delle barriere coralline rappresenta uno dei primi “punti di non ritorno” del cambiamento climatico globale. Pur coprendo solo l’1% dei fondali marini, i coralli ospitano oltre il 25% della biodiversità marina. Sopravvissuti a cinque estinzioni di massa, oggi rischiano di non resistere all’attuale crisi climatica.

Nasce “MedCoral Guardians”

Per rispondere a questa emergenza, Fondazione Marevivo ha lanciato MedCoral Guardians, il primo progetto dedicato alla tutela dei coralli del Mediterraneo. L’iniziativa mira a sensibilizzare cittadini, studenti, turisti e subacquei attraverso educazione ambientale, divulgazione scientifica e attività di ricerca sul campo.

barriera corallina biodiversità

Il focus sulla Cladocora caespitosa

Dopo una prima esperienza nell’AMP (Area Marina Protetta) di Ustica, Marevivo, con il supporto della Nando and Elsa Peretti Foundation e in collaborazione con l’Università di Napoli Federico II, ha avviato un programma di monitoraggio e restauro della Cladocora caespitosa nell’Area Marina Protetta di Punta Campanella. Questa “madrepora a cuscino” è una specie endemica e uno dei principali costruttori dell’ecosistema marino mediterraneo.

MedCoral Guardians: presentato il primo impianto di restauro

Il progetto è stato presentato al Centro Recupero Tartarughe e Biologia Marina dell’AMP di Punta Campanella, a Massa Lubrense, alla presenza di Raffaella Giugni, segretario generale Marevivo, Carmela Guidone, direttrice pro tempore dell’AMP e del ricercatore Alberto Colletti. È stato mostrato il primo impianto con 13 frammenti di Cladocora, che verrà collocato in mare. In totale sono previsti dodici impianti per il ripristino di 156 frammenti.

Educazione ambientale e coinvolgimento delle scuole

Tra i partecipanti anche una scolaresca di Massa Lubrense, in rappresentanza di oltre 700 studenti coinvolti nei laboratori didattici del progetto. Gli alunni, guidati dagli operatori dell’AMP, approfondiranno la conoscenza dei coralli mediterranei, le minacce alla loro sopravvivenza e i comportamenti necessari per proteggerli.

Non solo coralli: la tutela delle Cystoseira

Nell’AMP di Punta Campanella il progetto guarda anche alla salvaguardia delle foreste di Cystoseira, alghe brune fondamentali per l’equilibrio marino, oggi in forte regressione a causa di inquinamento, urbanizzazione, riscaldamento globale, eutrofizzazione e specie invasive.

Le minacce e il ruolo ecologico dei coralli

«Circa la metà delle barriere coralline del pianeta è stata gravemente danneggiata», spiega Raffaella Giugni. I coralli offrono habitat a moltissime specie, attenuano la forza delle onde e contrastano l’erosione costiera. Tuttavia, cambiamento climatico, ondate di calore, acidificazione degli oceani e ancoraggi selvaggi ne stanno compromettendo la sopravvivenza.

La sinergia come chiave della conservazione

Secondo Carmela Guidone, direttrice dell’AMP Punta Campanella, la collaborazione tra enti di ricerca, associazioni e istituzioni è essenziale per ottenere risultati concreti. Anche diving e associazioni subacquee locali contribuiranno al progetto, segnalando la presenza di Cladocora e accompagnando visite guidate per aumentare la consapevolezza.

Un laboratorio naturale per la ricerca scientifica

Come sottolinea Simona Fraschetti, docente di Ecologia all’Università Federico II, l’Area Marina Protetta rappresenta un laboratorio naturale ideale per monitorare a lungo termine lo stato di conservazione della Cladocora. Il protocollo di restauro utilizza frammenti già distaccati dalla roccia, spesso a causa di ancoraggi, per testare strategie efficaci di recupero.

Un modello replicabile per il Mediterraneo

Si spera che “MedCoral Guardians” possa diventare un modello da cui anche altre aree del Mediterraneo possano prendere esempio. Attraverso divulgazione, ricerca e coinvolgimento delle comunità locali, il progetto intende contribuire in modo concreto alla protezione dei coralli, dimostrando che la tutela del mare passa anche dalla partecipazione attiva dei territori.

Numero verde ONA

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