IL PROGETTO “ONE MISSION, ONE PLANET”, INIZIATIVA PROMOSSA DA MAREVIVO IN COLLABORAZIONE CON BAT ITALIA E UDINESE CALCIO, INTRODUCE L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE NELLA GESTIONE AMBIENTALE DEGLI STADI. IL BLUENERGY STADIUM DI UDINE DIVENTA COSÌ IL PRIMO IMPIANTO SPORTIVO ITALIANO A SPERIMENTARE UN SISTEMA INNOVATIVO PER MONITORARE E RIDURRE L’IMPATTO ECOLOGICO DEGLI EVENTI
L’impatto ambientale degli eventi sportivi: un’emergenza silenziosa
Gli stadi rappresentano uno degli spazi più critici dal punto di vista ambientale. Ogni evento richiama migliaia di tifosi, generando un elevato consumo di risorse e un’enorme quantità di rifiuti in poche ore. La plastica monouso, gli imballaggi alimentari e i volantini pubblicitari si accumulano rapidamente, spesso senza un sistema efficace di raccolta e smaltimento. L’errata distribuzione dei contenitori per la differenziata e la scarsa consapevolezza dei tifosi rendono difficile il recupero dei materiali riciclabili. Il che, trasforma gli impianti sportivi in epicentri di spreco.
L’inquinamento non si limita ai rifiuti solidi. L’illuminazione, i maxi-schermi e gli impianti di riscaldamento o raffreddamento consumano ingenti quantità di energia: tutti fattori che contribuiscono all’aumento delle emissioni di CO₂. A questo si aggiunge l’impatto della mobilità.
La maggior parte dei tifosi si sposta in auto, congestionando il traffico e incrementando le emissioni inquinanti. Ragion per cui, senza una gestione mirata, ogni partita può trasformarsi in un evento altamente impattante sull’ambiente.
Di fronte a queste problematiche, è diventato essenziale un approccio innovativo che vada oltre le misure tradizionali e utilizzi la tecnologia per ottimizzare la gestione delle risorse.
L’Intelligenza Artificiale al servizio dell’ambiente
Per affrontare le criticità ambientali degli eventi sportivi, One Mission, One Planet si avvale delle tecnologie sviluppate da JustonEarth. Una startup italiana specializzata nell’applicazione dell’Intelligenza Artificiale per la gestione sostenibile degli ambienti urbani e sportivi. Il progetto introduce un’infrastruttura avanzata che combina machine learning e sistemi GIS (Geographic Information System). Permettendo di raccogliere e analizzare dati in tempo reale sull’impatto ambientale delle partite.
Il cuore di questa innovazione è il “gemello digitale” dello stadio, una replica virtuale che monitora ogni aspetto dell’impianto. Questo sistema consente di identificare con precisione le aree più soggette all’accumulo di rifiuti e prevedere le dinamiche di smaltimento, così da migliorare la logistica e l’efficacia della raccolta differenziata. I dati raccolti permettono di posizionare strategicamente i contenitori per la raccolta, ottimizzando la loro distribuzione e riducendo il rischio di abbandono indiscriminato dei rifiuti.
Secondo Massimiliano Agata, CTO di JustonEarth, questa tecnologia rappresenta un cambio di paradigma, perché non si limita a mitigare i problemi ambientali a posteriori, ma li previene, fornendo agli organizzatori strumenti decisionali basati su analisi scientifiche accurate. Il sistema riesce a individuare i punti critici per l’abbandono della spazzatura con un’accuratezza del 98,3%. Un dato che dimostra l’efficacia del modello nel migliorare la gestione ambientale degli impianti sportivi.
Un nuovo approccio alla sostenibilità negli stadi
Il progetto One Mission, One Planet non si limita a ottimizzare la gestione dei rifiuti, ma offre una visione più ampia della sostenibilità negli eventi sportivi. L’Intelligenza Artificiale permette di monitorare i consumi energetici dello stadio. Il che, consente non solo di identificare le aree in cui si verificano sprechi ma anche di adottare strategie per ridurre il consumo di elettricità e l’impatto ambientale.
Un altro elemento chiave è il coinvolgimento del pubblico. La sostenibilità negli stadi non può basarsi solo su innovazioni tecnologiche, ma deve puntare anche su un cambiamento culturale. One Mission, One Planet prevede campagne di sensibilizzazione per i tifosi, incentivandoli a adottare comportamenti più responsabili, come l’utilizzo corretto dei contenitori per la raccolta differenziata e l’adozione di mezzi di trasporto più sostenibili per raggiungere lo stadio.
L’idea di fondo è trasformare gli impianti sportivi in laboratori di innovazione ambientale, capaci di sperimentare e diffondere buone pratiche replicabili in altre strutture. L’obiettivo è rendere gli stadi non solo luoghi di intrattenimento sportivo, ma anche modelli di gestione sostenibile, capaci di ispirare altre realtà a ripensare le proprie strategie ambientali.
Oltre lo sport: un modello applicabile su larga scala
L’ambizione di One Mission, One Planet va oltre il settore sportivo. Le soluzioni testate negli stadi possono essere applicate a qualsiasi grande evento pubblico, dai concerti alle manifestazioni fieristiche, fino alla gestione di intere aree urbane. Gli stessi principi di monitoraggio e analisi predittiva possono essere utilizzati per ottimizzare la gestione dei rifiuti e dei consumi energetici in qualsiasi contesto ad alta affluenza.
L’iniziativa dimostra che la tecnologia può diventare un potente alleato nella transizione ecologica, trasformando ambienti tradizionalmente energivori in esempi virtuosi di sostenibilità. La sfida ora è quella di ampliare il progetto, coinvolgere nuovi partner e fare in modo che queste innovazioni diventino lo standard, anziché l’eccezione, nel mondo dello sport e degli eventi dal vivo.






