L’APPELLO DELLA PRESIDENTE DELL’ASSOCIAZIONE CURAA A TUTELA E PROTEZIONE DEGLI ALBERI È MOLTO PROFONDO E FORTE. IL RICHIAMO È DIRETTO ALLE ISTITUZIONI E RICHIEDE ATTENZIONE CONTRO GLI ABBATTIMENTI ILLEGITTIMI
Richiamo diretto dell’Associazione CURAA alle Istituzioni
Purtroppo, sappiamo come l’abbattimento degli alberi costituisca un problema incidente e incombente su tutto il territorio nazionale.
Ma, in questo caso Jacopa Stinchelli, presidente di CURAA, Associazione Cittadini Uniti per Roma i suoi Alberi e Abitanti, si è impegnata sul territorio della Capitale, cercando di dare voce e risonanza nel manifestare un concreto e diretto richiamo alle istituzioni.
Si assiste, dunque a una piena emergenza in corso e non si può rimanere inerti a guardare.
Occorrono azioni concrete che possano essere di impulso per una gestione e protezione del verde urbano, delle pinete e di ogni albero sinonimo di vita e salubrità ecosistemica.
Troppi alberi tagliati nei parchi e nelle ville storiche: la procura apre un’indagine
«È passato oltre un anno dal maxi esposto sugli abbattimenti Illegittimi presentato dall’ On. Fabrizio Santori alla procura».
Così Jacopa Stinchelli, all’indomani degli ulteriori avvisi in urgenza di abbattimenti sparsi per tutta Roma, che allarmano la cittadinanza.
Da allora si sono susseguiti ulteriori esposti di cittadini e associazioni per denunciare abbattimenti illegittimi dannosi e in continua deroga rispetto al codice dei Beni Culturali, ai Criteri CAM (Criteri Ambientali Minimi), alle leggi sulla tutela delle nidificazioni e degli animali, al Regolamento del Verde.
Stinchelli: «A che punto è questo fascicolo? Noi siamo pronti a presentare un’ulteriore maxi esposto documentando tutte le infrazioni di questo ultimo anno, da Viale dei Quattro Venti a Viale Europa al Mausoleo di Augusto a Viale Palmiro Togliatti ai Fori Imperiali a Ostia, a Via Gregorio VII solo per citare alcuni esempi».
Qui si tratta di decine di migliaia di alberi spariti, che corrispondono a milioni di kg di ossigeno e quindi a centinaia di milioni di Euro persi.
Piantare al loro posto alberelli che muoiono dopo poco è un circolo vizioso.
«Lo abbiamo detto spesso – continua la presidente CURAA -: le dichiarazioni del Dipartimento di Tutela Ambientale sull’ assenza di personale per i controlli delle ditte esternalizzate in corso d’opera ci preoccupano molto, insieme alla sparizione di giardinieri e orticultori all’interno del Servizio Giardini.
Sicurezza? Emergenza? Maxi- inchiesta sui crolli?
Ne fu aperta già una nel 2023 e da allora le cose sono possibilmente peggiorate.
È passato oltre un anno dal maxi esposto sugli abbattimenti Illegittimi presentato dall’ On. Fabrizio Santori alla procura».
Le vittime, i danni e i crolli sembrano aumentati
Quindi la manutenzione “difensiva” messa in atto dal Comune di Roma, non solo non riduce i rischi ma simula una diligenza fuorviante, di fatto devastante per il patrimonio arboreo esistente e per l’erario.
Sono anni che autorevoli esperti del settore chiedono alle istituzioni di parlare di “emergenza alberi abbattuti”, non di emergenza alberi caduti. I collegamenti con altre inchieste, come quella sull’asfalto ammalorato e sugli appalti facenti capo a una sola persona appaiono degni di essere approfonditi”.
Le conseguenze dell’abbattimento feroce degli ultimi anni
«In questo ultimo anno gli abbattimenti hanno continuato ad aumentare in tutti i Municipi di Roma, registrando un fenomeno preoccupante: il sistematico utilizzo degli avvisi in urgenza», conclude Stinchelli.
Sembra uno stratagemma se l’urgenza è applicata a tappeto su intere vie e aree spesso vincolate e in concomitanza di progetti edilizi, tranviari, scavi archeologici e altri cantieri. Tristemente noti per le implicazioni giudiziarie.
Una forzatura antiscientifica rispetto all’effettiva necessità di abbattere interi filari o alberi plurisecolari e con essi i loro benefici ecosistemici fondamentali per combattere le patologie polmonari, l’inquinamento e il surriscaldamento urbano.
In questi mesi e anni si è ascoltato nelle commissioni capitoline una narrativa pericolosa contro i grandi alberi, non a loro favore: malati, vecchi, a fine ciclo, infestanti, pericolanti, da rottamare e destinare alle biomasse, da sostituire.
Altresì, narrativa pericolosa perché apre a una libera devastazione ad opera delle motoseghe senza controllo e della speculazione sulla legna di risulta.
Il giro di affari appare cospicuo e poco trasparente se coinvolge un patrimonio naturale e storico di Roma nei confronti del quale gli amministratori hanno un obbligo di conservazione, cura e accudimento.
Il rischio che un bene pubblico sia svalutato e trasformato in profitto privato è evidente.
Fonti:
Alberi come Beni comuni. Tra Scienza e Diritto





