mercoledì, Gennaio 7, 2026

Calabria: il primo calendario di promozione turistica

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IL CALENDARIO 2026 DELL’ENTE PARCHI MARINI REGIONALI DELLA CALABRIA PROPONE UNA LETTURA INTEGRATA DEL TERRITORIO, UNENDO AREE MARINE PROTETTE, IDENTITÀ CULTURALI E ATTRATTORI DELL’ENTROTERRA: UNO STRUMENTO DI PROMOZIONE TURISTICA CHE PUNTA SU ESPERIENZA, CONNESSIONI E NUOVE NARRAZIONI.

Dal mare all’entroterra, superando una visione frammentata del territorio. È questo l’impianto concettuale che guida l’edizione 2026 del calendario dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria, presentata a Vibo Valentia nella sede dell’ex Tonnara di Bivona.

Il calendario non si limita a scandire i mesi ma propone una lettura strutturata della Calabria come destinazione esperienziale, rivolta a un pubblico nazionale e internazionale.

Un calendario come strumento di promozione territoriale

Il progetto editoriale introduce, per la prima volta a livello regionale, i Marcatori Identitari Distintivi (MID) come chiave di interpretazione e racconto del territorio. L’obiettivo è offrire una narrazione che tenga insieme patrimonio naturale, storia, paesaggi e comunità, superando l’idea di una Calabria ridotta esclusivamente alla dimensione balneare.

Secondo il direttore generale Raffaele Greco, il calendario 2026 rappresenta un passaggio di prospettiva. Il mare non viene più considerato solo come una linea costiera o un dato geografico, ma come elemento connettivo di una regione complessa, dove ambiente marino ed entroterra dialogano e costruiscono insieme un’offerta turistica articolata.

I parchi marini come punto di partenza

I sei Parchi Marini Regionali diventano l’ossatura del calendario. Ogni mese mette in relazione un’area marina protetta con uno o più MID della cosiddetta “Calabria Straordinaria”, suggerendo itinerari e connessioni territoriali praticabili.

Il Parco Marino della Secca di Amendolara, caratterizzato da una montagna sommersa a poche miglia dalla costa, viene accostato a una narrazione che intreccia biodiversità e mito.

La Baia di Soverato, nel golfo di Squillace, è presentata come area di particolare delicatezza ecologica, rifugio per cavallucci marini e tartarughe Caretta caretta. La Costa dei Gelsomini viene raccontata attraverso il rapporto tra grandi spiagge sabbiose e un mare meno antropizzato.

La Riviera dei Cedri, con l’Isola di Dino, l’Isola di Cirella e l’Arco Magno, mette in evidenza la relazione tra geologia, paesaggio e specie botaniche rare. Gli Scogli di Isca, tra Amantea e Belmonte Calabro, sono descritti come un sistema sommerso ricco di biodiversità, mentre la Costa degli Dei, tra Pizzo e Capo Vaticano, rappresenta uno degli esempi più noti di costa rocciosa calabrese.

I Marcatori Identitari Distintivi come chiave di lettura

I mesi pari del calendario sono dedicati ai MID, selezionati come elementi capaci di raccontare la Calabria oltre gli stereotipi. Non si tratta solo di luoghi, ma anche di figure storiche, produzioni culturali, patrimoni naturali e testimonianze scientifiche.

Tra i marcatori compaiono Sybaris, simbolo antico di ricchezza e raffinatezza, Luigi Lilio, ideatore del calendario gregoriano e i Bronzi di Riace, esempio di eccellenza artistica riconosciuta a livello globale.

Sono presenti anche il Bos primigenius, la Faggeta vetusta della Valle Infernale, il Codex Purpureus Rossanensis, la liquirizia di Calabria, le Fonderie borboniche di Mongiana e Ferramonti, unico campo di concentramento europeo senza vittime.

La selezione include inoltre figure come Gioacchino da Fiore, San Francesco di Paola, Pitagora e Bruno da Longobucco, accostando patrimonio materiale e immateriale in una narrazione coerente.

Le aree marine protette della Calabria

Le aree marine protette della Calabria costituiscono uno degli assi portanti della tutela ambientale regionale. Rappresentano un sistema articolato che protegge ecosistemi costieri e sommersi di elevato valore ecologico.

I Parchi Marini Regionali insistono su tratti di costa molto diversi tra loro, dallo Ionio al Tirreno, includendo fondali rocciosi, praterie di fanerogame marine, secche sommerse, grotte costiere e ambienti di transizione tra mare e terra.

Questi spazi svolgono una funzione strategica non solo per la conservazione della biodiversità, ma anche per il monitoraggio degli effetti del cambiamento climatico, dell’erosione costiera e della pressione antropica.

Le aree protette calabresi ospitano specie simbolo come la tartaruga Caretta caretta, i cavallucci marini, numerose specie di pesci costieri e comunità bentoniche particolarmente sensibili, e costituiscono laboratori naturali per attività di ricerca scientifica, educazione ambientale e turismo sostenibile.

Il patrimonio naturalistico e i MID naturalistici

Il patrimonio naturalistico calabrese si estende ben oltre la dimensione marina e trova nei Marcatori Identitari Distintivi di matrice ambientale uno strumento efficace di valorizzazione. Accanto ai paesaggi costieri, la Calabria conserva foreste vetuste, sistemi montani, aree umide e habitat relitti di grande importanza europea.

MID come la Faggeta vetusta della Valle Infernale, riconosciuta per la sua unicità ecologica, o Demetra, considerata una delle querce più antiche al mondo, raccontano una regione dove la biodiversità è il risultato di equilibri millenari. A questi si affiancano ecosistemi come le zone umide costiere, le dune sabbiose, le falesie rocciose e i corridoi ecologici che collegano mare ed entroterra.

I MID ambientali non funzionano come semplici attrazioni naturali, ma come indicatori dello stato di salute del territorio, mettendo in evidenza il legame diretto tra conservazione degli habitat, gestione sostenibile delle risorse e qualità della vita delle comunità locali. In questo senso, il patrimonio naturale diventa parte integrante della narrazione identitaria regionale e una leva concreta per politiche di sviluppo responsabile.

Un’offerta integrata per diversi profili di viaggiatori

Il calendario è pensato per suggerire connessioni territoriali entro un raggio di circa cento chilometri dalle sedi dei parchi marini. Attraverso QR code, il lettore può accedere a contenuti multimediali che illustrano non solo le aree marine, ma anche castelli, borghi storici, aree archeologiche, siti religiosi e paesaggi naturali dell’entroterra.

Questa impostazione mira a costruire un’offerta turistica integrata, capace di intercettare target diversi, dal turismo subacqueo a quello culturale, naturalistico ed enogastronomico. La scelta di affidare il progetto ai Parchi Marini viene letta come un segnale strategico. Il mare diventa porta di accesso a un territorio più ampio, non punto di arrivo isolato.

Il Calendario è scaricabile sul sito parchimarinicalabria.it.

Un cambio di approccio nella comunicazione regionale

Il calendario 2026 dell’Ente Parchi Marini Regionali della Calabria si colloca così a metà tra prodotto editoriale e strumento di marketing territoriale. L’uso dei Marcatori Identitari Distintivi consente di strutturare una narrazione che valorizza la complessità regionale, evitando una promozione frammentata per singole località.

In un contesto in cui molte destinazioni competono sugli stessi immaginari turistici, la scelta di puntare su identità, connessioni e profondità storica rappresenta un tentativo di differenziazione. Il calendario non promette solo luoghi da visitare. Ma percorsi di lettura e di esperienza, invitando a scoprire una Calabria che, nelle intenzioni del progetto, il pubblico internazionale “non si aspetta”.

Numero verde ONA

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